domenica 31 gennaio 2010

Evariste Galois: un romantico genio della matematica

La storia di un ragazzo che scoprì
il linguaggio della simmetria.


Non è forse incredibile che un ragazzo di appena vent'anni abbia dato vita a quella branca dell'algebra simbolica nota col nome di teoria dei gruppi?
Evariste Galois è stato indubbiamente un genio della matematica (anche se incompreso) nonché una perfetta incarnazione dell'eroe romantico.
Nato nel 1811 a Bourg-la-Reine, nei pressi di Parigi, ebbe una vita alquanto travagliata, segnata da diversi problemi con la giustizia. E il suo lavoro da matematico non fu meno duro. Evariste non era certo dotato di un carattere docile, anzi! era cupo, scontroso e perfettamente conscio di avere delle doti fuori dal comune, caratteristiche che non gli servirono ad attirarsi le simpatie di colleghi e professori. Fu visto come un ragazzo presuntuoso e arrogante, tanto che ci volle non poco tempo per scoprire la portata dei suoi studi.
Nel 1829, inviò un suo lavoro al presidente dell'Accademia di Francia, Augustin Louis Cauchy in persona. Cauchy analizzò il manoscritto, ma chiese di modificarlo perché conteneva molti punti in comune con il lavoro di Abel (Wikipedia riporta questa versione. Secondo un'altra fonte, il lavoro fu proprio cestinato). L'anno successivo, dopo aver apportato diverse modifiche, ci riprovò, e indirizzò un secondo documento al segretario, Jean-Baptiste Fourier, che disgraziatamente morì pochi giorni dopo la consegna. Il terzo tentativo non andò meglio. Nel 1831 infatti, inviò all'accademia un manoscritto dal titolo "Condizioni della risolubilità per radicali delle equazioni algebriche", che finì nelle mani del fisico-matematico Poisson, il quale, purtroppo, ci capì poco e niente.
Il ragazzo, orgoglioso e passionale rimase fortemente deluso e lasciò perdere ogni velleità di entrare nell'empireo dei matematici. Si dedicò alla politica, non senza ricavarne guai sempre più grossi. Le sue idee repubblicane e il suo odio verso i borboni, lo portarono a morire in un complotto nel 1832, a soli 21 anni.
Si racconta di un duello d'onore voluto da un fidanzato geloso...ma, probabilmente fu solo una scusa per coprire l'omicidio di un personaggio scomodo. La notte prima del duello cercò di riordinare tutti i suoi appunti nel disperato tentativo di creare un'esposizione più chiara e completa.
La mattina dopo, il 30 maggio 1832, fu colpito da una pallottola all'addome.
Le ultime parole dette al fratello furono:"Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni". (forse sembrerà strano...ma a quei tempi, in punto di morte, le parole si sceglievano con molta cura)
Nel 1843, il manoscritto di Evariste fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre del Giornale di matematica pura e applicata.


Vedi: Storia di Evariste Galois;
L'equazione impossibile di Mario Livio.

sabato 30 gennaio 2010

Terzo Carnevale della Fisica

Il terzo carnevale della fisica ha avuto luogo nelle pagine di Science Backstage. L'anfitrione dell'evento è stato Gianluigi Filippelli, che ci ha regalato un bellissimo incipit sulla storia dei premi nobel della fisica continuando poi a padroneggiare, con semplicità e dovizia di particolari, i numerosi contributi che gli sono pervenuti in quest'ultimo mese. Perciò, non dimenticate di andare su Carnevale della Fisica #3 e di leggere gli articoli proposti. Concludo ricordando che il prossimo carnevale sarà ospitato da Corrado Ruscica su AstronomicaMentis.

venerdì 29 gennaio 2010

Lettera a De Mattei

Qualche tempo fa vi parlai delle teorie creazioniste. Adesso, rilancio l'argomento segnalandovi l'ottima iniziativa del blogger Aldo Piombino e invitandovi a leggere i suoi articoli:
- L'indecente convegno contro l'evoluzionismo organizzato dal vice-presidente del CNR Roberto De Mattei
- De Mattei, Maiani e il CNR: pace armata e/o sconfitta della scienza?
- Gli intellettuali, l'evoluzionismo e la tettonica a zolle: la comunità scientifica non è poi così impermeabile alle novità.
- Maiani, De Mattei e le sorti della ricerca in Italia.
E soprattutto la lettera, contenente le 22 domande che Aldo ha posto al vicepresidente del CNR De Mattei. Non posso non associarmi a lui nell'invitare il vicepresidente a rispondere a tutti i punti della missiva.

