sabato 28 settembre 2013

Visual Elements Periodic Table

La tavola periodica interattiva proposta dalla RSC (Royal Society of Chemistry) è una "figata" pazzesca. L'ho scoperta quasi per caso mentre mi scervellavo sulla scelta di una rivista adatta per sottomettere un articolo. L'immagine che segue (la "Visual elements Images") è opera di Murray Robertson. Rappresenta l'origine o l'utilità di un dato elemento.
http://kwout.com/cutout/9/cv/2v/7gy.jpg
Puntando il mouse sulle figure appare la spiegazione della simbologia utilizzata, ad esempio, l'europio (1901), viene rappresentato dal simbolo dell'euro mentre l'antimonio, il mascara degli antichi Egizi, dall'occhio di Horus (il dio Falco). La tavola periodica vera e propria, che trovate su questa pagina, descrive tutti gli elementi indicando anche il livello di tossicità. Si possono creare dei filtri, evidenziando i metalli o, che so, i lantanidi. Si può vedere lo stato degli elementi a temperature differenti (per questo basta spostare il cursore della temperatura), mentre le altre pagine riportano informazioni storiche, podcast o video, realizzati sempre da Murray Robertson, utilities varie e altre curiosità, come la pagina dedicata all'antica alchimia.
http://ectn-assoc.cpe.fr/news/letter/2011/11/4.RSC_Periodic_Table.jpg 

http://www.meta-synthesis.com/webbook/35_pt/RSC_Alchemy.png

Per altre risorse o materiale adatto all'insegnamento della chimica potete recarvi su RSC - Learn Chemistry

sabato 21 settembre 2013

Bohemian Gravity

Ecco finalmente una nuova cover da dedicare ai nostri amici geek. Bohemian Gravity (ispirata all'originale Bohemian Rhapsody dei Queen) si può considerare a tutti gli effetti un indimenticabile masterpiece, frutto del genio di Timothy Blaise, giovane fisico della McGill University. Il video proposto da questo ragazzo appassionato di teoria delle stringhe accompagna (e "pubblicizza") il suo lavoro di tesi, intitolato appunto "A new quantization condition for parity-violating three-dimensional gravity" (pdf).



Lyrics:

Is string theory right?
Is it just fantasy?
Caught in the landscape,
Out of touch with reality
Compactified
On S5 or T*S3

Space is a pure void
Why should it be stringy? 
Because it's quantum not classical
Nonrenormalizable
Any way you quantize
You'll encounter infinity
You see

Quanta
Must interact
Via paths we understand
Using Feynman diagrams
Often, they will just rebound
But now and then they go another way
A quantum
Loooooop
Infinities will make you cry
Unless you can renormalize your model
Of baryons, fermions
And all other states of matter

Curved space:
The graviton
Can be thought of as a field
But these infinities are real
In a many-body
Loop diagram
Our results diverge no matter what we do...
A Quantum Soup (any way you quantize)
Kiss your fields goodbye
Guess Einstein's theory wasn't complete at all!

I see extended 1-D objects with no mass
What's their use? What's their use? Can they give us quark plasma?
What to minimize?
What functional describes this
String?
Nambu-Goto! (Nambu-Goto)
Nambu-Goto! (Nambu-Goto)
How to quantize I don't know
Polyakov!
I'm just a worldsheet, please minimize me
He's just a worldsheet from a string theory
Reperametrized by a Weyl symmetry!

Fermi, Bose, open, closed, orientable?
Vibrations
Modes! They become particles (particles!)
Vibrations
They become particles (particles!)
Vibrations
They become particles (particles!)
Become particles (particles!)
Become particles (many many many many particle...)
Modes modes modes modes modes modes modes!
Oh mamma mia mamma mia,
Such a sea of particles!
A tachyon, with a dilaton and gravity-vity-VITY

(rock out!)

Now we need ten dimensions and I'll tell you why
(anomaly cancellation!)
So to get down to 4D we compactify!
Oh, Kahler!
(Kahler manifold)
Manifolds must be Kahler!
(Complex Reimannian symplectic form)
If we wanna preserve
Any of our super-symmetry

(Superstrings of type I, IIa and IIb)
(Heterotic O and Heterotic E)
(All are one through S and T duality)
(Thank you Ed Witten for that superstring revolution and your new M-theory!)

(Maldecena!)
(Super-Yang-Mills!)
(Type IIB String!)
Dual! Dual!
(In the AdS/CFT)
(Holography!)

Molecules and atoms
Light and energy
Time and space and matter
All from one united
Theory

Any way you quantize...

Lyrics and arrangement by Tim Blais and A Capella Science
Original music by Queen


E se tutto ciò non dovesse bastarvi e avanzarvi potete recarvi sul suo canale youtube e assaporare il resto della sua ampia produzione artistica.

