sabato 27 agosto 2011

Webit Congress 2011: the most influential people online

Come ci ha già spiegato Annarita si tratta di quantificare il naturale charme o "carisma digitale" delle persone più in vista del web...non solo blogger quindi, ma anche possessori di un semplice profilo facebook o di un linkedin o di una qualsiasi altra cosa...
Brevemente, se come me avete visto in Annarita una vera e propria "influencer" e volete sostenerla in questo contest basta cliccare sul banner che ho messo qui a fianco e registrarsi seguendo le indicazioni redatte da Marco Cameriero (che troverete qui). Un in bocca al lupo ad Annarita!

Faccio una piccola aggiunta. Marco mi ha appena informato che con l'iscrizione al webit ho guadagnato la bellezza di otto voti "senza far nulla". La cosa mi lusinga moltissimo (grazie ragazzi, siete straordinari!) e dopo una lunga chiacchierata con Marco sono addivenuta alla decisione di candidarmi a mia volta. Beh, che altro dire? Il partito è sorto! Quindi votateci/mi! ;)


mercoledì 24 agosto 2011

Quiz e varietà

Si tratta di un breve elenco di "passatempi" consigliati.
 

domenica 21 agosto 2011

Love rules: non ti piglio se non ti assomiglio

Mezzani benpensanti con un Q.I. superiore a 130, fatevi da parte che questo articolo non è per voi.


Il titolo del post rimanda a un vecchio detto popolare che ultimamente pare sia diventato legge...specialmente per gli americani e gli inglesi. Pare che la ricerca di partner dello stesso livello culturale e socio-economico sia diventata una specie di chiodo fisso e ultimamente, i siti di incontri online crescono come funghi. Però la scoperta della trasformazione del New Scientist da rivista (quasi) scientifica a sito di dating ("for searching other likeminded singles") mi ha dato una leggera sensazione di raccapriccio e la lettura di queste robe, che inneggiano al "dating scientifico", mi puzzano di...non lo so...forse sto esagerando...ma mi puzzano di razzismo.
Tra l'altro si dice che esistano nutriti team di matematici, fisici, programmatori e psicologi impegnati nella ricerca dell'algoritmo perfetto, del cosiddetto "Love Code" come ci spiega Nick Paumgarten sul New Yorker. Insomma, questi ricercatori non vedono l'ora di accoppiarci tutti felicemente e possibilmente vita natural durante; il pacchetto comprende infatti la nascita di matrimoni duraturi a bassissimo rischio di divorzio. E quindi, ricapitolando: come deve essere questo partner matematicamente perfetto? Deve essere simile a noi, avere i nostri stessi gusti e interessi (date un'occhiata a questo idilliaco luogo di incontri intitolato per l'appunto "Scientific Singles") e, cosa ancora più importante, deve avere una posizione "economicamente dignitosa", sembra infatti che il matrimonio d'amore funzioni solo nelle fiabe, almeno a detta di personaggi come Jenny Anderson e Paula Szuchman, giornaliste americane esperte di economia, autrici di un libro intitolato "Spousonomics", nel quale affermano che l'unione tra due persone è come un rapporto d'affari e che bisogna essere degli ottimi manager per tenerlo in piedi. Ma il filosofo francese Pascal Bruckner, appartenente alla corrente dei nouveaux philosophes, si spinge ancora più in là e butta giù un vero e proprio trattato sulla questione: "Il matrimonio d'amore ha fallito?" (il punto interrogativo non so a cosa possa servire dato che la risposta se l'è già data...bah, forse dipende dalla naturale spinta dei filosofi a porsi e a porre domande), che provocatoriamente ripropone il "matrimonio d'interesse" o "combinato" come succedeva una volta. Uhm...a questo punto chiederei a Pascal se è proprio sicuro che i matrimoni d'oggi siano nella totalità dei casi scevri dall'"interesse", includendo nella parola interesse un pò tutto, non soltanto il denaro e il lato economico della faccenda, ma anche la ricerca di stabilità, il desiderio di sfuggire alla solitudine, di compiacere una società che sempre e comunque ci spinge alla ricerca dell'anima gemella.

Prima di chiudere vi informo che la menata di oggi è tratta da un articolo dell'Espresso (n. 33 del 18 agosto 2011) mentre la scoperta del nuovo "servizio" attivo sul New Scientist è avvenuta oggi in maniera del tutto casuale.

venerdì 19 agosto 2011

Pseudoscientific vintage images: Thank you for Smoking






C'è stato un tempo in cui le sigarette "facevano bene alla salute" grazie a tutta una serie di pseudoricerche sponsorizzate dalle industrie del tabacco. Trent'anni dopo, questi stessi istituti di ricerca scoprivano che "in qualche caso" provocavano il cancro. Sul sito della Stanford School of Medicine potrete vedere la galleria completa, con tanto di slogans e dettagli storici.

mercoledì 17 agosto 2011

Ritorno a Flatlandia


Alcuni scienziati trascorrono i loro giorni esplorando le tre dimensioni dello spazio, le quattro dimensioni dello spazio-tempo o anche le undici dimensioni di un qualcosa che risponde al nome di M-teoria. Alcuni, si accontentano di sole due dimensioni (vedi Carbon Flatland).
Tratta da Graphene gives up more of its secrets
Il grafene è un materiale a dir poco eccezionale, una vera e propria cornucopia dal momento che può essere impiegato nei più disparati campi della tecnologia esercitando al contempo un certo fascino anche sui fisici teorici (uno fra tutti il mitico Sheldon Cooper). Se il grafene vi intriga, non potete di certo perdervi questo: “Graphene: Materials in the Flatland” del premio Nobel Konstantin Novoselov.

