sabato 27 marzo 2010

The Researcher - La ricerca fraIntesa

A Gianluigi il merito di aver scovato questo video. Guardatelo, perché è molto istruttivo:


...E adesso un breve commento.
Mi viene da dire, parafrasando Peppe, "voglio una lametta!!!"...(cos'è che voglio? Bah, fate uno sforzo di immaginazione). La realtà italiana è quella descritta nel video qua sopra: "ridicola, grottesca e senza speranza". E ridicolo e grottesco era lo spot sul ricercatore (anche quello sull'imprenditore faceva abbastanza schifo) ed una vera "furbata", è stata la risposta della banca Intesa, "un chiaro sebbene inutile tentativo di farsi un altro pò di pubblicità".
Incredible?....But true!
Vogliamo raccontare una storia a finali alternativi? Ebbene, in un Paese che sta andando a rotoli le possibilità sono due: scappare o rimanere.
Avete scelto l'opzione di scappare: bene! Avete intrapreso la strada più sicura.
Avete scelto l'opzione "resto": straordinario! Siete dei pazzi! A questo punto ci sarà una ulteriore biforcazione della via con altre due opzioni: soccombere e rassegnarsi all'accettazione passiva di contrattini a termine oppure ...... To be continued

Lo sapete già, c'è bisogno di dirlo?

PS. Domani parto perciò, le trasmissioni su questo blog subiranno una interruzione fino a data da destinarsi.....davvero, non so di preciso quando riprenderò a postare...probabilmente non prima del 9 o 10 Aprile.
A presto e...Buona Pasqua!

domenica 21 marzo 2010

Un elenco di buoni propositi

Ragazzi, oggi compio 29 anni (Dio mio! come sono vecchia!). Dato che ormai manca poco ai fatidici trenta, ho pensato di stilare un elenco di tutte le cose che vorrei fare entro quest'anno. Beh, a parte studiare e lavorare sodo, gettare le basi della mia futura impresa (non lo sapevate? beh, diciamo che ho qualche idea da parte...un giorno o l'altro ve ne parlerò), abbassare la percentuale di turpiloquio presente nei miei post (ho riletto l'ultimo...e diamine! Dovrei proprio vergognarmi), oltre a questo, che cosa potrei fare? Di divertente intendo...tutte le cose che ho elencato rientrano nella sfera dei doveri...che ragazza triste:(. A proposito, tempo fa provai l'algoritmo del professor Pinetti, e sapete che nickname mi ha dato dopo aver inserito l'url del mio blog? "Primavera Triste". Un vero scherzo del destino per una che è nata il 21 marzo. Peccato che l'algoritmo del professor Pinetti è scomparso dal web poco tempo fa, chissà se ricomparirà in futuro. Vado a tagliare la torta...

PS. Si accettano suggerimenti

sabato 20 marzo 2010

La teoria ESP, la relatività, Albert Einstein, i tachioni e…quanti c…ioni ci sono nell’universo?

Fonte di ispirazione: un articolo di Zapperz dal titolo abbastanza forte (“Abusing Albert Einstein”).

