sabato 31 luglio 2010

A sea of Ignorance

Immagine tratta da Abstruse Goose.

J. A. Wheeler, fisico americano, è noto, o quantomeno, dovrebbe esserlo, per gli studi sulla fissione nucleare, per essere stato il coniatore del termine: "buco nero" nel 1967, nonché creatore, assieme a DeWitt, di una delle equazioni più controverse e affascinanti della fisica teorica, finalizzata ad una descrizione quantomeccanica dell'universo.
Non mi soffermerò sui lavori di Wheeler, c'è chi è in grado di farlo e chi l'ha già fatto in passato. Giù, troverete tutta una serie di link per approfondire.
Mi interessa solo questo: date uno sguardo attento all'immagine e alle parole.

L'universo come oggetto quantistico (introduzione al libro "Sopra un raggio di luce" di Bryce DeWitt)
Semiclassical limit and correction terms da Living Reviews in Relativity
Wheeler's "It from bit"
Qualche articolo: Wheeler-DeWitt.pdf
The Wheeler-DeWitt equation
Notes for a brief history of Quantum Gravity
ecc. ecc.

sabato 24 luglio 2010

And God Said...


Esiste una versione più semplice da t-shirt:

Alcuni anni fa vidi un mio professore di fisica con una maglietta del genere addosso...per ben ovvi motivi la sua identità deve rimanere segreta.

domenica 18 luglio 2010

Science Tattoo Emporium

Immagine tratta da Science Tattoo Emporium

Atomi, molecole, formule, DNA, neuroni o...microscopi! Se in un momento di follia vi siete fatti tatuare un'immagine legata all'argomento della vostra tesi o della vostra ricerca, sappiate che esiste una galleria interamente dedicata a questi insoliti tattoo, alla continua ricerca di nuovi contributi.

sabato 3 luglio 2010

Lo strano caso di Randell Mills e del suo Idrino

L’idea mi è venuta leggendo questo articolo, il cui link mi era stato segnalato in una mail ricevuta un po’di tempo fa.
Vi racconterò di uno studioso eccentrico e della sua ricerca “folle” (per quel che si sa, questo è il giudizio insindacabile della comunità scientifica).

Randell Mills (non vi proporrò una biografia lunga ed accurata dato che il signore in questione è tuttora in vita e gode di ottima salute) è un businessman che ha dato vita ad una compagnia nota col nome di Blacklight Power nel New Jersey, legata, non so di preciso come, alla sua teoria siglata GUT-CP, ossia, The Grand Unified Theory of Classical Physics (corbezzoli!).

Questa teoria prevede l’esistenza dell’hydrino, che in realtà altro non è che l’atomo di idrogeno, colto in una situazione ambigua e a dir poco imbarazzante. Per dirla breve, il suo elettrone, in determinate condizioni, abbandona il livello fondamentale, saltando in un livello ancora più basso e liberando una quantità di energia notevole. Bene. Qui, posso aprire una parentesi. Quando lessi per la prima volta di questo hydrino e di codesto Randell Mills fui afferrata, senza esagerare, da uno strano senso di “vuoto”, una sorta di capogiro, tutta una serie di sensazioni da quasi svenimento che seguono le scoperte inquietanti; scoperte che, sfortunatamente per noi, riportano alla luce ricordi mai completamente sopiti ma, semplicemente, messi da parte. E’ chiaro, che per il comune scienziato benpensante, le teorie bizzarre hanno un fascino particolare legato alla loro “pericolosità” e non sono altro che il frutto evidente di passioni ossessive e di piccole crisi di megalomania.
In questo contesto, tornando al “povero” Randell, sarà facile immaginare la “calda accoglienza” che i suoi colleghi fisici riservarono a lui (che tra l’altro, fisico, non è) e alle sue strampalate idee.
Beh, lui non si diede mai per vinto ed ebbe l’ardire di pubblicare libro e articoli interamente a sue spese (per quanto riguarda il libro, consta della bellezza di mille pagine piene zeppe di calcoli senza capo né coda…comunque, se vi interessa lo trovate qui).

