lunedì 29 giugno 2009

Creato il primo processore elettronico quantistico

Una squadra di ricercatori dell'Università di Yale ha creato il primo, rudimentale, processore quantistico allo stato solido, procedendo di un ulteriore passo avanti sulla via che porterà ai computer quantistici.

I ricercatori hanno utilizzato un chip superconduttore a 2-qubit che risolve con successo algoritmi elementari. La loro ricerca è stata pubblicata sul Nature. Secondo Robert Schoelkopf è la prima volta che si ha a che fare con un dispositivo di questo genere, molto simile ai regolari microprocessori.

"Ciascun qubit è costituito da un miliardo di atomi di alluminio ma si comporta come un singolo atomo che può occupare due diversi stati di energia. Questi stati si comportano come se fossero l'uno o lo zero, oppure, l'on o l'off, ovvero, i normali bit sui quali lavorano i computer convenzionali. Grazie alle leggi della meccanica quantistica, i qubit possono corrispondere ad una sovrapposizione di più stati nello stesso tempo, consentendo lo scambio di una maggiore quantità di informazioni e una maggiore potenza di elaborazione".

Finora, non è stato possibile usare i qubit allo stato solido perché la loro sopravvivenza era molto limitata nel tempo, soltanto un nanosecondo, adesso invece, Schoelkopf e il suo team sono in grado di ottenere qubit della durata di un microsecondo (un tempo sufficiente per eseguire semplici logaritmi).
Per effettuare le loro operazioni, i qubit possono comunicare l'uno con l'altro utilizzando un "bus quantistico" - fotoni che trasmettono le informazioni attraverso i fili che collegano i qubit - precedentemente sviluppato dal gruppo di Yale.

Il prossimo passo sarà quello di aumentare ancora di più la durata del qubit per garantire la soluzione di algoritmi sempre più complessi.

Fonte: Yale University (2009, June 29). First Electronic Quantum Processor Created. ScienceDaily.

Vedi: http://www.nature.com/news/2009/090628/full/news.2009.603.html

domenica 28 giugno 2009

Speciale Università: la parola agli studenti

In questo post vorrei semplicemente segnalare l'iniziativa di Repubblica riguardo la qualità delle nostre università. Potete inviare le vostre proteste o proposte a questo link.
Tutte le vostre segnalazioni verranno poi girate ai rettori, ai docenti e a tutte le autorità delle nostre università. Mi sembra una buona opportunità per far presente tutto quello che non va, fatevi forza e dite la vostra!

giovedì 25 giugno 2009

"Fotografato" un ricordo

Per la prima volta, degli scienziati americani e canadesi sono riusciti a osservare in diretta tutte le fasi molecolari dell'incisione della traccia di un ricordo nel cervello dell'uomo. La notizia, pubblicata sul Science, rende onore a Wayne Sossin del Montreal Neurological Institute and Hospital, e ad altri ricercatori dell'Università della California. Quando si forma un ricordo si consolida la struttura del "ponte sinaptico" attraverso la formazione di nuove proteine (le sinapsi legano e mettono in comunicazione tra loro i neuroni). La formazione del ricordo è stata immortalata grazie a un'etichetta fluorescente che si lega alle proteine appena formate. In questo modo è stato dimostrato che subito dopo l'immagazzinamento di una informazione da parte del cervello aumenta la fluorescenza. In un precedente esperimento era stata evidenziata la formazione di un ricordo nel cervello di topolini, grazie a tecniche microscopiche. E' attraverso questo processo di consolidamento delle sinapsi che il ricordo viene fissato nella memoria a lungo termine.

