venerdì 30 ottobre 2009

Le fonti ufficiali smentiscono: non c'è nessuna nave dei veleni

Non so perché ma ero certa che sarebbe finita in questo modo. Se poi in alcune località della Calabria ci sono impennate di tumori e ogni tanto compaiono molluschi al Cesio 137 sarà tutto da attribuire al fatto che la Calabria sotto molti aspetti è una regione "sfortunata". Insomma, non ci saranno più indagini e il caso sarà chiuso.
Secondo gli ultimi sopralluoghi, la presunta nave dei veleni sarebbe in realtà un piroscafo passeggeri, la "Catania", affondato nel 1917. Il nome della nave, che da diversi punti di vista sembrerebbe molto più "recente" del 1917, non è leggibile. A ben vedere di interrogativi ne rimangono molti e vi inviterei a leggere questo post di Carlo Bertani. Per ora, non c'è niente altro da aggiungere...

mercoledì 28 ottobre 2009

A scuola di pasticci: la tassa sulla lode

Ma si può tassare la lode? Evidentemente sì, o almeno, nel nostro Paese dove si può mettere in pratica qualsiasi assurdità, si può fare anche questo. Notizia divertente, non c'è che dire.
Il premio per chi ha ottenuto il massimo (100+lode) alla maturità scende da 1000 euro (nette fino al 2008) a 650 euro. Perché così tanto poco? La risposta è semplice. Nel momento in cui si parla tanto della "valorizzazione" del merito si taglia il fondo destinato proprio alla "valorizzazione delle eccellenze", che passa da 5 milioni a 3 milioni e 800 mila euro (vedi articolo). Come se non bastasse, una nota dell'Agenzia delle Entrate spiega che, per come sono erogati, i singoli importi vanno tassati come reddito da lavoro dipendente. Va trattenuto esattamente il 20% sul bonus. Il fatto è questo: secondo il Fisco, i bonus non devono essere considerati come borse di studio ma come "redditi ottenuti in base ai risultati raggiunti", si tratterebbe di "lavoro a tempo determinato" (i lavoratori a tempo determinato sarebbero i liceali "bravi"...).
Poi, perché la cosa non finisce qua, i licei che hanno avuto l'onore di portare alla Maturità ragazzi con il massimo dei voti, devono compilare e inviare all'Agenzia delle Entrate il Cud (un lavoretto in più per le segreterie scolastiche che di sicuro non potranno fare a meno di ringraziare).
Suona quasi come un ricatto per le scuole che producono molte/troppe "eccellenze".

venerdì 23 ottobre 2009

I pericoli della cosmesi

Su questo sito potete trovare una tabella di dieci sostanze, presenti "a volte" in prodotti per la cosmesi, che vanno assolutamente evitate. Si tratta di composti per lo più derivati dal petrolio, che possono causare allergie, malattie della pelle e nei casi più gravi il cancro.
A questo elenco si potrebbero aggiungere altre sostanze come i ftalati e i parabeni (la cui nocività è ancora in fase di accertamento).
Giusto per curiosità, ho dato uno sguardo ai diversi prodotti cosmetici e di igiene personale che mi ritrovo a casa. Ho notato che le creme idratanti (alcune acquistate in profumeria, altre comprate al supermercato) non hanno una etichetta che riporta gli ingredienti (non so...può darsi che un elenco degli ingredienti si trovasse nelle scatole esterne che ho gettato via). Poi ho letto l'etichetta di un balsamo e l'unica cosa che ho notato, in mezzo a un guazzabuglio di nomi e sigle stranissime (tipo EDTA...che sarà mai?), è la presenza massiccia di sostanze alcoliche e profumi sintetici. Invece, in un flaconcino di deodorante scopro questa stranezza: delle scritte in grassetto recitano: "delicato sulla pelle...senza alcool, nè coloranti". Vado a leggere gli ingredienti di questo stesso deodorante e mi salta subito all'occhio la scritta "parfum" (non vorrei sbagliarmi ma di solito il parfum è a base di alcool). Perciò: "occhio alle etichette degli ingredienti".

Vedi: doctor-max
Parabeni
iss.it

mercoledì 21 ottobre 2009

La comunicazione scientifica tra realtà e sensazionalismi

E' un dato di fatto che il linguaggio scientifico si trova spesso agli antipodi rispetto al linguaggio adottato dai giornalisti. Il linguaggio scientifico è estremamente lento, a volte ostico e formalmente impersonale. Il linguaggio del giornalista è invece semplice, veloce e attuale, molto più vicino al linguaggio comune e molto spesso ricco di retorica e considerazioni personali. Il giornalista evoca emozioni (fa parte del suo mestiere) lo scienziato no.

