sabato 11 giugno 2011

Leggende nucleari: il Belpaese tecnicamente autosufficiente

L'articolo è del 25 marzo 2011. Lo ripropongo perché mi sembra "significativo". Non racconta del "funzionamento delle centrali nucleari"; sappiamo già "grosso modo" come funzionano, e quali sono i rischi di una "cattiva manutenzione" (e per quel che riguarda l'Italia, sappiamo già che cosa si intende per "cattiva manutenzione"...). La domanda che bisognerebbe farsi, prima ancora di impelagarsi in tecnicismi sterili e polemiche inutili, è sempre la stessa: "cui prodest?"
Questo è il mio punto di vista, e se qualcuno (collega, blogger, amico ecc. ...) si azzarda ad accusarmi di antiscienza (come è già successo in un paio di occasioni), non mi soffermerò a spiegare di nuovo e con tutta calma come la penso; sarebbe perfettamente inutile. Risponderò alla vecchia maniera: "calci in c..o!"

".....In tutto, nel 2009, sempre secondo i dati di Terna, abbiamo acquistato dall’estero circa 44.000 Gwh di energia, al netto dei 2.100 circa che abbiamo esportato. 10.701 Gwh ce li ha ceduti la Francia, 24.473 la Svizzera e 6.712 la Slovenia. Tre paesi ai nostri confini che producono elettricità anche con centrali nucleari. In base ai dati pubblicati dalla Iaea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), la Francia produce il 75,17% dell’elettricità con il nucleare, la Svizzera il 39,50% e la Slovenia circa il 38%. In termini di Gwh questo significa che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Quanto pesa quindi il nucleare estero sul fabbisogno italiano? Il conto è presto fatto. Basta dividere i Gwh nucleari importati mettendo a denominatore il fabbisogno nazionale lordo. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.

In realtà, se si considera il mix medio energetico nazionale calcolato dal Gestore servizi energetici (GSE) in collaborazione con Terna, la percentuale di energia nucleare effettivamente utilizzata in Italia è pari ad appena l’1,5% del totale. Se si scompone il dato, si scopre che il nucleare francese pesa per circa lo 0,6% sul mix energetico nazionale. Ma c’è un’altro dato da considerare. Consultando i dati pubblicati da Terna si scopre infatti che l’Italia dal punto di vista energetico è tecnicamente autosufficiente. Le nostre centrali (termoelettriche, idroelettriche, solari, eoliche, geotermiche) sono in grado di sviluppare una potenza totale di 101,45 GW, contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell’estate 2007). Perché allora importiamo energia dall’estero? Perché conviene. Soprattutto di notte, quando l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che strutturalmente non riescono a modulare la potenza prodotta, costa molto meno, perché l’offerta (che più o meno rimane costante) supera la domanda (che di notte scende). E quindi in Italia le centrali meno efficienti vengono spente di notte proprio perché diventa più conveniente comprare elettricità dall’estero. ...". Continua su "Leggende nucleari, tutta la verità sul fabbisogno energetico nazionale", di Mauro Meggiolaro.

Aggiunte: Effetto Fukushima, Simpson censurati e questa lettera di Alberto Barocas, pubblicata ieri su Repubblica: "Ho lavorato una vita nel nucleare vi spiego perché voterò sì al referendum"

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