martedì 11 settembre 2012

Messaggi interstellari: breve cronistoria

Il desiderio di incontrare altre forme di vita in un universo che sembra essere troppo vasto per non poter contenere altri pianeti simili al nostro, abitati da creature dotate della nostra stessa intelligenza o, magari, anche molto più evolute, ha spinto il genere umano a inviare diversi segnali che attestano la sua esistenza, iniziando dalle incisioni sui pannelli esterni di sonde spaziali, rappresentanti codici e immagini che contengono diverse informazioni su come siamo fatti e su come raggiungerci. Questo modo di fare ha però suscitato diverse reazioni, dovute al naturale timore di non essere in grado di prevedere chi o cosa possa arrivare a leggere questa cospicua quantità di dati. Diversi grandi scienziati, come Stephen Hawking, ci hanno messo in guardia dal tentare qualsiasi tipo di “approccio”. In un'intervista rilasciata al Times, l’astrofisico britannico afferma:

I imagine they might exist in massive ships, having used up all the resources from their home planet. Such advanced aliens would perhaps become nomads, looking to conquer and colonize whatever planets they can reach. ... If aliens ever visit us, I think the outcome would be much as when Christopher Columbus first landed in America, which didn't turn out very well for the Native Americans. Personally, I've always thought that the indigenous people of the world really had no chance to avoid contact here on such a small planet, but is hiding under our collective bed an option for humanity in the wider galaxy?”

Detto in poche parole è sufficiente che questi alieni ci somiglino, che abbiano i nostri stessi bisogni e le nostre stesse ambizioni, per decidere, senza peccare di troppa paranoia, che non c’è da fidarsi.
Dello stesso parere è il premio Nobel per la Fisica Brian Schmidt, anche lui, ritiene che sia meglio non diffondere l’“indirizzo di casa nostra” in messaggi sparati a casaccio nell’universo, il timore è sempre quello di incontrare extraterrestri non particolarmente pacifici.
Voyager Golden Record: disco per grammofono contenente suoni e immagini della Terra

Tuttavia, se proprio non si può desistere dal cercare di rompere il ghiaccio con i nostri vicini alieni si potrebbe cercare di inviare telegrammi alla velocità della luce… fare un po’ di “spamming spaziale”. E’ chiaro che dalla lentezza della sonda Pioneer e dello spacecraft Voyager non c’è da aspettarsi granché.

Rimane però un grosso problema. Essenzialmente in che lingua va scritto un messaggio universalmente leggibile?
Vediamo cosa è stato architettato nel corso della storia.

The Morse Code (1962)
EPR center for deep space communications
Nel 1962, un messaggio radio in codice Morse è stato trasmesso dall’ Evpatoria Planetary Radar (EPR) in direzione del pianeta Venere. Il messaggio fu composto di tre parole: la prima parola era "MIR" (in russo Мир, ha il duplice significato di "pace" e di "mondo") ed è stata inviata il 19 novembre 1962, a seguire le parole "Lenin" (Russo: Ленин) e "SSSR" (in russo: СССР, acronimo per Unione Sovietica (Союз Советских Социалистических Республик)), inviate entrambe il 24 novembre 1962. Si tratta della prima radio-trasmissione per le civiltà extraterrestri della storia dell'umanità, e si è trattato anche di un test per una delle prime stazioni radar. Il segnale riflesso dalla superficie di Venere della prima parola è stato ricevuto 4 minuti e 32,7 secondi dopo l’invio (19 Nov), mentre per la seconda e la terza sono stati impiegati 4 minuti e 44,7 secondi (24 Nov).

Oggi, questo primo messaggio radio sta volando verso la stella HD131336 nella costellazione della Bilancia.

Il messaggio di Arecibo (1974)
Messaggio di Arecibo
Il secondo messaggio, trasmesso con la speranza che prima o poi venga letto da una civiltà aliena, non era molto lungo (circa tre minuti), e conteneva soltanto 1679 "bit" di informazione. Il numero non è stato scelto a caso e difatti risulta essere il prodotto di due numeri primi, 23 e 73. Supponendo che chiunque lo riceva decida di ordinare le cifre in un quadrilatero, dovrebbe presto accorgersi che se le dispone in una griglia composta da 73 righe e 23 colonne apparirà una serie di semplici immagini (crittogramma di Drake):

Il messaggio è stato trasmesso nello spazio dal Radiotelescopio di Arecibo, in Porto Rico, il 16 novembre 1974. Esso è stato indirizzato verso l'ammasso globulare di Ercole M13, a 25.000 anni luce di distanza, il che significa che non arriverà prima del 26.974 e che la risposta, se ci sarà, arriverà fra altri 25.000 anni. Qualcuno però sostiene che la risposta sia già arrivata sotto forma di cerchi di grano. Si tratta del messaggio di Chilbolton (pdf) sulla cui “veridicità” ancora si discute.

