lunedì 26 dicembre 2011

the neutrinos identity - the Higgs supremacy

Piuttosto che ammorbarvi con il riassunto delle attività relative al 2011 di questo ignobile blog di periferia vi proporrò tutto quello che è stato ideato dalle riviste scientifiche (e non) più "serie" per celebrare questo bellissimo e "fortunatissimo" anno giunto ormai agli sgoccioli:
Iniziamo dal Science che ci propone il suo Breakthrough of the Year, 2011 con annesso lo Special End of Year Show in formato mp3 - liberamente scaricabile -.
I 365 days: 2011 in review offerti dalla rivista Nature con timeline interattiva  (molto ma molto bella).
Il New Scientist ci propone invece questo: Outsider physicists and the oh-my-god particle (sarete d'accordo con me nel ritenere che già solo il titolo merita parecchio) dell'opinionista Margaret Wertheim, The year in Zoologger's extreme beasts e l'Holiday Quiz, più altri video e galleries che non credo avrò mai la pazienza di guardare.
Passiamo a Wired? Ma sì, passiamo a quel che conta veramente. Wired.com ci propone i 10 film più odiati del 2011 con tanto di trailers (sono divertenti, ve li consiglio) più Vulcan’s View 6: Eruption News and Volcanoes From Space for December 23, 2011 and The year in tablets.
Il Wired.it nostrano risponde riassumendo "tutto" in 50 notizie e pare che 50 sia un numero magico dato che a seguire ci sono: le 50 persone più influenti del 2011 e i 50 italiani da seguire su Twitter (se proprio non avete niente di meglio da fare). Le Scienze, ovvero l'edizione italiana del Scientific American fa il suo tradizionale sondaggio di fine anno: "LA SCIENZA NEL 2011: VOTA LA NOTIZIA DELL’ANNO". Fra le notizie proposte ci stanno: L’ultimo volo di uno Space Shuttle, I neutrini sono più veloci della luce? (che più che una notizia sembrerebbe una domanda...è forse la domanda dell'anno?), Le nuove conferme dell’incrocio genetico tra Homo sapiens e altre specie più arcaiche, Gli abitanti della Terra toccano quota sette miliardi (Bah...Siamo forse troppi?), Prime cellule staminali pluripotenti da un embrione umano clonato, Entanglement quantistico di oggetti del mondo macroscopico (Ehm...che titolone), Le prime tracce del bosone di Higgs, ecc. ecc. (avete tempo fino al 31 dicembre per esprimere la vostra opinione...ma già si può pronosticare un testa a testa neutrino - bosone).  
Focus: 2011 un anno di scienza o meglio "gli eventi scientifici più importanti del 2011" e anche qui: qual è l'evento scientifico più significativo del 2011? Che ha dato una netta vittoria ai neutrini (64,4%) seguiti dal bosone di Higgs (14,4%) ma c'è da dire che lo scrutinio si è chiuso prima del 13 dicembre. Per quel che riguarda il bosone di Higgs c'è tutta una serie di articoli interessantissimi: Higgs: l'incertezza del bosone, Com'è stato "trovato" il bosone di Higgs, Il Bosone di Higgs c'è... probabilmente!, La compagnia dell'Higgs, il bosone di Higgs esiste! Forse, Un Higgs o forse no.

Si potrebbe affermare che il 2011 è stato "l'anno del bosone", o l'anno dell'Higgs che ritorna o l'anno del neutrino, o l'anno in cui l'umanità uscì fuori dal tunnel (e vale soprattutto per noi italiani). Avrei voluto fare di più, avrei voluto fare per celebrare in maniera degna il 2011, l'anno che non ritornerà, un elenco lungo ma così lungo che i cinque giorni che ci separano dal 31 dicembre non sarebbero stati sufficienti per leggerlo tutto. Purtroppo, le palle mi si sono sfracumate molto prima del previsto.  
Ciao 2011, ciao ciao...
Auguri!



PS. e ricordate che l'anno a venire potrebbe essere l'ultimo (ma probabilmente o forse no)

Update: Faccio qualche piccola aggiunta. Sul Time è stata pubblicata la lista dei 50 migliori siti del 2011 e fra questi mi va di menzionare gli Open Yale Courses, Smarthistory e Khan Academy per la sezione education. C'è anche la classifica dei migliori blog del 2011.










mercoledì 21 dicembre 2011

Un post di auguri

Carissimi, è da un pò che non mi faccio sentire e vi chiedo umilmente scusa. Intanto, dato che non ho ancora combinato nulla di buono, vi propongo questa stranissima nonché inquietante Christmas Card datata 1968

del visionario Terry Gilliam (..."Elemento peculiare del suo stile è il gusto per un esasperato eclettismo figurativo, di spiccata matrice postmoderna, in cui bello e brutto, antico e moderno, sublime e kitsch, elementi di cultura "alta" e avanzi pop si intrecciano senza ordine gerarchico."...)

Via io9.com

mercoledì 16 novembre 2011

Diario breve

- architettura sovietica
- guardiola con sbarra (all'ingresso dell'hotel e all'ingresso dell'istituto)
- temperature giornaliere: -8/-1°C
- sottilette alla cipolla
- solo bagni alla turca (per scaricare usare il secchio nel lavello)
- Signorina dell'AFM supponente
- i manufatti in cuoio sono stupendi 

Passando a tutt'altro Cla ci segnala questo: VIAS - Virtual Institute of Applied Science; con tanto di free ebook tipo questo: The Chemistry of Paints, o questo: Lectures on Physics di Benjamin Crowell. :)

lunedì 14 novembre 2011

Ciao!

Mancano poche ore alla partenza...me ne vado, emigro, sì! Sono un "mezzo cervello" in fuga!
No, non preoccupatevi, starò via per un mesetto e poi, forse, torno. Il posto dove andrò è questo qui.
Vi lascio con un paio di video e ...vabbè, se avrò un pò di tempo posterò qualcosina anche da lì. Bye:)

I video sono tratti da OpenLearn (The Open University)

sabato 12 novembre 2011

Alla ricerca delle leggi perdute

Leggo sulla pagina Dielectric di wikipedia, nella sezione "Dielectric relaxation":

"The number of possible wavelengths of emitted radiation due to dielectric relaxation can be equated using Hemmings' first law (named after Mark Hemmings)
n = \frac{l^2-l}{2}
where
n is the number of different possible wavelengths of emitted radiation
l is the number of energy levels (including ground level)."
Domanda:
  • Chi è Mark Hemmings?
  • Quali e quante sono queste leggi di Hemmings (qui si parla di prima legge...suppongo che ce ne siano anche altre)?
  • E dove sono i relativi articoli?
La mia eterna riconoscenza a chi risolve quest'inghippo.

sabato 5 novembre 2011

Teaching is an unpleasant work!

A detta di Sidney Coleman è così. Vi riporto parte dell'intervista fatta nel gennaio del 1977.


"Sopka:

But you do enjoy working with students or do you?

