sabato 28 aprile 2012

Resources, link e curiosità varie

Gilbert U-238 Atomic Energy Lab
Iniziamo con la prima resource, Physics for the 21st Century: 11 unità didattiche accompagnate da video, simulazioni, guide, materiale in pdf e quant'altro; va bene per i ragazzi di tutte le età. Veritasium, un blog di video scientifici (che però non ho ancora avuto modo di apprezzare) e la relativa pagina su youtube. Ricordo inoltre che è online il carnevale della chimica numero 16, che ha per tema il “Carbonio e la Chimica del Carbonio”; una bellissima edizione ospitata da Annarita Ruberto su Scientificando (qui la versione pdf). E per finire una vera e propria chicca per gli appassionati del genere: Atomic Toys, ossia giocattoli, modellini e fumetti (Atomic Mouse, Atomic Rabbit e Atomic Bunny, Reacto Man e Inside the Atom...) dedicati all'energia atomica. L'immagine a sinistra rappresenta uno dei giochi più elaborati, prodotto dal 1951 al 1952, dotato di diverse sorgenti radioattive, di un contatore Geiger, di una camera a nebbia, manuale d'uso e manuale governativo; costava la bellezza di 50 dollari (che erano tanti per i tempi), mentre ai giorni nostri vale sì e no 5000 dollari. Inutile dire che il gioco in questione era molto pericoloso.
E per oggi è tutto, buon fine settimana e buon ponte del I maggio. :)

domenica 22 aprile 2012

Frodi scientifiche: revisioni e annullamenti

 "The value of this work is nil." (cit.)
 
Qualche giorno fa sul New York Times è apparso un articolo di Carl Zimmer dedicato al numero crescente di articoli ritrattati nel campo delle scienze biologiche. La fisica e la matematica non sono poi così colpite dal fenomeno anche se, la storia ci insegna, più scandali hanno coinvolto queste nobili discipline.
Esiste un blog, Retraction Watch, che a mò di periodico dei fattacci che sconvolgono la scienza (vi basta dare un'occhiata ai titoli per capirne il genere: Whistling the same Tunisia: Serial plagiarists plague the oncology literaturePoldermans update: Magazine cites lack of informed consent, bogus patient surveys, invented data and more; ecc. ecc.), riporta notizie molto curiose fra cui il caso della Computers & Mathematics with Applications”, una rivista targata Elsevier, che a sorpresa ritratta un articolo intitolato: "Computer application in mathematics" (pdf) con la seguente motivazione:
"This article has been retracted at the request of the Publisher, as the article contains no scientific content and was accepted because of an administrative error. Apologies are offered to readers of the journal that this was not detected during the submission process."
L'abstract del papero ripudiato recitava:
"In this study, a computer application was used to solve a mathematical problem. "
Le conclusioni "nonsense" affermavano:
"Computer magnification is a Universal computer phenomenon. This technique is applied in physics, astronomy, biology, medicine, architecture, particle physics, genetics, microbiology and in chemistry. Without magnification, deep studies and research are impossible. For the first time in the history of mathematics, the authors applied magnification technology and obtained a solution for a nearly 4300 year old parallel postulate problem. In brief an impossible proposition was proved as possible. This is a problematic problem. Further studies will give birth to a new branch of mathematical science."
A tutto questo si aggiunge l'indirizzo email un pò naif di uno degli autori: “ohm@budweiser.com”.