domenica 24 gennaio 2010

Un pò di segnalazioni

Iniziamo la carrellata di oggi (interamente dedicata alla fisica) con una bella notizia: sembrerebbe, che le collisioni di particelle possano effettivamente produrre buchi neri. Questo è quanto affermano Choptuik e Pretorius (bei nomi! non c'è che dire) dell'Università di Princeton. Si tratta di un lavoro basato sulla simulazione di urti e sull'utilizzo della matematica estremamente complessa che sta alla base della relatività generale (soluzioni numeriche delle equazioni di campo di Einstein). Per semplificare il problema, hanno assunto che le due particelle in questione potessero essere trattate come ipotetici oggetti noti col nome di boson stars (detto proprio volgarmente, le hanno paragonate a sfere di fluido).
Ebbene, se le due particelle collidessero con un'energia totale di circa un terzo dell'energia di Planck, leggermente inferiore all'energia prevista dalla congettura di Hoop, verrebbe fuori un buco nero. Questo significherebbe che all'LHC potrebbero formarsi buchi neri? Secondo Choptuik, non necessariamente...o almeno, dipende dalle eventuali dimensioni extra dello spazio. Nel caso voleste approfondire, eccovi il preprint.
Seconda segnalazione: il 2010 sarà l'anno del cinquantesimo anniversario dell'invenzione del laser. Il sito che celebra l'anniversario è: laserfest.org.
Dulcis in fundo, ma questo vale solo per gli addetti al settore: una review molto approfondita sugli algoritmi quantistici: la trovate qui.
Infine, una cosa davvero curiosa. Sapete cos'è il freesbe, no? Ieri ha compiuto gli anni. Questo articolo vi spiega la fisica che c'è dietro il gioco. E, per ora, direi che possa bastare. Alla prossima!

Fonte: Physics and Physicist

sabato 23 gennaio 2010

Il più grande

Sicuramente ne avrete sentito parlare. "Il più grande", in onda su rai due e condotto da quella strana creatura che risponde al nome di Facchinetti, è un programma televisivo che ha come scopo: l'elezione del più grande italiano di tutti i tempi.
Uno show Insensato e ridicolo secondo il commento di Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Comunque, casomai foste curiosi, ecco le 50 nominations:
1.Lucio Battisti
2.Roberto Benigni
3.Mike Bongiorno
4.Caravaggio
5.Giosuè Carducci
6.Cristoforo Colombo
7.Fausto Coppi
8.Eduardo De Filippo
9.Vittorio De Sica
10.Dante
11.Leonardo Da Vinci
12.Federico Fellini
13.Enrico Fermi
14.Enzo Ferrari
15.Falcone e Borsellino
16.Fiorello
17.Rita Levi Montalcini
18.Giacomo Leopardi
19.Sofia Loren
20.Galileo Galilei
21.Giuseppe Garibaldi
22.Vittorio Gassman
23.Giotto
24.Anna Magnani
25.Nino Manfredi
26.Alessandro Manzoni
27.Guglielmo Marconi
28.Marcello Mastroianni
29.Giuseppe Mazzini
30.Michelangelo
31.Mina
32.Aldo Moro
33.Padre Pio
34.Papa Giovanni XXIII
35.Giovanni Pascoli
36.Laura Pausini
37.Luciano Pavarotti
38.Sandro Pertini
39.Francesco Petrarca
40.Luigi Pirandello
41.Marco Polo
42.Giacomo Puccini
43.Valentino Rossi
44.San Francesco
45.Santa Rita da Cascia
46.Alberto Sordi
47.Totò
48.Massimo Troisi
49.Giuseppe Verdi
50.Alessandro Volta. (fonte: Davide Maggio).
Il sondaggio online della Rai, fatto alcuni giorni fa per lanciare il programma, ha visto la Pausini nettamente in testa alla classifica. Dunque, secondo voi, cosa potrebbero avere in comune Benigni, Giotto, Santa Rita e Marco Polo. E come si fa a valutare chi è il più grande fra Caravaggio, Dante, Michelangelo e Leonardo da Vinci (solo per citarne alcuni) e poi, si possono mettere insieme e paragonare Enrico Fermi, Valentino Rossi, Fiorello e Padre Pio? Mah...
Da notare che Falcone e Borsellino gareggiano insieme al numero 15 come se si trattasse di un unico personaggio (si può dire che nell'immaginario italiano siano molto più che uniti...inutile scinderli in due personalità distinte, la storia li ha ormai fusi insieme...).
Se volete farvi del male, ecco un piccolo assaggio.

lunedì 18 gennaio 2010

Antonio Albanese e la scuola di oggi

Drammatica visione della scuola di oggi: Antonio Albanese alias Duccio Troller

Il feroce sarcasmo costringe a pensare...al prossimo fine settimana!

venerdì 15 gennaio 2010

Il paradosso di Fermi

I search for things that are taking me high and far out of reach
But this is the place I call my home
I live with the lies and the fear all alone.

(Nothingness, L.C.)

Come promesso, eccoci al paradosso di Fermi.

Intro: Where are they?
L’età dell’universo, la sua dimensione apparente e l’altissimo numero di stelle suggerirebbero l’idea dell’esistenza di molti pianeti simili alla Terra, in grado di favorire lo sviluppo di civiltà evolute.
Ma dove sono le prove?
In una discussione informale del 1950, Enrico Fermi propose una sua visione del problema; essenzialmente, si trattava del conflitto tra una “presunta” alta probabilità a favore dell’esistenza di civiltà extraterrestri, l’”argomento di scala” e l’assoluta mancanza di prove.
Partiamo dall’argomento di scala. Nella Via Lattea ci sono all’incirca 250 miliardi di stelle e la bellezza di 70 sestilioni (7 x 10^22) nell’universo visibile. Da questo seguirebbe che, per quanto possa essere rara la vita intelligente, dovrebbe comunque esistere un discreto numero di pianeti ospitanti civiltà, anche entro i limiti della nostra galassia. Si tratta di una argomentazione che poggia sul principio di mediocrità (in perfetta antitesi con il principio di rarità), il quale afferma che la Terra non è speciale, è un semplice pianeta soggetto alle stesse leggi che varrebbero in qualsiasi altro angolo del nostro cosmo. Ma, se è vero che le forme di vita intelligenti (ma anche non-intelligenti, basti pensare al comportamento dei virus) hanno una forte tendenza a colonizzare nuovi habitat alla ricerca di risorse per la sopravvivenza, dovrebbero essere spinte a colonizzare prima il loro sistema stellare e poi, tutti i sistemi circostanti. Poiché non ci sono prove certificabili né sulla Terra, né altrove, dell’esistenza di forme di vita aliene in ben 13,7 miliardi di anni di storia dell’universo, si potrebbe supporre che, o la vita intelligente è estremamente rara o le nostre ipotesi riguardo il comportamento in generale delle specie sono imperfette.