Coleman:

No. I hate it. You do it as part of the job. Well, that's of course false...or maybe more true than false when I say I hate it. Occasionally there's a student who is a joy to work with. But I certainly would be just as happy if I had no graduate students. There are plenty of colleagues around here whom I can work with. There are plenty of research fellows; junior faculty. This is true all through the Cambridge area. There's not only Harvard, there are people to work with at MIT, at Brandeis, and there are some good people at places like Northeastern...places loaded with physicists to collaborate with, to talk about physics ideas with, who are ready and KNOW basically how to do research. You know who's good and who's bad. It's not a question of their being embryonically possibly good or possibly rotten. So certainly if I want physicists to collaborate with I don't have to have graduate students. Occasionally there is a graduate student who is a joy to collaborate with. Both David and Eric were of this kind, but they were essentially almost mature physicists. They were very bright by the time they came to me. In general, working with a graduate student is like teaching a course. It's tedious, unpleasant work. A pain in the neck. You do it because you're paid to do it. If I weren't paid to do it I certainly would never do it.

Sopka:

I guess your remark means then that you would like to avoid teaching undergraduate courses or even required graduate courses...

Coleman:

Or even special topics courses. Teaching is unpleasant work. No question about it. It has its rewards. One feels happy about having a job well done. Washing the dishes, waxing the floors (things I also do on a regular basis since I'm a bachelor) have their rewards. I am pleased when I have done a good job waxing the floor and I've taken an enormous pile of dirty dishes and reduced them to sparkling clean ones. On the other hand, if I didn't have to, I would never engage in waxing the floors, although I'm good at it. I'm also good at teaching; I'm considered very good at teaching, both by myself and others. And I'm also terrifically good at washing dishes, in fact. On the other hand, I certainly would never make a bunch of dirty dishes just for the joy of washing them and I would not teach a course just for the joy of teaching a course...."
[Interview of Sidney Coleman by Katherine Sopka on January 18, 1977,
Niels Bohr Library & Archives, American Institute of Physics, College Park, MD USA,


Almeno lui è sincero; gli studenti sono una rottura di balls. Io stessa ero una emerita rottura di balls oltre che degna rappresentante della peggior specie di studenti, composta da quelli che non lusingano, quelli che difficilmente regalano sorrisi entusiasti, quelli che si presentano con la fredda espressione di chi pensa "oh, ma quando finisce sta lezioncina del caxxo...". Lo pensavo sul serio? Sì, nella stragrande maggioranza dei casi e tranne ben poche eccezioni era quello che pensavo. Non solo, col passare degli anni mi sono sempre più assuefatta all'idea che per riuscire a fare qualcosa, per superare un'esame come per fare una tesi, bisognasse far "tutto da sé"; trovarsi gli articoli e i libri da sé, spiegarseli da soli, porsi un obiettivo che per quanto nebuloso e malposto fosse, doveva essere raggiunto, cercando di ridurre il confronto col superiore al minimo indispensabile. Dato che mal sopportavo l'idea di dover "andare a colloquio" non era insolito che mi inventassi una qualsiasi scusa per rimandare. So che il fastidio era perfettamente reciproco e ancora adesso, ripensando a tutto ciò che ho fatto, al mio andazzo generale, credo che la scelta migliore sarebbe stata quella di spifferare con candore e schiettezza: "sì, i sentimenti che lei nutre sono perfettamente ricambiati, pensa male di me? Pensa che Tizio e Caio sarebbero stati perfetti se si fossero trovati al mio posto, qui al suo cospetto, che avrebbero fatto tanti bei lavori sotto la sua guida perché loro sì che so' capaci (tanto per cominciare perché maschi di razza bianca caucasica). Ebbene, vada a procurarsi i suoi studenti modello, troverà di sicuro un'ampia scelta, tutta in saldo al 70% e a destra del reparto ortofrutticolo". Ero pessima, non c'è molto altro da aggiungere. E la figura del cosiddetto "maestro" da seguire e di cui fidarsi ciecamente mi è mancata. Ma tutto ciò non c'entra nulla con Sidney Coleman, un ottimo insegnante a dispetto di quel che dice; non è inusuale che i bravi insegnanti odino l'insegnamento...almeno a parole...e non è inusuale che gli studenti odino i propri insegnanti e questo non solo a parole.



lunedì 31 ottobre 2011

L'apprendista stregone

L'apprendista stregone di Jon Turteltaub (2010) è una rivisitazione del segmento "L'apprendista stregone" del disneyano Fantasia, che a sua volta era stato tratto dall'omonimo poema sinfonico del 1890 di Paul Dukas, che a sua volta si era ispirato alla omonima ballata di Johann Wolfgang von Goethe, datata 1797. Sono tutte informazioni che potete trovare su wikipedia; la cosa simpatica è il percorso a ritroso che dal regista Jon Turteltaub porta al poeta tedesco Goethe.
Il film in questione, che ho visto un pò di sere fa, ha per protagonista uno studente di Fisica (evviva!), che vive in una specie di laboratorio in perfetto stile Colorado Springs di inizi 900 e perciò, geek quanto basta, innamorato perso della solita "staccona" bionda, e potenziale potentissimo stregone; praticamente un "prescelto". Comunque, per farla breve, sono rimasta colpita da questa scena:


questa storia del cervello usato al 10% è un sempreverde che non passerà mai di moda...

Fase 1: liberare la mente
Fase 2: visualizzare le molecole
Fase 3: farle agitare!!!
 ...tale e quale al mio prof. di struttura...tale e quale...


PS. magari non ve ne può importare di meno ma pare che la figura dell'apprendista stregone sia anticipatrice di quella dello scienziato pazzo

 

 


domenica 23 ottobre 2011

Eureka

Un pò di link:
per gli amici biologi
  • VADLO: life sciences search engine
  • Biology Open: Facilitating rapid peer review for accessible research
Per tutti
The National Academies Press: potete trovarci di tutto, si tratta infatti di una raccolta di libri (per gli addetti ai lavori e per i meno addetti) liberamente scaricabili previa registrazione.

Immagine tratta da spotlight-on-science

venerdì 21 ottobre 2011

Dance your Ph. D.

for achieving immortal geek fame on the Internet ...
E' questa affermazione che mi percuote da dentro: "per avvicinare chiunque alla scienza, dagli USA arriva Dance Your Ph. D." (cit.)...e se dall'America non giunge nessun'altra idea per avvicinare chiunque alla scienza siam ben meno che fottuti. Comunque i laboratori del Gonzo propongono premi interessanti: mille dollari, un articolo su Science e l'incoronazione al TEDx che avrà luogo a Bruxelles il prossimo 22 novembre, senza dimenticare l'imperitura fama su internet che renderà questi cosiddetti geek immortali. Uhm, personalmente a chi cerca la fama ad ogni costo consiglierei i vecchi e sani metodi di una volta...tipo che so...vendere l'anima al diavolo se proprio non si riesce a far di meglio. In ogni caso godeteveli. I video li trovate su Wired.


Ne avevo già parlato un anno fa, qui.