I fratelli Bogdanov (somigliano vagamente ai Winchester)
Ma nel passato sono capitati fattacci ben peggiori. Avete mai sentito parlare del Bogdanov affair? Non è il titolo di un film di spionaggio e le due teste da forca che vedete nell'immagine a fianco (non vi dà l'idea di una foto segnaletica?) sono in realtà due fratelli gemelli, Igor e Grichka, autori di una serie di articoli di fisica teorica, pubblicati su riviste abbastanza "serie", e dedicati alla descrizione di ciò che è realmente accaduto durante il big bang; più precisamente, di ciò che è accaduto durante i primi  10-43 secondi, noti come era di Planck. Dell'affare si parlò a lungo, sui giornali come sul web. Molti blogger presero posizione, iniziando a riflettere sui limiti del sistema peer-review e sulla sua fallibilità (del resto il sistema peer-review è fatto da uomini...va da sé che sia fallibile); gente come Peter Woit, curatore di Not Even Wrong e autore dell'omonimo libro che ha come sottotitolo "The Failure of String Theory and the Search for Unity in Physical Law", armò un feroce attacco contro i Bogdanov (un intero capitolo è dedicato all'affare B.) e al contempo contro la Teoria delle Stringhe. Il libro ricevette a sua volta numerose critiche e non so dirvi se a torto o a ragione dato che non l'ho mai letto. Leggo il suo blog perché lo trovo molto interessante e difatti lo spunto per questo mio post l'ho preso dalle sue pagine. Comunque, tornando alla questione delle fregnaccie che ogni tanto trovano spazio sulle riviste scientifiche, e abbandonando l'affare dei fratelli Igor e Grichka che, tra le altre cose, porta il sapore un pò sanguigno della lotta fra clan avversari, soffermiamoci su quest'altra storia losca che ha per protagonista Jan Hendrik Schön
Il dottor Jan H. Schon
Il dottor Schon, fisico tedesco di 45 anni, salì alla ribalta dopo una serie di "presunte" scoperte rivoluzionarie risultate poi tutte fasulle. Vincitore di quattro premi prestigiosi (tutti ritirati) fu un vero e proprio caso di frode scientifica internazionale. Nel 2001 fu notato dalla comunità scientifica perché in media pubblicava un articolo ogni otto giorni. Fu l'inventore del transistor molecolare (il paper fu pubblicato su Nature) e mostrò di avere delle abilità quasi divine dato che diede il dono della superconduttività a una "plastica". Tutto troppo bello per essere vero. Venne quindi istituito un comitato di inchiesta con a capo il professore Malcolm Beasley dell'Università di Stanford che, al pari della Santa Inquisizione seicentesca, iniziò a mettere sotto torchio coautori e colleghi; rivedette tutti i dati elettronici e i campioni utilizzati (stranamente danneggiati), scoprendo così che si trattava di un gigantesco imbroglio. La condanna arrivò rapida e puntuale. Oltre a tutti i premi gli fu persino revocato il titolo di dottore di ricerca per condotta disonorevole. Uhm, difficile credere che abbia fatto tutto da solo, converrete con me che questa storia puzza parecchio.

Prima di chiudere questo post vorrei fare un elenco degli articoli di Schon rinnegati dopo la pubblicazione (i dettagli e i titoli li trovate sulla pagina di wikipedia):
- 8 articoli ritirati da Science
- 6 articoli ritirati da Physical Review journals
- 7 articoli ritirati da Nature.

In questo caso il prestigio della rivista non è stato certo sinonimo di garanzia.

sabato 21 aprile 2012

Falling cat problem

Lo spunto arriva da questo articolo apparso su la Repubblica il 12 aprile scorso. In esso si narra dell'avventura di Sugar, una gattina molto fortunata che è sopravvissuta a una caduta di ben 60 metri riportando solo qualche graffio. Fortuna sì, ma non solo. E' un problema che ha affascinato diversi fisici e che ha dato vita a una pagina di Wikipedia intitolata proprio: "Falling cat problem". Il primo ad essersi interessato della questione è Thomas Kane, che nel 1965 pubblicò un articolo intitolato: "Una spiegazione dinamica del fenomeno del gatto che cade" (qui il pdf). Il risultato è un "gatto approssimato" da due cilindri rigidi, che rappresentano la parte anteriore e posteriore dell'animale, uniti in un punto che rappresenta la schiena. Essenzialmente, le due metà del corpo ruotano su assi di rotazione diversi in modo tale da mantenere il momento angolare totale pari a zero. Per farvi un'idea osservate il video:


Tutta questa attenzione dei fisici verso i gatti non era però scevra da interessi pratici. In quegli anni, la NASA stava studiando il movimento in caduta libera per applicarlo agli astronauti nello spazio, ed il lavoro di Kane fu finanziato con la bellezza 60 mila dollari. Successivamente, nel 1993, il prof. Richard Montgomery pubblicò un altro interessante articolo intitolato: "Gauge Theory of the falling cat" (pdf), in cui il ben noto "teorema del gatto che cade" collega il riorientamento ottimale del gatto mentre precipita alla dinamica delle particelle nei campi di Yang-Mills (governati dalle equazioni di Wong). 
 "Falling cats, parallel parking, and polarized light" è un altro lavoro che potete leggere se siete interessati e con molto tempo a disposizione dato che dura la bellezza di 41 pagine. "Optimal control of nonholonomic motion planning for a free-falling cat" di Xin-sheng è un altro esempio e ce ne sarebbero anche degli altri. 
Ma le cose fondamentali da tenere a mente sono che:

1. Da uno studio di 132 gatti accolti in una clinica veterinaria di emergenza di New York in seguito a grandi cadute, i ricercatori scoprirono un tasso di sopravvivenza del 90%, e solo nel 37% dei casi i pazienti a quattro zampe necessitarono di cure di emergenza. 
2. Nessun gatto è stato buttato intenzionalmente giù dalla finestra.
3. I gatti che cadono dai piani più bassi del settimo spesse volte sono quelli che si fanno più male (hanno meno tempo per riorientarsi).
4.Occhio al micio che passeggia allegro e con la coda all'aria sul davanzale della vostra finestra.