Fonte: io9.com

Ops! Mi sono accorta un pò in ritardo che ne aveva già parlato Leonardo  su Tamburo Riparato. Sorry!

sabato 31 agosto 2013

Quantum Computers Animated


In questo video i fisici teorici John Preskill e Spiros Michalakis descrivono le principali differenze tra la fisica classica e la quantistica introducendo il concetto di computer quantistici.
Prodotto in collaborazione con the Institute for Quantum Information and Matter del Caltech e finanziato dalla National Science Foundation.

More at: http://www.phdcomics.com/tv/
Animated by Jorge Cham: http://jorgecham.com/

domenica 18 agosto 2013

Look da scienziati

Classico look da scienziato: Hedy Lamarr
Maschio, bianco, pochi capelli diradati sul cranio e occhiali spessi. E' l'immagine stereotipata dello scienziato che la giornalista Allie Wilkinson cerca di combattere tramite il sito "This Is What a Scientist Looks Like". Su questa piattaforma, ricercatori di ogni parte del mondo condividono le loro foto e si presentano, iniziando con il classico: "Hi, my name is ... ". La loro finalità è quella di dimostrare che non esiste un'immagine tipo dello scienziato e infatti, ecco che appaiono fisici teorici che si lanciano col paracadute, signorine in bikini che di mestiere fanno le biologhe marine, Phd che si esibiscono in una rock band, e altre, che di mestiere fanno l'ingegnere meccanico, immortalate con i loro gemellini appena nati. Francamente mi sa di esibizionismo portato all'ennesima potenza ma può anche darsi che mi sbagli. In ogni caso, se siete pronti a mettervi in posa, su questa pagina potete caricare il vostro profilo migliore, accompagnandolo con una breve presentazione di voi stessi e del vostro lavoro. Ah, ovviamente, niente foto osé ;)

domenica 4 agosto 2013

Come eravamo

Il post dedicato alle origini dei blog scientifici italiani (non so se proprio tutti ma di sicuro una grossa parte) è stato una idea carinissima da parte di Marco che mi ha sorpreso non poco (a momenti cascavo dalla sedia) ma che mi ha reso molto felice. Essere menzionata fra i blogger scientifici italiani è un onore e un grande privilegio. Dopo lo scialamento iniziale però, la lettura di quel mio primo tentativo di blogging mi ha portato a fare diverse penose considerazioni. La prima è che le mie origini sono piuttosto oscure ...quell'articolo, dio buono, non so quante volte ho pensato di rimuoverlo, lui e tutti gli altri tentativi risalenti ai primi mesi. Non l'ho fatto e tutto sommato non me ne pento, quantomeno è servito al lavoro di Marco ;). Non posso dire se sono migliorata oppure no e onestamente credo che non spetti a me dirlo. Quando iniziai, nel lontano 2009, non avevo le idee chiare su come si dovesse tenere un blog, non sapevo esattamente che cosa dovevo scriverci e dopo anni e anni di ripetuti sforzi non l'ho ancora capito. Ho provato a programmare, a impostare degli articoli per poi svilupparli col tempo ma alla fine, per troppa vagabondaggine, ho sempre lasciato stare. Tutto ciò mi fa supporre che non sono cambiata, a dispetto di tutti questi anni, almeno non così tanto e di sicuro non quanto avrei voluto. Per finirla qui, che se no rischio di diventare very pathetic, aggiungo solo che questo amarcord bloggeriano mi porta a considerare la cosa più importante, ovvero l'opportunità che mi è stata data di conoscere gente nuova, dotata di talento e di tanta esperienza. Ho anche avuto la grande sorpresa di incontrare persone che già conoscevo, dal vivo intendo, che tramite la parola scritta si sono fatti conoscere ancora meglio, mettendo in luce i lati del carattere rimasti nell'ombra. Ciò che conta però, come ha giustamente sottolineato Marco, è quello che queste persone ti lasciano, dopo la lettura delle loro opere. Buona estate a tutti! :)




Da leggere
30 blog scientifici: gli esordi

martedì 30 luglio 2013

Disney research - Science at play

Non sapevo dell'esistenza di laboratori di ricerca targati Walt Disney. L'ho scoperto oggi. Su Wikipedia ho cercato qualche informazione in più ma non è che ci sia scritto molto. Certo, il tipo di ricerca che fanno è sempre e comunque legata al mondo del cinema; in particolare, si occupano di robotica, grafica, sensori, display, ecc. Ma ho notato che sul sito ufficiale ci sono delle posizioni aperte per senior research scientists o anche post-doc. Se avessi il curriculum adatto credo che ci farei un pensierino. Comunque, l'ultimo prodotto sfornato da casa Disney è un algoritmo che consente di ricostruire immagini 3D partendo da semplici fotografie. Come essi stessi affermano "Our algorithm first computes reliable depth estimates specifically around object boundaries instead of interior regions, by operating on individual light rays instead of image patches. More homogeneous interior regions are then processed in a fine-to-coarse procedure rather than the standard coarse-to-fine approaches. At no point in our method is any form of global optimization performed." (fonte: Science, Space & Robots)