Facciamo un preambolo. Addentriamoci nel mondo dei fenomeni psichici e vediamo cosa si intende per fenomenologia ESP (non si tratta di scienza, lo sottolineo fin dall’inizio, onde evitare che qualcuno, volutamente o non volutamente, fraintenda ciò che scrivo).
Iniziamo dalle definizioni (per dare serietà e credibilità a qualsiasi racconto si parte sempre da una definizione o da una citazione); dice F.W.H. Meyer: "La Telepatia è la comunicazione di impressioni di qualsiasi genere, da una mente a un'altra, indipendentemente dai canali sensoriali che si conoscono abitualmente". Detto in termini più semplici, casomai non fosse ancora chiaro, la telepatia mette in comunicazione due persone, dotate di un qualcosa che le accomuna (affinità elettive?) indipendentemente dalla loro distanza. Una mente funge da trasmittente e un’altra da ricevente. Il segnale si propaga a ben determinate frequenze e colpisce una ignara persona intenta a dormire o ad annaffiarsi il giardino, con un improvviso attacco di ESP. Ad esempio, una persona a voi cara viene colta da malore in un ascensore bloccato tra il decimo e l’undicesimo piano di un palazzone di Milano, voi invece, vi state tranquillamente gustando un panino con mortadella, seduti davanti la TV, a casa vostra, nel più piccolo e sperduto centro del sud Italia (diciamo…Arcavacata). All’improvviso, l’urlo di disperazione del vostro amico sopraggiunge portandovi ad esclamare affannosamente esp…esp. Vorreste fare qualcosa ma non potete, perché il boccone vi è andato di traverso e non riuscite più a respirare. Il vostro amico non lo salverete ma quantomeno condividerete la sua stessa fine. Claro, no? (troverete ulteriori informazioni qui). Ebbene, questo fenomeno può avvenire anche fra due ricercatori, che arrivano alla stessa scoperta senza aver mai avuto alcun tipo di contatto fra di loro, oppure fra due blogger, che scrivono lo stesso identico post…. In passato, si è fatta anche della ricerca “seria” su queste cose. Nell’ex Unione Sovietica, il ricercatore biopsichico Yuri Kamensky ha fatto numerosi esperimenti con il collega Karl Nikolaiev, tutti andati male, ma che comunque hanno portato ad una infallibile procedura da utilizzare ogni qual volta vi andasse di inviare un messaggio ESP (beh! sarebbe oltremodo utile se vi si scaricasse improvvisamente il telefonino…). Quindi, veniamo alle condizioni sperimentali:
Innanzitutto mettiamoci comodi e lasciamo che la tensione scivoli via dal nostro corpo, come l’accappatoio che ci avvolge dopo una corroborante doccia tiepida scivola lentamente sul pavimento……(miii.. siamo nudi!). E poi (cito): "Mentre cominciate a trasmettere l'immagine di un oggetto, dentro di voi non ci dovrebbe essere spazio per monologhi interiori di nessun tipo (trad. niente pippe mentali…), afferma Kamensky, cominciate toccando l'oggetto, ne dovreste ottenere una chiara rappresentazione cutanea. Poi, pensate all'oggetto ed, infine, visualizzate vividamente il volto del ricevitore. Immaginate il ricevitore mentre guarda l'oggetto, mentre lo tocca".
Oltre alla telepatia, c’è anche la psicocinesi e la psicometria e…la preveggenza. Ma veniamo alle teorie che spiegano i fenomeni ESP. Una teoria, è quella secondo cui l’ESP viene trasmessa dalle onde alfa dell’attività cerebrale, un’altra, e qui entrano in campo Albert e un altro fisico che risponde al nome di Gerald Feinberg, che si “ispira” alla relatività. Ebbene, Gerald F., non credendo che la velocità della luce fosse un limite insuperabile, (cit.) “partì da intelligenti formulazioni matematiche”, per dimostrare l’esistenza di una particella più veloce della luce, a cui diede il nome di “tachione”.
Tutto questo ambaradan finisce con la tipica conclusione da trattati di minc…logia applicata e cioè: “attualmente vi sono molti scienziati che non solo credono che il tachione esista, ma che sia la base fisica della fenomenologia propria dell’ESP”.

E veniamo alla notizia farlocca. E’ uscito un altro libro apologetico sull’ESP. L’autrice Diane Hennacy Powell, in un farneticante intro, recita: “Gente come noi che crede nella Fisica (la più “chic” delle religioni), sa che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo una illusione ostinatamente persistente”. Qui, troverete la critica feroce di un nerd, fan dei Faith No More (la gente seria si riconosce anche da questi dettagli), che come me prova una fastidiosissima allergia ogni qualvolta si abbia a che fare con persone armate della pretesa istrionica di parlare di ciò che non conoscono…; gente dello spettacolo che si vanta di leggere “trattati di fisica quantistica” e che pretende di discuterne amabilmente nel corso di un'intervista; uomini che si beano del loro surrogato di cultura, fatto di poche nozioncine apprese qua e là, che si buttano nel campo delle discipline alternative, fatte apposta per andare incontro alle capacità mentali di coloro che non hanno mai studiato seriamente, e che nello stesso tempo, hanno un Ego un po’ troppo marcato per ammettere candidamente la loro ignoranza. Insomma, da un lato ci sono scienziati e ricercatori, troppo spesso malpagati e ripetutamente presi in giro, dall’altro ci sono sedicenti personaggi, che fanno incetta dei pochi concetti che riescono a fagocitare (spogliandoli di quel formalismo da addetti ai lavori) per farci un best seller e fondare una nuova religione e …lucrarci, giusto un pochino.
Più in là riprenderò il discorso dei tachioni, presentandovi un pugno di scienziati, tali Arnold Sommerfeld, Igor Dmitriyevich Novikov, Gerald Feinberg e soprattutto David Bohm, l’unico che trovò la soluzione (forse) per i paradossi causali fra i quali il più temibile è, senza ombra di dubbio, “il paradosso del nonno”. Vi lascio con una ultima informazione che di certo, sarà molto utile agli apologeti dell’ESP…- tratto da Il Tachione - :

