sabato 23 marzo 2013

Una scelta a caso


Wikipedia docet: "Il termine econofisica designa un ambito di ricerca interdisciplinare, caratterizzato dall'applicazione di tecniche e metodi in origine sviluppati nel campo della fisica a problemi propri dell'economia, e che in genere includono aspetti stocastici, statistici e di dinamica non lineare.
Gli strumenti utilizzati in econofisica includono (senza pretese di esaustività): impiego di modelli di percolazione e modelli derivati dalla geometria frattale per spiegare le fluttuazioni dei mercati finanziari, impiego di modelli di arresto cardiaco, criticalità auto-organizzata, previsione dei terremoti, per comprendere e spiegare i crash del mercato azionario. Le similitudini concettuali delle tecniche utilizzate fanno sì che le interazioni tra questi diversi settori siano frequenti. ...". Non è esaustivo certo, ma può servire come intro per il racconto di oggi. Dopo aver bighellonato nel web a lungo e in largo e senza una meta precisa, la mia curiosità è stata calamitata da un articolo di Improbable Research, intitolato: "Long-term results: Should You Trade Stocks Randomly?". La pagina di IR spiega come un gruppo di ricercatori italiani, più precisamente di Catania, già insignito del premio Ig Nobel per aver dimostrato i vantaggi di un'azienda derivanti dal promuovere persone a caso*, abbia poi puntato le sue armi di analisi verso un nuovo obiettivo. Il loro nuovo studio prende in esame i pro e i contro di una compravendita di azioni o titoli di borsa dettata dal caso piuttosto che da scelte ragionate. L'articolo, "Are random trading strategies more successful than technical ones?", datato 18 Marzo 2013, lo potete consultare liberamente su Arxiv (a maggior ragione se siete appassionati di borsa e finanza). I premiati Ig Nobel sono Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda  e Cesare Garofalo, i primi due fisici, il terzo sociologo. I tre, assieme a M. Caserta e S. Spagano, sono anche autori di un libro: "Democrazia a sorte. Ovvero la sorte della Democrazia", in cui si immagina di inserire, in un parlamento virtuale simulato al computer, una componente di deputati selezionati a caso tra tutti i cittadini, studiandone poi le dinamiche e i possibili risvolti (a tal proposito c'è una Java Applet per testare i risultati). Su questa stessa scia si piazza l'attualissimo "On the efficiency of the new Italian Senate and the role of 5 Stars Movement" (pdf), uscito proprio qualche giorno fa. Sono studi molto interessanti, come molti altri che hanno portato alla vittoria del prestigioso Ig Nobel, che come si è già detto più volte, al di là dei toni scherzosi, possiedono sempre e comunque risvolti utili sui quali riflettere.

*Lo studio è in un certo qual modo legato al Principio di Peter, forse ancor più noto come principio di incompetenza, secondo il quale: "in una gerarchia, ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza". Detto in altri termini, in una qualsiasi gerarchia, i membri che dimostrano doti e capacità nella posizione in cui sono collocati vengono ("quasi" sempre) promossi ad altre posizioni. Questa dinamica li porta a raggiungere, di volta in volta, nuove posizioni, in un processo che si arresta solo quando accedono a una posizione poco congeniale, per la quale non dimostrano di possedere le necessarie capacità: tale posizione è ciò che gli autori intendono per massimo livello di incompetenza, raggiunto il quale la carriera del soggetto si ferma definitivamente. Strano a dirsi, ne sentii parlare per la prima volta durante un corso di dottorato (varrà anche per il mondo dell'università e della ricerca?) e poi ho scoperto un'omonima serie Tv prodotta dalla BBC.

Sotto, la cerimonia di premiazione dei tre ricercatori catanesi.





Per saperne di più: Accidental Politicians Page
The Peter Principle Revisited. A Computational Study (http://arxiv.org/abs/0907.0455)

1 commento:

  1. Studio molto interessante! Ma ciò non impedisce l'esistenza della crisi economica che sta molto anche troppo bene! Il cambiamento è aspettato con impazienza!

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