La poetica vaginale (1986)
Joe Davis è un biologo nonché artista d’avant-garde. Fu sua l’idea di registrare le contrazioni vaginali di alcune ballerine (clic) e di inviare queste informazioni anatomiche ai sistemi stellari Epsilon Eridani e Tau Ceti tramite il radar Millstone del Massachusetts Institute of Technology.

In questo caso il messaggio lanciato nel 1986 dovrebbe essere già arrivato in entrambe le destinazioni, rispettivamente a Ipsilon Eridani nel 1996 e a Tau Ceti nel 1998; al momento però non è arrivata nessuna risposta.

Cosmic Call 1 (1999)
A cosmic call to nearby star
Le “telefonate cosmiche” basate sulla Stele di Rosetta Interstellare, ideata dai ricercatori Yvan Dutil e Stéphane Dumas (pdf), riportano concetti matematici e scientifici che dovrebbero essere universalmente conosciuti, con la speranza che chiunque le intercetti possa facilmente comprenderle e ricondurle a noi.

I messaggi sono stati inviati tramite l’RT-70 Radio Astronomical Telescope, situato nella città di Evpatoria, in Crimea.

Teen-Age Message (2001)
Ad Alexander Zaitsev, radioastronomo dell'Accademia Russa delle Scienze di Mosca che in passato aveva già fatto parte del team delle Cosmic Call, appartiene l’idea del primo concerto interstellare. 
Fu usato lo stesso trasmettitore dei messaggi inviati nel 1962 e nel 1999, includendo nuove informazioni analogiche e, in particolare, un concerto di musica elettronica (pdf) eseguito da un gruppo di adolescenti russi con un particolare strumento chiamato theremin*.

L’esibizione che avrà luogo presso la 47 Ursae Majoris (47 UMa), una stella che possiede un sistema solare simile al nostro, averrà non prima del 2047 (qui l'mp3 di un brano tratto dal concerto, si tratta della Summertime di Gershwin).

Cosmic Call (2003)
Il metodo della Stele di Rosetta Interstellare fu riutilizzato quattro anni dopo. In questo caso la missiva ha incluso foto e materiale multimediale (clic).
 
Un messaggio dalla Terra (2008)
Sempre Zaitsev fu il promotore di un nuovo progetto intitolato A Message from the Earth, nel quale si sono impacchettate un bel po’ di informazioni, ad esempio le foto di un orso polare che va alla deriva fra i ghiacci che si sciolgono, immagini di Hillary Clinton e George Bush mentre arringano la folla e cinquecento messaggi selezionati sul social network Bebo, per poi lanciare il tutto alla volta di Gliese 581c, un pianeta che fino a qualche anno fa sembrava possedere caratteristiche molto simili a quelle della Terra, sempre per mezzo dello stesso radiotelescopio ucraino RT-70. La data prevista per l’arrivo è il 2028.

Nello stesso anno fu inviato in direzione della Costellazione dell’Orsa Maggiore, dalla EISCAT European Space Station, un lungo spot pubblicitario di tortille, le famose Doritos. Supponendo di beccare qualche alieno affamato (possibilmente non di spezzatino umano), hanno pensato bene di usare l’array di radar della stazione norvegese (normalmente impiegati per studiare l’atmosfera terrestre) per reclames spaziali. Lo spot, sotto forma di file MPEG dovrebbe rappresentare per gli abitanti di un qualche pianeta dell’Orsa una “chiara” prova dell’esistenza di forme di vita intelligenti.  


Ancora nel 2008, in direzione di Alpha Centauri, è stato trasmesso il film di fantascienza del 1951: Ultimatum alla Terra.

Hello from Earth (2009)
Nel 2009, un’altra raccolta di messaggi è stata selezionata dalla rivista Cosmos. Sul sito dedicato all’evento sono consultabili i testi delle letterine per l'amico alieno, il tempo che rimane per raggiungere Gliese 581d, la distanza e diverse altre informazioni.