Fonte: Corriere della sera

mercoledì 24 giugno 2009

2012 - Parte seconda


Navigando alla ricerca di ulteriori notizie, ho trovato diversi articoli simpatici su Universe Today. L’autore degli articoli, Ian O’Neill, spiega come mai non avrà luogo nessuna delle catastrofi che invece si aspetterebbero i seguaci della doomsday theory.
Prima di tutto vediamo in che cosa consisterebbe questa profezia. Ebbene, durante la giornata del 21-12-12 non ci sarà nessuno scontro con altri pianeti, nessun impatto devastante con un meteorite e nessun aumento anomalo e devastante dell’attività solare. L’evento catastrofico avrà origine nel nucleo stesso della Terra e porterà enormi cambiamenti al campo magnetico terrestre. Ovvero, ci sarà una netta diminuzione dell’intensità del campo magnetico seguita dall’inversione di polarità (il polo nord magnetico diventerà il polo sud e viceversa). Secondo i "doomsayers" saremo esposti a una massiccia quantità di radiazioni provenienti dal Sole; un campo magnetico inverso porterà a un indebolimento della capacità della Terra di deviare i raggi cosmici. Si bloccheranno tutte le comunicazioni con i satelliti, si fermeranno i voli aerei, cadranno tutte le borse del mondo, ecc. ecc., insomma, sarà il caos.
Ma questo non avverrà. Partendo dalla profezia Maya come pretesto, i doomsayers hanno poi preso spunto da quanto affermato dagli scienziati sullo shift geomagnetico. E’ stato semplicemente detto che "potrebbe" avvenire entro il prossimo millennio ma nessuno può conoscere la data di tale evento.
In primo luogo bisogna accennare alla differenza tra "inversione geomagnetica" e "slittamento dei poli" (dato che questi ragazzi fanno un po’ di confusione tra le due cose). L’inversione geomagnetica comporterebbe il capovolgimento dei poli magnetici, mentre lo slittamento polare ( vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dello_slittamento_polare) è un fenomeno abbastanza raro nell’evoluzione del sistema solare. Un esempio è rappresentato da Venere (che ruota in direzione opposta rispetto agli altri pianeti del sistema solare, probabilmente in seguito ad una collisione planetaria), l’altro da Urano (anche esso potrebbe essere andato fuori asse per un impatto catastrofico, oppure, potrebbe semplicemente subire l’influenza gravitazionale di Giove e Saturno).
Per quanto riguarda l’inversione magnetica nessuno sa niente di preciso, in quanto non è un fenomeno "periodico". Di sicuro il campo magnetico terrestre varia in direzione e in intensità. Lo studio della magnetizzazione delle rocce del passato geologico ha mostrato infatti come il campo sia stato soggetto a vere e proprie inversioni di polarità magnetica, la cui ricorrenza sembrerebbe però, del tutto casuale. Attraverso la magnetostratigrafia si studiano le diverse epoche magnetiche; la nostra, a polarità normale, è iniziata 780.000 anni fa, prima ancora c’è stata un’epoca a polarità inversa.

scala temporale delle polarità magnetiche negli ultimi 30 milioni di anni: in nero si indica la polarità normale, in bianco l’inversa
Alcune teorie del 2012 suggeriscono che l’inversione del campo magnetico terrestre potrebbe essere collegata al ciclo solare di 11 anni, ma anche in questo caso, non c’è nessuna base scientifica.
Gli scienziati sono tuttora alla ricerca della motivazione che dà luogo all’ inversione geomagnetica. Una minoranza ritiene che possa esserci una influenza esterna, e da qui, altri hanno preso ulteriore spunto per la teoria del pianeta X, noto anche come Nibiru. Si tratta di un misterioso oggetto celeste che, nel percorrere la sua orbita fortemente ellittica, a volte incontra il nostro sistema solare. Ma anche questa idea è del tutto infondata. Non c’è nessuna ragione per credere che il forte campo magnetico terrestre possa essere influenzato facilmente da una qualche strana forza esterna, a maggior ragione, se si tratta di un “pianeta fantasma”.
Riepilogando:
1. l’inversione geomagnetica è caratterizzata da una natura caotica. Nessuno può prevedere quando avverrà, potrebbero volerci 500 anni come 1 milione di anni.
2. anche se il campo magnetico terrestre si indebolisce, questo non vuol dire che è vicino al collasso.
3. non bisogna confondere i poli magnetici con i poli geografici.
4. non c’è alcuna evidenza che suggerisca influenze esterne sulla dinamica geomagnetica del nostro pianeta e il pianeta X non esiste.