Se i viaggi interstellari fossero possibili (e supponiamo che lo siano), un intervallo di tempo dai 5 ai 50 milioni di anni sarebbe sufficiente per colonizzare la galassia. Da qui la domanda di Fermi: “perché non sono già arrivati?”. La quantità di tempo considerata è piccola rispetto ad una scala geologica e lo è ancora di più rispetto ad una cosmologica. Del resto, sono tantissime le stelle con una età superiore a quella del nostro sole e, tantissime forme di vita avrebbero potuto nascere altrove, parecchio tempo prima della comparsa della vita sulla Terra.
Supponiamo anche che gli alieni siano tutti pacifici, che a differenza di noi terrestri non siano assolutamente dell’opinione mors tua vita mea, avrebbero comunque potuto costruire delle sonde esplorative, semplicemente per il gusto della scoperta. Tuttavia, nessun segno di esplorazione ci è mai pervenuto.

Un pò di storia
Nel 1950, Fermi lavorava al Los Alamos National Laboratory. Durante un pranzo con i colleghi Emil Konopinski, Ed Teller ed Herbert York ci fu un dibattito che portò alla nascita del suo famoso paradosso (un mio professore affermava che è stata una semplice discussione sulla quale si è ricamato un pò troppo...voi ovviamente fate le vostre considerazioni). Inizialmente, il tono della discussione fu molto scherzoso; si parlava di avvistamenti UFO, del fumetto di Alan Dunn, niente di serio. Poi, lentamente, la discussione si fece sempre più interessante. Alcuni testimoni affermarono che Fermi iniziò a fare dei rapidi calcoli con i pochi dati a disposizione (era noto per questa sua straordinaria capacità – vedi il problema di Fermi – che ancora adesso ispira molti tentativi di imitazione. Peppe ne sa qualcosa). Alla fin fine concluse che avremmo dovuto ricevere le prime visite già da molto tempo. Considerate quanto è curioso questo fatto: quattro scienziati a tavola che parlando e scherzando del più e del meno partoriscono idee e teorie senza alcuno sforzo. Le pizze con i colleghi (per quanto fisici possano essere) non sono mai proficue fino a questo punto e, forse è una fortuna. Immaginate di rimanere con la forchetta a mezz’aria mentre il genio che vi sta seduto di fronte caccia dalla tasca penna e taccuino e inizia a fare tutta una serie di conti che inizialmente non capirete e di cui probabilmente lì per lì non vi interesserà un bel niente. Magari poi scoprirete che da tutto quell’armeggiare fatto dal rompiballe è venuto fuori un articolo scientifico di una certa importanza.
E così è stato...in un certo senso. Nel 1975 Michael Hart pubblicò un articolo che è un esame più approfondito della questione (paradosso di Fermi-Hart). Altra conseguenza delle speculazioni di Fermi fu l’equazione di Drake.

L’equazione di Drake
L’equazione di Drake, proposta negli anni ’60, è una formula maschia* che partendo da un ragionamento speculativo formalizza e quantifica la possibilità di vita extraterrestre e il numero di civiltà aliene nella nostra galassia con le quali potremmo entrare in contatto. Si tratta di un calcolo di probabilità, supponendo che i pianeti dove può nascere la vita non si influenzino l'un l'altro.

N = R* x fp x ne x fl x fi x fc x fm x L
Dove:
N è il numero di civiltà extraterrestri evolute presenti oggi nella Galassia
R* è il tasso medio di formazione stellare nella Via Lattea
fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne è il numero di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl è la frazione dei pianeti ne che ha effettivamente sviluppato la vita
fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc è la frazione di civiltà extraterrestri in grado (e con la volontà) di comunicare
fm è la frazione di civiltà in grado di raggiungere e colonizzare più pianeti (non sempre considerata)
L è la stima della durata di queste civiltà evolute (cit. Equazione di Drake).


Conclusioni
Qualora non fossero possibili i viaggi interstellari, rimane comunque la questione del grande silenzio: perché non rileviamo nemmeno le trasmissioni radio?
Vogliamo fare un pò di stime? E’ stato stimato che ci sono circa 10^10 pianeti abitabili nella nostra galassia e 10^20 pianeti analoghi nell’intero universo visibile. Ma vanno considerati alcuni fattori:
- quanto è probabile che la vita evolva fino ad una forma intelligente paragonabile a quella umana?
- e una volta nata, quanto tempo può passare prima della sua completa estinzione?
Qui potrebbe subentrare il principio di pochezza e cioè, non ne sappiamo abbastanza.
Il progetto SETI, partito negli anni ’60 e tuttora in corso, è volto alla ricerca di segnali radio provenienti da civiltà aliene (ricordate il film Contact?) e non dimentichiamo che l’esobiologia è un nuovo ed attivissimo campo di studi. Non è ancora detto che qualcuno non possa un giorno risponderci.