Qui il papero e più giù, se vi va di dare un'occhiata, il video dimostrativo.




domenica 14 luglio 2013

Indovinelli di fisica e nascita delle emoticon

Courtesy of: School of Computer Science/Carnegie Mellon University 
L'uso delle emoticon (le faccine sorridenti...serie o arrabbiate) si può considerare come una parte essenziale del lessico di Internet. Secondo alcuni studenti della Carnegie Mellon University, tutto è cominciato con uno scambio di battute durante una conversazione che aveva qualcosa a che vedere con la fisica. Il 16 settembre 1982, Neil Swartz, un informatico della CMU, propose un problema di fisica per i suoi colleghi, sulla "bboard" di dipartimento, una specie di bacheca online ante litteram. Ebbene, gli utenti di questa bboard erano soliti pubblicare indovinelli scientifici, per darsi un pò di arie, credo, ma anche perché, quando si frequentano università particolarmente prestigiose, bisogna cercare di tenere alto il morale. Fra i vari indovinelli proposti, l'enigma del canarino in un ascensore in caduta libera è stato di sicuro uno dei più apprezzati. Modificando lo scenario, e liberando il povero canarino, Swartz presentò un nuovo quesito che coinvolgeva una candela accesa, montata su una parete dell'ascensore, e una goccia di mercurio sul pavimento. "Il cavo si spezza e l'ascensore cade" scrisse Swartz. "Cosa succede alla candela e al mercurio?". Quella stessa sera, un altro scienziato informatico, Howard Gayle, rispose con un messaggio faceto dal titolo: "ATTENZIONE! A causa di un esperimento di fisica recente, l'ascensore di sinistra è stato contaminato con il mercurio. C'è anche qualche lieve danno dovuto all'incendio. La decontaminazione dovrebbe essere completa entro le 08:00 di Venerdì". Alcuni ci cascarono, altri, di sicuro più svegli, no. Fu così che i vari utenti di bboard, preoccupati di non far saltare dalla sedia i colleghi più tardi, cominciarono ad utilizzare dei simboli che identificavano le burle. E alla fine, Scott Fahlman, un ricercatore dello stesso dipartimento, propose di utilizzare " :-) " per gli scherzi e " :-( " per le cose serie, togliendo qualsiasi ambiguità pericolosamente insita nei messaggi messi per iscritto. Il suo smiley prese piede all'interno della CMU, per poi diffondersi in tutte le altre università e aziende collegate ad ARPANET, l'antenato del moderno Internet. Ed ecco come nacque la faccina sorridente.

La storia che vi ho appena narrato è abbastanza datata, lo so, non c'è proprio nulla di nuovo. Il fatto è che qualcuno, confondendo le cose, dà la paternità degli smiley ai fisici, e non agli informatici. Prendendo spunto da questo post e poi da questo Physics and the birth of the emoticon ho pensato di fare luce su questo importante pezzo di storia moderna.

Bibliografia
http://www.symmetrymagazine.org/article/july-2013/physics-and-the-birth-of-the-emoticon
http://physicsandphysicists.blogspot.it/2013/07/physics-discussion-gave-birth-to.html

Per approfondire:
- "Joke" Conversation Thread in which the :-) Was Invented

domenica 16 giugno 2013

L'importanza della stupidità nella ricerca scientifica parte II

Continuando la raccolta degli articoli a prima svista inutili e scellerati (se non erro questa è la quarta puntata) non dobbiamo dimenticare di dare un posticino ai capolavori dedicati alle scienze sociali, come per esempio: "The Effect of Country Music on Suicide" - Social Forces
Vol. 71, No. 1 (Sep., 1992), pp. 211-218 - .
www.oddee.com
Secondo gli autori, Steven Stack and Jim Gundlach, il papero "assesses the link between country music and metropolitan suicide rates. Country music is hypothesized to nurture a suicidal mood through its concerns with problems common in the suicidal population, such as marital discord, alcohol abuse, and alienation from work. The results of a multiple regression analysis of 49 metropolitan areas show that the greater the airtime devoted to country music, the greater the white suicide rate. The effect is independent of divorce, southernness, poverty, and gun availability. The existence of a country music subculture is thought to reinforce the link between country music and suicide. Our model explains 51% of the variance in urban white suicide rates." 