Detto questo, sembrerebbe che il problema riguardante la data del 21-12-2012 sia quasi risolto.
Mi spiace, ma la fine del mondo va un po’ posticipata.

Fine II Parte

Tratto da http://www.universetoday.com/2008/10/03/2012-no-geomagnetic-reversal/
Se volete leggere una interpretazione del calendario Maya che contraddice l’ipotesi che il lungo computo termini proprio il 21 Dic. 2012 andate su http://www.universetoday.com/2008/05/19/no-doomsday-in-2012/

Un sito della controparte che crede fermamente nella fine del mondo è http://survive2012.com/

martedì 23 giugno 2009

Ancora sul 2012


Mi soffermo un altro po’ sulla data del 21-12-2012, per diversi motivi. Uno, è per il crescente interesse degli internauti verso questo argomento. Molti, trovano questo blog in seguito alla ricerca "2012 cosa accadrà esattamente?" effettuata su google. Specifico che comunque "nessun abitante di questo pianeta può sapere cosa accadrà esattamente". Un altro motivo sta nel fatto che ci sono diverse teorie fantasiose ma affascinanti che riguardano questa fatidica data, e mi riferisco soprattutto alla profezia dei Maya e alla controcultura americana degli anni 60 e 70.
Una cosa fondamentale, che ha generato l’interesse collettivo verso tutte queste teorie, qualcuna più catastrofica, qualcun’altra un po’ più ottimista, è che ci sono diversi punti in comune tra loro; per lo mezzo ci sono anche altri studiosi e filosofi come Nostradamus e Giordano Bruno.

Ma iniziamo dai Maya. Tutti sanno che tra i Maya ci sono stati i più grandi astronomi del mondo antico; per loro, l’astronomia, era la più sacra delle scienze e non si trattava di un mero sapere fine a se stesso.
La loro ricerca del "calendario perfetto", la precisione con la quale stabilivano le date degli avvenimenti, aveva lo scopo di "raccordare le azioni degli uomini e soprattutto dei re con i moti dell’universo". Obbedire ai ritmi cosmici era il loro imperativo. I Maya avevano capito che la terra girava intorno al sole e che il sistema solare stesso in cui si trova la Terra compie un giro intorno alla galassia. Erano a conoscenza dell’ "anno galattico", periodo durante il quale il sistema solare percorre una ellisse che ha come centro il centro della galassia (il tempo impiegato per compiere una rivoluzione completa dovrebbe essere di circa 250 milioni di anni terrestri, vedi Geologic Time Scale) . In questa regione centrale della galassia, risiedeva Unabku (la luce della galassia), una entità intelligente, una specie di divinità.
Il periodo di tempo che stiamo tuttora vivendo fa parte, secondo il calendario Maya, dell’ultimo Katun (un katun corrisponde a venti dei nostri anni), un periodo molto importante, iniziato nel 1992, che segna la fine dei 25.625 anni del ciclo del lungo computo, da loro chiamato "il tempo del non tempo". In particolare, negli ultimi tredici anni (che hanno avuto inizio nel 1999), secondo alcuni studiosi delle profezie Maya, un asteroide si dovrebbe avvicinare alla Terra e forse impattare con essa, ma si tratta ovviamente della parte più oscura della previsione Maya (secondo altri ricercatori non è previsto niente di così catastrofico).
Sempre in base alla loro profezia, il mondo potrebbe essere sconvolto da terremoti, incendi e alluvioni: scenario molto simile alle descrizioni dell’Apocalisse. Ma erano precisi nelle loro previsioni? La risposta purtroppo è sì (nessuno avrebbe dato importanza alla faccenda se non avessero dato prova della loro straordinaria maestria nel fare conti astronomici). Un esempio è l’eclissi solare dell’11 agosto 1999, da loro prevista nel 3.000 a. C. circa. Ebbene, sembrerebbe che si siano sbagliati di una manciata di secondi sull’orario esatto di inizio. Concludo con un’ultima curiosità, per il calendario Maya la Terra ha vissuto cinque ere cosmiche, corrispondenti a cinque civiltà. Le precedenti ere (della durata di 5.125 anni: ciclo del lungo computo*), erano dette rispettivamente, dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra, l’era che stiamo tuttora vivendo è nota come "Era dell’Oro". La fine dell’Era dell’Acqua coincise, sempre secondo la visione di alcuni esperti in misteri e civiltà antiche, con la fine del Regno di Atlantide (vedi l’impero del mare) a causa di un diluvio. Probabilmente, si trattò dello stesso Diluvio Universale descritto nel Vecchio Testamento della Bibbia.

