sabato 11 dicembre 2010

PERCHE' LA MATEMATICA FA PAURA

Immagine tratta da ArtisticFrenchFrie

Croce o delizia per giovani e meno giovani esploratori, il magico mondo della matematica non conosce mezze misure: si lotta per conquistarne i segreti o si decide a priori che combattere è inutile. Non è raro sentire insegnanti delle materie letterarie pronunciare la fatale frase "ah, la matematica, per carità...troppo difficile, non ci capisco niente". La considero una convinzione insensata e una frase inopportuna, gli insegnanti dovrebbero evitare di cadere nella trappola del pregiudizio, subdolo antagonista della sete di conoscenza. Questa ostinata chiusura mentale non trova corrispondenza nell'altra metà del cielo: molti di coloro che decidono di dedicarsi alle materie scientifiche si interessano di letteratura, filosofia, arte, musica e non ho mai sentito un professore di matematica o scienze assegnare ad una disciplina letteraria la patente di materia incomprensibile.
Gli studenti giudicano in prima istanza le materie letterarie meno terrorizzanti perché sono mediate dalla lingua che utilizzano ogni giorno; questa apparente facilità ben presto svanisce quando ci si rende conto che letteratura, storia, geografia, filosofia possiedono ciascuna un linguaggio proprio e impadronirsene non è immediato. E’ anzi un percorso lungo e reso arduo dall’impoverimento medio del vocabolario della quotidianità e dal rapporto poco confidenziale con le regole grammaticali e la sintassi. Occorrono perseveranza e dedizione, leggere e ascoltare tanto per imparare a scrivere bene, ad esprimersi in maniera appropriata, ad elaborare i propri pensieri e ciò che si apprende, ad acquisire i linguaggi e gli stili adatti a diverse discipline e circostanze. Mi soffermo su questo aspetto perché lo ritengo responsabile del pregiudizio sulla inaccessibilità della matematica e della conseguente paura con cui ci si accosta a questa materia. Una lezione di matematica non può prescindere dalla comunicazione, dal professore che illustra qualcosa agli studenti e lo fa non solo scrivendo formulacce alla lavagna ma usando un linguaggio preciso, asciutto, tecnico. Questo è un ostacolo insormontabile per alcuni ragazzi e per sondare questo aspetto i test di ammissione all’universtià contengono la famigerata sezione dedicata alla “comprensione verbale” Sapersi esprimere bene e cogliere l’essenza di un testo è vitale e non superfluo anche se si vuole accedere ad una facoltà scientifica (c’è invece chi ritiene che “tanto è importante solo saperci fare con i numeri, con le equazioni e le incognite…”). Ed ecco infatti che ci si arena davanti alla traccia di un esercizio, perché non si riesce a decifrarla. Ho cercato spesso di convincere gli studenti del primo anno di università che non devono lanciarsi nell’esecuzione “a macchinetta” degli esercizi, che devono fermarsi un momento, capire ciò che leggono, chiedersi cosa non è chiaro e poi procedere. E’ un’eterna lotta contro l’istinto primitivo della formula imparata a memoria, l’affannosa ricerca della soluzione pronta per ogni problema; i neuroni vengono sottoposti a supplizi ingiustificati per memorizzare informazioni inutili pur di non affrontare l’indolenza di fronte al ragionamento e lo studio critico.
Spesso si osserva quanto i bambini piccoli siano affascinati e incuriositi dal mondo che li circonda: ogni giorno è un’avventura nuova accompagnata da innumerevoli domande e i divieti degli adulti vengono spesso sfidati pur di esaminare toccare smontare assaggiare qualunque oggetto ritenuto degno di attenzione. Crescendo l’aspetto giocoso deve cedere una parte sempre più imponente di spazio allo studio, perché imparare le regole è necessario per proseguire l’esplorazione a livelli sempre più difficili. Il metodo scelto da ciascun insegnante è determinante, un approccio poco dialettico rischia di soffocare l’interesse e la curiosità. La matematica è un regno governato dal favoloso strumento dell’astrazione, si poggia su una struttura articolata di regole teoremi postulati e richiede la coesistenza di rigore e creatività. Insistere su quanti aspetti della vita reale possano essere compresi e gestiti utilizzando gli strumenti matematici può offrire un supporto contro l’insorgenza dei pregiudizi. Altrettanto importante è aiutare i giovani esploratori a vincere le difficoltà senza abbattersi e rassicurarli sul fatto che non sia necessario capire tutto all’istante: il dolce sapore della conquista è preceduto sempre da un po’ di amara sofferenza.  La paura limita gli orizzonti e si finisce per valutare oscuro un argomento senza neanche provare ad affacciarsi alla novità. Il menu’ della matematica è così ricco di possibilità e di ingredienti, per cui qualcosa di congeniale ai propri gusti si finisce per trovarlo, che si tratti di ordine o simmetrie o caos o geometrie o probabilità…
La matematica non è qualcosa di lontano, un tesoro concesso solo a pochi eletti, è il linguaggio che mette in comunicazione l’intuito con la razionalità e si rivela affascinante man mano che ci si inoltra nel cammino. Le vette più alte certamente non sono per tutti, ma ci si può fermare liberamente a vari livelli e godere di un ottimo panorama. E quando ci si sente sfiduciati è preferibile distogliere la mente dal pensiero che numeri e incognite siano troppo esigenti e non meritino il nostro impegno. Primo Levi ha scritto: “non ci si deve mai sentire disarmati: la natura è immensa e complessa, ma non è impermeabile all’intelligenza”.