"Gli ultimi sviluppi nell'ambito della fisica portano alla registrazione delle particelle mecojoniche che sarebbero 1.5 volte più veloci del più veloce tachione mai ipotizzato! Il celebre scienziato contemporaneo A. S. Stirparo ha infatti pittato con una speciale tintura mecojonica, intrisa di mecojoni, la sua automobile per percorrere diametralmente la città di Roma nel più breve tempo possibile. Grazie a questo stratagemma pare che Stirparo sia entrato in una dimensione perpendicolare dove il concetto di tempo è puerile e sorpassato e quello di distanza opinabile ed ininfluente, tanto che la distanza più breve tra due punti A e B è divenuta ortonormale all'asse minore del fascio di ellissi avente per fuochi A e B, con orientamento random, e di lunghezza pari a 0 se parti da B perché quando dicono "Via!" sei già arrivato! Prova di questa impresa sono i graffi riscontrabili sulla carrozzeria della sua Corsa: sono le tracce degli urti con i tachioni che non si sono tolti dalla sua traiettoria di marcia nonostante il lampeggio dei fari, bella forza, i fotoni dei coni luminosi emessi dai fari erano stati sorpassati sia dai tachioni che dai mecojoni! A fine della corsa sperimentale lo scienziato ha commentato: "Me cojoni!". Alcuni dubitano si trattasse di una conferma scientifica, quanto piuttosto dell'esclamazione seguente l'osservazione delle anomalie nello spazio-tempo prodotte dalla frenata a destinazione. Nel percorso sperimentale A. S. Stirparo ha più volte incontrato il bisnonno del suo bisnonno ed ha dovuto picchiarlo perché non consumasse con Eva, quella dell'Eden, cosa che lo avrebbe reso capostipite dell'umanità intera allargando a dismisura la lista dei regali di Natale del povero scienziato".

sabato 13 marzo 2010

Bad students

Avevo promesso di non farlo mai più ed ecco che riappare il titolaccio inglese, dedicato in particolar modo ad una ex studentessa....

L'argomento di oggi è "come trovare un relatore": il vademecum dello studente americano e canadese.
Dovete sapere che le università americane, almeno le più prestigiose, dedicano ampio spazio ai consigli per gli studenti che attraversano quella delicata fase della scelta della tesi (dopo, farete i conti con le leggi di Herman). Ecco a voi alcune dritte, che non so quanto possano esservi d'aiuto dato che qui, la situazione è ben diversa e particolarmente tragica...

1) Fatevi una idea generale su quello che significa preparare una tesi e, come suggerimento personale, aggiungo: "cercate di capire cosa vi piacerebbe fare" (non è banale, a volte non si è pienamente consci della strada da intraprendere).
2) Parlate con i professori. Non uno, più professori vicini alla vostra area di interesse.
3) Parlate con gli studenti. Ovviamente, quelli che hanno avuto a che fare con il professore dei vostri sogni...è chiaro, che le esperienze degli altri servono (ma è oltremodo ovvio che alcuni non sono molto propensi a dire la verità...gli "studenti modello" non vi diranno mai ciò che realmente sanno e pensano.... Perciò, se un laureando o un dottorando dovesse dirvi che "il suo relatore è il miglior partito dell'intera università" non fidatevi. E' raro che uno studente ami a tal punto il suo prof. In tal caso, è molto più probabile che il vostro amico appartenga alla più perniciosa delle categorie. Azione consigliata: sparategli e passate ad una seconda fonte, con la speranza che sia più attendibile...)
4) Questo è uno dei consigli più importanti, in cui si richiede una forza di volontà considerevole: leggete gli articoli del vostro potenziale relatore (dato che è improponibile leggerli tutti, soffermatevi sui più recenti e date uno sguardo alle pubblicazioni di maggior peso (riviste prestigiose come il Nature, tanto per intenderci), le tesi che ha supervisionato (stessa considerazione di prima...concentratevi sulle ultime) e gli articoli pubblicati dai suoi pupilli.
5) Visitate i laboratori che saranno il teatro delle vostre attività di ricerca e anche lì: fate domande! (qualcuno del personale potrebbe mandarvi a quel paese...no problem! non morirete sicuramente per questo).
6) Prima di incontrare il papabile, preparate una serie di domande da fargli e valutate bene le sue risposte. E' chiaro che potrebbe darvi un due di picche come accogliervi con un sorriso a trentadue denti...in ogni caso o è sì o è no...nì, non è accettabile.
7) Valutate il carattere del prof. Uhm... questa parte è dura...dovete affidarvi al vostro buon senso. Essenzialmente, dovete rendervi conto se la persona a cui vi affiderete è propensa al dialogo e allo scambio di idee oppure, se è dotata di un grosso ego opprimente, difficilmente gestibile (traduco: evitate le "menti superiori").
8) L'ambiente del laboratorio garantisce la tranquillità necessaria per lavorare indisturbati?...
9) Le prospettive future, in termini di contratti e collaborazioni, non sono da sottovalutare...
10) Vi sarà data l'opportunità di partecipare a conferenze, alla preparazione di pubblicazioni e progetti?
11) Quanto spesso lo incontrerete? (quanti impegni ha costui?). I contatti con i professori devono essere frequenti, soprattutto in una tesi sperimentale...è improponibile che facciate tutto da soli.
....
Per approfondire, andate su: http://www.grad.uottawa.ca/Default.aspx?tabid=1390;
https://netfiles.uiuc.edu/loui/www/advisor.html;
http://www.gradschool.cornell.edu/index.php?p=13