Per il geologo Alexander Tollman, il diluvio ebbe origine da un corpo celeste (la stella Baal) che passò troppo vicino alla Terra, nel 9.600 a.C. Da esso, caddero dei frammenti che provocarono gigantesche onde di marea, e, probabilmente, è il motivo per cui agli occhi di diversi popoli tutto ciò apparve come una "punizione divina". Ma dopo l’Era dell’Acqua ci sono state altre ere, ed appare ormai certo che la fine dell’Era dell’Oro non segnerà la fine della Terra. Infatti, sono state trovate numerose tavolette Maya che riportano date anche molto successive al 2012. Comunque, per i Maya, l’ apocalisse arrivò molto tempo fa, nel 1517, sotto forma di navi provenienti dall’Europa.
C’è un’unica certezza in tutto questo, i Maya, e assieme a loro anche altre civiltà del passato, come ad esempio gli Egizi, attraverso i loro monumenti e attraverso tutti i documenti che ci hanno lasciato, è come se ci invitassero a "guardare verso il cielo", a scrutare le stelle. Forse lassù, qualcuno ci osserva, ma al di là del fatto che siano divinità o alieni (tanto questo non ha alcuna importanza), si tratta essenzialmente di un monito, rivolto a tutta l’Umanità.


Fine I parte.

* Il calendario Maya è composto da tre cicli fondamentali. Oltre al lungo computo, c’è il ciclo Tzolkin della durata di 260 giorni e il ciclo Haab della durata di 365 giorni.

Ps. La prossima volta parlerò delle teorie di Doomsday, del ciclo compiuto dall’asse terrestre in 25560 anni, e, di alcuni pazzi, che prendendo assolutamente per vere le profezie catastrofiche, sono andati a rifugiarsi in località remote della Terra (il loro manifesto si può trovare su internet).

domenica 21 giugno 2009

2012: prepariamoci alla fine del mondo

Roland Emmerich, il regista delle "immani catastrofi" per eccellenza, ci serve un nuovo film apocalittico: "2012", tratto dalla famosa profezia Maya.
Cito alcuni dei suoi film: Indipendence Day, The Day After Tomorrow, Godzilla.

Racconto brevemente la trama. Il 21 Dicembre del 2012 ci sarà la fine della civiltà dell'uomo, secondo quanto previsto dal calendario Maya. Nel 2009 il prof. West scopre delle tempeste solari di forte intensità che colpiscono il pianeta. Insieme a un collega tentano di far comprendere la pericolosità del fenomeno ma ovviamente...non vengono presi sul serio ("originale"!), e cosa ancora più ovvia...hanno ragione!

Ma perchè avverrà la fine del mondo? Secondo alcuni astrologi, durante il solstizio d'inverno del 2012, le orbite dei pianeti del sistema solare e le dodici costellazioni dello zodiaco si intersecheranno con il "Dark Rift" (una specie di buco nero presso la costellazione del Sagittario), cosa che secondo gli astrologi odierni e, "forse" anche secondo i Maya sarà causa di enormi sconvolgimenti (in realtà, non si sa di preciso che "genere" di sconvolgimenti).

Non dimentichiamoci poi di Terence McKenna, autore di Timewave zero, anche lui decreta il 21-12-12 come data di profondi cambiamenti (...e se lo dice lui).