Accade non di rado che i quotidiani, i telegiornali, le trasmissioni televisive e radiofoniche, nel momento in cui comunicano i risultati di una ricerca scientifica, peccano di troppa superficialità. Il linguaggio specifico e la descrizione precisa dei vari aspetti della ricerca vengono sacrificati al gusto tutto giornalistico di proporre al pubblico uno scoop di facile comprensione, incredibilmente sensazionalistico e quindi non esente da errori di forma e contenuti. Gli scienziati stessi, nella maggioranza dei casi, rimangono delusi dalla "traduzione" operata dai media e sebbene comprendano perfettamente che la comunicazione di una qualsiasi scoperta scientifica non sia affatto una cosa ovvia e semplice da fare, si aspetterebbero lo stesso un minimo di cura in più nei dettagli (nei quotidiani si scade molto spesso nelle fregnacce ma purtroppo, anche le riviste di settore dalle quali ci si aspetterebbe un minimo in più di rigore peccano di credibilità...vedi i precedenti post su moscerini e monopoli magnetici e l'altra notizia del piccolo buco nero creato in laboratorio che forse sarebbe stato più corretto definire "corpo nero").
Questo è uno dei motivi per cui si sta facendo avanti la figura del giornalista scientifico (ci sono diversi master formativi, quello della Sissa di Trieste è uno dei più accreditati). Rimane fortemente indubbio che per quanto i mass media banalizzino la complessità di un lavoro, i ricercatori stessi, sebbene specialisti del settore, si lascino oltre modo influenzare dal rumore offerto dai media stessi. Una ricerca di alcuni anni fa ha dimostrato che i lavori scientifici apparsi sul "New York Times" erano anche i più citati dagli specialisti (Phillipps et al., New England Journal of Medicine, 325, 1991: 1180-1183)*.

A volte, e questo ritengo che sia un gravissimo errore, i media sono stati utilizzati per annunciare nuovi risultati prima ancora che venissero pubblicati su riviste di settore ed eventualmente analizzati dall'occhio critico di altri "esperti", un esempio di questo è stato dato dalla "fusione fredda"*, che si ritrova ancora adesso nella situazione di scadere in facili sensazionalismi (vedi le ultime novità proposte dal prof. Arata) correndo il rischio di rendere meno credibile la cosa (non sono nè a favore nè contro chi sostiene questa teoria dato che non ho le basi per poter esprimere un qualsiasi giudizio in proposito, posso però analizzare gli errori che sono stati commessi nella "divulgazione").
Il problema è che a volte, i ricercatori stessi strizzano l'occhio al sensazionalismo tipicamente giornalistico (il più delle volte per motivi "pecuniari") e in qualche occasione arrivano all'estremo di "manipolare" i dati (vedi il caso del dott. Suk Hwang, famoso esperto nel campo della clonazione, del prof. J. Sudbo o del dott. Jan Hendrik Schön). Si tratta di comportamenti inammissibili (quasi da crocifissione a testa in giù) ma che si possono spiegare (senza comunque giustificarli) alla luce dei grossissimi interessi economici che rami di ricerca come la genetica e la biomedicina possono suscitare. Non dimentichiamo che in questi casi, l'opinione pubblica gioca un ruolo da protagonista, difficilmente sfuggono le ultime novità sulla ricerca contro il cancro oppure (vedi l'ultimo nobel per la medicina) i progressi della lotta anti-età.

Accade quindi sempre più spesso che gli istituti di ricerca tendano a seguire le regole del marketing cedendo alla tentazione di comunicati stampa su ricerche non ancora complete (che potrebbero essere soggette a correzioni se non a smentite) ma che a volte promettono una facile vendibilità e ricadute sulle quotazioni in borsa. E' evidente il nesso tra ricerca ed economia in ambito medico-farmaceutico, un pò meno forse in altri settori. E' un pò difficile immaginare le ricadute sui titoli in borsa causate dall'accensione dell'LHC (magari ci sono state anche una serie di fluttuazioni degli indici di Wall Street quando si è paventato il rischio di buco nero ergo distruzione globale...).

Ma c'è soprattutto da chiedersi se questa nuova figura di scienziato che sappia anche vendersi al mercato non racchiuda in sè diversi rischi che vanno ben al di là di ragioni meramente dialettiche. In una società come la nostra, che opera grossi tagli nella ricerca e nella formazione, spingere fortemente verso la figura di ricercatore-manager-imprenditore non può portare con sè il rischio di una "bastardizzazione" della ricerca e del sapere scientifico, sacrificando il merito e il lavoro di coloro che non fanno scoperte immediatamente spendibili?

Fonti: **Y. Castelfranchi, N.Pitrelli, Come si comunica la scienza?, Ed. Laterza.
Scientific misconduct


Immagine tratta da scienceblogs.com

martedì 20 ottobre 2009

Internet: le 50 cose più odiate

"O anima cortese internettiana,
di cui la fama ancor nel mondo dura,
e durerà quanto 'l mondo lontana,
....."
Tratto da il riso degli angeli