E che dire di questa perla interdisciplinare proveniente dall'Università di Stoccolma? Il titolo la dice tutta: "Chickens prefer beautiful humans" (trad. appr. "i galli preferiscono le belle donne") - Human Nature September 2002, Volume 13, Issue 3, pp 383-389; premio Ig-Nobel 2003 -.
Stefano Ghirlanda, Liselotte Jansson e Magnus Enquist, "trained chickens to react to an average human female face but not to an average male face (or vice versa). In a subsequent test, the animals showed preferences for faces consistent with human sexual preferences (obtained from university students). This suggests that human preferences arise from general properties of nervous systems, rather than from face-specific adaptations. We discuss this result in the light of current debate on the meaning of sexual signals and suggest further tests of existing hypotheses about the origin of sexual preferences". A proposito di Stefano Ghirlanda vi dirò che possiede un blog, drghirlanda, dedicato alle neuroscienze, all'evoluzione e alla cultura e che, tra le altre cose, è stato coautore di un articolo molto interessante: "Shared Culture Needs Large Social Networks". 

Dall'abstract: "We report on a model for the emergence of shared cultural traits in a large group of individuals that imitate each other and interact in random social networks. The average size of the social network is shown to be a crucial variable ruling the emergence of a prevalent cultural trait shared by a majority of individuals. We distinguish between the case of a social network that changes while individuals develop their culture through the influence of others and the case of social networks which change slowly so that individuals reach a stable trait value before their social network changes appreciably. In both cases, no shared cultural trait emerges unless social network size is larger than a critical value. We also discuss how the formation of a shared cultural trait depends on the strength of mutual imitation, random factors that affect individuals’ decisions, and external influences such as social institutions." In quest'ottica, presto o tardi, perfino i blogger e i divulgatori di scienza finiranno per scrivere e dire sempre le stesse cose, nella condivisione di un'unica forma mentis (e i primi esempi a quanto pare non mancano).

Ma cambiamo tematica. I seguenti articoli riguardano un argomento delicatissimo, tristemente noto a tutti quei genitori che sono soliti vestire in fretta e furia i loro figli prima di portarli all'asilo e, in modo particolare, agli imbranati patologici che godono di un tormentato rapporto con le zip...e non solo:

Management of penile zipper injury - J Urol. 1977 May;117(5):671.
A novel method for removal of penile zipper entrapment Pediatr Emerg Care. 1999 Dec;15(6):412-3 - "Penile entrapment in a zipper is a presentation that may be seen in any emergency department. A method of release is presented that has not been previously described in the literature."
Extrication of penile entrapment in a polyethylene terephthalate (PET) bottle: a technique of suture traction and Dundee and literature review Int Urol Nephrol. 2012 Oct;44(5):1335-40 - "The PET bottle neck was removed intact successfully in 50 min. Follow-up revealed he got full recovery without any complications. Literature review shows that penile incarceration in PET bottle is frequently described as an isolated case report or small series, the approach for dealing with these problems are often described using cutting instruments, the PET bottle could produce a fatal harm in extreme situation."
- ecc. ecc. ecc.

La letteratura medica è piena di articoli e review dedicati a questo pernicioso problema... mi viene da pensare che siamo ben lontani da una soluzione definitiva.

Ma passiamo alle neuroscienze: "Navigation-related structural change in the hippocampi of taxi drivers" - PNAS April 11, 2000 vol. 97 no. 8 - è il titolo, e questo è quanto affermano i ricercatori del Dip. di Neurologia Cognitiva dell'Università di Londra: "Structural MRIs of the brains of humans with extensive navigation experience, licensed London taxi drivers, were analyzed and compared with those of control subjects who did not drive taxis. The posterior hippocampi of taxi drivers were significantly larger relative to those of control subjects. A more anterior hippocampal region was larger in control subjects than in taxi drivers. Hippocampal volume correlated with the amount of time spent as a taxi driver (positively in the posterior and negatively in the anterior hippocampus). These data are in accordance with the idea that the posterior hippocampus stores a spatial representation of the environment and can expand regionally to accommodate elaboration of this representation in people with a high dependence on navigational skills. It seems that there is a capacity for local plastic change in the structure of the healthy adult human brain in response to environmental demands. ...". 

Nel 2006, Antonio Mulet e colleghi dell'Università di Valencia hanno ottenuto il prestigioso Ig-Nobel per la chimica grazie allo studio:   "Ultrasonic Velocity in Cheddar Cheese as Affected by Temperature" - Journal of Food Science Volume 64Issue 6pages 1038–1041, November 1999 -. "The ultrasonic velocity in Cheddar cheese is temperature dependent. This relationship can be used to make corrections when determining ultrasonic texture or to determine mean temperatures in cooling/heating processes. At 0 < T < 35 °C ultrasonic velocity was 1590 to 1696 m/s, at 0 and 35 °C, respectively. Differential Scanning Calorimetry thermograms linked the temperature dependence of ultrasonic velocity to fat melting. Three parts are distinguished in the curve as a consequence of the fat melting and the appearance of free oil. The most reliable temperature interval to carry out ultrasonic measurements in Cheddar cheese is identified as 0 to 17 °C."