giovedì 11 marzo 2010

Risposta della Intesa Sanpaolo: lettera del responsabile pubblicità e web

Riporto per intero il contenuto della email che mi è giunta nel primo pomeriggio.

Dottoressa Marino, buongiorno.

Chiedo ospitalità al suo blog controscienza.blogspot.com per rispondere alle reazioni al nostro spot sul giovane ricercatore che rientra in Italia per cominciare una nuova attività nel campo della ricerca.
Prima di tutto, ringrazio tutti coloro che si sono espressi, anche in modo molto critico. Questi confronti sono utili per mettere a fuoco un tema come la ricerca nel nostro Paese. Il nostro spot ha proprio l’obiettivo di portare in primo piano la discussione sul futuro, non in modo astratto ma raccontando storie rilevanti per la realtà con cui siamo a contatto tutti i giorni.
Lo spot in questione mette in scena i progetti di chi ha investito in studi e ricerche in contesti più avanzati del nostro, e vuole avviare - nel suo Paese - una propria impresa nel campo della ricerca di laboratorio. Attività che a noi, come banca, capita spesso di finanziare attraverso diversi strumenti. Concretamente un sostegno che noi offriamo in questo ambito è una linea di finanziamento dedicata all’innovazione e alla ricerca che si chiama Nova+ www.mediocreditoitaliano.it, accessibile senza garanzie reali e per cui abbiamo erogato oltre 1 miliardo di euro negli ultimi anni, peraltro con un ulteriore miliardo messo recentemente a disposizione. Selezioniamo poi progetti high tech nati da spin-off universitari o da giovani imprenditori (un programma denominato “Start up initiatives” http://isp.startupbusiness.it ), che vengono sostenuti con training formativo e accesso alla rete di finanziamenti di investitori privati. Offriamo inoltre la consulenza per l’accesso ai fondi UE per l’innovazione tecnologica, con un ufficio dedicato a Bruxelles (Intesa Sanpaolo Eurodesk, www.intesasanpaoloeurodesk.com).
Tutto questo, ovviamente, non basta a cambiare lo stato di difficoltà, anche grave, in cui versa da tempo la ricerca in Italia. Sono tante le ragioni politiche, economiche, organizzative: non è questo il luogo per esaminarle. Però, non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese è anche ricco di eccellenze in campo medico, scientifico, tecnologico. Progetti spesso nati dall’iniziativa e dalla creatività individuale.
Vogliamo condividere le esperienze di chi non si arrende e, giorno per giorno, costruisce con coraggio e caparbietà il futuro del nostro Paese. Misurandoci con i problemi reali e cercando di dare, consapevoli dei limiti del nostro ruolo, risposte concrete.
In questo spirito va letto il nostro spot. Senza sottovalutare le grandi difficoltà di questo importantissimo settore.


Fabrizio Paschina
Responsabile Pubblicità e Web
Intesa Sanpaolo

lunedì 8 marzo 2010

Per riflettere sul vero senso della festa della donna...

Ieri sera, mentre passeggiavo con un'amica, mi sono imbattuta in una ragazza intenta a distribuire volantini pubblicitari di una festa in un locale per l'8 Marzo. L'intraprendente fanciulla ha snocciolato il suo spot, sottolineando come la festa - ad ingresso gratuito per le donne - fosse impreziosita dalla presenza di un simil-vip e precisandone l'altezza e la larghezza delle spalle...e per fortuna si è fermata alle spalle.
La nostra reazione a caldo è stata una risata fragorosa, e la riflessione a freddo è amara: l'8 Marzo è un giorno in cui le donne hanno la grande opportunità di ritrovarsi nei locali a fare da pollaio intorno ad un gallo che esibisce il suo fisico aitante.