La data è senza alcun dubbio quella. Ma come si svolgerà l'apocalisse? Secondo alcune teorie, una è stata ripresa dalla stessa Nasa, una intensa attività solare invertirà i poli magnetici della Terra provocando terremoti ed eruzioni vulcaniche senza precedenti.
Gli esperti però assicurano, ci vorranno tantissimi anni affinchè accadano tutti questi sconvolgimenti.
Ma dato che, per i tempi cinematografici, non si possono attendere secoli se non addirittura millenni, Emmerich, nel suo film, fa vedere in un'ora un "super-concentrato cataclismatico".

L'idea è venuta fuori anche da una teoria del prof. Hapgood, il quale afferma che ogni tot anni, la crosta terrestre va incontro ad un'intensa attività che provoca terremoti a ripetizione, e, dato che il genere umano è molto "fortunato", questo periodo coinciderà con quello del disastro astronomico.
E adesso, godetevi il trailer:

venerdì 19 giugno 2009

Simmetrie e Arte



Grazie al Pirataraul!

SN 2005E Supernova

La supernova SN 2005E, vista per la prima volta nel 2005, potrebbe rappresentare un nuovo tipo di esplosione cosmica. Essa, esplosa in una galassia lontana da noi 100 milioni di anni luce, è ben diversa dalle altre supernovae. A questa conclusione è arrivato un team del Weizmann Institute of Science di Rehovotguidato, guidato da Hagai Perets.

Le supernovae, solitamente hanno origine da giovani stelle molto massive, nelle quali una volta formatosi un nucleo di ferro, questo implode sotto l'effetto della sua stessa gravità; la nuova nata espelle gli strati esterni alla velocità di migliaia di chilometri al secondo, riempiendo lo spazio circostante di idrogeno, elio ed altri elementi, formando così le spettacolari nubi di gas e polveri.
Questo succede quasi sempre nelle regioni dell'universo dove nascono stelle molto massive. Ma non è questo il caso della SN 2005E, nata in una buia periferia della sua galassia, dove pochissime stelle si stanno formando.
Tra l'altro le supernovae espellono molti più detriti rispetto alla SN 2005E.

Altre tipologie di supernovae sono quelle appartenenti al tipo Ia, in cui una piccola ma molto densa nana bianca ruba gas di idrogeno ad una stella compagna di dimensioni più grandi. Il gas si accumula, gradualmente comprime la nana bianca, fino a quando non si raggiunge un punto critico in cui si innesca una rapidissima fusione nucleare di atomi di carbonio. Ma la SN 2005E non appartiene nemmeno a questa categoria; nel suo spettro si rileva una grande quantità di calcio molto inusuale.

Perets afferma che il calcio e alcuni altri elementi chimici potrebbero derivare da una reazione termonucleare innescata dall'elio. Una possibilità è che la SN 2005E fosse in passato una nana bianca che si è nutrita dell'elio di una stella vicina molto ricca di questo elemento, fino ad arrivare all'esplosione.

Secondo altri astronomi la spiegazione è plausibile ma non convince del tutto la teoria che si tratti di un nuovo tipo di esplosione.

Se fosse corretta, questa teoria potrebbe spiegare due anomalie astronomiche. Nel rigonfiamento centrale della nostra galassia, gli astronomi notano una sorprendente quantità di positroni. Le supernovae innescate da elio potrebbero fornire buona parte di questa antimateria, in quanto esse produrrebbero grosse quantità dell'isotopo radioattivo titanio-44, che emette positroni.

Inoltre, il titanio-44 decade nel calcio-44, un isotopo che rappresenta circa il 2 per cento del calcio nel nostro sistema solare - la cui origine è abbastanza misteriosa. Forse un'esplosione simile alla SN 2005E rifornisce il nostro sistema solare di calcio-44.

Fonte: S.Battersby, NewScientist.

giovedì 18 giugno 2009

Attenzione al gelato Ogm

Attenti al gelato che non si scioglie! (il vero gelato artigianale si scioglie molto rapidamente). Questo gelato Ogm contiene una proteina sintetica indicata nell'etichetta col nome di "proteina Isp". Coldiretti lancia l'allarme nel commentare la decisione della Commissione Europea che di fatto autorizza l'uso di questa proteina (si tratta del caso Unilever).