Ma facciamo un po’ di storia. Era l’aprile del 1991, quando, durante una conferenza stampa a Lancaster, presentò la teoria dell’hydrino come possibile spiegazione del fenomeno della fusione fredda (1989). La teoria in questione, essendo priva di qualsiasi prova sperimentale, venne immediatamente criticata e poi ignorata.
Sempre secondo Mills, il processo chimico che dà i natali all’idrino porta il nome di “BlackLight Process”. In questa situazione, l’elettrone va a finire in orbite caratterizzate da un raggio pari a 1/p a0 (raggio di Bohr), dove p assume un valore positivo intero, minore o uguale a 137. Per p pari a 30 il corrispettivo rilascio di energia è di 15 keV.

La storia dell’idrino si sviluppa tra critiche feroci, apologie e rivalutazioni. In particolare, i maggiori osteggiatori, sono gli scienziati dell’American Physical Society e primo fra tutti, Robert L. Park, autore del libro "Voodoo Science: the Road from Fraud to Foolishness", in cui vengono attaccati Randell Mills e tutti gli scienziati fautori delle così dette Junk Theories.

Dello stesso avviso furono Sisovic e Andreas Rathke dell’ESA, il quale sostenne che le teorie di Mills si basano su meri errori matematici ("...Troviamo che la CQM e' inconsistente ed ha delle serie mancanze. Fra queste l'incapacita' di riprodurre i livelli energetici degli stati eccitati dell'atomo di idrogeno e l'assenza di invarianza di Lorentz. E soprattutto, troviamo che la CQM stessa non predice l'esistenza degli stati di idrino!... ").
A queste critiche rispose Mills stesso con un articolo sugli errori matematici di Rathke, continuando così questo lungo duello fatto di affondi e parate.

Ma la parte più interessante del racconto ha inizio nel 2002, quando l’Institute for Advanced Concepts della Nasa si interessò al caso, affidando ad Anthony Marchese il compito di verificare l’efficacia del BlackLight Process (ed eventualmente utilizzarlo per la costruzione di motori a propulsione). I risultati dello studio del professor Marchese sono riportati in questo documento: The BlackLight Rocket Engine .

Nel 2007, Antonio Di Castro, mostrò come gli stati al di sotto dello stato fondamentale descritti dalla teoria di Mills sono incompatibili con le equazioni di Schrödinger e di Dirac [1]. Sempre nel 2007, Edmund Storms concluse che il modello dell’idrino poteva rappresentare una possibile spiegazione della fusione fredda [2].
Nel 2008 un’altra smentita da parte di Hans-Jürgen Kunze [3], seguita da una "controsmentita" (2009) di Peter Jansson dell’Università di Rowan.

Un altro aspetto curioso della BLP è la “guerra dei brevetti”. Nel 2000 ottennero un brevetto US 6024935 che sollevò non poche polemiche, risolte, nel giro di due anni, dalla United States Court of Appeals for the Federal Circuit (http://www.ll.georgetown.edu/federal/judicial/fed/opinions/00opinions/00-1530.html).
E per concludere, una nota sui finanziamenti ottenuti dalla compagnia di Mills: 25 milioni di dollari nel 2000 e la bellezza di 60 milioni di dollari nel 2009. Un finanziamento di tutto rispetto, per le visionarie teorie di uno scienziato freak.

PS. C’è da dire che Randell Mills, autore della nuova teoria che sconvolgerebbe la meccanica quantistica così come la conosciamo, è anche l’inventore dei marchingegni che darebbero un risvolto pratico alla questione, sfruttando l’energia liberata dal decadimento dell’idrogeno nello stato di idrino. Il punto è quindi questo: o Randell Mills, medico, chimico e ingegnere, è la più grande mente della storia dell’umanità o quanto racconta suona di panzana (e credo sia più probabile la seconda). Il mistero, degno di Giacobbo, però resta. Come è possibile che la compagnia fondata dal sedicente Mills raccolga investimenti per milioni di dollari? E’ fuor di dubbio che Mills sia un affarista di primo ordine che potrebbe far scuola a tutti i ricercatori che inseguono affannosamente finanziamenti.




Fonti: Blacklight Power; Blacklight Power


1.Di Castro, Antonio S. (4 April 2007). "Orthogonality criterion for banishing hydrino states from standard quantum mechanics". Phys Ltrs A 369: 380
2.Storms, Edmund (2007). Science of low energy nuclear reaction: a comprehensive compilation of evidence and explanations. Singapore: World Scientific. pp. 184. ISBN 9812706208.
3.Kunze, H-J (2008). "On the spectroscopic measurements used to support the postulate of states with fractional principal quantum numbers in hydrogen". J Phys D: Appl Phys 41: 108001. doi:10.1088/0022-3727/41/10/108001.