E' del Telegraph la classifica delle 50 cose più odiose di internet.
In effetti, a pensarci bene, sono tutte cose che danno abbastanza fastidio.
Vediamo un pò sommariamente di che si tratta:
1. il Telegraph mette in cima alla classifica le "accuse" infondate ed offensive che molto spesso compaiono durante una semplice discussione in un forum. Una delle più tipiche è "sei peggio di un nazista" oppure "sei come Hitler".
2. i facili, finti attivismi di fb.
3. gli "alerts" di fb e simili.
4. i "captcha" ovvero i "puzzles" di lettere antispam (in effetti non se ne può fare a meno...ma sono uno dei principali motivi che ti fa desistere dal lasciare commenti).
5. ....
Mi trattengo...perché gli elenchi stessi, soprattutto se molto lunghi, sono una delle cose più odiose del "blogging".
Basterà sapere che nella classifica ci sono i commenti "pedanti" (del genere: scusa se ti correggo...ma la E' non va apostrofata ma accentata...oppure...non si scrive poichè ma poiché....). E poi ci sono le pagine web troppo "pesanti" e complicate che andrebbero ridimensionate un poco per non dover scorrere continuamente sotto e sopra alla ricerca di quello che ci sta scritto. E ovviamente i virus, lo spam e tutte le schifezze del genere e...il formato PDF (aboliamolo!). Che altro c'è? Sicuramente i "furti di identità", il fatto di dover essere costretti a creare password complicatissime, lunghissime e praticamente non memorizzabili perché se no, c'è il volpone di turno che le trova ("brutalmente" o con qualche altro metodo più "chic") ...sempre tenendo bene a mente che qualsiasi precauzione non sarà mai abbastanza...

A proposito...hanno appena scoperto che internet migliora le capacità cognitive e fare ricerche su google tiene lontana la "demenza senile".

lunedì 19 ottobre 2009

Il moscerino supersexy mentalmente disturbato

Pare che il moscerino abbia sostituito in tutto e per tutto le vecchie cavie di laboratorio. Gli esperimenti più assurdi di questi ultimi giorni sono stati eseguiti su queste piccolissime bestiole che svolazzano abitualmente sui cesti di frutta delle nostre cucine.
E' di qualche giorno fa, la notizia improbabile: "scoperta forse la pozione dell'attrazione. Mettendo KO una sostanza chimica naturale (feromone), si ottengono moscerini super-sexy". Ricerca firmata dall'équipe di Joel Levine dell'Università di Toronto.
Poi c'è questo articolo, pubblicato su Le Scienze, che riguarda sempre i poveri moscerini. Stavolta l'esperimento è stato effettuato presso l'Università di Oxford e pubblicato su Cell. Pare che questi ricercatori, manipolando l'attività di singoli neuroni, siano riusciti a creare nella mente del moscerino il ricordo di una esperienza traumatica mai avvenuta nella realtà (corbezzoli!).
Tra l'altro, i moscerini modificati geneticamente per non rilasciare il feromone idrocarburo, hanno avuto un enorme successo con i moscerini di sesso opposto ma, poveretti loro!, lo stesso successo lo hanno ottenuto anche con i moscerini dello stesso sesso o di specie diverse (che di norma non dovrebbero risultare attratte)...senza considerare, il "fascino vissuto e sofferto" che possono dare dei ricordi tragici anche se falsi.
I ricercatori affermano che le regole che governano la sessualità umana sono ben più complesse e non riconducibili a mere sostanze chimiche...ma non si sa mai, in futuro potrebbero fare qualcosa per accrescere il potere seduttivo dell'uomo anche se forse, sarebbe meglio di no.

Vedi anche "Emissioni di idrocarburi"

sabato 17 ottobre 2009

Amantea, la strada dei veleni e dei tumori

15 ottobre 2009
La Procura indaga sullo smaltimento illecito di materiali inquinanti mentre nel Comune calabrese la gente muore
di Rosa Praticò

È una strada stretta via Montebianco. Lunga poco più di 100 metri. Una palazzina dietro l’altra. Una ventina di famiglie. Ognuna con il suo morto o il suo ammalato di cancro. Dieci vittime dal 2000 ad oggi. E 25 persone che lottano ancora contro il tumore. Siamo ad Amantea, costa tirrenica della Calabria. A circa 5 chilometri dal torrente Oliva oggetto dell’inchiesta della procura di Paola sullo smaltimento illecito di materiali inquinanti. Sulla spiaggia vicino, diciannove anni fa, si è arenata la Jolly Rosso, nella lista delle cosiddette navi dei veleni.

In via Montebianco sono andati gli esperti dell’Arpacal, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della regione, e quelli dell’Asp, l’azienda sanitaria provinciale di Cosenza. “Non abbiamo trovato nessun riscontro scientifico alle notizie allarmistiche” assicura l’allora dirigente dell’Asp, Piero Borsani.

Ma Adriano Bruni, 34 anni, non si rassegna. Ha visto troppa gente morire.
.....
Continua su l'AnteFatto

venerdì 16 ottobre 2009

Monopoli magnetici e "Magnetricità"


Immagine tratta da PhysOrg.com: equivalente magnetico dell'elettricità confinato in uno "spin ice". I poli nord e sud della dimensione di un atomo vengono spinti in direzioni opposte da un campo magnetico esterno.

Per sottolineare ancora di più il legame o meglio, la "simmetria", fra elettricità e magnetismo è stato coniato un nuovo termine: la "magnetricity" che in italiano potrebbe suonare come "magnetricità" (che schifo di nome! che qualcuno suggerisca qualcosa di meglio...).
Ultime notizie, tratte da una delle mie riviste preferite, dallo "Science Daily" per la precisione.
Direttamente dal Centro di Londra per le nanotecnologie (LCN) arriva la conferma che una singola carica magnetica interagisce e si comporta proprio come una carica elettrica in alcuni tipi di materiale. Come ho già detto in alcuni miei precedenti post ciò porterebbe ad una rivalutazione delle teorie attuali sul magnetismo.