Non ho mai nutrito grande simpatia per le varie festa della mamma, del papa' e degli innamorati, penso che i rapporti con i genitori o la persona amata richiedano cura costante e non debbano essere vincolati a scadenze da calendario. Analogo discorso vale per la festa della donna.
Cosa porta questa giornata? L'effetto visibile è che a partire da qualche giorno prima dell'8 Marzo giornali e tv cominciano a dedicare più spazio alle donne, spesso cadendo in banalità e luoghi comuni, e i fiorai vengono invasi di mimose mentre i poveri alberi ai cigli delle strade vengono straziati.

Nell'attuale desolante panorama italiano, le donne su cui sono sempre puntati i riflettori sono quelle pronte a (e contente di) esibire il proprio corpo ad uso e consumo del piacere maschile, che sia per una pubblicità ammiccante o un calendario "artistico" o per accalappiare un calciatore o uno scranno in parlamento. Poi ogni tanto i mass media si lavano la coscienza con qualche talk in cui si critica la visione malata delle donne trasmessa attraverso la tv o si celebrano grandi donne, come Rita Levi Montalcini o Margherita Hack, che hanno fondato la loro esistenza sull'essere e non sull'apparire.

Sono stati raggiunti molti traguardi negli anni, l'accesso allo studio e al lavoro, il diritto di voto, il diritto di divorziare o di abortire, ma questi grandi risultati non sono stati accompagnati da un'evoluzione culturale: molti uomini considerano ancora le donne un oggetto, del desiderio o di loro proprietà.
Quante donne sono oltraggiate in famiglia, con violenze fisiche e psicologiche nascoste sotto il velo ipocrita della normalità; e in più c'è la terribile trappola del senso di vergogna, per cui gran parte di loro non parla, per evitare di subire il giudizio degli altri. Quante donne constatano le differenti opportunità rispetto agli uomini nel mondo del lavoro, a prescindere dalla loro preparazione e qualità; sono quotidiane frustrazioni, perché si tratta spesso di circostanze allo stesso tempo evidenti e impalpabili. E purtroppo, nonostante abbiamo da tempo superato le famose "soglie del 2000", è ancora viva la convinzione che ci sia un grave ostacolo alla resa lavorativa delle donne: ad un certo punto, nel pieno della loro crescita professionale, l'orologio biologico suonerà la sveglia che indurrà lo sventurato desiderio di maternità, questa iattura senza la quale - piccolo trascurabile dettaglio - l'umanità si estinguerebbe in poco tempo.

Vorrei non vedere più giornali e tv di mezza europa che dedicano ampio spazio alla "notizia" che Carla Bruni non indossava il reggiseno ad una cena di stato (qualcuno ha mai analizzato le foto del marito della Merkel o del principe consorte della Regina Elisabetta in occasioni pubbliche per ricavarne dettagli sulla biancheria intima indossata?). Vorrei non leggere più che in Cina, il paese rampante alla conquista del mercato globale, si consideri ancora una disgrazia la nascita di una figlia femmina (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201003articoli/52891girata.asp).
Vorrei non leggere notizie come questa: "Le associazioni 'Sos racket e usura' e 'Sos Italia libera' hanno raccolto le testimonianze di sette giovani che denunciano le presunte violenze sessuali e ricatti subiti da un ex prefetto dell'anti-racket romano (http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/17/news/sesso-usura-2334965/) che controllava il fondo nazionale per le vittime dell'usura.". Vorrei non sentire più dire che la soluzione per "svoltare" per una donna con un lavoro precario è sposare un miliardario...

La giornata internazionale della donna è nata ormai cento anni fa per supportare le battaglie civili delle donne che richiedevano di ottenere il diritto di voto e di poter lavorare senza essere discriminate. Quindi lo scopo della festa dovrebbe essere dedicare un giorno a valutare quali siano le conquiste raggiunte e i problemi esistenti riguardo il ruolo e la condizione della donna nella società. Il fatto che sia diventato un giorno in cui organizzare spettacolini ose' per sole donne testimonia quanto la nostra società resti maschio-centrica. La famosa "parità" non dovrebbe consistere nel rendere la società speculare, con le donne che "copiano" in toto le abitudini maschili incluse quelle (a parer mio) meno edificanti; si dovrebbe invece raggiungere una condizione in cui uomini e donne, le cui diversità sono un bene da salvaguardare, abbiano identiche possibilità di espressione e realizzazione di se stessi.