Fonti: Fermi Paradox;
Estropico.

*un giorno vi spiegherò cosa intendo per formula maschia.

giovedì 14 gennaio 2010

Non breve saggio di aritmetica

Il bellissimo saggio di oggi è opera di una mia carissima amica che gentilmente mi ha concesso l'onore e la felicità di "postarlo".

Non breve saggio di aritmetica

Ho letto sul sito di Repubblica che Michael Buble' convolerà presto a nozze con una modella argentina. Lui ha 34 anni e lei 22.

Voi mi direte "Embe'?" In effetti si tratta di una coppia di "giovani" e 12 anni di differenza è nulla se si pensa che l'amore non ha età. Però chissà perché l'amore non ha età specialmente quando si tratta di stragnocche con un corpo da urlo. Ma l'annuncio di questo evento è stata la molla che mi ha fatto ritornare alla mente i seguenti dati. (Le età delle "girls" non sono sicure al 100% - fonte google - ma non è un anno sopra sotto che modifica il senso di questo saggio di aritmetica)

- Eros Ramazzotti, che a 34 anni aveva sposato l'allora 21enne Michelle Hunziker, vive ormai alla luce del sole il suo nuovo amore, una studentessa. Lui ha 46 anni e lei 21.

- Carlo Conti è uscito alla scoperto, non è più lo "scapolo d'oro" della tv. Ha una relazione con una valletta di molte sue trasmissioni, conosciuta in una edizione di Miss Italia. Non lo dico per partigianeria (trattandosi di una calabrese), ma in tv risulta simpatica e garbata; sono comunque innegabili le doti fisiche. Lui ha 49 anni e lei 23.

(Ricalca le orme di Amadeus, che lasciata la prima moglie, si mise con una sua valletta di 15 anni più giovane che ora è la sua seconda moglie)


- Il regista televisivo Roberto Cenci (49), che dieci anni fa aveva sposato la ballerina Rossella Brescia (37) da cui si è separato due anni fa, aspetta ora un figlio da Edelfa Masciotta (26), miss Italia 2005.

- Passiamo a Fabrizio Frizzi (52), che sta da un bel po' di tempo con una ragazza di 27 anni conosciuta alle selezioni di miss Italia (ora è una delle persone che recitano le previsioni del tempo su Sky). Frizzi mi è simpatico e per me sarà sempre il conduttore di "Tandem" che mi piaceva tanto (ve lo ricordate Paroliamo?). Inoltre è un uomo riservato che non ha mai cavalcato i gossip, quindi mi sento di affermare: buon per lui che in 15 edizioni di Miss Italia abbia incontrato una fimmina di suo gradimento!


- Ezio Greggio, 53 anni, ha una certa predilezione per la gioventù. Ha avuto una serie di "storie" con ragazze di una trentina d'anni più giovani, la attuale "compagna" è una studentessa di 22 anni.


- Non sta al palo il suo collega Enzo Iacchetti (56), che dopo la relazione con la ex velina bionda Maddalena Corvaglia (30) ha un nuovo amore, Tania Pelo (e scusatemi ma non posso non pensare a Cetto con il suo "cchiùppiluppittutti")...però lei è grande, di anni ne ha 31...

- E non vogliamo certo trascurare il presidente della Camera (58) che per il suo "secondo round" ha scelto una compagna di 37 che gli ha già sfornato due bambine in due anni. Lei, Elisabetta Tulliani, è un avvocato che ha nel curriculum una relazione con quell'essere abominevole di Gaucci, peraltro circa 25 anni più vecchio di lei.


A questo punto il regista Paolo Virzì (46) che ha sposato l'attrice Micaela Ramazzotti (31) o Pieraccioni (45) che sta con la "attrice" Laura Torrisi (30) o George Clooney che quasi alla soglia dei 50 forse si sposerà con la 31enne Canalis (che delusione se se la sposa...ma dico io...la Canalis...ma si può???) sono dei dilettanti.


Premetto che non voglio generalizzare e cadere nelle facili banalità che gli uomini sono tutti porci e le giovani donne tutte zoccole. E' innegabile però che ci sia un diffuso meccanismo "uomo intorno ai 50-60 con ragazza ventenne" che poco ha a che vedere con l'amore.

Ognuno è libero di scegliere la persona con cui stare, ma solo alcuni di questi personaggi stanno alla larga dagli esibizionismi, senza vantare fidanzamenti separazioni e riconciliazioni (tipo Albano e Lecciso). A proposito di Greggio e Iacchetti, questa estate ho visto su una "rivista da parrucchiere" un servizio su loro due in vacanza con le "baby fidanzate". Era rivoltante, sembrava di vedere quei depravati che vanno in Tailandia e adescano le ragazzine.

Per quanto riguarda le donne del mondo dello spettacolo, ho visto da qualche parte nei giorni scorsi le immagini di una irriconoscibile Ornella Muti in versione biondo platino che sembra più giovane di sua figlia, non erano nitide quindi non si capiva se oltre ad un deciso dimagrimento ci fosse qualcos'altro, sicuramente negli anni passati aveva già fatto una "revisione". Però io preferisco Barbara De Rossi, da ragazza era bellissima come bellissima era la Muti, e ora è una bella donna di 50 anni portati molto bene e senza l'ossessione per apparire una giovincella. La Ventura è ormai sfigurata, la Cuccarini ha due palle al posto delle guance, plastica e silicone hanno alterato le sembianze di Sabrina Ferilli, Nancy Brilli etc etc. Mi piace 1000 volte più Virna Lisi, con la sua classe e tutte le sue rughe, che la Loren scolpita come una maschera di cera. Anche la mitica Licia Colo' non è sfuggita ad un ritocco chirurgico.