Ma al formaggio sono stati dedicati diversi articoli scientifici già a partire dai primi vent'anni del secolo scorso. La formazione dei buchi nel formaggio svizzero è costata più di un secolo di approfondite indagini, iniziate dal biochimico William Mansfield Clark, con il suo "On the formation of "eyes" in Emmental cheese" nel 1917.
L'autore ci spiega come "The quality of a prime Emmental cheese is determined not alone by its sweet, nutty flavor and pliant texture, but also by the character of its holes. Cracks, which frequently mar the appearance of a cheese, are intimately connected with a faulty texture." La qualità dei buchi nel formaggio ha un'importanza enorme ed è per questa ragione che i cheese-bubble researchers sparsi in ogni parte del mondo hanno utilizzato Scanning Electron Microscopes, Computerised Image Analysis, X-rays, Ultrasound e Nuclear Magnetic Resonance techniques per quantificare, misurare, monitorare la formazione dei buchi e capire come si formano. Il compendio "Technology of Cheesemaking" (2010) dedica un intero capitolo al problema, sottolineando però come a tutt'oggi rimangano diversi seri interrogativi: “A nucleus is necessary for the eye formation (Clark, 1917). It could be an air bubble attached to a solid curd particle, but the nucleation is not yet clearly understood.”(vedi: Improbable Research). Per approfondire potrei consigliarvi anche questo libro: Cheese: Chemistry, Physics and Microbiology, giusto per comprendere quanto questa tematica sia di carattere multidisciplinare.

E per oggi direi che basta così. Prossimamente si approfondirà la scienza dei buchi (non solo quelli del formaggio), le rimarchevoli proprietà della birra e molte altre cosette che ho già raccolto e messo da parte. S.T.

Bibliografia
http://www.oddee.com/item_90683.aspx
http://www.improbable.com/2011/12/07/fillable-entities/


sabato 25 maggio 2013

100 second science

Pare che le playlist di questo tipo vadano di moda. Dopo il ben riuscito Minute Physics è la volta di 100 Second Science, ovvero 100 secondi per spiegare un qualsiasi argomento di Fisica (ma non solo). I protagonisti di questi brevi talk sono super scienziati come John Rarity, che potete ammirare nel video qui sotto, Helen Heath che ci dà una lezione sul bosone di Higgs o Peter Barham avvolto dalle sue lunghe catene polimeriche.






Ma ci sono molti altri, basta recarsi sul canale Physics World TV per dare sfogo alla inesauribile volontà di imparare in meno di due minuti... che suona quasi come "allena gli addominali in meno di otto minuti" o "tonifica il fondo schiena in sei". Perché tutta sta fretta? Bah, francamente non mi convincono. S.T.

domenica 12 maggio 2013

Crab Canon on a Möbius Strip


Tratto dall'Offerta Musicale (1747) di J. S. Bach, non è altro che una singola sequenza musicale che può essere letta da sinistra a destra e, procedendo a ritroso, da destra a sinistra. Una vera e propria chicca per gli appassionati del genere.

Via +GOOD MUSIC 

http://www2.nau.edu/tas3/MOcancrizans.pdf
http://assioma5.altervista.org/05_Apparati/Cancrizzante.html

domenica 5 maggio 2013

Carnevale della Fisica e altri ameni link

Se non lo avete già fatto siete ancora in tempo per godere dell'ultima edizione del Carnevale della Fisica, ospitata da Leonardo Petrillo, padrone del blog Scienza e Musica. Il tema di questa 42esima edizione è "Personaggi e Scoperte della Fisica Moderna". Non è difficile intuire che il '900, il secolo delle guerre e delle grandi rivoluzioni scientifico-tecnologiche, è il protagonista assoluto di questa straordinaria kermesse.

Per restare in tema vi propongo un'infografica very cool, realizzata dal Time Magazine, che ripercorre sinteticamente gli avvenimenti più significativi del XX secolo, quelli che con buona probabilità, hanno influenzato drasticamente il corso della storia.
Via Lostateminor.com

Con Bernardo Cesare ci ritroviamo nuovamente al confine tra arte e scienza. Il sito micROCKScopica è stata una piacevole scoperta. Lui è un Professore di Petrologia del dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, che da anni si occupa di fotografare rocce con intenti artistici; le sue microfotografie sono di fatti esposte nelle gallerie e nei musei di storia naturale in ogni parte del mondo.




Bernardo Cesare - Via artandsciencejournal.com


 Le fotografie sono state effettuate tramite una fotocamera abbinata ad un microscopio ottico a luce trasmessa e polarizzata. "La tecnica non prevede alcuna elaborazione della foto né durante né dopo lo scatto: la varietà e le tonalità dei colori d’interferenza derivano solo dalla naturale propagazione della luce polarizzata, e dall’utilizzo di filtri compensatori a ritardo fisso di lunghezza d’onda" (cit.).