Concludo con la risposta di Luciana Littizzetto alla domanda "Ha ancora senso l'8 marzo?"
"Ha senso perché la parità non c'è, le donne fanno una gran fatica perché gli venga riconosciuto che sono più brave. Gli uomini, invece, anche quelli ai vertici, sono per la maggior parte incapaci. Quando ci saranno donne incapaci nei posti importanti avremo raggiunto la parità. Siamo nelle mani degli uomini che fanno disastri. Pensi alla povera Polverini".

P.S. Una citazione e due link riguardo al binomio donne&scienza:
«Essere una donna scienziato è come vivere da mancini in un mondo di gente che scrive con la destra»

Cla

(http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=88&ID_sezione=243&sezione=News)

http://scienzaa2voci.unibo.it/
http://cwp.library.ucla.edu/

sabato 6 marzo 2010

Dal New Scientist l'elenco delle "candidates for Queen Theory"

Vagamente tratto da Knowing the mind of God.

La teoria del tutto è l'ultimo sogno della scienza moderna, e del resto, lo dice pure il nome, "tutto è tutto", senza nient'altro da aggiungere. In un certo senso, potrebbe trattarsi di un incubo...pensateci un pò: se tutti i misteri del nostro cosmo venissero risolti una volta per tutte che rimarrebbe da dire? su che speculeremmo? io stessa, a chi potrei prendere in giro? E per questo motivo che mi auguro che non succeda mai una cosa del genere, che un gruppo di scienziati un bel giorno non si alzi dicendo: "fermi tutti, abbiamo capito tutto e abbiamo la risposta a tutto!". Comunque, eccovi le teorie più chic del momento, inutile dire che ne rimarrà soltanto una, o forse nessuna...chi può dirlo con certezza?

Teoria delle stringhe
E' indubbiamente la teoria del tutto più massiccia e forse la più studiata.
In questa teoria le particelle sono costituite da stringhe sottili, troppo piccole per essere "viste" dagli strumenti.
La matematica che sta alla base della teoria è pazzesca (molto elegante a detta di coloro che "la comprendono" e che "la scoprono" in tutta la sua bellezza) e prevede uno spazio a più dimensioni. Probabilmente è la migliore candidata al titolo ToE (Theory of Everything) anche se c'è da dire che è una teoria che si presenta con diverse varianti, "variazioni su tema", per cui sarebbe più corretto parlare di "Teorie delle Stringhe" più che di Teoria. Ultimamente, per risolvere questo piccolo inconveniente, alcuni fisici hanno proposto la M-theory, una super-teoria che dovrebbe inquadrare ed unificare diverse varianti della teoria delle stringhe. Presenta qualche problema? Si e no...nel senso che una teoria che prevede 10^500 universi (uno più uno meno) può mai essere soggetta a verifiche sperimentali?

Gravità quantistica a loop
LQG dal termine inglese Loop Quantum Gravity, conosciuta anche come "geometria quantistica" e "relatività generale canonica quantistica". La "teoria dello spazio quantizzato" (sul New Scientist parlano di spazio ma sarebbe più corretto parlare di spazio-tempo), diviso in piccolissime regioni di 10^-35 metri. Scopo della teoria? Unificare, superando ogni apparente incompatibilità, la meccanica quantistica e la relatività generale (vedi wikipedia).

CDT
La Causal dynamical triangulation per molti aspetti somiglia alla Gravità quantistica a loop arrivando però a conclusioni un pò diverse. Per approfondire vi suggerisco qualche articolo in formato pdf: potete dare un'occhiata a questo, questo, ma soprattutto date uno sguardo al Background Geometry in 4D Causal dynamical triangulation.

Quantum Einstein Gravity
L'idea è stata proposta da Martin Reuter dell'Università di Mainz e presenta molte similitudini con le due teorie precedenti anche se, c'è l'aggiunta di una distanza ben precisa al di sotto della quale la forza gravitazionale cessa di crescere. Una forzatura fatta ad hoc per condurre ad una teoria della gravità quantistica.

Quantum Graphity
Teoria partorita dalla mente di Fotini Markopoulou e legata alla matematica dei Random Graph. Su Event Symmetry troverete qualche informazione in più. Qui, l'abstract dell'articolo.