Pare che la grande Anna Magnani disse una volta ad un truccatore che voleva coprirle le rughe prima di girare una scena:

"Lasciamele tutte. Ci ho messo una vita a farle"


Molte donne di spettacolo hanno invece deciso che non si debba vedere il passare del tempo (anche se basta vedere il collo, e lì non c'è chirurgo che possa fare miracoli), a costo di sfigurarsi o rendersi ridicole, e nel caso siano attrici a scapito della loro espressività. Poi ci sono le giovani e giovanissime, alcune così stupide già da passare sotto i ferri e molte vestite in maniera incredibile, che a 20 anni ne dimostrano 10-15 di più (e poi quando arriveranno agli -anta cominceranno a tirarsi e vestirsi come adolescenti).

E perché si comportano così queste donne giovani e meno giovani? Per quanto si dica che lo fanno per star bene con se stesse, sono convinta che lo scopo principale sia risultare attraenti per l'altra metà del cielo...che ormai punta sempre più in basso (come età). Sai quanto gliene frega a quei porconi che le quarantenni o cinquantenni si tirano su le guance e le tette quando c'è tanta carne fresca disponibile? Sono relazioni ovviamente consenzienti e quindi c'è un non trascurabile numero di ventenni ad alto grado di zoccoleria, che trova allettante andare a caccia di cinquantenni neanche particolarmente aitanti o affascinanti, come forma di "divertimento" o per ottenere un trampolino di lancio per una non meglio identificata carriera.


Gli uomini non si accontentano mai: volete cambiare fimmina ogni momento e andare con chi vi pare (anche zona via Gradoli?) E allora cazzarola rinunciate a qualcosa, rinunciate al quadretto della famiglia idilliaca, rinunciate alla mogliettina giovane e carina che vi aspetta alla porta con i bimbi accanto, mentre un fastidioso prurito in testa le annuncia lo spuntare di poderose corna. Perché poi questa mogliettina come deve essere? Attraente e sempre curata, ma non troppo se no vuol dire che è un po' zoccoletta e cerca di farsi notare dagli altri uomini; capace di cucinare, lavare, stirare ma senza superare quell'invisibile soglia che la rende un'assillante e insopportabile rompiballe nemica della polvere e del disordine. E comunque anche la mogliettina giovane e carina prima o poi invecchia e questo non è gradito; chissà perché questi uomini non conoscono lo specchio e non si accorgono che gli anni passano anche per loro.

Note conclusive:

1) Prima di Natale parlavamo di arte di seduzione, ma dando una rapida occhiata all'età media delle compagne di 2°-3° o n-esimo letto di questi tizi penso di poter affermare che non c'è arte che tenga. Ho abbondantemente superato la data di scadenza. 30 anni è davvero troppo, una età avanzata.

2) Nel periodo pre-natalizio i vari tg di grande livello culturale, gli stessi che considerano vita privata da non indagare le incursioni delle escort a Palazzo Grazioli, hanno sguazzato nei panni sporchi di Tiger Woods. Il pluricampione di golf è stato sgamato dalla moglie che è stata pluricornificata...e la moglie è una superfiga modella svedese con uno stacco di coscia imponente...a dimostrazione che nessuno è assicurato...forse il problema è che lei, che gli ha dato due figli, ha 30 anni e quindi come dicevo prima ha superato la data di scadenza...oppure i 30 anni le hanno dato la saggezza per accorgersi di quello che combinava il marito.

3) A proposito della durata delle relazioni sentimentali...nei giorni prima di Natale, Pieraccioni è stato ospite a Radio DJ e ad un certo punto gli hanno chiesto
- la tua fidanzata è sempre quella?
Risposta
- Sì è sempre quella...dopo due anni sembra chissà che...detto così sembra che valga per me nel fidanzamento come gli anni dei cani, ogni anno sono sette: è come se fossi fidanzato da 14 anni, una cosa eccezionale.