E quest'ultima immagine? Chi è quel Signore ritratto di spalle mentre scrive su lavagne ricoperte da misteriosi quanto oscuri simboli?
La spiegazione è fornita da Gianluigi Filippelli nel suo Una spiegazione elementare del teorema sull'equivalenza tra massa e energia.

E per oggi direi che è tutto. D.W.M.

mercoledì 24 aprile 2013

Moti collettivi ai concerti Heavy Metal


Il raduno della American Physical Society serve anche a questo: Matthew Bierbaum, un laureando della Cornell, ha presentato un talk dal titolo "Collective Motion at Heavy Metal Concerts", ripetendo il ben noto motto, che potrebbe suonare come uno slogan trito e ritrito, che la fisica è (purtroppo o infattamenteovunque, anche in un mosh pit* durante un concerto di musica metal. Assieme ad altri tre ricercatori della Cornell University, Bierbaum ha analizzato e modellizzato i moti collettivi dei moshers (grazie anche alla enorme quantità di materiale fornita da Youtube - più giù c'è un esempio -) e ha scoperto che "i ballerini si scontrano tra di loro in modo casuale e con una distribuzione di velocità che assomiglia a quella delle particelle in un gas bidimensionale", come ci spiega Lauren Wolfe sul Chemical & Engineering News.



Per riuscire a capire cosa succede durante i mosh pit, i ricercatori hanno utilizzato una simulazione flocking-based, trattando gli "esseri viventi come semplici particelle e riducendo le complesse dinamiche comportamentali a poche regole di base", afferma Itai Cohen, capo del team di ricerca. Questo studio, che detto così può risultare più che meritevole del premio Ig-Nobel, è inserito nel più ampio campo di indagine sul comportamento caotico delle folle, finalizzato alla progettazione di percorsi di evacuazione più efficaci in caso di pericolo immediato. Su Arxiv il papero del gruppo intitolato appunto Collective Motion of Moshers at Heavy Metal Concerts.



Via Open Culture

* se volete sapere qualcosina in più sulla corretta pratica del mosh pit andate qui

Vedi anche La matematica delle folle

sabato 20 aprile 2013

50 unbelievable facts about Earth

Clic per ingrandire
Visualinformation è un sito favoloso per la ricca raccolta di infografiche, poster, timelines e quant'altro. Gli argomenti trattati riguardano tutto lo scibile umano, storia, scienze, tecnologia, economia ... una vera e propria enciclopedia (grafica), aggiornata quotidianamente.

venerdì 5 aprile 2013

L'arte di Ofey


Ma chi è Ofey? Ci ho messo un bel pò a capire che era Lui"Ofey ...Ofey diceva ...", ripeteva un mio vecchio prof., snocciolando i suoi aforismi più noti, e io, che già di mio sono un pò tarda, non capivo a chi diavolo si riferisse. Intuivo però che si trattasse di uno grosso*. La spiegazione di come è venuto fuori questo pseudonimo si trova nel ben famoso "Surely You're Joking, Mr. Feynman!

“So I decided to sell my drawings. However, I didn’t want people to buy my drawings because the professor of physics isn’t supposed to be able to draw, isn’t that wonderful, so I made up a false name. My friend Dudley Wright suggested “Au Fait,” which means “It is done” in French. I spelled it O-f-e-y, which turned out to be a name the blacks used for “whitey.” But after all, I was whitey, so it was all right.”**

Richard Feynman, grandissimo scienziato, premio Nobel, noto divulgatore, suonatore di bongo, scrittore e molto altro ancora, si è dedicato al disegno e alla pittura a partire dall'età di 44 anni (a quanto pare c'è sempre tempo per darsi all'arte), poco dopo aver sviluppato il linguaggio visivo dei suoi famosi diagrammi e dopo aver dato vita a delle interessanti diatribe con il suo amico Jerry Zorthian sul tema dell'arte contro la scienza. Fino agli ultimi anni della sua vita Feynman realizzò moltissimi ritratti, alcuni dedicati a fisici, a scienziati e ai loro figli, molti altri raffiguranti spogliarelliste o comunque, nudi femminili.

"The Art of Richard P. Feynman: Images by a Curious Character" è una raccolta di opere eseguite nell'arco di un venticinquennio, a partire dal primo disegno di una figura umana risalente al 1962, fino al 1987, ossia a un anno dalla sua morte. La collezione è stata curata dalla figlia, Michelle Feynman, artista e fotografa freelance di un certo spessore.


Female Posing (1968)
Equations and Sketches (1985)

Nude Sleeping (1975)



Qui ho riportato giusto qualche disegno (tra quelli che mi sono piaciuti di più), ce ne sono diversi altri su The Art of Ofey: Richard Feynman's little-known sketches & drawings di Maria Popova, curatrice di un eccellente sito che, con la scusa di questo post, vi ripropongo.



