sabato 27 novembre 2010

Generazione derubata

Repubblica — 26 novembre 2010   pagina 141   sezione: PRIMA PAGINA

"OTTO mesi di proteste dell' università contro la legge Gelmini erano passati inosservati sui media italiani. Fino a quando una matricola ha lanciato ai professori l' idea di «fare come gli operai» e salire sul tetto della loro fabbrica, la facoltà di architettura. In pochi giorni sulle traballanti scalette del tetto di piazza Borghese si sono arrampicati troupe televisive, inviati di giornali e celebrità varie, soprattutto cantanti, attori e politici, ammesso si trovino differenze. Soltanto nelle ultime 48 ore hanno scalato il tetto del sapere tre segretari di partito, Di Pietro, Bersani, Vendola, più una folta delegazione di finiani guidata dai deputati Della Vedova, Moroni e Granata, battezzando il luogo come laboratorio di future maggioranze di governo. Visto il successo della trovata gli studenti, gente sveglia, ieri hanno "occupato" la torre di Pisa e il Colosseo, assicurandosi così la copertura sui media internazionali. Eppure la protesta di studenti, professori e ricercatori contro la sedicente riforma Gelmini era da subito una delle più semplice da spiegare, capire e condividere. Si tratta anzitutto di una delle più antiche e classiche forme di lotta democratica, cioè una rivolta fiscale. Negli ultimi cinque anni, forse meno, le tasse medie di uno studente dell' università pubblica sono raddoppiate, in cambio di servizi quasi azzerati dai tagli. Uno studente della Sapienza di Roma, il secondo ateneo del mondo per iscritti, paga in media dai 1200 ai 1800 euro all' anno, quasi il doppio di uno della Sorbona o di molte ottime università tedesche. Con la legge Gelmini, fatti due calcoli, le tasse sono destinate ad arrivare al doppio nei prossimi cinque anni. Quindi il nostro studente arriverà a versare ogni anno oltre 3000 euro, più di un collega californiano di Stanford. Ma invece di godere un campus paradisiaco..." (continua su ricerca.repubblica.it...)

di Curzio Maltese

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