domenica 31 gennaio 2010

Evariste Galois: un romantico genio della matematica

La storia di un ragazzo che scoprì
il linguaggio della simmetria.


Non è forse incredibile che un ragazzo di appena vent'anni abbia dato vita a quella branca dell'algebra simbolica nota col nome di teoria dei gruppi?
Evariste Galois è stato indubbiamente un genio della matematica (anche se incompreso) nonché una perfetta incarnazione dell'eroe romantico.
Nato nel 1811 a Bourg-la-Reine, nei pressi di Parigi, ebbe una vita alquanto travagliata, segnata da diversi problemi con la giustizia. E il suo lavoro da matematico non fu meno duro. Evariste non era certo dotato di un carattere docile, anzi! era cupo, scontroso e perfettamente conscio di avere delle doti fuori dal comune, caratteristiche che non gli servirono ad attirarsi le simpatie di colleghi e professori. Fu visto come un ragazzo presuntuoso e arrogante, tanto che ci volle non poco tempo per scoprire la portata dei suoi studi.
Nel 1829, inviò un suo lavoro al presidente dell'Accademia di Francia, Augustin Louis Cauchy in persona. Cauchy analizzò il manoscritto, ma chiese di modificarlo perché conteneva molti punti in comune con il lavoro di Abel (Wikipedia riporta questa versione. Secondo un'altra fonte, il lavoro fu proprio cestinato). L'anno successivo, dopo aver apportato diverse modifiche, ci riprovò, e indirizzò un secondo documento al segretario, Jean-Baptiste Fourier, che disgraziatamente morì pochi giorni dopo la consegna. Il terzo tentativo non andò meglio. Nel 1831 infatti, inviò all'accademia un manoscritto dal titolo "Condizioni della risolubilità per radicali delle equazioni algebriche", che finì nelle mani del fisico-matematico Poisson, il quale, purtroppo, ci capì poco e niente.
Il ragazzo, orgoglioso e passionale rimase fortemente deluso e lasciò perdere ogni velleità di entrare nell'empireo dei matematici. Si dedicò alla politica, non senza ricavarne guai sempre più grossi. Le sue idee repubblicane e il suo odio verso i borboni, lo portarono a morire in un complotto nel 1832, a soli 21 anni.
Si racconta di un duello d'onore voluto da un fidanzato geloso...ma, probabilmente fu solo una scusa per coprire l'omicidio di un personaggio scomodo. La notte prima del duello cercò di riordinare tutti i suoi appunti nel disperato tentativo di creare un'esposizione più chiara e completa.
La mattina dopo, il 30 maggio 1832, fu colpito da una pallottola all'addome.
Le ultime parole dette al fratello furono:"Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni". (forse sembrerà strano...ma a quei tempi, in punto di morte, le parole si sceglievano con molta cura)
Nel 1843, il manoscritto di Evariste fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre del Giornale di matematica pura e applicata.


Vedi: Storia di Evariste Galois;
L'equazione impossibile di Mario Livio.

2 commenti:

  1. Spero che non ti dimenticherai di segnalarlo ai Rudi per il prossimo Carnevale della Matematica del 14 febbraio!

    E grazie per la menzione del Carnevale #3!

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  2. Grazie a te Gianluigi!
    No, non credo che mi dimenticherò...dato che il carnevale della matematica coincide con il giorno di San Valentino vorrei fare una breve raccolta di post in cui sia presente anche un pò di passione...:)

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