La ricerca, pubblicata sul Nature, dimostrerebbe l'esistenza di cariche magnetiche ossia delle "quasi-particelle" che interagiscono come le cariche elettriche. Tutto ciò porterebbe ad una maggiore simmetria fra elettricità e magnetismo, ecco perché gli scienziati dell'ISIS e del LCN hanno introdotto il termine "magnetricity".
Per dimostrare sperimentalmente l'esistenza delle "correnti magnetiche", il team ha ripreso la teoria di Osanger del 1934 che riguarderebbe il movimento di ioni sottoposti a correnti magnetiche in un cristallo di spin ice. Hanno quindi applicato un campo magnetico al campione di spin ice, ovviamente a temperature molto basse, esaminando le interazioni prodotte da un fascio di muoni generato dall'ISIS (Neutron and Muon Source). L'esperimento ha così permesso di rivelare la carica magnetica nello spin ice (Dy2Ti2O7), di misurare l'intensità della corrente prodotta e di determinare l'unità elementare della carica magnetica nel materiale.
Il prof Steve Bramwell sottolinea: "l'esistenza dei monopoli magnetici è già stata prevista nel 1931, ma nonostante le numerose ricerche, non sono mai stati ancora osservati nelle particelle elementari libere (ovviamente...). Questi monopoli esistono all'interno del campione di spin ice, ma non al di fuori". Però sottolinea anche come, in opportune condizioni sperimentali, la carica magnetica possa scorrere come la carica elettrica.

S. T. Bramwell, S. R. Giblin, S. Calder, R. Aldus, D. Prabhakaran & T. Fennell. Measurement of the charge and current of magnetic monopoles in spin ice. Nature, 2009; 461 (7266): 956 DOI: 10.1038/nature08500

mercoledì 14 ottobre 2009

E la Nasa bombardò la Luna

Un missile, con una potenza pari a una tonnellata e mezzo di dinamite si è abbattuto pochi giorni fa sul suolo lunare (è una notizia che probabilmente non è sfuggita a nessuno). Ho apprezzato, in particolar modo, l'incipit di qualche articolo che ha segnalato l'evento: "A segno la prima fase della missione della Nasa per cercare acqua sulla Luna. ...". A segno? ...In effetti come tiro a segno non è andata male, hanno sicuramente centrato l'obiettivo (il missile doveva abbattersi sul cratere Cabeus presso il polo sud lunare e così è andata...non so quanto potesse essere alta la probabilità di mancarlo) ma prima di gridare al successo vorrei sapere a cosa è servito. Una sonda, ha avuto pochi minuti per filmare tutto quello che è avvenuto dopo l'impatto, nella speranza di "vedere" la tanto agognata acqua, magari sotto forma di leggero zampillo o meglio ancora come una specie di esplosione stile scoperta pozzo di petrolio, un pò come avviene in alcuni film (ovviamente, nessuno si aspettava una cosa del genere, almeno spero...). Intanto, se l'acqua ci fosse sul serio, potrebbe servire come rifornimento dei veicoli spaziali (?) oppure, si potrebbe sfruttare questa "grande fertilità" del suolo lunare per costruire, a partire dal 2020, una base stabile tipo la base Alpha di Spazio 1999 (che poi tanto stabile non si rivelò dato che, in seguito a una esplosione nucleare, luna e base fuoriuscirono dall'orbita per andarsene tranquillamente a zonzo nel sistema solare e ben oltre). Alla fin fine nemmeno la Luna si salverà dall'abusivismo edilizio,... e dai missili? Se l'interesse della Nasa era quello di dare al pubblico una grande missione che togliesse qualsiasi dubbio sulla crisi che sta attraversando direi che non c'è riuscita e spero caldamente che questa cosa di sparare alla Luna non diventi un'abitudine (di crateri ce ne sono già tanti a che scopo farne di nuovi?). Intanto, per quanto ho potuto leggere finora, è un rifiorire di teorie complottistiche ma non solo, gli appassionati di ufologia e vita extraterrestre si chiedono se questa missione può essere vista da una ipotetica civiltà aliena come una specie di dichiarazione di guerra. Qual è la vera motivazione e il fine ultimo di questa missione?..."Giacobbo, attendiamo risposte".

lunedì 12 ottobre 2009

Come si scrive un articolo scientifico

"Un giovane ricercatore può decidere di scrivere un articolo perché ha, o crede di avere, qualcosa da dire, e chiede ascolto. Scrive cose in cui crede (il che, ovviamente, non vuol dire che siano vere); ha lavorato direttamente sui dati che presenta; di quei dati si avvolge come di un’armatura scintillante, e si arma come di una affilata durlindana per andare ad infilzare gli infedeli. Può peccare di foga, di estremismo, di eccesso di zelo, ma sempre in perfetta buona fede. I suoi lavori hanno un’anima, e questo è bene; il problema è che qualche volta l’anima si vede, e questo non è fine, per un ricercatore ben educato."