La proteina sintetica in questione originariamente viene isolata da un pesce artico e poi viene riprodotta in laboratorio attraverso la fermentazione di un lievito geneticamente modificato.

Da un inchiesta, sembrerebbe che in Italia non si apprezzino affatto i cibi con organismi geneticamente modificati. Non solo, la tendenza del momento è quella di cercare il gelato più genuino possibile, tramontano infatti i gusti artificiali come il famoso "puffo".

Fonte: Coldiretti

Giovane per sempre

Ebbene sì, in futuro si potrà rimanere giovani per sempre...beh, forse per sempre no, ma per molto più tempo sì! L'elisir di eterna giovinezza scorre con il nostro sangue, si tratta infatti dei fattori di crescita derivati dal plasma. Da questi, si può ottenere un effetto filler che migliora la pelle, rendendola più liscia e luminosa.

La ricerca è stata presentata ad un incontro internazionale di chirurgia estetica a Bologna.
I fattori di crescita, secondo il chirurgo F.Bernardini, sono un validissimo aiuto nei trattamenti anti-età e nella cura delle ferite (...anche delle smagliature?).
Essi, dopo alcune sperimentazioni negli USA e in Spagna, si stanno affermando come una delle principali vie per il ringiovanimento della pelle.

Per utilizzarli si esegue un prelievo nel paziente e lo si mette in una provetta con una menbrana speciale. Si centrifuga la provetta, ottenendo la divisione della parte rossa del sangue (globuli) da quella chiara (siero), in cui sono contenuti i fattori di crescita. Alla fine possono essere utilizzati in due modi, durante un intervento di chirurgia estetica, oppure in una normale seduta dal medico, iniettati nelle parti del viso che necessitano di un trattamento anti-aging. Il trattamento va eseguito in due sedute a distanza di un mese.

Fonte: Secondo incontro internazionale sulla chirurgia estetica del volto: dallo sguardo al sorriso, Bologna.

martedì 16 giugno 2009

Il cratere di Asimov


L'UAI, Unione Astronomica Internazionale, ha ufficialmente assegnato il nome di Isaac Asimov a un antichissimo cratere di Marte.
Il cratere si è formato tra i 3,8 - 3,5 miliardi di anni fa ed è stato rilevato dalla sonda Mars Global Surveyor, lanciata nel 1996.
Il blog della Planetary Society spiega che la scelta è dovuta a un racconto di Asimov del 1952, Martian Way (Il destino di Marte).
Questo cratere era conosciuto col nome di "Noachis Pit Crater" ed è sempre stato famoso per il mistero che avvolge la sua origine e per la spettacolarità dei burroni e delle rocce che delimitano il suo perimetro.

Fonte: M. Del Santo, Corriere della Fantascienza.

Il concorso: come vincere un "pezzo di luna"!

Il magazine New Scientist, per celebrare i quarant'anni dalla missione sulla Luna, ha indetto un concorso un pò particolare. Immaginate di essere Neil Armstrong, il primo uomo sbarcato sulla Luna, cosa avreste detto, se vi foste trovati al suo posto, al pubblico che seguiva la missione da casa? Insomma, bisogna pensare a qualcosa di meglio, di più originale della frase pronunciata da Armstrong ("Un piccolo passo per un uomo, un enorme salto per l’umanità", vi suggerisco di dare un'occhiata a questo articolo apparso sul Corriere alcuni giorni fa).

Il premio è un pezzo di meteorite lunare trovato nella regione di Dhofar, al confine con lo Yemen, del peso di 1,4 grammi.

Le frasi (una per partecipante) vanno inviate entro le 11.00 del 29 Giugno 2009.

