| Calcolatore P101. Il design è opera di Mario Bellini |
"Tutti andarono a vedere questa macchina programmabile. Fu un successo clamoroso. Lo stand venne preso d'assalto, curiosi e addetti ai lavori formarono file interminabili e obbligarono gli organizzatori a predisporre un servizio d'ordine per regolare le entrate” (Norberto Patrignani).
Al successo ottenuto al BEMA si aggiunse una discreta riuscita commerciale data dalla vendita di quarantaquattromila esemplari, alcuni dei quali furono comprati dalla stessa IBM. Ma nonostante tutto l'Olivetti non comprese il valore dell'invenzione; non credeva che il computer potesse diventare un oggetto di uso domestico e considerò quell'episodio come un caso fortuito e isolato.
L'idea geniale c'era stata ma come spesso accade in Italia fu trascurata e messa da parte.
Il documentario Quando Olivetti inventò il PC realizzato da Alessandro Bernard e Paolo Ceretto e trasmesso su History Channel il 26 giugno 2011 racconta nel dettaglio tutta la vicenda.
Purtroppo posso proporvi solo i primi minuti.
Per approfondire:
- Programma 101: la rivoluzione mancata
- Olivetti P101, quando gli italiani erano Steve Jobs
- Alle origini del personal computer: l'Olivetti Programma 101
- l'articolo del New York Times (pdf)
Che flashback!
RispondiEliminaE' stata la mia prima esperienza di programmazione. Nel 1978 all'ITIS Carlo Zuccante di Mestre ce n'erano cinque o sei ed era la prima cosa che ci insegnavano a programmare. Ricordo vagamente un "B split giù, B Split su"... chissà cosa voleva dire! E una vota si è scatenato il panico in classe perché quando finiva la carta emetteva un sibilo minaccioso.
Quindi hai avuto la fortuna di utilizzarlo? Fantastico! E'un bel ricordo
RispondiEliminaQuesto è uno dei motivi per cui credo che l'Italia ce la possa fare!
RispondiEliminasiamo in due a crederlo :)
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