Tratto da Il tallone di Achille (Campanile), ovvero come scrivere un articolo scientifico.
Su Improbable Research trovate un esempio.

L'intervista: Guy Consolmagno

Le stelle muoiono per darci la possibilità di nascere...ogni giorno, noi muoriamo per far rinascere le stelle...(tratto da un film...però non mi ricordo quale...)
Riporto e traduco parte di una intervista a Guy Consolmagno, il famoso "astronomo del Vaticano".

Domanda n.1
Perché il Vaticano ha bisogno di un astronomo?

Risposta: perché ciascuno di noi ha bisogno di un astronomo? (risata: ahahahah...).
L'astronomia è una di quelle cose che ti fa capire che sei molto più di un gatto grassoccio, che sei in realtà un essere umano dotato di curiosità e interessi. (uhmmm...interessante apologia del ruolo dell'astronomo)
Volete sapere da dove venite, volete sapere cosa sono quelle luci nel cielo e sapere che le due questioni sono collegate. Questo è ciò che significa essere "umani".

Domanda n.2
C'è qualcosa di spirituale in tutto questo secondo lei?

Risposta: chiunque guardi le stelle può godere di una esperienza "spirituale". Ora, non voglio affermare che ritrovo Dio nelle stelle. E' piuttosto il contrario....sai, la ragione per la quale ci appoggiano...è quella di mostrare al mondo che la Chiesa abbraccia la scienza. Abbiamo fiducia nella nostra fede. Non abbiamo paura della scienza. Il papa Giovanni Paolo II disse: "La verità non è in contraddizione con la verità". Quindi, nel momento in cui troviamo una "verità" nella nostra scienza è come se ci avvicinassimo di più a Dio.

L'intervista continua con una serie di domande molto "intelligenti" tipo: qual è l'età dell'universo in base alle sue osservazioni e alle teorie comunemente accettate dal resto degli astronomi? Tutto questo sarebbe in contrasto con l'interpretazione biblica dell'età dell'universo? E per quanto riguarda l'età della "giovane" Terra rispetto all'età dell'universo?
Qual è la sua visione del trattamento ricevuto da Galileo?...("Oh c'mon, you knew that one was coming, didn't you").
Se ci fossero altre forme di vita nell'universo, lei pensa che avrebbero lo stesso insieme di credenze? Voglio dire, se vi è un solo Dio, non dovrebbero avere avuto anche loro la medesima rivelazione? La Bibbia non avrebbe dovuto prevedere la loro esistenza?
Il modello del Big Bang è in contraddizione con la descrizione biblica dell'origine dell'universo? Se è così, qual è delle due la teoria maggiormente empirica...

Bene! Non avevo mai pensato a questo lato mistico dell'osservazione del cielo e delle stelle. Vale per tutti? ...qualsiasi astrofilo può godere di un rapporto privilegiato con il divino ... uhmmm, queste cose non mi hanno mai coinvolto particolarmente, sarà per questo motivo che alcune volte, lungi dal sentirmi spirituale e in contatto con le sfere celesti mi sento molto più simile a lui? ->
->


Fonte: an astronomer at the Vatican.

venerdì 9 ottobre 2009

Giornata nazionale del ricercatore scientifico

Oggi inizia la due giorni dedicata al ruolo del Ricercatore Scientifico. Da qui potrete accedere alla diretta web-streaming tenuta all'Università della Calabria. Per approfondimenti sulla condizione della Ricerca e dei Ricercatori in Italia vi consiglio la lettura dei seguenti blog: Fcvg, Rangle e Sciencebackstage.

Doping per la memoria

L'interleuchina-6, molecola del sistema immunitario, se somministrata tramite spray nasale influenza le capacità cognitive rafforzando la memoria procedurale ed emotiva. La ricerca proviene dal dipartimento di neuroendocrinologia dell'Università di Lubecca, in Germania (qui trovate l'articolo).
L'esperimento è stato condotto su 17 giovani uomini, ai quali, dopo aver letto un breve racconto, veniva somministrato uno spray nasale contenente l'interleuchina-6 o un placebo. Una volta addormentati (le cavie hanno trascorso due notti nel laboratorio), il loro sonno veniva monitorato per tutta la notte. La mattina dopo, è stato chiesto ai partecipanti di redigere una lista di tutte le parole del racconto che riuscivano a ricordare. La prova è stata superata più brillantemente da coloro che avevano ricevuto la somministrazione dell'interleuchina-6.
Morale della favola: questa sostanza potrebbe rappresentare un ottimo aiuto nello studio, sarebbe infatti legale e priva (forse) di effetti collaterali. Quasi quasi mi offro come volontaria per ulteriori esperimenti.

Fonte: Le Scienze

giovedì 8 ottobre 2009

Paranoia e privacy: The dark side of the net


Tratto da 100spiare

“Amico carissimo non vorrei mai essere cagione del tuo dolore più profondo perciò ti dico solo questo: “certi fatti tienteli per te!”

