sabato 25 maggio 2013

100 second science

Pare che le playlist di questo tipo vadano di moda. Dopo il ben riuscito Minute Physics è la volta di 100 Second Science, ovvero 100 secondi per spiegare un qualsiasi argomento di Fisica (ma non solo). I protagonisti di questi brevi talk sono super scienziati come John Rarity, che potete ammirare nel video qui sotto, Helen Heath che ci dà una lezione sul bosone di Higgs o Peter Barham avvolto dalle sue lunghe catene polimeriche.






Ma ci sono molti altri, basta recarsi sul canale Physics World TV per dare sfogo alla inesauribile volontà di imparare in meno di due minuti... che suona quasi come "allena gli addominali in meno di otto minuti" o "tonifica il fondo schiena in sei". Perché tutta sta fretta? Bah, francamente non mi convincono. S.T.

5 commenti:

  1. Sono d'accordo (quasi) con te. Un minuto o 100 secondi di video possono essere utili per stuzzicare l'appetito, ma poi se vuoi mangiare non sai dove andare, quindi il solo video serve a ben poco. Immagina però se questi signori, oltre al video, segnalassero i vari ristoranti dove potersi sfamare (per chi vuole naturalmente). Immagina che sotto il video venga postata una lista con eventuali libri da leggere sul tema, o link di approfondimento ben filtrati, o corsi di studio da seguire, ecc. ecc.
    Qualcosa del tipo:
    "Guardatevi questo video, così, tanto per iniziare, ma poi seguite link e segnalazioni se davvero l'argomento vi interessa e volete capirne di più".
    Sarebbe ben altra cosa no? Tu che dici?

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    1. Sì Marco, sono d'accordo. Di sicuro andrebbe già molto meglio. Considera però che c'è una certa refrattarietà (molto diffusa) nel segnalare link o libri utili. Non è insolito trovare articoli che ti raccontano le straordinarie gesta di uno scienziato o che pretendono di spiegarti la meccanica quantistica senza mettere poi uno straccio di bibliografia. E' un'abitudine malsana ma molto diffusa

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    2. Ti credo. Nel mio piccolo, girovagando sul Web, mi sono spesso incontrato con link o completamente inesistenti o che rimandavano alla fonte della fonte/della fonte/della fonte... o addirittura a cose che non avevano nulla di scientifico. Per questo ho scritto "link di approfondimento ben filtrati". Questo per il web; per i libri non mi esprimo visto che ne ho letti ancora troppo pochi.
      Io penso che uno dei problemi principali che portano alle malsane abitudini di cui parli, sia il fatto che troppo spesso la Scienza, e quindi i suoi contenuti, venga usata più per "mettersi in vetrina" e/o per business, che non con l'obbiettivo di condividere conoscenza. Siamo ancora lontani dalla Scienza gratuita e per tutti (tutti quelli che hanno voglia di studiare).
      Un salutone e buona Domenica

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  2. Sono d'accordo con te, Lu. La fretta non è mai stata una buona compagna dell'apprendimento. Non mi dilungo, pensando che i motivi siano chiari.

    Ciao. Un bacione.

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  3. Grazie Annarita, un bacione a te :)
    E un carissimo saluto a Marco

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