PS. Il chimico che "vomita" particelle mentre balla la breakdance è insuperabile


sabato 24 settembre 2011

SOS Neutrinos

La vignetta è opera di Makkox

Prima di dimenticarle, segnalo alcune frasi sentite tra ieri e oggi

radiogiornale: 
"questa scoperta rivoluziona la fisica come la conosciamo"...mi sembra un'affermazione azzardatissima...sarebbe meglio ammettere che la fisica NON la conosciamo

subito dopo la collega ha detto una frase che non ricordo parola per parola (era la radio di sottofondo al supermercato), ma insomma ha detto che viene contraddetto il fatto che la velocità della luce sia costante....

telegiornale:
"il neutrino, la particella PIU' elementare..."

Poi, la cosa più diffusa letta ieri sui siti dei giornali..."il neutrino è più veloce della luce di 60 ns"...affermazione che non significa un cazzo e scusate ma mi indigno, pretenderei che qualunque giornalista sappia che ns è una misura di tempo e non di velocità...e se non lo sa prima di scrivere alcunché può andare su wikipedia e imparare. Oppure leggersi meglio qualche notizia diretta, per scoprire che non ci vuole tanto per dire le cose come stanno...cosa costava dire che secondo gli esperimenti i neutrini in questione hanno percorso 730 km impiegando un tempo inferiore di 60 ns rispetto a quello che la luce impiega a coprire la stessa distanza? 

E poi...Odifreddi ha pubblicato un post sul suo blog stamattina, ma la parte migliore del post sono i commenti...eccone qualcuno

Scusate l’ignoranza, ma visto che un aereo che supera la velocità del suono fa un “bang”, un neutrino che supera la velocità della luce cosa fa, un “flash”?

spiacente, ma la fisica non si fà così, non basta prendere due formulette che trovi stampate sulle magliette e combinarle!

Vista la quantità di persone che hanno contribuito all’argomento, vorrei da ciscuno di loro solo una piccola dichiarazione: IO SONO UN FISICO ! oppure IO NON SONO UN FISICO ! Così almeno capisco con chi ho a che fare …
Io sono un fisico, Ph.D. in Fisica Teorica nel 1981.

NON SONO UN FISICO
Sono laureato in lettere con tesi sul Medioevo. Di fisica e matematica capisco poco e quel poco che riesco a capire, lo dimentico subito.
Mi scuso con i fisici per le mie tre o quattro battute precedenti, ma leggendo alcuni post di cui, ammetto, non ho capito nulla, non mi sono riuscito a trattenere.
A chi si offende per lo scarso rispetto mostrato verso questa possibile grande scoperta, vorrei solo ricordare che siamo su un blog, non siamo nella sala conferenze del CERN o del MIT.
Scherzi a parte, ma veramente esiste un tunnel sotterraneo lungo 730 km, che collega Ginevra al Gran Sasso? E i no tav non hanno mai detto niente?

i neutrini hanno scarsissime interazioni, passano attraverso la crosta terrestre allegramente come un pesce attraverso l’acqua. un tunnel non serve. se le serve, se li immagini come delle talpe velocissime

Mi fa piacere, una volta tanto, che ci si accapigli (più o meno dignitosamente) su un argomento comunque così “elevato” e non su quello dei servi e delle mignotte del ns premier. Era ora !

Ed ecco invece un commento serio:

Ho assistito al seminario al CERN (ci lavoro). In una sala veramente gremita, la presentazione di Opera ha lasciato qualche dubbio riassunto nelle domande finali. Sembra che gli errori sistematici siano stati tenuti in conto propriamente (i miei dubbi, e quelli di molti, erano proprio sulla tecnica utilizzata), ma il fit per estrarre il risultato finale e’ artificialmente troppo buono (forse, ricontrolleranno). L’impressione e’ che l’errore di 7 ns che quotano alla fine sia troppo ottimistico, forse anche di un fattore consistente, per cui potrebbe essere che la misura e’ compatibile con la velocita’ della luce negli errori.
Credo proprio che il clamore suscitato da una misura abbastanza preliminare (non tanto per l’accuratezza con cui e’ stata fatta da Opera, quanto per il fatto che una cosa simile necessita conferme nella comunita’ prima della divulgazione) sia stato eccessivo, anche perche’ gli stessi autori (fuori dai microfoni) non hanno l’atteggiamento di dire che hanno fatto una scoperta ma, come correttamente si dovrebbe fare, hanno osservato un’anomalia che necessita di moooolte conferme sperimentali da parte loro e da parte di esperiemnti indipendenti. Il messaggio e’ che non e’ ancora il caso di cancellare dai libri ne’ la relativita’ e neppure l’elettromagnetismo (che in ogni caso sarebbe piu’ difficile da rigettare anche nel caso in cui i neutrini siano realmente superluminali)

Segnalo un video suggerito in questi commenti



Se invece avete 1h e 53 minuti di tempo e disponibilità neuronale (la mia nn ha superato 10 minuti) qui c'è il seminario con la presentazione dei risultati


Lo ammetto ho sentito i primi 5 minuti e poi ho letto le conclusioni...bellissime, il sogno di ogni fisico potersi permettere questa come frase finale di un lavoro:
"WE DO NOT ATTEMPT ANY THEORETICAL OR PHENOMENOLOGICAL  INTERPRETATION OF THE RESULTS" :D
(seguita da applauso scrosciante a fine seminario)

Aggiungo che:
- quando ho visto sulle slide la foto con i super-esagerati macchinari che servono per fare queste misure ho pensato ai poveri mortali ai quali mancano le chiavi da 10, una rotativa nuova, un pc costruito dopo gli anni '90 etc etc etc...

- quando ho visto le 50 slides ho pensato a tutti i dottorandi e post-doc che si saranno fatti a very huge mazz appresso ai neutrini 

- lo "speaker" era molto composto e il suo stile mi ha fatto pensare alla boria media di alcuni personaggi che ho avuto il dispiacere di conoscere e che per molto molto meno si pavoneggiano a dismisura

- ho sentito solo l'inizio della fase delle domande, il primo non ha fatto domande, si è congratulato e poi ha detto una cosa del genere: 
"It's very difficult for experimentalists to comment about other people's experiments, because experiments are so complicated...I'm not qualified to comment..." 

 Cla

mercoledì 21 settembre 2011

Mathematica Italiana

"L'Edizione Nazionale Mathematica italiana è dedicata alla raccolta, condivisione e diffusione dei testi che hanno contribuito a costruire la cultura matematica del nostro Paese.
Con questo progetto si auspica di
  • dare ai matematici italiani la giusta visibilità attraverso la presentazione di un quadro quanto più completo della storia della matematica italiana
  • rimettere in circolazione, sia in formato digitale liberamente accessibile che a stampa, opere rare pubblicate dal Rinascimento al primo Novecento
  • riproporre come oggetto di ricerca un settore particolarmente sottovalutato della storia nazionale."