Vedi: Competition: Win a piece of moon rock

Scienziati italiani scoprono il primo pianeta extragalattico

E' sei volte più grande di Giove e si trova nella galassia di Andromeda.
Ruota intorno ad una piccola stella che è appena la metà del nostro sole.
E' il primo pianeta extragalattico mai individuato prima ed è stato scoperto da un gruppo di ricercatori dell'Infn presso l'Università del Salento, a Lecce.
Fino ad adesso sono stati scoperti 350 pianeti all'interno della Via Lattea, a differenza di questo pianeta che si trova nella galassia più vicina alla nostra, a 2,5 milioni di anni luce dalla Terra.
I ricercatori Francesco De Paolis, Gabriele Ingrosso e Sebastiano Calchi Novati insieme a colleghi russi, svizzeri e spagnoli hanno individuato la presenza del pianeta con calcoli probabilistici, ovvero senza osservarlo direttamente. Il fenomeno, previsto dalla teoria della relatività di Einstein, è questo: quando un corpo di grande massa si trova fra una sorgente di luce e l'osservatore, i raggi luminosi provenienti dalla sorgente vengono deviati dal campo gravitazionale del corpo in modo tale che il segnale luminoso venga amplificato, come accadrebbe in una lente. Analizzando i dati relativi alla deviazione della luce osservata con un modello di simulazione al computer i ricercatori hanno così dedotto l'esistenza di questo pianeta gigante di Andromeda.

Vedi: articolo

lunedì 15 giugno 2009

Scoperto il 112esimo elemento

Adesso la tavola periodica conta un elemento in più. La conferma ufficiale è arrivata dalla IUPAC. L'elemento 112 è stato scoperto presso il centro GSI, a Darmstadt in Germania.

Lo scopritore è Sigurd Hofmann che già nel lontano 1996, grazie ad esperimenti condotti con l'acceleratore del GSI, si accorse che tra i prodotti della collisione c'era questo nuovo atomo, con una massa pari a 277 volte quella dell'idrogeno.

L'esperimento fu ripetuto nel 2002 e ultimamente, è stato confermato dall'istituto di ricerca Riken in Giappone.

E' dal 1981 che l'acceleratore GSI porta alla scoperta di nuovi elementi, che vanno dal numero atomico 107 fino al 111. Dal Bohrio al Roentgenio, fino ad arrivare all'ultimo nato che è ancora in attesa di un nome di battesimo.

Ig - Nobel

Il Premio Ig - Nobel (pronuncia Ignobel) è una parodia del premio Nobel, e viene assegnato ogni anno qualche settimana prima dell'annuncio dei vincitori del vero Premio Nobel.
Sponsorizzati dalla rivista umoristico - scientifica statunitense "Annals of Improbable Research (AIR)" (in parte fonte di ispirazione per questo blog), i premi Ig - Nobel sono presentati al pubblico come se fossero veri Premi Nobel nel corso di una cerimonia che si tiene nel Sanders Theatre dell'Università di Harvard.
Per ora ricordo i vincitori del 2008, più in là riporterò tutte le migliori annate.

- Archeologia: Astolfo G. Mello Araujo e José Carlos Marcelino (Università di San Paolo, Brasile), per aver dimostrato il ruolo degli armadilli nello spostamento dei reperti archeologici in un sito di scavo.
- Scienze Alimentari: Massimiliano Zampini (Università di Trento) e Charles Spence (Oxford University), per aver dimostrato che si può modificare la percezione di fragranza di una patatina, attraverso la riproduzione del rumore dello sgranocchiamento di una patatina fresca.
- Biologia: Marie-Christine Cadiergues, Christel Joubert e Michel Franc (École Nationale Veterinaire, Tolosa, Francia), per aver dimostrato che le pulci che infestano i cani possono fare balzi più lunghi di quelle che infestano i gatti.
- Economia: Geoffrey Miller, Joshua Tybur e Brent Jordan (University of New Mexico, USA), per aver dimostrato che la fase del ciclo ovulatorio di una ballerina di lap-dance influenza le mance che riceve.
- Medicina: Dan Ariely (Duke University, USA), Rebecca Waber (MIT, USA), Baba Shiv (Stanford University, USA), e Ziv Carmon (INSEAD, Singapore), per aver dimostrato che il prezzo di un medicinale placebo è direttamente correlato alla sua efficacia percepita.
- Fisica: Dorian Raymer (Ocean Observatories Initiative, Scripps Institution of Oceanography) e Douglas Smith (University of California, San Diego) per aver dimostrato che ammassi di fili non possono non formare dei nodi.