Cla

mercoledì 13 gennaio 2010

Blogger vs blogger

Si può salvare il mondo con un blog?
La risposta dipende innanzi tutto dalle caratteristiche e dall’indole di chi scrive. Le motivazioni che portano alla nascita di un blog sono molteplici e tantissimi blogger hanno provato ad elencarle…vi dirò soltanto che nella maggioranza dei casi si possono sintetizzare in due sole parole: fama e gloria (banale no?). Certo, potrebbe starci la considerazione del lato economico ma, ad essere sinceri “non si vive di blog” , motivo per cui scarterei questa ipotesi.
Non dico che manchino i veri idealisti e cioè, quei blogger che non fanno altro che scavare per portare alla luce verità sepolte da dittature o governi falsamente democratici, che al pari di Prometeo, rischierebbero la vita per rendere tutti partecipi del fuoco della conoscenza ma, sono veramente pochi. E tra quei pochi, bisogna fare un distinguo tra coloro che sono all’altezza di prodezze del genere e coloro che si trovano nella bassezza del risibile.
Se qualcuno mi chiedesse il perché di questo blog non saprei cosa rispondere. Sinceramente, non lo so. Potrei riempire questa pagina di motivazioni altisonanti ma si tratterebbe soltanto di uno sterile elenco di caxxate e poi, che motivo c’è di prendere e prendersi in giro? Mai sottovalutare l’intelligenza di chi legge (lo ha già detto Tenebrae, in un bellissimo quanto utile post che potete trovare qui e probabilmente, prima di lui sarà stato detto da molti altri). Questa regola si può estendere in: mai sottovalutare l’intelligenza del prossimo tuo, in tutti i campi. Per cui, accetto l’evenienza che un qualsiasi utente che si trovi a passare di qui, possa esprimere la sua in merito allo spreco di spazio internettiano che attuo da diversi mesi (del resto, è un servizio gratuito…si è tentati dall’usufruirne).
Tempo fa lessi un articolo di un blog molto famoso, diciamo che faceva parte dell’olimpo blogbabeliano (fra il decimo e il ventesimo posto della classifica) e ricordo che rimasi piuttosto sconcertata dalle affermazioni dell’autore. Si trattava più che altro di una critica verso gli “argomenti insulsi” proposti da alcuni blogger, in particolar modo se la prendeva con coloro che parlavano dei loro hobbies, chiedendosi a chi mai potessero interessare quelle cose. A mio giudizio, interessano tutti coloro che condividono quella stessa passione e se un qualsiasi utente che naviga in rete finisce per puro caso in un blog di decoupage, e ne esce nauseato…amen! Non è necessario che si interroghi sui perché dell’esistenza di tali miseri luoghi. Se si finisce tra le pagine del diario di qualcuno basta veramente poco per uscirne senza riportare alcun danno, le trappole della rete sono ben altre (e non temerete la formazione di singolarità per l’eccessiva quantità di informazioni, no?). E qui arrivo al punto, sono abbastanza certa che noi blogger viviamo in un ambiente fortemente settario. Prima avevo dei dubbi, ma a furia di leggere testimonianze un po’ qua e un po’ là e poi per diverse esperienze personali credo che sia proprio così. Nella blogosfera si delineano tutte le situazioni sociali selettive e lobbistiche della società reale (cit. ikaro.net) e molto spesso non si è proprio in grado di prendersi in giro. Un discorso a parte meritano i commenti: da quelli accesissimi dei forum, che a volte sfociano in veri episodi di guerriglia tra i vari utenti, intenti a non perdere una sola mossa del nemico e a colpire, passando dalle citazioni al turpiloquio con molta facilità, fino a quelli che ci ritroviamo dopo ogni post (nel mio caso, proprio dopo ogni post è difficile. Ben poche volte ho avuto l’onore di moderare più di un commento in una sola giornata e, in quelle rare occasioni, mi sono chiesta che diamine fosse successo).
A proposito di commenti, ne ricordo uno davvero pazzesco lasciato nel mio blog preferito. L’autrice aveva scritto un post molto simpatico, e fra i vari commenti entusiastici ce ne era uno, che grosso modo diceva: “scrivi bene, sei intelligente e hai senso dell’umorismo ma non capisco l’utilità di quanto scrivi”. Ma se uno scrive bene e fa divertire deve per forza risultare anche utile? E poi, certe volte ho la sensazione che per iscritto non ci si comprenda. Questo è un dramma che dipende dalla capacità di colui che scrive di farsi capire e che non prescinde dall’impegno e dalla concentrazione di chi legge. Il dramma si conclude nel momento in cui ti appioppano affermazioni che non hai mai fatto (e c’è gente che non sa proprio distinguere tra serio e faceto).
Oggi, avrei dovuto affrontare il paradosso di Fermi e Gianluigi aspetta la seconda parte del racconto sulla matematica folle di Alice. Purtroppo non sono pronti nessuno dei due e, dato che sono un po’ di cattivo umore mi sono messa a fare questa lunga quanto inutile riflessione…abbiate pazienza!

Ah! Un’altra cosa, non sono più tra color che sono sospesi…per tre anni avrò un’occupazione.
Dato che trascorrerò molto tempo in laboratorio (non come cavia…) posterò un po’ meno e cercherò di sfruttare al massimo i fine settimana. C’est la vie! Fatemi un “in bocca al lupo”.

domenica 10 gennaio 2010

"E la Nasa disse: su Marte c'è vita...o forse, c'era".

Non so se ci avete fatto caso, ma secondo i quotidiani nazionali la Nasa ha dato conferma dell'esistenza di forme di vita su Marte. Il titolo dell'articolo è questo: Gli studiosi dei meteoriti "Sicuri, c'è vita su Marte". Riassumendo: un gruppo di ricercatori sostiene di aver trovato degli "indizi" di vita nel meteorite caduto in Antartide e battezzato come AHL84001 e in altri due meteoriti caduti sulla Terra, sempre provenienti da Marte. Questi "indizi" (ma cosa saranno? Tracce di molecole organiche?) sono stati rilevati grazie all'utilizzo di una nuova e potente tecnologia ("il fascio ionico localizzato").
Questa scoperta (molto presto verranno pubblicati degli articoli a riguardo) si affianca ad altre che vedevano come protagonisti i due rover: Spirit e Opportunity. Ricordo che ci sono alcuni ricercatori italiani impegnati in questo ambito: V.Rizzo dell'Università di Firenze e N.Cantasano dell'ISAFoM di Rende (cs).