Si tratta di un progetto "open access" a cura del Centro di Ricerca Matematica "Ennio De Giorgi" con il sostegno dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica "Francesco Severi".
Lo trovate sul sito: mathematica.sns.it


Segnalato da Cla


domenica 18 settembre 2011

Demonstration

Beh, nel mio caso non è stata fatta alcuna correzione. Devo esserne felice o devo preoccuparmi sul serio?
Non so perché ma propenderei per la seconda.



 PS. Un dialogo a dir poco surreale però c'è stato.... uno dei pochi dacché sono tornata dalle vacanze.
"Lucia!"  Osserva all'improvviso con tono ironico..."Perché sei così bianca?...Non sei andata per niente al mare?"....Pochi minuti dopo mi chiede: "il secondo articolo a che punto è?  E' già pronto?"
La dimostrazione che c'ha capito tutto...



mercoledì 7 settembre 2011

Altri link

“Art? What is art? Art is a man’s name”
—Andy Warhol (attributed)
.
“The scientist does not study nature because it is useful; he studies it because he delights in it, and he delights in it because it is beautiful. If nature were not beautiful, it would not be worth knowing, and if nature were not worth knowing, life would not be worth living.”
—Jules Henri Poincaré



lunedì 5 settembre 2011

Link

Rieccomi. Un link fresco fresco per farmi perdonare della lunga assenza: Symphony of Science Bundle v1.0.
Purtroppo ci sono sempre e comunque delle deadlines da rispettare, problema comune a tutti credo, nel mio caso la scadenza è fissata per il 10 settembre.

sabato 27 agosto 2011

Webit Congress 2011: the most influential people online

Come ci ha già spiegato Annarita si tratta di quantificare il naturale charme o "carisma digitale" delle persone più in vista del web...non solo blogger quindi, ma anche possessori di un semplice profilo facebook o di un linkedin o di una qualsiasi altra cosa...
Brevemente, se come me avete visto in Annarita una vera e propria "influencer" e volete sostenerla in questo contest basta cliccare sul banner che ho messo qui a fianco e registrarsi seguendo le indicazioni redatte da Marco Cameriero (che troverete qui). Un in bocca al lupo ad Annarita!

Faccio una piccola aggiunta. Marco mi ha appena informato che con l'iscrizione al webit ho guadagnato la bellezza di otto voti "senza far nulla". La cosa mi lusinga moltissimo (grazie ragazzi, siete straordinari!) e dopo una lunga chiacchierata con Marco sono addivenuta alla decisione di candidarmi a mia volta. Beh, che altro dire? Il partito è sorto! Quindi votateci/mi! ;)


mercoledì 24 agosto 2011

Quiz e varietà

Si tratta di un breve elenco di "passatempi" consigliati.
 

domenica 21 agosto 2011

Love rules: non ti piglio se non ti assomiglio

Mezzani benpensanti con un Q.I. superiore a 130, fatevi da parte che questo articolo non è per voi.


Il titolo del post rimanda a un vecchio detto popolare che ultimamente pare sia diventato legge...specialmente per gli americani e gli inglesi. Pare che la ricerca di partner dello stesso livello culturale e socio-economico sia diventata una specie di chiodo fisso e ultimamente, i siti di incontri online crescono come funghi. Però la scoperta della trasformazione del New Scientist da rivista (quasi) scientifica a sito di dating ("for searching other likeminded singles") mi ha dato una leggera sensazione di raccapriccio e la lettura di queste robe, che inneggiano al "dating scientifico", mi puzzano di...non lo so...forse sto esagerando...ma mi puzzano di razzismo.
Tra l'altro si dice che esistano nutriti team di matematici, fisici, programmatori e psicologi impegnati nella ricerca dell'algoritmo perfetto, del cosiddetto "Love Code" come ci spiega Nick Paumgarten sul New Yorker. Insomma, questi ricercatori non vedono l'ora di accoppiarci tutti felicemente e possibilmente vita natural durante; il pacchetto comprende infatti la nascita di matrimoni duraturi a bassissimo rischio di divorzio. E quindi, ricapitolando: come deve essere questo partner matematicamente perfetto? Deve essere simile a noi, avere i nostri stessi gusti e interessi (date un'occhiata a questo idilliaco luogo di incontri intitolato per l'appunto "Scientific Singles") e, cosa ancora più importante, deve avere una posizione "economicamente dignitosa", sembra infatti che il matrimonio d'amore funzioni solo nelle fiabe, almeno a detta di personaggi come Jenny Anderson e Paula Szuchman, giornaliste americane esperte di economia, autrici di un libro intitolato "Spousonomics", nel quale affermano che l'unione tra due persone è come un rapporto d'affari e che bisogna essere degli ottimi manager per tenerlo in piedi. Ma il filosofo francese Pascal Bruckner, appartenente alla corrente dei nouveaux philosophes, si spinge ancora più in là e butta giù un vero e proprio trattato sulla questione: "Il matrimonio d'amore ha fallito?" (il punto interrogativo non so a cosa possa servire dato che la risposta se l'è già data...bah, forse dipende dalla naturale spinta dei filosofi a porsi e a porre domande), che provocatoriamente ripropone il "matrimonio d'interesse" o "combinato" come succedeva una volta. Uhm...a questo punto chiederei a Pascal se è proprio sicuro che i matrimoni d'oggi siano nella totalità dei casi scevri dall'"interesse", includendo nella parola interesse un pò tutto, non soltanto il denaro e il lato economico della faccenda, ma anche la ricerca di stabilità, il desiderio di sfuggire alla solitudine, di compiacere una società che sempre e comunque ci spinge alla ricerca dell'anima gemella.

Prima di chiudere vi informo che la menata di oggi è tratta da un articolo dell'Espresso (n. 33 del 18 agosto 2011) mentre la scoperta del nuovo "servizio" attivo sul New Scientist è avvenuta oggi in maniera del tutto casuale.

venerdì 19 agosto 2011

Pseudoscientific vintage images: Thank you for Smoking






C'è stato un tempo in cui le sigarette "facevano bene alla salute" grazie a tutta una serie di pseudoricerche sponsorizzate dalle industrie del tabacco. Trent'anni dopo, questi stessi istituti di ricerca scoprivano che "in qualche caso" provocavano il cancro. Sul sito della Stanford School of Medicine potrete vedere la galleria completa, con tanto di slogans e dettagli storici.

mercoledì 17 agosto 2011

Ritorno a Flatlandia


Alcuni scienziati trascorrono i loro giorni esplorando le tre dimensioni dello spazio, le quattro dimensioni dello spazio-tempo o anche le undici dimensioni di un qualcosa che risponde al nome di M-teoria. Alcuni, si accontentano di sole due dimensioni (vedi Carbon Flatland).
Tratta da Graphene gives up more of its secrets
Il grafene è un materiale a dir poco eccezionale, una vera e propria cornucopia dal momento che può essere impiegato nei più disparati campi della tecnologia esercitando al contempo un certo fascino anche sui fisici teorici (uno fra tutti il mitico Sheldon Cooper). Se il grafene vi intriga, non potete di certo perdervi questo: “Graphene: Materials in the Flatland” del premio Nobel Konstantin Novoselov.