Ricordo, come se si trattasse soltanto dell’altro ieri, l’assurda paranoia di un mio collega. Se ne stava lì, davanti lo schermo del suo pc, teso come una corda di violino…guai a sopraggiungere alle sue spalle all’improvviso e senza invito, di certo, si sarebbe innescata una pericolosa reazione.
“Che fate? Mi state spiando?”, accusava lui, con uno sguardo che sapeva tanto di “ti caccio la vita se non te ne vai immediatamente”. A volte, era pericoloso perfino salutarlo e chiedergli: “come stai?...che fai di bello?”. Una volta, quando ero più giovane e sprezzante del pericolo gli posi queste due semplici domande (mentre era davanti al pc…probabilmente stava navigando) e la risposta che mi diede ve la lascio solo immaginare. Insomma, costui vedeva impiccioni ovunque, una volta me lo disse anche chiaramente che era convinto che lo spiassi e che “la cosa gli dava immensamente fastidio”. Cosa avessi fatto per meritarmi quell’accusa non l’ho mai saputo, fatto sta che quando vidi il suo nome su “faccialibro” avrei voluto rinfacciarglielo e chiedergli se per caso non si sentisse un po’ fuori luogo (se non fuori di testa) nel regno degli spioni e degli spiati per eccellenza o quantomeno, un tantino incoerente. Fine dell’incipit, in realtà il mini-racconto mi è venuto in mente mentre leggevo questo articolo su Repubblica, si tratta infatti di una sorta di flashback, tipo quelli che investivano il protagonista del romanzo Alla ricerca del tempo perduto.
Detto in poche parole, noi, poveri navigatori, siamo stati spiati per sette anni…ben altra cosa rispetto al fugace occhieggiare del nostro vicino di scrivania. "Chiunque tra il 2001 e l'inizio del 2008 abbia usato internet deve sapere che tre tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone e H3g) tre compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico da mobile di quegli anni….”. L’autore dell’articolo ci spiega che esisteva (si spera che non esista più) un complesso sistema di immagazzinamento dei nostri dati, ovvero: indirizzi url delle pagine visitate (intendo tutte…anche quelle un po’ “compromettenti”), i nostri discorsi in chat, le password che utilizzavamo per entrare nella nostra mail e anche i codici di accesso bancari, se non sufficientemente protetti. In poche parole, un “grande fratello digitale”. Un altro articolo che ho letto subito dopo riporta un’intervista fatta a un hacker di professione. Riassumendo un po’ viene fuori che è sufficiente avere nome, cognome ed indirizzo email di una persona per poter scovare un bel po’ di informazioni grazie ai motori di ricerca (il passo successivo è quello di scoprire il nickname usato nei forum o nei social network). Sembra abbastanza ovvio che più si usa la rete più ci si espone. Offriamo i nostri dati su un piatto d’argento frequentando social network, blog e forum e molto spesso “esageriamo” (beh qualche informazione potremmo anche fare a meno di divulgarla). Come ci spiega Claudio Agosti: “una volta commesso l'errore, potremmo trovarci nella situazione di non poterlo correggere: i motori di ricerca non conoscono oblio.”.

Facebook nella vita reale



Qui, trovate l'originale in inglese.

Ringrazio Visitatoreweb.

martedì 6 ottobre 2009

Allarme da Mountain View: rubate migliaia di password

Sembrava che riguardasse soltanto Hotmail e invece uno dei più grossi attacchi hacker degli ultimi tempi ha investito anche Gmail. Il consiglio è quello di cambiare password e dati. L'allarme riguarda migliaia di utenti e ben 30.000 sono i nomi degli account attaccati pubblicati in rete. Ci sono anche indirizzi Yahoo ma l'attacco riguarda soprattutto Hotmail e Gmail.

Ps. Vale sempre l'ottimo consiglio di utilizzare password lunghe (non meno di 10 caratteri), prive di senso e contenenti caratteri speciali tipo *@§...ecc.

Vedi: Anche Gmail nel mirino degli hacker

domenica 4 ottobre 2009

Bufale dalla rete: il Letenox

Per chi ancora non lo sapesse il Letenox non esiste. E' una montatura pubblicitaria di Current TV per il suo nuovo Alternate Reality Game chiamato "Frammenti" (prossimamente su Sky). Una "web serie immersiva" come spiegano su questo sito.
In molti ci hanno creduto, compresi diversi giornalisti professionisti (vedi post precedente) ma credo che fosse proprio questo lo scopo di una magistrale presa in giro che ha portato alla creazione di un falso sito ufficiale della casa farmaceutica e allo spot, visibile su Youtube e sul canale satellitare di Al Gore.
Qui, troverete ulteriori delucidazioni.

Ps: ricordate il film "Se mi lasci ti cancello"? Ebbene, la trama del film di Michel Gondry ha fornito l'idea iniziale. Il titolo originale del film è: "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (fonte: wikipedia), verso tratto dall'opera Eloisa to Abelard del poeta Alexander Pope (qui, trovate il poema originale).
....
How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd;
Labour and rest, that equal periods keep;
"Obedient slumbers that can wake and weep;"
Desires compos'd, affections ever ev'n,
Tears that delight, and sighs that waft to Heav'n.
Grace shines around her with serenest beams,
And whisp'ring angels prompt her golden dreams.