PS. La prossima volta, visto che siamo in tema, vi parlerò del paradosso di Fermi.

Vedi: Le poche tracce di vita su Marte...

giovedì 7 gennaio 2010

Matematica fiabesca: Alice nel Paese delle Meraviglie

Tratto da Alice's adventures in algebra: Wonderland solved ...e in attesa del seguito di Tim Burton...



Diciamocelo: Alice nel paese delle meraviglie è una favola fantastica (non so voi ma a me è sempre piaciuta) ed è difficile immaginarla monca di alcune parti fondamentali. La prima stesura del racconto di Lewis Carroll, quello che fece per Alice Liddel e le sue due sorelle durante una gita in barca nei pressi di Oxford, non conteneva il processo, il te dal cappellaio matto, il gatto di Cheshire (o lo stregatto) e il bimbo della duchessa.
Al di là dell’analisi freudiana del racconto, che è visto come una buia discesa nel subconscio c’è da chiedersi cosa rappresentano queste scene aggiuntive.
Nel 1984 Helena Pycior dell’università del Wisconsin collegò il processo dei fanti di cuori a un libro di algebra dell’età vittoriana. Non dimentichiamo che Carroll è uno pseudonimo, il vero nome dell’autore era Charles Dodgson, matematico del Christ Church College.
Il diciannovesimo secolo fu un periodo turbolento per la matematica, con molti nuovi concetti, alcuni dei quali controversi, come i numeri immaginari. In questo contesto il prof. Dogson, matematico conservatore, utilizzò le scene aggiuntive per fare della satira su queste idee rivoluzionarie.
Dogson fu infatti un matematico molto cauto che di certo non produsse una gran quantità di lavori originali. Fu anche un insegnante coscienzioso e tutto sommato, al di là del suo dogmatismo, degno di rispetto. Considerava gli Elementi di Euclide come la quintessenza del pensiero matematico. In linea generale, il lavoro di Euclide rappresentava la trattazione della geometria dei cerchi, dei quadrilateri, delle linee parallele e di alcuni concetti di trigonometria di base. Ma ciò che davvero colpiva Dogson, era il suo ragionamento rigoroso: si comincia infatti con alcune verità incontrovertibili, o assiomi, e si passa ad argomenti complessi attraverso semplici passaggi logici. Ogni proposizione è enunciata, provata e infine firmata con QED (in italiano CVD).
Per secoli, questo approccio era stato visto come il culmine del ragionamento matematico e logico. Non senza sgomento Dogson leggeva e cercava di capire gli enunciati non sempre altrettanto rigorosi dei suoi colleghi matematici. Respinse la loro scrittura come "semi-colloquiale" e "semi-logica" e la vedeva estremamente discostata dalla realtà fisica che aveva fondato le opere di Euclide.
Allora, i ricercatori iniziarono ad utilizzare regolarmente concetti a prima vista privi di senso, come i numeri immaginari – la radice quadrata di un numero negativo - che non rappresentavano quantità fisiche allo stesso modo dei numeri interi o dei frazionari. Nessun vittoriano accolse questi nuovi concetti a braccia aperte e faticarono non poco per trovare un quadro filosofico che li accogliesse. Ma tutto ciò diede ai matematici la libertà di esplorare nuove idee, e alcuni erano pronti ad andare avanti con questi concetti strani sempre che rimanessero all'interno di un quadro coerente di operazioni.
Per Dodgson, però, la nuova matematica era assurda, e se da una parte accettava il fatto che potesse risultare interessante per un matematico avanzato, dall'altra ritenne che fosse impossibile da insegnare ad uno studente universitario.
E allora cosa gli venne in mente? Utilizzando una tecnica euclidea a lui molto familiare, la reductio ad absurdum, considerando la “semi-logicità” della nuova matematica astratta, prese in giro la sua debolezza partendo da determinate premesse per arrivare a delle conclusioni logiche con risultati veramente pazzeschi. Il risultato furono le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Prendiamo ad esempio il capitolo in cui appare il brucaliffo. Alice, dopo essere caduta nella buca di un coniglio, mangia un pezzo di torta che la riduce fino ad un’altezza di soli 3 pollici. Avviene quindi l’incontro con il brucaliffo, grande fumatore di narghilè, che le mostra un fungo che la può riportare alle sue dimensioni originali. Il problema, naturalmente, è che un lato del fungo allunga il collo, mentre un altro riduce il suo busto.
Avrebbe dovuto mangiare la quantità esatta per ritrovare la sue giuste dimensioni e proporzioni. Mentre alcuni sostengono che questa scena, con il narghilé e il "fungo magico", simboleggia l'uso di droghe (ma vi pare possibile che un reverendo puritano e vittoriano pubblicizzi l'uso di droghe?), la nostra autrice crede che in realtà rappresenti un primo attacco di Dogson all’algebra simbolica, colpevole di aver reciso il legame tra l'algebra aritmetica e la sua amata geometria. Mentre negli altri capitoli, le analogie con la matematica sono più evidenti, in questo il tono è più sottile e giocoso, atto a preannunciare la follia che verrà in seguito.

