mercoledì 13 gennaio 2010

Blogger vs blogger

Si può salvare il mondo con un blog?
La risposta dipende innanzi tutto dalle caratteristiche e dall’indole di chi scrive. Le motivazioni che portano alla nascita di un blog sono molteplici e tantissimi blogger hanno provato ad elencarle…vi dirò soltanto che nella maggioranza dei casi si possono sintetizzare in due sole parole: fama e gloria (banale no?). Certo, potrebbe starci la considerazione del lato economico ma, ad essere sinceri “non si vive di blog” , motivo per cui scarterei questa ipotesi.
Non dico che manchino i veri idealisti e cioè, quei blogger che non fanno altro che scavare per portare alla luce verità sepolte da dittature o governi falsamente democratici, che al pari di Prometeo, rischierebbero la vita per rendere tutti partecipi del fuoco della conoscenza ma, sono veramente pochi. E tra quei pochi, bisogna fare un distinguo tra coloro che sono all’altezza di prodezze del genere e coloro che si trovano nella bassezza del risibile.
Se qualcuno mi chiedesse il perché di questo blog non saprei cosa rispondere. Sinceramente, non lo so. Potrei riempire questa pagina di motivazioni altisonanti ma si tratterebbe soltanto di uno sterile elenco di caxxate e poi, che motivo c’è di prendere e prendersi in giro? Mai sottovalutare l’intelligenza di chi legge (lo ha già detto Tenebrae, in un bellissimo quanto utile post che potete trovare qui e probabilmente, prima di lui sarà stato detto da molti altri). Questa regola si può estendere in: mai sottovalutare l’intelligenza del prossimo tuo, in tutti i campi. Per cui, accetto l’evenienza che un qualsiasi utente che si trovi a passare di qui, possa esprimere la sua in merito allo spreco di spazio internettiano che attuo da diversi mesi (del resto, è un servizio gratuito…si è tentati dall’usufruirne).
Tempo fa lessi un articolo di un blog molto famoso, diciamo che faceva parte dell’olimpo blogbabeliano (fra il decimo e il ventesimo posto della classifica) e ricordo che rimasi piuttosto sconcertata dalle affermazioni dell’autore. Si trattava più che altro di una critica verso gli “argomenti insulsi” proposti da alcuni blogger, in particolar modo se la prendeva con coloro che parlavano dei loro hobbies, chiedendosi a chi mai potessero interessare quelle cose. A mio giudizio, interessano tutti coloro che condividono quella stessa passione e se un qualsiasi utente che naviga in rete finisce per puro caso in un blog di decoupage, e ne esce nauseato…amen! Non è necessario che si interroghi sui perché dell’esistenza di tali miseri luoghi. Se si finisce tra le pagine del diario di qualcuno basta veramente poco per uscirne senza riportare alcun danno, le trappole della rete sono ben altre (e non temerete la formazione di singolarità per l’eccessiva quantità di informazioni, no?). E qui arrivo al punto, sono abbastanza certa che noi blogger viviamo in un ambiente fortemente settario. Prima avevo dei dubbi, ma a furia di leggere testimonianze un po’ qua e un po’ là e poi per diverse esperienze personali credo che sia proprio così. Nella blogosfera si delineano tutte le situazioni sociali selettive e lobbistiche della società reale (cit. ikaro.net) e molto spesso non si è proprio in grado di prendersi in giro. Un discorso a parte meritano i commenti: da quelli accesissimi dei forum, che a volte sfociano in veri episodi di guerriglia tra i vari utenti, intenti a non perdere una sola mossa del nemico e a colpire, passando dalle citazioni al turpiloquio con molta facilità, fino a quelli che ci ritroviamo dopo ogni post (nel mio caso, proprio dopo ogni post è difficile. Ben poche volte ho avuto l’onore di moderare più di un commento in una sola giornata e, in quelle rare occasioni, mi sono chiesta che diamine fosse successo).
A proposito di commenti, ne ricordo uno davvero pazzesco lasciato nel mio blog preferito. L’autrice aveva scritto un post molto simpatico, e fra i vari commenti entusiastici ce ne era uno, che grosso modo diceva: “scrivi bene, sei intelligente e hai senso dell’umorismo ma non capisco l’utilità di quanto scrivi”. Ma se uno scrive bene e fa divertire deve per forza risultare anche utile? E poi, certe volte ho la sensazione che per iscritto non ci si comprenda. Questo è un dramma che dipende dalla capacità di colui che scrive di farsi capire e che non prescinde dall’impegno e dalla concentrazione di chi legge. Il dramma si conclude nel momento in cui ti appioppano affermazioni che non hai mai fatto (e c’è gente che non sa proprio distinguere tra serio e faceto).
Oggi, avrei dovuto affrontare il paradosso di Fermi e Gianluigi aspetta la seconda parte del racconto sulla matematica folle di Alice. Purtroppo non sono pronti nessuno dei due e, dato che sono un po’ di cattivo umore mi sono messa a fare questa lunga quanto inutile riflessione…abbiate pazienza!

Ah! Un’altra cosa, non sono più tra color che sono sospesi…per tre anni avrò un’occupazione.
Dato che trascorrerò molto tempo in laboratorio (non come cavia…) posterò un po’ meno e cercherò di sfruttare al massimo i fine settimana. C’est la vie! Fatemi un “in bocca al lupo”.

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