mercoledì 18 aprile 2012

Misture

Finalmente il mio primo papero: Dielectric Characterisation of an Orthoconic Antiferroelectric Liquid Crystal Mixture

Dielectric properties of the orthoconic smectic liquid crystalline mixture W-129, which presents both antiferroelectric and ferroelectric smectic C phases, have been studied in the frequency range from 10 mHz to 100 kHz in planar aligned cells. Some important relaxation modes were detected in SmCa* and SmC* phases. Dielectric increments, distribution parameters and relaxation frequencies of these modes have been evaluated at different temperatures. From the study of dielectric spectra a great variety of relaxation responses emerges that could indicate the presence of different SmCa* subphases.


mercoledì 11 aprile 2012

Newton Papers Collection

Una copia dei Principia Mathematica, con le annotazioni a margine fatte da sir Newton in persona, è uno dei pezzi forti della collezione della biblioteca dell'Università di Cambridge, che già da un pò di tempo è stata resa disponibile online. Il progetto Cambridge Digital Library è iniziato nel 2010 e la parte dedicata a Newton è ancora in espansione. Migliaia di pagine sono già a disposizione del pubblico e ormai si può dire che c'è "quasi" tutto; in aggiunta ai Principia e ai vari articoli c'è persino il "Waste Book" (il "libro dei rifiuti"), un enorme testo di appunti (redatti in un misto di lingue: inglese, latino e greco) che Newton portò sempre con sé, per continuare il suo lavoro anche dopo la chiusura dell'Università di Cambridge nel 1665, in seguito ad una grave epidemia di peste. Un sacco di tempo e carta a portata di mano, impiegati per fare scoperte molto significative, che tra le altre cose gettarono le basi del calcolo infinitesimale. Una trascrizione completa del libro dovrebbe essere disponibile verso la fine del 2012.
La Digital Library di Cambridge comprenderà il lavoro di altri grandi scienziati, da Darwin a Rutherford, più le registrazioni degli astronomi reali Edmund Halley e John Flamsteed. Il tutto grazie anche a un finanziamento di 1.5 milioni di sterline, ottenuto dalla fondazione caritatevole Polonsky, che da alcuni anni sostiene la ricerca e l'istruzione superiore.

venerdì 6 aprile 2012

The Richard Feynman Trilogy

Si tratta di tre documentari prodotti tra il 1981 e il 1993 da Christopher Sykes e dedicati al più carismatico fisico della storia, Richard Feynman. Il primo, The Pleasure of Finding Things Out, è un elogio alla scienza e alla ricerca scientifica, mentre il secondo: The Last Journey of a Genius, è un film TV che documenta gli ultimi giorni di Feynman e la sua ossessione per un viaggio a Tannu Tuva che avrebbe voluto fare assieme al suo amico Ralph Leighton. Il terzo e ultimo documentario: No Ordinary Genius, è stato realizzato cinque anni dopo la morte di Feynman, ed è il racconto della vita del grande scienziato ricostruita grazie alle storie e alle fotografie fornite dai familiari e dai più intimi amici.

A questi tre film si aggiunge: Fun to Imagine, una serie televisiva della BBC (1983) suddivisa in dodici puntate:1) Jiggling Atoms, 2) Fire, 3) Rubber Bands, 4) Magnets (and ‘Why?’ questions), 5) Bigger is Electricity!, 6) The Mirror, 7) The Train, 8) Seeing Things, 9) Big Numbers and Stuff (i), 10) Big Numbers and Stuff (ii), 11) Ways of Thinking (i) e 12) Ways of Thinking (ii)

Vi lascio alla visione dei film :)









Via Open Culture

domenica 1 aprile 2012

Biotech research blues

E' da un pò di tempo che non vi inquieto con qualche video musicale di ricercatori impazziti per il troppo stress; a quando risale l'ultimo? Comunque, dato che è domenica, mi sembra doveroso proporvi qualcosa di leggero, magari un pò frou frou ma soprattutto, orribilmente kitsch. April Bright, la post-doc cantante di blues (? "forse nel senso di sofferenza profonda" ) protagonista del video animato sottostante, ci parla del panico da risultati non molto ben compresi poco prima di partire per un'importante conferenza...un problema che a quanto pare ci riguarda un pò tutti.
Vi lascio alla visione di Ph. Diva and the Mystery Band,video musicale nonché pubblicità virale della Life Technologies Corporation (malauguratamente esiste pure un prequel: Ph. Diddy)

Via io9.com