....
Su quanto possano essere felici le vestali che non vantano un certo tipo di ricordi ci sarebbe molto da discutere.

sabato 3 ottobre 2009

Via i ricordi dolorosi...adesso c'è il Letenox!

Pillola miracolosa, non c'è che dire, il Letenox, ultimo ritrovato della farmacologia psichiatrica, che interviene sulla memoria cancellando i ricordi più dolorosi, i traumi e turbamenti vari. Fantascienza? Purtroppo no...Il farmaco debutterà nelle farmacie il 22 gennaio 2010.
Date un'occhiata al sito: Letenox.com e a questo video di propaganda:

Mi chiedo: è pericoloso? Sottolineo che agisce sull'area cerebrale addetta all'immagazzinamento dei ricordi (è la stessa area dell'apprendimento). E poi: è etico? Gli esseri umani non sono anche fatti di ricordi negativi, di traumi, di delusioni ecc. Non potrebbe essere uno dei tanti tentativi di lobotomizzare l'uomo riducendolo allo stato di scimmia sempre sorridente?
Posso ammettere che nel pieno di una crisi, nel momento in cui perdiamo una persona cara o quando ci sentiamo traditi, respinti o umiliati dalla persona che amiamo potrebbe, per qualche istante, balenarci l'idea di una pillola miracolosa che spenga il dolore. Via la sofferenza, via il panico...via tutto, anche quel briciolo di umanità che può derivare dalle esperienze negative.
Signori psichiatri...c'è un tempo per ridere e uno per piangere e non rinuncerei mai a nessuna delle due facce che mi rendono unica. Le mie amarezze e i miei ricordi più cupi me li tengo ben stretti.

Vedi: La pillola misteriosa che elimina il dolore
Uccidere al tempo del Letenox

Ig-Nobel 2009


Anche quest'anno, durante la notte del primo Ottobre all'Università di Harvard, sono stati assegnati i premi Ig-Nobel. Come tradizione, sono state premiate le ricerche più "particolari" ed eccentriche, anche se pubblicate su riviste scientifiche prestigiose. Niente premi in denaro ovviamente! L'Ig-Nobel si vince per pura fama e gloria:).
I premiati:
1. Per la pace: il riconoscimento è andato a un gruppo di ricercatori dell'Università di Berna, i quali hanno dimostrato (senza avvalersi di cavie umane) che le bottigliate di birra in testa sono più pericolose quando la bottiglia è vuota.

2. Per la fisica: curiosa dimostrazione del perché le donne incinte riescono a mantenere l'equilibrio anche con il pancione. Tutto merito delle vertebre lombari che si curvano fino a trovare il giusto contrappeso.

3. Per la chimica: dei ricercatori sono riusciti a ricavare diamanti dalla tequila (questa ricerca sa più di alchimia...bisognerebbe capire meglio come hanno fatto così ci provo pure io).

4. Per la medicina: il premio è andato al reggiseno che all'evenienza funziona come mascherina antigas.

5. Per la veterinaria: sembrerebbe che le mucche battezzate producano più latte delle mucche anonime (scoperta della Newcastle University).

6. Per la biologia: alcuni scienziati giapponesi della Kitasato University hanno dimostrato che i rifiuti della cucina perdono il 90% della loro massa se trattati con batteri estatti dalle feci dei panda giganti.

Infine un premio molto particolare assegnato alla polizia irlandese, colpevole di aver multato per ben 50 volte Prawo Jazdy senza rendersi conto che il nome dell'uomo significa "patente di guida" in polacco.
Ricordo che i premi Ig-Nobel sono molto apprezzati dai ricercatori che li ricevono in quanto: "la maggior parte degli scienziati, non importa su che cosa lavori, non è solita ricevere alcuna attenzione". (Marc Abrahams, direttore di Air)
Oggi stesso, a partire dal primo pomeriggio, i vincitori terranno una conferenza aperta al pubblico al Mit.

Vedi: ig winners

giovedì 1 ottobre 2009

Le ragioni di un matematico

Tratto dal sito Comitato Precari Liguri della Scuola.