Fine prima parte

La pillola per il mal d'amore

Ricordate il Letenox? Beh, questa pillola me lo ricorda un pò. Per non parlare del nome: Amorex! Non vi sembra uno scherzo? Eppure la notizia sta già facendo il giro dei maggiori quotidiani. Il nome dovrebbe chiarire lo scopo, essenzialmente, serve a dimenticare gli ex.
Il principio attivo viene estratto da una pianta africana: la Griffonia Simplicifolia, già nota per la proprietà di tirare su l'umore.
Manco a farlo apposta, la società farmaceutica che la sponsorizza è di Villach, il più romantico centro austriaco...non ci cascherete nuovamente?

mercoledì 6 gennaio 2010

Time out

L'umiltà è la via che porta alla saggezza...

Ho diversi lavori in sospeso...e vi garantisco che è una cosa che odio. Il problema è questa dannata influenza che mi ha reso troppo "acciaccata" per finire anche uno solo dei diversi post iniziati. Ma il fatto è anche che sono tendenzialmente caotica; leggo più libri in una volta e mi dedico alla scrittura di lavori che non ci azzeccano niente uno con l'altro: poesie e ricette di cucina, fiabe e web, diario personale e fisica da sciamani. Vi propongo però due delle mie ultime scoperte in rete: la prima è Dio non gioca a dadi con l'universo, ma a tennis tingendosi i capelli di rosso e la seconda è Il Decalogo del Messia.
Nell'attesa che il grosso caos dimorante nel mio cervello dia alla luce un qualcosa di vagamente leggibile, proporrò soltanto articoli e notiziole varie.

martedì 5 gennaio 2010

La formula IPAT

I = f (P, A, T)
La formula IPAT, altrimenti detta equazione di Ehrlich e Holdren, è una rappresentazione semplificata della pressione esercitata dall'uomo sull'ambiente dove I sta per impatto ambientale, P rappresenta la dimensione della popolazione, A sta per "affluenza" (sarebbe la quantità di beni materiali consumata pro capite), mentre T che sta per tecnologia, rappresenta il danno ambientale generato dalle tecnologie adottate. I lavori dell'ecologo Paul Ehrlich e del fisico John Holdren (attuale consigliere scientifico di Obama) furono pubblicati sul Science nel 1971 e sul Bulletin of Atomic Scientists nel 1972 (se avete la possibilità di recuperarli integralmente e, se siete interessati all'argomento ecologia, leggeteli!).
In un primo tempo, l'impatto ambientale I fu formulato in questo modo:
I = P x A x T.
Dove A rappresenta la quantità "media" di consumo pro capite. Per essere poi riformulata da Paul Harrison in una forma più complessa.
Ecco alcuni link se vi va di approfondire:
- The Ipat Equation
- questo file in pdf
- su google libri, Lo sviluppo insostenibile.

sabato 2 gennaio 2010

Chi ci salverà da Apophis?


E' una notizia da dedicare a tutti i fans della fine del mondo (forse c'è già un gruppo su fb). Si tratta di Apophis e il nome, lo ammetterete, è di tutto rispetto. E' difatti l'appellativo greco del dio egizio Apòfi, altrimenti detto il "distruttore", nemesi di Ra (il dio sole, sempre secondo gli egizi).
Insomma, i russi ci stanno già lavorando da un pezzo e adesso richiedono una collaborazione internazionale tra le varie agenzie spaziali, Nasa, Esa ecc.
Il tempo ci sarebbe....l'impatto con l'asteroide è previsto per il 13 aprile 2036, domenica di Pasqua e, se volete sapere a che ora è la fine del mondo, fonti molto poco attendibili la fissano per le 21:20 orario Zulu (alcune ore prima alzate gli occhi al cielo per ammirare l'horribilis che si avvicina). L'idea russa consisterebbe nell'approntare una navicella spaziale con tanto di equipaggio a bordo (niente missili nucleari risolutivi, del resto, l'idea è russa, non hollywoodiana) forse per "agganciare" (siamo nel campo delle congetture) l'asteroide con la propria forza di gravità, ipotesi conosciuta come "trattore gravitazionale", frutto della mente di Ed Lu e pubblicata con tutti i dettagli sulla rivista Nature. Un'altra ipotesi è quella di attaccarci delle vele solari (grazie a questa trovata, una studentessa ha vinto la competizione del 2008: Move an Asteroid) in modo che il vento solare soffiandoci sopra lo spinga chissà dove. Un'altra possibilità, sarebbe quella di imbiancare la faccia esposta al sole in modo da riflettere i raggi solari con la "ovvia" conseguenza di una deviazione della traiettoria. Queste dovrebbero essere alcune delle ipotesi più accreditate e, aggiungo soltanto che chiunque potrebbe ideare un qualche piano salva-mondo che, se giudicato positivo, verrebbe adeguatamente ricompensato.
I calcoli delle possibilità che Apophis si abbatta sulla Terra hanno portato risultati differenti, perciò a voi la scelta. Un geniale ragazzino tedesco di tredici anni punterebbe su una probabilità di 1 a 450 (vedi) mentre per la Nasa era di 1 su 45mila. Secondo questo articolo risalente al 9 ottobre scorso le probabilità erano scese a "quattro su un milione". Si può facilmente osservare, che soltanto nel fare un calcolo delle probabilità di impatto si danno letteralmente i numeri...pensate quindi alla seria oggettività delle possibili soluzioni... . Comunque, spremetevi le meningi, in ognuno di voi si potrebbe celare l'eroe che salverà il nostro pianeta.

PS. la pericolosità dei corpi celesti è valutata da due scale: la Scala Torino e la Scala Palermo

Fonte: I russi e l'asteroide nemico