sabato 16 aprile 2011

Intermezzo letterario


“Sull'aereo che lo portava a Copenaghen il presidente della Fondazione funeraria si ritrovò seduto accanto a una donna affascinante e di bei modi, di età indefinibile. Dalla voce si sarebbe potuto darle una cinquantina d'anni, dall'aspetto venti di meno.  Per quanto non mancassero rughe sulla mani e sul collo.
La donna si presentò come Soile-Helina Tussurainen, consulente di bon ton. Nel corso della vivace conversazione che si stabilì tra i due, Eemeli venne a sapere che la consulente aveva seguito negli anni Sessanta i corsi del famoso Salone di bellezza e buone maniere Fumo negli Occhi, dove si era diplomata. A quanto sosteneva, nel settore del bon ton ci si ritrovava purtroppo a dover fare i conti con un gran numero di dilettanti, gente che piombava direttamente dalla selva ai salotti senza avere nessuna nozione di come ci si comporta nella buona società.
"Il bon ton è in un certo senso un'attività transartistica e transcientifica. Potrei citarle innumerevoli esempi di situazioni in cui certe conoscenze della mia professione sono indispensabili, ma non vorrei assolutamente annoiarla con le mie storie", cinguettò Soile-Helina Tussurainen.
La consulente spiegò che gli esperti di bon ton hanno una perfetta padronanza degli aspetti esteriori quanto di quelli interiori della personalità, fungendo dunque, a seconda dei casi, da psicologi e da cosmetologi.
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"Io penso che ciascuno abbia ogni interesse a investire su di sé, sul proprio corpo. In fondo è l'unico bene che uno si porta nella tomba, insieme all'anima." 
Eemeli Toropainen osservò che, a quanto ne sapeva, il corpo umano dopo la morte finiva per putrefarsi, diventava polvere, come tutta la materia vivente. E non vedeva come la sua bellezza potesse rallentare quel processo.
"Ma un bel corpo ospita un'anima bella! Un corpo meno bello un'anima più brutta,  non ci sono dubbi. Quel che più mi spaventa, nella morte, è il terrore che l'anima resti schiacciata quando la ricoprono con due metri di terra fredda. Mi chiedo a volte se non si potrebbe sotterrare la gente bella in fosse meno profonde del normale, magari soltanto un metro.  Pensare che l’anima possa finire spiaccicata mi dà un senso di angoscia”, concluse Soile-Helina con un profondo sospiro.”

Tratto da L’Allegra Apocalisse, di Arto Paasilinna.

Nei prossimi giorni, oltre ai consuetudinari post, proporrò anche dei brevi passi letterari tratti dai libri che sto leggendo. Forse, ma è ancora da vedere, potrebbe saltar fuori un breve racconto, “scritto da me”, basato su di una particolare esperienza vissuta alcuni mesi fa. Non c’è nessuna ragione particolare dietro questo cambio di rotta. Vorrei soltanto proporre qualcosa di nuovo che vada un po’ aldilà delle semplici segnalazioni e, in particolar modo, le rimembranze delle diverse ricorrenze scientifiche succedutesi negli ultimi giorni, come ad esempio, la superconduttività, verranno accantonate per un po’ di tempo. Detto in altri termini non fungerò più da “feed” (il "friend" per quel che mi riguarda non c'è mai stato) e spero con tutta sincerità che chi ha avuto modo di apprezzare e usufruire di questo tipo di servizio comprenda le motivazioni a monte di questa scelta.

2 commenti:

  1. La scelta è comprensibile e, anzi, condivisibile.
    Per chi, poi, vuole conoscere ciò che hai da condividere, basta passare dalla pagina dei tuoi elementi condivisi.
    E quindi, alla fine, mi sembra che così è anche più semplice!

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  2. Infatti...spero solo che il messaggio arrivi a tutti

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