Smile :) Humans are naive and fragile. We are not evolved to understand everything. We are children in a vast and mysterious universe.
Tommy
Adelaide, Australia

Joe Davis
Nello stesso anno torna alla carica l’artista un po’ folle Joe Davis, che per celebrare il 25 ° anniversario del lancio del messaggio originale di Arecibo, ha trasmesso il codice genetico dell’enzima RuBisCo, la proteina più diffusa sulla Terra, essenziale per la fotosintesi clorofilliana delle piante e perciò degno rappresentante della vita sul nostro pianeta.
A differenza della Poetica vaginale, questo secondo tentativo di trasmissione è andato abbastanza liscio (nessuna interruzione “brusca” del programma da parte dei militari dell’areonautica americana) anche se Davis, per riuscire a inserire i dati nel radiotelescopio,
ha dovuto utilizzare il proprio iPhone.

Si conclude l’elenco con la Wow! Reply (clic) del 2012, trasmessa in direzione di Hipparcos 34511, Hipparcos 33277 ed Hipparcos 43587.

 Il METI, acronimo che sta per Messaging to Extra Terrestrial Intelligence, coniato dallo scienziato russo Alexander L. Zaitsev, a differenza del SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) non si accontenta di stare ad ascoltare i rumori del cosmo, alla ricerca di quei segnali radio artificiali prodotti da una eventuale civiltà aliena evoluta. La sua finalità è quella di rompere il Grande Silenzio**, supponendo che questi ignoti ascoltatori siano troppo timidi per prendere l’iniziativa con quelle strane, buffe e chiassose creature che siamo noi terrestri.

*Il Theremin è il più antico strumento musicale elettronico conosciuto. E' stato inventato, nel 1919, dal fisico russo Lev Sergeevič Termen.
**non sono poche le critiche al programma SETI, oltre allo scetticismo di Fermi (paradosso), ci sono da tenere in considerazione diverse altre opinioni. Una lettura interessante è The Great Silence: the Controversy Concerning Extraterrestrial Intelligent Life (pdf).  

-         Book:Interstellar messages

Questo articolo partecipa all'Edizione Unificata dei Carnevali Scientifici (Chimica e Fisica) in occasione del 4° congresso IAA "Cercando Tracce di Vita nell'Universo", che si terrà a San Marino dal 25 al 28 settembre 2012. Per maggiori informazioni:
- http://www.tutto-scienze.org/2012/08/edizione-unificata-dei-carnevali.html
- http://www.sanmarinoscienza.org/
- http://www.divulgazionechimica.it/cercando-tracce-di-vita-nelluniverso/

4 commenti:

  1. Leggendo questo elenco di tentativi di comunicare con forme di intelligenza extraterrestri, mi convinco sempre di più che sia meglio non stuzzicare il cane che dorme o che è sveglio e non vuole avere niente a che fare con noi, visti anche i messaggi che vorremmo recapitargli. Sono per l'ascolto e non per rompere "il Grande Silenzio", non per timore di un'intelligenza superiore che poi ci soggioga, quanto proprio per il significato intrinseco di comunicazione e per la quasi impossibilità fisica che questa possa avvenire. Le risorse impiegate per questi tentativi potrebbero essere utilizzate per ricerche e obbiettivi che almeno abbiano una percentuale di probabilità di riuscita non quasi nulla ma almeno "sperabile".
    Ma mettiamo anche fosse possibile questa comunicazione, a chi spetterebbe il compito di metterla in pratica, chi decide il messaggio che dobbiamo mandare e chi decide l'eventuale risposta in caso di feedback positivo? Forse quello della "poetica vaginale" o magari uno di quelli che credono che il messaggio di Arecibo sia stato "intercettato" durante il suo tragitto e che la risposta di chi l'ha letto sta in un cerchio nel grano?
    O magari lo facciamo fare qualche nostro politico? (anche quelli esteri non scherzano). Dai, andiamo sul sicuro, prendiamo uno scienziato globalmente considerato la mente più eccelsa di questo pianeta, facciamolo fare a lui! E chi decide chi è l'uomo più intelligente della Terra?. E allora facciamo come siamo abituati a fare sempre: ognuno scrive il suo messaggino poi saranno gli omini verdi a scegliere il più simpatico.
    Non siamo capaci di comunicare tra noi terrestri...
    Noi stessi ancora non abbiamo una definizione comune e condivisa di cosa sia l'intelligenza; che intelligenza vogliamo andare a cercare.
    La soluzione? (secondo me)
    Lasciamo fare a loro, noi stiamo solo ad ascoltare. Se qualcuno c'è ed avrà voglia di comunicare con noi prima o poi lo farà, ed è sicuro, lo farà molto meglio di come noi abbiamo tentato di fare.
    Un salutone a te,
    agli extraterrestri niente, se hanno voglia lo faranno loro
    Marco


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  2. Sono abbastanza d'accordo. Un salutone a te, Marco

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  3. Interessantissimo questo post.

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