- Richard Feynman on his art

*A essere sinceri le massime più triviali non è che gli rendono proprio giustizia ...
**Aneddoto che ha portato a qualche sporadica (e infondata) accusa di razzismo

sabato 23 marzo 2013

Una scelta a caso


Wikipedia docet: "Il termine econofisica designa un ambito di ricerca interdisciplinare, caratterizzato dall'applicazione di tecniche e metodi in origine sviluppati nel campo della fisica a problemi propri dell'economia, e che in genere includono aspetti stocastici, statistici e di dinamica non lineare.
Gli strumenti utilizzati in econofisica includono (senza pretese di esaustività): impiego di modelli di percolazione e modelli derivati dalla geometria frattale per spiegare le fluttuazioni dei mercati finanziari, impiego di modelli di arresto cardiaco, criticalità auto-organizzata, previsione dei terremoti, per comprendere e spiegare i crash del mercato azionario. Le similitudini concettuali delle tecniche utilizzate fanno sì che le interazioni tra questi diversi settori siano frequenti. ...". Non è esaustivo certo, ma può servire come intro per il racconto di oggi. Dopo aver bighellonato nel web a lungo e in largo e senza una meta precisa, la mia curiosità è stata calamitata da un articolo di Improbable Research, intitolato: "Long-term results: Should You Trade Stocks Randomly?". La pagina di IR spiega come un gruppo di ricercatori italiani, più precisamente di Catania, già insignito del premio Ig Nobel per aver dimostrato i vantaggi di un'azienda derivanti dal promuovere persone a caso*, abbia poi puntato le sue armi di analisi verso un nuovo obiettivo. Il loro nuovo studio prende in esame i pro e i contro di una compravendita di azioni o titoli di borsa dettata dal caso piuttosto che da scelte ragionate. L'articolo, "Are random trading strategies more successful than technical ones?", datato 18 Marzo 2013, lo potete consultare liberamente su Arxiv (a maggior ragione se siete appassionati di borsa e finanza). I premiati Ig Nobel sono Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda  e Cesare Garofalo, i primi due fisici, il terzo sociologo. I tre, assieme a M. Caserta e S. Spagano, sono anche autori di un libro: "Democrazia a sorte. Ovvero la sorte della Democrazia", in cui si immagina di inserire, in un parlamento virtuale simulato al computer, una componente di deputati selezionati a caso tra tutti i cittadini, studiandone poi le dinamiche e i possibili risvolti (a tal proposito c'è una Java Applet per testare i risultati). Su questa stessa scia si piazza l'attualissimo "On the efficiency of the new Italian Senate and the role of 5 Stars Movement" (pdf), uscito proprio qualche giorno fa. Sono studi molto interessanti, come molti altri che hanno portato alla vittoria del prestigioso Ig Nobel, che come si è già detto più volte, al di là dei toni scherzosi, possiedono sempre e comunque risvolti utili sui quali riflettere.

*Lo studio è in un certo qual modo legato al Principio di Peter, forse ancor più noto come principio di incompetenza, secondo il quale: "in una gerarchia, ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza". Detto in altri termini, in una qualsiasi gerarchia, i membri che dimostrano doti e capacità nella posizione in cui sono collocati vengono ("quasi" sempre) promossi ad altre posizioni. Questa dinamica li porta a raggiungere, di volta in volta, nuove posizioni, in un processo che si arresta solo quando accedono a una posizione poco congeniale, per la quale non dimostrano di possedere le necessarie capacità: tale posizione è ciò che gli autori intendono per massimo livello di incompetenza, raggiunto il quale la carriera del soggetto si ferma definitivamente. Strano a dirsi, ne sentii parlare per la prima volta durante un corso di dottorato (varrà anche per il mondo dell'università e della ricerca?) e poi ho scoperto un'omonima serie Tv prodotta dalla BBC.

Sotto, la cerimonia di premiazione dei tre ricercatori catanesi.





Per saperne di più: Accidental Politicians Page
The Peter Principle Revisited. A Computational Study (http://arxiv.org/abs/0907.0455)

sabato 9 marzo 2013

MinuteEarth: la storia del nostro pianeta in due minuti



Da poco sorto si può definire come il "sister-channel" di MinutePhysics.
Potete attivare i sottotitoli cliccando sul secondo pulsante in basso a destra.

sabato 2 marzo 2013

Wolfram project: Bell's theorem

Ieri sera, dopo un breve scambio di battute con Cla, in seguito alla lettura di questo articolo scovato sul Fatto Quotidiano, ho iniziato una attenta ricerca di articoli divulgativi, infografiche, schemi, video e quant'altro potesse spiegare in maniera semplice e intuitiva che cosa si intende per teorie delle variabili nascoste e teorema di Bell (dalla discussione con Cla emergeva una certa problematica legata al fatto che non è banale parlare di entanglement e computer quantistici senza far riferimento a questi concetti). Il problema è sempre quello, come ci si può approcciare a temi incredibilmente complicati senza annoiare a morte e possibilmente, senza cadere nel peccato mortale di ridurre il problema a pochi nozionismi semplicistici. Le dimostrazioni di Wolfram, per quanto non rappresentino proprio il massimo (sono sempre e comunque troppo sintetiche), potrebbero essere d’aiuto. Vi propongo questa: Bell’s Theorem.

