venerdì 19 febbraio 2010

waiting for the end

Oggi sono di pessimo umore, ma per essere più precisi sono stanca, arrabbiata, triste, impaurita, malinconica e depressa. Può bastare? Gli aggettivi sono già troppi. Volete conoscere i motivi di tale malumore? Allora seguitemi in questa carrellata di eventi spiacevoli.
Iniziamo dalla Calabria. Come ben sapete, sta franando (qualcuno su fb "celebra" l'evento) in più punti. Ne scegliamo uno a caso sulla cartina: Mendicino (cs), paese arroccato su una collina che sta cedendo su più versanti... qui, c'è il servizio di Striscia la notizia (ringrazio Cla per la segnalazione).
Ci spostiamo di poco per arrivare a Castrolibero, sempre in provincia di Cosenza, dove l'emergenza più grossa è rappresentata dallo smaltimento dei rifiuti. Gianluigi ci riporta un comunicato stampa che invito caldamente a leggere.
Ma abbandoniamo per un pò le amare terre calabresi e parliamo di università. Di certo non vi sarà sfuggito quest'ultimo grido di dolore: "Gli atenei in profondo rosso...". Dall'accorato e gentile appello da parte del Crui si evince l'orrorifica situazione delle università, costrette a vendere: "pezzi di patrimonio immobiliare per saldare le bollette..." (uhmm, l'unical potrebbe mettere all'asta le famose maisonettes). Notizie trite e ritrite, basti pensare ai vecchi articoli dai titoloni altisonanti: "i rettori si dimettono...", "i rettori in rivolta...", "la minaccia dei rettori", "l'ultimatum dei rettori"...."i rettori 2, la vendetta". Fa un pò pensare alle trilogie epiche come il Signore degli Anelli o meglio ancora, alla saga con protagonista Matt Daemon: The Bourne Identity, The Bourne Supremacy and The Bourne Ultimatum. Insomma, e' da vent'anni che i rettori si dimenano senza concludere nulla, e le università stanno già quasi per chiudere.
Ma tutto ciò è niente rispetto a quello che ho sentito pochi minuti fa. A Sanremo, Pupo, il principe Emanuele Filiberto e non so chi altro gareggiano con una canzone dal titolo: "Italia amore mio", dedicata a tutti gli italiani che si trovano all'estero per motivi di lavoro. Ragazzi, in passato ho visto l'abisso, ho sentito cose così agghiaccianti da non poter essere raccontate, ma non avevo ancora visto e sentito "loro". Se volete ammorbarvi, seguite il link (ATTENZIONE!: la visione di questo video potrebbe essere fatale).
Ma non ho ancora finito. In questo periodo di assoluta precarietà e malessere collettivo c'è chi paventa la fine del mondo. Beh, abbiate fede, la fine del mondo ci sarà appena la benzina raggiungerà l'euro e 80 cents a litro. Già immagino le folle di disperati che percorrono a piedi i chilometri che separano le loro case dal luogo di lavoro, in un buio paesaggio apocalittico da terza guerra mondiale. Perciò, alla fine di questo incoraggiante post, è con la speranza nel cuore che vi auguro la "buonanotte".

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