Ministro Gelmini, le spiego perché il problema è lei

lettera di Piergiorgio Odifreddi

Signor ministro, leggo (o meglio, mi hanno segnalato di leggere) su Il Giornale di famiglia del presidente del Consiglio che sabato scorso, alla sedicente Festa della Libertà organizzata dall’altrettanto sedicente Popolo della Libertà al Palalido di Milano, moderata (si fa per dire) dal condirettore dello stesso giornale, lei ha tuonato contro «l’intolleranza antisemita del superfluo matematico Piergiorgio Odi-freddi, ex docente baby pensionato», che ha osato restituire il Premio Peano «quest’anno assegnato a Giorgio Israel, ai suoi occhi colpevole di sionismo, ma soprattutto di essere consulente del ministro».
Lei ha poi continuato, con stile e in punta di fioretto, dicendo che «gli imbecilli non mancano mai», e che «le parole di Odifreddi denotano razzismo, incapacità al confronto e stupidità». E ha terminato allargando il discorso, assimilando il mio gesto alla «modalità tipica della nostra sinistra, quella di combattere il governo e Silvio Berlusconi a qualunque prezzo, a costo di insultare allo stesso tempo la maggioranza dei cittadini che lo votano». Mi permetta di rispondere nel merito alle accuse che mi rivolge, fingendo che esse siano in buona fede e dettate dall’ignoranza dei fatti. Naturalmente non posso dir nulla sulla mia imbecillità e stupidità, e mi fido del suo giudizio: in fondo, lei è un valente avvocato che ha superato una difficile abilitazione a Reggio Calabria, dopo una laurea nella vicina Brescia e un precedente passaggio da un liceo pubblico a uno privato, mentre io sono soltanto un modesto docente universitario che ha vinto facili concorsi da assistente, associato e ordinario nell’Università pre-Gelmini, ed è poi andato in pensione dopo 38 anni e mezzo di servizio (e non dopo una sola legislatura in Parlamento).
Ma non sono questi i motivi per cui io ritengo che la collaborazione con lei si configuri come una colpa, nè penso affatto che il governo di cui lei fa parte sia da combattere a qualunque prezzo: riconosco anzi, benchè dispiaciuto e vergognato, che Silvio Berlusconi abbia ricevuto una forte maggioranza e sia dunque democraticamente in diritto di governare il paese. Addirittura, pensi un po’, vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort: soprattutto quando questa campagna è spalleggiata dall’Avvenire, che ha usato ben altri pesi e misure per la pedofilia ecclesiastica e per la sua copertura da parte dell’allora cardinal Ratzinger. Il mio problema è proprio lei, signor ministro. E non tanto, o non solo, perchè ricopre una carica per la quale non ha la minima competenza, ma anzitutto e soprattutto per le innominabili motivazioni che hanno portato lei e la sua collega Mara Carfagna alla carica che ricoprite. Come vede, gli elettori che votano il suo partito o la sua coalizione non c’entrano proprio nulla, perchè non hanno eletto i ministri: c’entra invece la necessità etica di non collaborare con chi costituisce, nella Roma di oggi, l’analogo dei cavalli-senatori di Caligola nella Roma di ieri. Il professor Israel è naturalmente liberissimo di pensarla diversamente, ma lo sono anch’io di dissentire, e di non voler condividere con lui l’albo d’oro di un premio.
Se questa mia dissociazione vi turba, è perchè non conoscete nè la democrazia nè la storia, anche scientifica. Ad esempio, quando negli anni del maccartismo Edward Teller collaborò con la commissione governativa che revocò l’autorizzazione di sicurezza nucleare a Robert Oppenheimer, la quasi totalità dei colleghi si dissociò da lui e gli tolse il saluto, ostracizzandolo della comunità dei fisici: in quell’occasione avreste attaccato pure loro, come ora attaccate me? La domanda è retorica, ma l’esempio non è campato in aria: Teller era infatti uno scienziato guerrafondaio e iperconservatore, della stessa pasta del Von Neumann al quale Israel ha dedicato la compiacente biografia che ha appunto ricevuto il Premio Peano.
Ma ci sono altri motivi per dissociarsi da lui, oltre a quelli già accennati. Perchè, come ho detto espressamente nella mia lettera di rinuncia al premio, «le posizioni espresse da Israel in ambito politico, culturale e accademico sul suo blog, sul sito Informazione Corretta e in ripetuti interventi su Il Foglio e Il Giornale trascendono i limiti della normale dialettica, e si configurano come un pensiero fondamentalista col quale non intendo essere associato intellettualmente».
Capisco ovviamente che quei due giornali, insieme a Libero e all’ala destra del Corriere, si siano sentiti chiamati in causa e abbiano immediatamente fatto quadrato intorno a Israel e contro di me. Ma mi sembra singolare che proprio da loro, e da lei, vengano accuse di razzismo e di intolleranza: non siete forse voi, la vostra coalizione e il vostro governo, a fomentare l’odio nei confronti degli immigrati in generale, e degli islamici in particolare, con parole e azioni ben più violente della democratica e innocua restituzione di un premio al mittente?
Capisco anche, ma non accetto di giocarlo con voi, il subdolo gioco dell’equiparazione della critica a un ebreo come Israel, a un sito sionista come Informazione Corretta, o a un governo israeliano come quello di Netanyau, con l’antisemitismo. E non lo accetto proprio perchè non sono razzista, e dunque non giudico a priori in base alla «razza» (ammesso che la parola abbia senso), ma a posteriori in base ai fatti: i razzisti veri sono altri, e cioè coloro per i quali tutti gli ebrei sono democratici, e tutti gli islamici fondamentalisti.
E invece ci sono ebrei fondamentalisti e islamici democratici : negarlo significa fare di ogni erba un fascio, e a me i fasci non piacciono, di qualunque «razza» siano. Mi piacciono invece molti ebrei democratici, da Amos Luzzatto a Moni Ovadia a Noam Chomsky, dei quali sono amico, e sto benissimo anche con ebrei ortodossi come il premio Nobel per l’economia Robert Aumann. Sono i fondamentalisti che non mi piacciono, e se questo significa non essere simpatico a certa gente, compresa lei, sopravviverò bene ugualmente. Anzi, molto meglio che se fossi simpatico a loro e a lei.