Internal Relativity
Sviluppata da Olaf Dreyer del MIT. Il suo modello immagina un sistema di spin esistenti indipendentemente dalla materia e disposti in modo casuale. Quando il sistema raggiunge una temperatura critica, gli spin si allineano, formando un modello ordinato. E quali sono gli effetti di questo sistema di spin? Intanto Dreyer ci ha cavato fuori lo spazio-tempo e la materia...i tentativi di tirar fuori la gravità newtoniana e la relatività generale sono tuttora in corso.

E8
Qualcuno ne ha mai sentito parlare? Ne dubito fortemente. Partorita nel 2007 da Garrett Lisi è un'altra teoria del tutto. E8 sta ad indicare le 8 dimensioni del modello ospitanti particelle ed interazioni. Qui troverete l'abstract. Aggiungo solo che questo Garrett Lisi ha rischiato il linciaggio...se vi piace l'odore del sangue andate sul miglior blog europeo del 2008 (ebbene sì! il contest è stato vinto da un fisico) e leggetevi questo post.

Qui finisce l'elenco ufficiale delle concorrenti al titolo Teoria del tutto, sempre secondo il New Scientist. Se secondo voi manca qualcosa oppure, se volete proporre una vostra teoria, vi lascio solo un avviso: "sappiate a cosa andate incontro".

venerdì 5 marzo 2010

Le sette teorie del tutto: votate la vostra preferita

Knowing the mind of God: Seven theories of everything è un articolo apparso ieri sul New Scientist, in cui si passano in rassegna le più "accreditate" teorie del tutto. Si va dalla teoria delle stringhe alla CDT, dalla gravità quantistica di Albert Einstein alla quantum graphity (come si traduce in italiano graphity?) senza tralasciare l'internal relativity e la E8.
Ne parleremo meglio domani, intanto, scegliete la teoria che più vi affascina.
Bonnuit!:)

L'infinito nelle opere di Escher

“O Dio! Potrei essere confinato in un guscio di noce e stimarmi re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni”. Cit.

Abbiamo già parlato del problema della suddivisione del piano nelle opere di Escher e della ripetizione di motivi, identici uno all’altro eccezion fatta per il colore. Nello Studio di divisione regolare del piano con rettili, l’autore, così commenta: “Che cosa è stato realizzato con l’ordinata suddivisione della superficie .....? Non ancora il vero infinito, ma comunque un frammento di esso, un pezzo dell’universo dei rettili. Se la superficie in cui essi si inseriscono fosse infinitamente grande, un numero infinito di essi potrebbe esservi rappresentato”. Si tratta di un chiaro desiderio di rappresentare l’infinito, che l’ha condotto ad un ulteriore studio sistematico, senza prescindere dall'influenza dei matematici dell’epoca.
In un saggio del 1959, “L’approccio all’infinito”, Escher scrive:
“Quando ci si tuffa nell'infinito, sia spaziale che temporale, sono necessari dei punti fissi, delle pietre miliari, altrimenti il movimento è simile all'immobilità. Ci si deve orientare con le stelle, che fanno da segnale per misurare la strada percorsa. Si deve suddividere l'universo in unità di una certa lunghezza, in compartimenti che si ripetono in una successione infinita. Quando si attraversa il confine tra questi compartimenti, l'orologio fa tic tac.
Chiunque voglia creare un universo su una superficie bidimensionale (e si inganna, perché nel nostro mondo tridimensionale non può esistere una realtà né a due né a quattro dimensioni) noterà che, mentre esegue un'opera d'arte, il tempo scorre. Quando avrà finito e osserverà ciò che ha fatto, vedrà qualcosa di statico e senza tempo: nella sua rappresentazione non vi sono orologi che fanno tic tac; è visibile soltanto una distesa piatta, senza moto...
Il ticchettio dinamico e regolare dell'orologio che, nel nostro viaggio nello spazio, ci accompagnava quando attraversavamo ogni confine, ora tace; possiamo rimetterlo in moto, a livello statico, con la ripetizione periodica di figure congruenti sul foglio da disegno; disegneremo forme chiuse e confinanti che si definiscono reciprocamente e riempiono il piano in ogni direzione fino a dove lo si desideri.”
Per catturare l’infinito e rinchiuderlo in una composizione chiusa, Escher evitava di troncare brutalmente la ripetizione dei motivi periodici, cercando di dare il più possibile l’idea di una estensione senza limiti. Un primo esempio di questo tipo di ricerca è Sempre più piccolo:


Si tratta di una xilografia in cui vengono rappresentati dei rettili che diventano sempre più piccoli man mano che ci si sposta dall’esterno verso il centro. “La bisezione delle figure è stata portata all’assurdo. L’animale più piccolo avente ancora una testa, una coda e quattro zampe, è lungo circa 2 mm. Dal punto di vista della composizione questo lavoro è solo in parte soddisfacente” (E. C. Escher).
In seguito, avvenne l’incontro con il matematico H. S. Macdonald Coxeter, che gli fece conoscere il modello di Poincarè del piano iperbolico (nello spazio iperbolico si definisce una geometria che soddisfa i primi quattro assiomi di Euclide ma non il quinto. Vedi anche: l’inversione circolare e il modello di piano iperbolico di Poincarè).
Frutto di questo incontro furono le xilografie: Cerchio limite I, II, III, IV.

Cerchio limite IV

In esse, “il limite dell’infinitamente numeroso e dell’infinitamente piccolo viene raggiunto sul bordo circolare” (Locker , 1978, pag.39). Si tratta essenzialmente delle due definizioni di infinito: l'infinito potenziale e l'infinito in atto. Un esempio di infinito potenziale può essere la successione di numeri naturali: 0, 1 , 2, 3, 4, 5, … ; detto in altri termini, ogni numero ne ha un altro che gli fa seguito e non esiste un numero maggiore di tutti gli altri numeri. Tale successione numerica procede “a scatti” mentre l’infinito in atto, deriva da un’estensione continua, come un segmento composto da infiniti punti. In questo caso si ha a che fare non con l’infinitamente grande ma con l’infinitamente piccolo, concetto che diventerebbe più chiaro se immaginassimo di dividere il segmento più volte, all’infinito. Consideriamo ad esempio un segmento AB, possiamo dividerlo in due trovando il punto medio C tra i due estremi, poi trovare il punto medio D tra C ed A, poi il punto medio E tra D ed A, e così via "all’infinito". Ogni volta che abbiamo due punti distinti, infatti, possiamo trovare un terzo punto, diverso e medio tra essi.
Pur essendo infinito, il segmento di partenza lo possiamo vedere nella sua interezza, a differenza dell’insieme dei numeri interi naturali di cui non vediamo che alcuni elementi (freewebs.com/moebiusring). In questo senso, il segmento è visto come un infinito in atto, percepibile visivamente nella sua interezza ma non nelle sue infinite componenti. La retta, che è un altro ente primitivo di lunghezza infinita, è solo “parzialmente” percepibile e disegnabile (vedi: emt.it/broca/broca81/ricci).

La xilografia I cavalieri è un altro tentativo di catturare l’infinito sfruttando l’idea di ciclo o di anello chiuso; in essa prende atto una processione di figure che danno l’idea di un movimento, lento e ripetitivo (un tentativo di inserire il concetto di tempo). In queste stampe aggiunge l’illusione di tridimensionalità all’immagine bidimensionale: l’immagine e la divisione regolare sono nel piano, ma le figure prendono vita e si muovono per completare i loro cicli.


Per concludere, vi segnalo questo fantastico video che propone le opere di Escher in 3D: CINEMA 4D - MC Escher's Artworks in 3D e sempre a proposito di 3D vi segnalo Il nonno di Avatar su Rangle.

Vedi anche: “Fare matematica” con le opere di M.C.Escher di Paola Vighi
Dipartimento di Matematica, Università di Parma.

martedì 2 marzo 2010

L'orrore ci perseguita: Intesa San Paolo e i sogni di un ricercatore

Pochi minuti fa...seduta sul divano a guardare la TV. All'improvviso inizia una trasmissione che non capisco cosa sia (troppo lunga per essere una semplice pubblicità...).
Guardatela, godetevela fino in fondo e poi ditemi se non sentite anche voi un qualcosa alla bocca dello stomaco o un brivido gelido lungo la schiena...

Ho bisogno di una trasfusione...non so se supererò la notte...

La macchina elimina-tossine: purienergy-bio

Dom. Di che colore era l’acqua bianca?…Risp. "attimo di indecisione"…era bianca…

Considerazione della cliente: Ho sentito nella parte bassa, a livello colon, genitali uno smuoversi...non un dolore, ma uno smuoversi...
Spiegazione del sedicente: Anche perché lei ha scelto la posizione del suo inconscio sull’intestino tenue…per cui siamo andati a svuotare questo...questa cosa...


Signori,
siamo ai confini della realtà…. Date un’occhiata a questo video: http://www.mimandaraitre.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c44321f0-fb02-493d-b219-92c25214b2e2.html?p=0
Ringrazio Cla per la segnalazione.