“Much like the world described in Abbott’s Flatland, graphene is a two-dimensional object. And, as “Flatland” is “a romance of many dimensions,” graphene is much more than just a flat crystal. It possesses a number of unusual properties which are often unique or superior to those in other materials. In this brief lecture I would like to explain the reason for my (and many other people’s) fascination with this material, and invite the reader to share some of the excitement I’ve experienced while researching it.”

martedì 9 agosto 2011

Come tasselli di un puzzle

Per la puntata di oggi, la versione tragicomica di Lucarelli ci propone:
  • "[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci.] – Andrea Rossi, l'inventore dell'Energy Catalyzer, ha raggiunto un accordo con una società statunitense. L'accordo si basa su molti anni di contatti con persone legate al Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.
    Il nuovo accordo delinea i piani commerciali nel Nord e Sud America per l'Energy Catalyzer – il dispositivo che sembra produrre grandi quantità di energia attraverso una finora sconosciuta e non pienamente compresa reazione nucleare. ..." (http://www.territorioscuola.com/interazioni_2/2011/05/18/1226-180511-energy-catalyzer-ottiene-fiducia-da-partners-statunitensi/) 

    "Le persone che ogni anno sostengono di essere in grado di costruire una macchina capace di fornire energia dal nulla, violando i principi della termodinamica, sono migliaia ed aumentano in modo esponenziale (1). Si pensi che negli Stati Uniti questi prototipi sono un problema grossissimo per l'ufficio brevetti, che si trova a dover impegnare gran parte delle risorse per analizzarli, rallentando l'operatività negli altri settori. Ciò nonostante, siccome sul mercato non è mai arrivato nulla di efficace, l'unica conclusione possibile è che tutti i progetti di questo tipo, prodotti fino ad ora, non funzionino. Questa conclusione non è però  condivisa da tutti. Esistono infatti delle persone che sostengono la teoria secondo la quale i soggetti che traggono vantaggio dalle fonti di energia tradizionali hanno un potere così grande da essere in grado di bloccare sul nascere ogni scoperta relativa a nuove fonti di energia..." (http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=9386)

    "Spiegare cosa succeda veramente nel reattore catalitico (nucleare a bassa intensità) Ni-H di Rossi-Focardi-Piantelli, per ora non lo sa fare nessuno con definitiva certezza. Il motivo principale è che mancano misure, ma anche manca una teoria condivisa. ..." (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=37580)

  • "La repulsione coulombiana impedisce che i protoni a bassa energia possano giungere sui nuclei di nichel a meno che la carica del protone non venga mascherata. Per esempio con l'elettrone dello stesso atomo di idrogeno che venga a trovarsi sul protone per fluttuazione statistica (come accade nei nuclei che presentano la cattura orbitale). L'atomo di idrogeno, così ristretto, sarà allora temporaneamente un “miniatomo”. ..." (http://www.consulente-energia.com/z-Considerazioni-Daddi-su-reattore-Focardi-Rossi.pdf)

  • "POCHI conoscono l’attività che per oltre un ventennio si è svolta nella pineta di San Piero a Grado quando — dall’idea di un gruppo di fisici che operavano all’Accademia Navale — prese corpo l’idea della realizzazione di un impianto nucleare di ricerca. Per l’epoca, erano gli anni Cinquanta, si trattava di un’avventura pionieristica che però fece in breve tempo di Pisa un centro all’avanguardia per lo studio dell’energia nucleare finalizzato alle applicazioni sia militari (propulsione navale) che civili. ..." (http://www.lanazione.it/pisa/2009/04/17/165648-pochi_conoscono_attivita_oltre_ventennio_svolta.shtml)

giovedì 4 agosto 2011

La Fisica al minuto ovverosia sessanta secondi per un concetto

Un paio d'anni fa ebbi un'idea che ritenni balzana oltreché difficile da mettere in pratica. L'idea era sostanzialmente questa:

ed Henry Reich, fisico ventiquattrenne dell'Università di Waterloo l'ha messa in atto alla facciaccia mia...
dimostrandomi che evidentemente si poteva fare :(

Il video è tratto da una mitica serie intitolata per l'appunto MinutePhysics.

Fonte: The SciencePunk Blog

lunedì 1 agosto 2011

The allocation of credit

"CREDIT WHERE CREDIT IS DUE
Ben, a third-year graduate student, had been working on a research project that involved an important new experimental technique. For a national meeting in his discipline, Ben wrote an abstract and gave a brief presentation that mentioned the new technique. After his presentation, he was surprised and pleased when Dr. Freeman, a leading researcher from another university, engaged him in an extended conversation. Dr. Freeman asked Ben extensively about the new technique, and Ben described it fully. Ben's own faculty advisor often encouraged his students not to keep secrets from other researchers, and Ben was flattered that Dr. Freeman would be so interested in his work.
Six months later Ben was leafing through a journal when he noticed an article by Dr. Freeman. The article described an experiment that clearly depended on the technique that Ben had developed. He didn't mind; in fact, he was again somewhat flattered that his technique had so strongly influenced Dr. Freeman's work. But when he turned to the citations, expecting to see a reference to his abstract or presentation, his name was nowhere to be found.
  1. Does Ben have any way of receiving credit for his work?
  2. Should he contact Dr. Freeman in an effort to have his work recognized?
  3. Is Ben's faculty advisor mistaken in encouraging his students to be so open about their work?"





domenica 24 luglio 2011

Science Ink

 "It is a great pleasure to see this compendium of truly moving personal statements about the sciences, collected in this superb book."

A tutti voi amanti del tatuaggio scientifico (che finite nel mio blog grazie a ricerche del tipo: schrodinger cat tattoo, "the dark side of the force" tattoo, angel (?) tattoo e solo recentemente: metamaterials tattoo and graphene tattoo) consiglio questa perla: "Science Ink: Tattoos of the Science Obsessed" di quel grandissimo volp...ehm! divulgatore, o meglio ancora "del più grande popular science writer esistente al mondo" che risponde al nome di Carl Zimmer. Inutile precipitarsi in libreria! Il libro non uscirà prima del prossimo autunno. Se poi la pazienza non è il vostro forte e se siete desiderosi di una copia con il preziosissimo autografo dell'autore vi potreste recare qua. Intanto vi riporto le prime valutazioni (tratte da qui):
"How apt: the most enduring ideas in science translated into that most enduring personal art—the tattoo. Science Ink marries mind and body, and Zimmer reveals the beauty that motivates so many scientists.”–Sam Kean, autore di The Disappearing Spoon (un altro science writer...forse il secondo al mondo in ordine di importanza...). ...
“Here is to be found the evidence that scores of intelligent and intellectually perceptive young people recognise that equations, symbols and structures are the key constituents of the elegant language through which the Universe reveals its deeply buried and wondrous secrets. It is a great pleasure to see this compendium of truly moving personal statements about the sciences, collected in this superb book." (sorbole! che quasi quasi mi scoppia un embolo di tenerezza...) – Sir Harry Kroto, vincitore del premio Nobel per la Chimica nel 1996.
Lo compro oppure no? Uhm, difficile resistere...

lunedì 18 luglio 2011

matrimoni tra fisici

And they lived in Physics bliss forever after....