“Much like the world described in Abbott’s Flatland, graphene is a two-dimensional object. And, as “Flatland” is “a romance of many dimensions,” graphene is much more than just a flat crystal. It possesses a number of unusual properties which are often unique or superior to those in other materials. In this brief lecture I would like to explain the reason for my (and many other people’s) fascination with this material, and invite the reader to share some of the excitement I’ve experienced while researching it.”

martedì 9 agosto 2011

Come tasselli di un puzzle

Per la puntata di oggi, la versione tragicomica di Lucarelli ci propone:
  • "[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci.] – Andrea Rossi, l'inventore dell'Energy Catalyzer, ha raggiunto un accordo con una società statunitense. L'accordo si basa su molti anni di contatti con persone legate al Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.
    Il nuovo accordo delinea i piani commerciali nel Nord e Sud America per l'Energy Catalyzer – il dispositivo che sembra produrre grandi quantità di energia attraverso una finora sconosciuta e non pienamente compresa reazione nucleare. ..." (http://www.territorioscuola.com/interazioni_2/2011/05/18/1226-180511-energy-catalyzer-ottiene-fiducia-da-partners-statunitensi/) 

    "Le persone che ogni anno sostengono di essere in grado di costruire una macchina capace di fornire energia dal nulla, violando i principi della termodinamica, sono migliaia ed aumentano in modo esponenziale (1). Si pensi che negli Stati Uniti questi prototipi sono un problema grossissimo per l'ufficio brevetti, che si trova a dover impegnare gran parte delle risorse per analizzarli, rallentando l'operatività negli altri settori. Ciò nonostante, siccome sul mercato non è mai arrivato nulla di efficace, l'unica conclusione possibile è che tutti i progetti di questo tipo, prodotti fino ad ora, non funzionino. Questa conclusione non è però  condivisa da tutti. Esistono infatti delle persone che sostengono la teoria secondo la quale i soggetti che traggono vantaggio dalle fonti di energia tradizionali hanno un potere così grande da essere in grado di bloccare sul nascere ogni scoperta relativa a nuove fonti di energia..." (http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=9386)

    "Spiegare cosa succeda veramente nel reattore catalitico (nucleare a bassa intensità) Ni-H di Rossi-Focardi-Piantelli, per ora non lo sa fare nessuno con definitiva certezza. Il motivo principale è che mancano misure, ma anche manca una teoria condivisa. ..." (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=37580)

  • "La repulsione coulombiana impedisce che i protoni a bassa energia possano giungere sui nuclei di nichel a meno che la carica del protone non venga mascherata. Per esempio con l'elettrone dello stesso atomo di idrogeno che venga a trovarsi sul protone per fluttuazione statistica (come accade nei nuclei che presentano la cattura orbitale). L'atomo di idrogeno, così ristretto, sarà allora temporaneamente un “miniatomo”. ..." (http://www.consulente-energia.com/z-Considerazioni-Daddi-su-reattore-Focardi-Rossi.pdf)

  • "POCHI conoscono l’attività che per oltre un ventennio si è svolta nella pineta di San Piero a Grado quando — dall’idea di un gruppo di fisici che operavano all’Accademia Navale — prese corpo l’idea della realizzazione di un impianto nucleare di ricerca. Per l’epoca, erano gli anni Cinquanta, si trattava di un’avventura pionieristica che però fece in breve tempo di Pisa un centro all’avanguardia per lo studio dell’energia nucleare finalizzato alle applicazioni sia militari (propulsione navale) che civili. ..." (http://www.lanazione.it/pisa/2009/04/17/165648-pochi_conoscono_attivita_oltre_ventennio_svolta.shtml)

giovedì 4 agosto 2011

La Fisica al minuto ovverosia sessanta secondi per un concetto

Un paio d'anni fa ebbi un'idea che ritenni balzana oltreché difficile da mettere in pratica. L'idea era sostanzialmente questa:

ed Henry Reich, fisico ventiquattrenne dell'Università di Waterloo l'ha messa in atto alla facciaccia mia...
dimostrandomi che evidentemente si poteva fare :(

Il video è tratto da una mitica serie intitolata per l'appunto MinutePhysics.

Fonte: The SciencePunk Blog

lunedì 1 agosto 2011

The allocation of credit

"CREDIT WHERE CREDIT IS DUE
Ben, a third-year graduate student, had been working on a research project that involved an important new experimental technique. For a national meeting in his discipline, Ben wrote an abstract and gave a brief presentation that mentioned the new technique. After his presentation, he was surprised and pleased when Dr. Freeman, a leading researcher from another university, engaged him in an extended conversation. Dr. Freeman asked Ben extensively about the new technique, and Ben described it fully. Ben's own faculty advisor often encouraged his students not to keep secrets from other researchers, and Ben was flattered that Dr. Freeman would be so interested in his work.
Six months later Ben was leafing through a journal when he noticed an article by Dr. Freeman. The article described an experiment that clearly depended on the technique that Ben had developed. He didn't mind; in fact, he was again somewhat flattered that his technique had so strongly influenced Dr. Freeman's work. But when he turned to the citations, expecting to see a reference to his abstract or presentation, his name was nowhere to be found.
  1. Does Ben have any way of receiving credit for his work?
  2. Should he contact Dr. Freeman in an effort to have his work recognized?
  3. Is Ben's faculty advisor mistaken in encouraging his students to be so open about their work?"