"Il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (EPR) aveva l’intento di dimostrare come la meccanica quantistica, sebbene in grado di prevedere risultati in accordo con gli esperimenti, fosse fondamentalmente una teoria incompleta [1,2]. In particolare, essa è totalmente mancante di “realtà oggettiva” (o oggettivismo realistico). Secondo l'ampiamente accettata interpretazione di Copenaghen, in un sistema quantistico, alcune variabili non acquisiscono valori definiti fino a che non vengono misurati. Pertanto non hanno significato fisico in assenza di osservazione. Einstein era in totale disaccordo con questa interpretazione. A riprova di ciò vi è la sua succinta provocazione: “la luna è ancora lì quando nessuno la guarda?”*. In seguito Bohm, riformulò l'esperimento EPR in termini di una coppia di elettroni entangled (il discorso vale anche per i fotoni polarizzati) emessi da una sorgente compatta [3]. E’un fatto noto che la misura della polarizzazione di una particella determina univocamente la polarizzazione dell'altra. Mentre dal punto di vista dell’“oggettivismo realistico”, si assume l'esistenza degli stati di entrambe le particelle indipendentemente dall'osservazione, magari come variabili nascoste non ancora incorporate nel formalismo della meccanica quantistica. Nel 1964 John Stuart Bell formulò un test statistico in grado di mettere a paragone le due diverse visioni del mondo fornite rispettivamente dalla meccanica quantistica e dall’oggettivismo realistico. Esperimenti successivi, facendo uso di fotoni correlati, in particolare quelli di Clauser, Horne, Shimony, Holt, ma soprattutto quelli eseguiti da Alain Aspect e collaboratori, dimostrarono in maniera convincente che la meccanica quantistica è corretta. Questo risultato può essere riassunto come il teorema di Bell: “nessuna teoria fisica locale a variabili nascoste potrà mai riprodurre tutte le predizioni della meccanica quantistica” [4]. Henry Stapp considera il teorema di Bell come lo sviluppo più significativo nel campo della scienza (non solo della fisica) del XX secolo.
Questa dimostrazione descrive una versione semplificata dell’esperimento di Aspect. Il piccolo cubo situato nel centro emette coppie di fotoni correlati in direzioni opposte, verso due polarizzatori orientati secondo gli angoli   e . Un contatore a coincidenza posizionato in basso controlla il numero di coppie di fotoni che passano attraverso entrambi i polarizzatori e che vengono poi rivelate. Il contatore tabula la frazione di rilevazioni di coincidenza per diverse centinaia o diverse migliaia di coppie di fotoni emessi in una determinata configurazione dei polarizzatori e visualizza il risultato. La parte superiore del diagramma mostra i risultati sperimentali reali mentre la parte inferiore, racchiusa in un grigio riquadro filosofico, mostra le aspettative dell’oggettivismo realistico. Fatta eccezione per un paio di particolari disposizioni dei polarizzatori, questi risultati differiscono".

Bell's Theorem from the Wolfram Demonstrations Project by S. M. Blinder

Ci sono molte altre dimostrazioni interessanti alle quali potete dare uno sguardo (tipo l’immortale gatto di Schrodinger). Se avete dei suggerimenti o delle segnalazioni da fare siete i benvenuti.



http://www.einsteinshiddenvariables.com/Publications.html
http://www.multiversoweb.it/rivista/n-11-misura/la-misura-il-problema-irrisolto-della-meccanica-quantistica-3505/
http://scienceworld.wolfram.com/physics/Einstein-Podolsky-RosenParadox.html
http://scienceworld.wolfram.com/physics/BellsInequalities.html


1. Einstein, A, B Podolsky, N Rosen (15 maggio 1935). Can Quantum-Mechanical Description of Physical Reality be Considered Complete?. Physical Review 47 (10): 777–80. DOI:10.1103/PhysRev.47.777 10.1103/PhysRev.47.777 vedi http://www.ge.infn.it/~zanghi/zanghi_allori.pdf
2. All’esperimento EPR Bohr rispose con un articolo: Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?, Physical Review, 48 (1935), pag. 700, riportando una momentanea vittoria sull’annosa polemica con Albert Einstein.
3. Bohm David. (1951). Quantum Theory, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, page 29, and Chapter 5 section 3, and Chapter 22 Section 19.
4. J. S. Bell, On the Einstein Podolsky Rosen Paradox, Physics 1, 195-200 (1964) pdf