Un fisico che sposa un fisico? Uhm, a volte succede...anzi, succederà tra qualche ora :)

sabato 16 luglio 2011

martedì 12 luglio 2011

Chiedimi se sono felice

Rieccomi. Dopo essere rientrata da Erice vengo sommersa da una marea di novità e bestialità varie. Iniziamo con Google+. Ma che diamine è? Beh, dovrebbe trattarsi della risposta di Google a Facebook, ehm...e per il momento funziona "ad invito"...anzi, non funziona proprio! dato che hanno "temporaneamente superato il limite massimo di utenti". Bah! "Riprova presto?" Ma anche no! L'idea di un grosso motore di ricerca che si trasforma in un gigantesco socialcoso mi inquieta...mi fa rabbrividire...quasi si trattasse della trama di un film horror/fantascientifico che non può che andare a finire male (e del resto, il 2012 si avvicina...).
Seconda novità: "la maglietta rosa della Juve", ideata per la prossima stagione (il 2012 per l'appunto). Cioè, ma...si può? E che diamine! E come sponsor cosa sceglieranno? "Hello Kitty"? E poi vedo questo: "Sex & the Physics" (2011), un improbabile capolavoro pornodivulgativo di cui si poteva tranquillamente fare a meno dato che l'anno scorso era già uscito questo: "The Physics of Sex", di Jean Morris (2010). La trama del primo è stata sommariamente raccontata qui, perciò mi soffermerò sulla trama del secondo: 
"What effect does a bed's design have on sex, and how do you choose the right bed for your love life? Which lube is best for any particular sexual encounter and why? How can science help you find the ideal partner, or simply improve your odds of hooking up for the night? The Physics of Sex has answers to these questions and many more. It's a no-nonsense guide to the science that will make you a smarter and better lover."
Quindi, mentre gli autori nostrani ingentiliscono il racconto ricorrendo all'aulicità dei miti greci, l'americano Jean Morris, affronta in maniera diretta la "meccanica dei corpi", proponendo numerose ed efficaci soluzioni per ridurre l'attrito. Magari chissà, un giorno o l'altro potrei arricchire la mia libreria e parlarvene più in dettaglio.
Altra notizia: "Disciplina del diritto d'autore" o meglio: delibera "ammazza-Internet". Avete partecipato alla protesta? Quanti di voi l'hanno fatto e quanti di voi si sono iscritti (previo invito in carta bollata) su google+, susù, ditemi che sono tanto curiosa. E in questo avvicendarsi di nuovi strumenti di spionaggio e consigli/decreti sul parlar meno, blogger cambia look e inizia a "disfunzionare" nuovamente. Potrebbe essere finita qua e invece no. Qualche giorno fa mi arriva una mail da parte di un "network internazionale di ricerca e selezione specializzata in laureati" (rapporto bachelor), che mi invita a partecipare al sondaggio "sulla condizione delle laureate in Italia". Beh, il mio rapporto con i sondaggi è molto difficile e travagliato. I sondaggi mi arrivano tramite mail, sul telefono fisso di casa, direttamente sul mio cellulare. E quasi sempre, una suadente voce femminea di Call Center mi annuncia che faccio parte del campione scelto di laureati da monitorare e da seguire passo passo, anno dopo anno, per vedere come non avviene l'inserimento nel mondo del lavoro. Che culo! Sto un'ora a rispondere a domande del tipo:
- perché hai scelto di frequentare questa facoltà, in questa università? Perché ti piaceva o perché ti ci hanno costretto? O per motivi di vicinanza e/o economici?
- e i tuoi genitori che titolo hanno? Che lavoro fanno? Pensi di avere più opportunità rispetto a loro o pensi di averne di meno?
- sei sposata?
- hai figli?
- fra due anni potrebbe venirti in mente di farne? E fra dieci? (possibili risposte: sì, no, non so...andate a fare in c..o purtroppo non era contemplata nelle possibili scelte)
- Con chi dividi l'appartamento?
- se tornassi indietro nel tempo ti iscriveresti nuovamente all'università? Sceglieresti la stessa facoltà?...ne sei proprio sicura?
- quanto guadagni?
- che tipo di contratto hai, se ce l'hai
- che tipo di contratto vorresti
- secondo te le donne hanno maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro rispetto agli uomini? Se sì, perché?

Ragazzi, le ultime domande sono state in assoluto le migliori; forse il frutto di una mente delirante:
- brevemente, dicci cosa ti spaventa di più del futuro. Tre battute fulminee in ordine di importanza.
- brevemente, dicci cosa vedi di positivo nel tuo futuro. Sempre tre battute.
- Sei felice?  ...  Sì, no, non so...

Domenica sera sono ritornata, già da stamani ho le palle "fracumate"...e sti stronzi mi chiedono se sono felice....
Ah, e per quel che riguarda Erice devo dire che l'esperienza mi è servita...fra qualche giorno ve ne parlerò.

venerdì 1 luglio 2011

Partenze

Ragazzi, un saluto veloce prima di partire per Erice. Ci sentiremo dopo il 10 luglio :)