Cla

4 commenti:

  1. Finalmente sono arrivato al tuo contributo cara Lucy. Questo carnevale messo su dalla mitica Annarita è talmente "tanto"... sai quel tanto che tanto ti attira, ma che tanto ti impegna e se tanto vuoi imparare, tanto devi leggere e tanto devi scoprire?
    Poi di tanto in tanto ti trovi anche articoli come il tuo che piacevomente "danno" e io mi riposo perchè il lavoro l'hai fatto tutto tu e io me lo sono goduto.

    Che aggiungere alla fotografia che hai fatto?
    Niente solo che..., cito:
    " Le vette più alte certamente non sono per tutti, ma ci si può fermare liberamente a vari livelli e godere di un ottimo panorama "
    Aggiungo che le alte vette sono anche pericolose, possono farti girare la testa, meglio cercare di seguire il percorso, fermarsi ogni tanto e godersi il panorama, poi riprendere il cammino, ognuno con il proprio passo, senza ansia e senza timore, scoprire ogni giorno piccoli segreti che la Matematica ti svela se solo tu vuoi che lo faccia.
    La matematica non ti costringe ad esserle amica, ti porge le mani e ti sorregge anche quando non te ne rendi conto.
    Se poi hai la fortuna di trovare un accompagnatore per la tua passeggiata, probabilmente il cammino sarà più piacevole.
    Ecco, il prof dovrebbe essere un accompagnatore che gioisce insieme a te per ogni nuova scoparta, che ti indica una via dicendo:
    " vai avanti e non aver paura, io sono dietro di te "

    Ciao Lucy
    e grazie per il tuo bellissimo articolo
    Marco

    PS:
    Guarda che voglio la tua opinione sul mio contributo; vai da Annarita e lasciami un segno.
    Cattiva, mi raccomando....

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  2. Ciao Marco!
    Beh...il lavoro in realtà è interamente di Cla...io l'ho solo pubblicato nel mio blog...cmq grazie!:)

    Passerò molto presto...non temere...
    Baci

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  3. Ops...
    Quanti punti ho perso?

    Chiedo scusa a Cla e tu Lucy fammi il favore di rigirare i complimenti per il bellissimo articolo alla bravissima Cla.

    Appena ho un attimo leggerò anche gli altri contributi; ci risentiamo sicuramente.

    Un bacione a te
    ed un saluto a Cla
    Marco

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  4. Li rigirerò con piacere!

    A presto :)

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