martedì 28 giugno 2011

Incertezze

Il brano seguente è tratto dal decimo capitolo di Quantum, uno dei miei ultimi acquisti e il primo di una serie di libri che verranno letti e poi proposti come piacevoli letture estive.
"In piedi davanti alla lavagna, con gli appunti sparsi sul tavolo che gli stava di fronte, Werner Heisenberg era nervoso. Il brillante fisico venticinquenne aveva tutte le ragioni di esserlo. Era mercoledì 28 aprile 1926, e stava per tenere una conferenza sulla meccanica delle matrici al famoso seminario di fisica dell’Università di Berlino. Quali che fossero i meriti di Monaco o Gottinga, era Berlino che Heisenberg a buon diritto chiamava “la roccaforte della fisica in Germania”[1]. I suoi occhi scorsero rapidamente i volti dei presenti e si fissarono su quattro uomini seduti in prima fila, tutti titolari di un premio Nobel: Max von Laue, Walter Nernst, Max Planck e Albert Einstein.
Qualunque nervosismo per questa “prima…occasione di rivolgermi a scienziati tanto famosi” cessò rapidamente quando Heisenberg, stando alla sua stessa valutazione, presentò “con la massima esattezza i concetti e i fondamenti matematici di una teoria così poco convenzionale”[2]. Al termine della conferenza, mentre il pubblico si disperdeva, Einstein invitò Heisenberg a casa sua. Durante la passeggiata di mezz’ora necessaria per raggiungere la Haberlandstrasse, Einstein chiese ad Heisenberg notizie della sua famiglia, dei suoi studi e delle sue prime ricerche. Soltanto quando furono comodamente seduti nel suo appartamento, raccontò poi Heisenberg, cominciò la vera conversazione, con Einstein che sondava “le implicazioni filosofiche della mia teoria”[3]. “Lei ammette l’esistenza degli elettroni nell’atomo, e in questo ha molto probabilmente ragione” disse Einstein. “Però non ne prende in considerazione le orbite, sebbene il moto degli elettroni sia perfettamente visibile nella camera a nebbia. Vorrei che mi spiegasse meglio i motivi che l’hanno spinta ad abbracciare questa bizzarra posizione”[4]. Era proprio ciò che Heisenberg aveva sperato, un’occasione per convincere il quarantasettenne maestro della fisica quantistica.
“Non siamo in grado di osservare le orbite degli elettroni all’interno dell’atomo” rispose il giovane fisico. “Osserviamo invece la radiazione emessa dall’atomo, in base alla quale deduciamo le frequenze e le ampiezze degli elettroni”[5]. Animandosi nell’approfondire l’argomento, spiegò che “giacché una buona teoria deve fondarsi su grandezze direttamente osservabili, ho ritenuto più corretto limitarmi ad esse, trattandole, per così dire, come rappresentanti delle orbite elettroniche”[6]. “Ma dice sul serio?” ribatté Einstein incredulo. “Dunque, secondo lei, una teoria deve basarsi esclusivamente su grandezze osservabili?”[7]. Era una domanda che metteva in discussione le fondamenta stesse su cui Heisenberg aveva costruito la sua nuova meccanica. “Non è precisamente quello che ha fatto lei con la relatività?” replicò.
Un “buon trucco non si dovrebbe tentare due volte” rispose Einstein sorridendo [8]. Può essere che abbia detto una cosa del genere” ammise. “Comunque sia, non ha senso.” Benché possa essere utile dal punto di vista euristico tenere a mente ciò che si è effettivamente osservato, in linea di principio, affermò, “è sbagliatissimo tentare di fondare una teoria esclusivamente su grandezze osservabili. Anzi, in realtà avviene esattamente il contrario: è la teoria che decide cosa possiamo osservare”[9]."

Supremazia della teoria sull’esperimento? L’affermazione di Einstein prendeva spunto da un filosofo francese, un certo Auguste Comte, il quale sosteneva che “sebbene ogni teoria debba basarsi sull’osservazione, anche la mente ha bisogno di una teoria per fare delle osservazioni.”
Ebbene, secondo voi come è andata a finire? Heisenberg è riuscito nel suo intento oppure no?
Il libro è scritto davvero bene e a mio parere merita una lettura attenta. La ricostruzione dei luoghi, dei personaggi, ovverosia i fisici protagonisti della rivoluzione quantistica, resi particolarmente vivi dall’abbondante numero di dialoghi ricostruiti dopo un lungo ed attento esame delle numerose fonti a disposizione (citate nella bibliografia e nelle numerose note presenti in ogni capitolo), dà fascino ad una narrazione nata con intenti divulgativi e che diverte il lettore con aneddoti e curiosità – come la descrizione dell’incontro tra due star d’eccezione: Charlie Chaplin ed Albert Einstein -.

Prima di chiudere mi soffermo giusto un po’ sull’autore. Manjit Kumar è laureato in fisica e in filosofia, ha fondato una rivista interdisciplinare di arti e scienze: “Prometheus” ed è coautore di Science and the Retreat from Reason. Ha ovviamente un sito: www.manjitkumar.com.

1-7. Heisenberg, Fisica e oltre. Incontri con i protagonisti: 1920-1965.
8. Heisenberg, intervista per l’AHQP, 30 novembre 1962.
9. Heisenberg, Fisica e oltre. Incontri con i protagonisti: 1920-1965.

sabato 18 giugno 2011

Un saluto veloce

Cari tutti,
è da un bel pò di tempo che non mi faccio sentire e il motivo è presto detto: sto sgobbando come non mai, tra corsi, articoli, laboratorio, preparazione di poster per il prossimo incontro della SICL e diverse altre cosette che non vi elenco nemmeno. Le ore dedicate al sonno si riducono sempre di più mentre l'esaurimento cresce. Tra l'altro, nel vano tentativo di diventare un pò più multitasking qualche cazzata la combino.
Prossimamente ci saranno recensioni di libri - quasi tutti di divulgazione -, racconti a puntate e ...vabbé, le solite cose a cui siete più o meno avvezzi.
Per ora è tutto. La mia oftalmodonesi non mi permette di andare oltre. Bonnuit!

domenica 12 giugno 2011

Did You Know?

Ultimamente mi arrivano un bel pò di visite da fb... . Dovrei essere contenta eppure, non so perché, trovo la cosa leggermente inquietante. Dipenderà dal fatto che non potrò mai sapere chi è che mi linka e in quale contesto, quanti sono i pollici versi e i pollici su....bah! Ma tanto, chi se ne fotte...

Vi propongo, per questa calda domenica di referendum, due video non proprio recenti, usati come incipit per un seminario di pochi giorni fa dedicato al "business plan"...eh sì, formazione imprenditoriale per poveri dottorandi...forse concepita con l'intento di redimere prima che sia troppo tardi...





...So what does it all mean?

sabato 11 giugno 2011

Leggende nucleari: il Belpaese tecnicamente autosufficiente

L'articolo è del 25 marzo 2011. Lo ripropongo perché mi sembra "significativo". Non racconta del "funzionamento delle centrali nucleari"; sappiamo già "grosso modo" come funzionano, e quali sono i rischi di una "cattiva manutenzione" (e per quel che riguarda l'Italia, sappiamo già che cosa si intende per "cattiva manutenzione"...). La domanda che bisognerebbe farsi, prima ancora di impelagarsi in tecnicismi sterili e polemiche inutili, è sempre la stessa: "cui prodest?"
Questo è il mio punto di vista, e se qualcuno (collega, blogger, amico ecc. ...) si azzarda ad accusarmi di antiscienza (come è già successo in un paio di occasioni), non mi soffermerò a spiegare di nuovo e con tutta calma come la penso; sarebbe perfettamente inutile. Risponderò alla vecchia maniera: "calci in c..o!"

".....In tutto, nel 2009, sempre secondo i dati di Terna, abbiamo acquistato dall’estero circa 44.000 Gwh di energia, al netto dei 2.100 circa che abbiamo esportato. 10.701 Gwh ce li ha ceduti la Francia, 24.473 la Svizzera e 6.712 la Slovenia. Tre paesi ai nostri confini che producono elettricità anche con centrali nucleari. In base ai dati pubblicati dalla Iaea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), la Francia produce il 75,17% dell’elettricità con il nucleare, la Svizzera il 39,50% e la Slovenia circa il 38%. In termini di Gwh questo significa che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Quanto pesa quindi il nucleare estero sul fabbisogno italiano? Il conto è presto fatto. Basta dividere i Gwh nucleari importati mettendo a denominatore il fabbisogno nazionale lordo. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.

In realtà, se si considera il mix medio energetico nazionale calcolato dal Gestore servizi energetici (GSE) in collaborazione con Terna, la percentuale di energia nucleare effettivamente utilizzata in Italia è pari ad appena l’1,5% del totale. Se si scompone il dato, si scopre che il nucleare francese pesa per circa lo 0,6% sul mix energetico nazionale. Ma c’è un’altro dato da considerare. Consultando i dati pubblicati da Terna si scopre infatti che l’Italia dal punto di vista energetico è tecnicamente autosufficiente. Le nostre centrali (termoelettriche, idroelettriche, solari, eoliche, geotermiche) sono in grado di sviluppare una potenza totale di 101,45 GW, contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell’estate 2007). Perché allora importiamo energia dall’estero? Perché conviene. Soprattutto di notte, quando l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che strutturalmente non riescono a modulare la potenza prodotta, costa molto meno, perché l’offerta (che più o meno rimane costante) supera la domanda (che di notte scende). E quindi in Italia le centrali meno efficienti vengono spente di notte proprio perché diventa più conveniente comprare elettricità dall’estero. ...". Continua su "Leggende nucleari, tutta la verità sul fabbisogno energetico nazionale", di Mauro Meggiolaro.

Aggiunte: Effetto Fukushima, Simpson censurati e questa lettera di Alberto Barocas, pubblicata ieri su Repubblica: "Ho lavorato una vita nel nucleare vi spiego perché voterò sì al referendum"

sabato 4 giugno 2011

Scienza macabra

"Ludwig Boltzman, who spent much of his life studying statistical mechanics, died in 1906, by his own hand. Paul Ehrenfest, carrying on the work, died similarly in 1933. Now it is our turn to study statistical mechanics. Perhaps it will be wise to approach the subject cautiously. (Opening lines of "States of Matter", by D.L. Goodstein)".

Non temete, David L. Goodstein [1] ce l'ha fatta, è ancora vivo e vegeto, anche se ciò non basta a sfatare il mito della "meccanica statistica", quasi si trattasse di una sorta di "sapere proibito", legato per qualche strana casualità, alla follia e alla morte di un discreto numero di scienziati. 
Grazie a Condensed Concepts ho scovato questo sito: "Hmolpedia", l'"Enciclopedia delle Scienze dure (fisica, chimica, termodinamica ...) applicate all'esistenza umana", con oltre 2.130 articoli, tuttora in fase di working progress.
Snapshot of human formation (standard model): 13.7 billion years ago, hydrogen atoms formed; 4.7 billion years ago (nebular hypothesis) the sun-earth system formed; 150,000 years ago (East African Rift Valley) the "human molecule" formed (see: evolution timeline) ... .

 Sito molto carino...non c'è che dire...tornando però alle strane dinamiche che hanno condotto al suicidio Ludwig Boltzmann e Paul Ehrenfest troviamo, sempre su questa Hmolpedia, una pagina intitolata: "Founders of thermodynamics and suicide", dove l'elenco dei maledetti si allunga a dismisura. L'altra particolarità, dovuta forse al gusto un pò macabro dell'autore dell'articolo, è quella di abbinare alla foto dello scienziato, l'immagine del suo strumento di morte: cappio, veleno o pistola che sia. Ad esempio, il corpo privo di vita del fisico chimico americano Gilbert Lewis, uno dei fondatori della moderna termodinamica chimica, oltre che il coniatore del termine "fotone" per indicare il quanto di luce di Einstein, fu trovato nel suo laboratorio da uno studente, con accanto una bottiglia di cianuro aperta. 
L'anidride carbonica secondo la struttura di Lewis.

In quella stessa giornata, Lewis era stato a pranzo con uno dei suoi colleghi e rivali, Irving Langmuir, che alcuni anni prima, dopo aver ampliato le teorie di legame dello stesso Lewis, finì per vincere quel premio Nobel che allo sfortunato scienziato, malgrado le sue 35 nominations, era sempre stato negato. Il coroner di allora stabilì che la morte era dovuta ad un semplice infarto, sebbene l'ipotesi di suicidio sembrasse tutto sommato abbastanza plausibile.
Il cappio toccò invece al fisico Ludwig Boltzmann, il noto "terrorista algebrico", padre della meccanica statistica. Durante una vacanza a Trieste (più precisamente a Duino), Boltzmann, afflitto ormai da tempo da una grave crisi depressiva, decise di porre fine ai suoi giorni impiccandosi. Fu la figlia Elsa a ritrovare il corpo esanime del padre, al ritorno da una mattinata trascorsa al mare. Ma la storia di Fritz Haber, vincitore nel 1918 del premio Nobel per la Chimica, è ancora più raccapricciante.
La moglie di Haber, Clara Immerwahr Haber, fu la prima donna ad ottenere un Ph.D all'università di Breslau. Contribuì al lavoro del marito senza alcuna forma di riconoscimento (il mondo scientifico di allora era fortemente avverso nei confronti del gentil sesso) e finì per togliersi la vita nel giardino di casa, con un colpo di pistola diretto al cuore; quello stesso giorno, il marito partì verso il fronte orientale, con la ferma intenzione di supervisionare gli effetti dei gas tossici sui soldati russi. Del resto, il suo nome è legato alla nascita delle armi chimiche, adoperate per la prima volta durante la Grande Guerra; fu allora che venne introdotta la cosiddetta "costante di Haber", indicante la dose minima di gas fatale per l'uomo (studi che trovarono poi un vasto campo di applicazione nei lager nazisti). 
Purtroppo al figlio di Haber, Hermann, non toccò una sorte migliore, condivise infatti lo stesso tragico destino della madre
Ma una sorte orribile aspettava anche Paul Ehrenfest, il migliore allievo di Boltzmann, in obbedienza a quello strano fato che spesso accomuna maestro e discepolo. Albert Einstein [2] fu testimone della gravissima depressione di Paul, tant'è che nell'estate del 1932, scrisse al consiglio direttivo dell’università di Leida, col preciso intento di ridurre il suo carico di lavoro. Il 25 settembre del 1933, dopo essersi assicurato per il benessere degli altri figli, Ehrenfest uccise il suo ultimogenito, Wassik, affetto dalla sindrome di Down, per poi togliersi la vita. E l'elenco si allunga....

Mi fermo qua, dato che rileggendo il post mi viene da pensare ad uno strano ibrido fra Blu notte e Voyager. Il messaggio profondo, che si cela dietro la famosa formula S = k logW è forse un mistero degno dello stesso Giacobbo.

[1] Vi ricordo che David L. Goodstein è stato autore di una serie di video divulgativi tradotti in più lingue; direi che una visitina su The Mechanical Universe ci vuole. 
[2] Einstein lo descriveva così: "Ehrenfest non era solamente il miglior insegnante nel nostro settore che avessi mai conosciuto, ma era anche passionalmente preoccupato dello sviluppo e del destino dell’uomo e specialmente dei suoi studenti. Comprendere l'altro, conquistarsi la sua amicizia e fiducia, prendersi cura di ogni persona che incontrava difficoltà esteriori o interiori, incoraggiare i giovani talenti. Tutto ciò era la sua vera essenza quasi più della sua immersione nei problemi scientifici." (tratto da wikipedia)