Leggi di Murphy

Se qualcosa può andar male allora lo farà.
I Assioma di Murphy

Ma chi era questo Murphy?
Forse non è mai esistito. Comunque la tradizione afferma che Edward A. Murphy Jr altro non era che un ingegnere dell'aviazione americana.
Più precisamente era uno degli ingegneri degli esperimenti con razzo-su-rotaia fatti dalla US Air Force nel 1949 per testare la tolleranza del corpo umano all'accelerazione (USAF project MX981). Un esperimento prevedeva un set di 16 accelerometri montati su diverse parti del corpo del soggetto. C'erano due maniere in cui ciascun sensore poteva essere incollato al suo supporto, e metodicamente qualcuno li montava tutti e 16 nella maniera sbagliata. (tratto da Wikipedia)

In questo contesto Murphy pronunciò una frase che divenne storica: "se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo." (vedi legge di Sodd)

Arthur Bloch fu poi l'autore della summa sulla murphologia.

Leggi, corollari ed applicazioni varie della murphologia

Tutto va male contemporaneamente.
Legge di Murphy ispirata alla meccanica quantistica

La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto.
Applicazione della legge alle realtà domestiche

Non è vero che: non tutto il male viene per nuocere; non solo, ma anche il bene, qualora si manifestasse, viene per nuocere.
Sviluppo della legge di Murphy

Chiusa di O'Toole alla legge di Murphy:
"Murphy era un ottimista"

Altri sviluppi:
Le esperienze fallimentari passate, non rendono più saggi e accorti, solamente più rintronati.

A meno che la giovinezza non sia una condizione permanente, il futuro è dei vecchi.

Teorema di Stockmayer
Se sembra facile, e' dura. Se sembra difficile, e' fottutamente impossibile.

Legge di Howe
Ognuno di noi ha un piano che non funzionerà.

Legge di Young
Tutte le grandi scoperte si fanno per sbaglio.
Corollario
Più grosso è il finanziamento, più tempo ci vuole a fare lo sbaglio.

Legge di Williams e Holland
Se si raccolgono abbastanza dati, qualsiasi cosa puo' essere dimostrata con metodi statistici.

Regola di Albinak
Se i tuoi dati non sono precisi, traccia una riga molto grossa.

Prima legge di Sodd
Quando qualcuno cerca di raggiungere un obiettivo,
sarà sempre ostacolato dall'involontario intervento di qualche altra presenza (animata o inanimata).
Tuttavia, ci sono obiettivi che vengono raggiunti, in quanto la presenza che interviene cerca a sua volta di raggiungere un obiettivo ed è naturalmente soggetta a interferenze.

Seconda legge di Sodd
Prima o poi, la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi.

Corollario alla seconda legge di Sodd
Un sistema deve essere sempre concepito in modo da resistere alla peggiore combinazione possibile di circostanze.

Seconda legge di Everitt sulla termodinamica
La confusione nella società è sempre in aumento.
Solo l'enorme sforzo di qualcuno o di qualcosa può limitare tale confusione in un'area circoscritta.
Tuttavia, questo sforzo porterà a un aumento della confusione totale della società.

...e ricordate che se la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo. (Paperino)

Massime

Seneca

Le ricchezze in mano al sapiente servono, in mano ad uno stolto comandano.

Nessuno diventò sapiente per puro caso.

Albert Einstein

Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno.

Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sicuramente con le pietre.

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una potenza che supera l'immaginazione.

Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.

E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.

Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi.

Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.

Se vuoi una vita felice, devi dedicarla ad un obiettivo, non a delle persone o a delle cose

Io non ho talenti straordinari. Sono solo appassionatamente curioso.

Strano come la scienza che ai vecchi tempi sembrava inoffensiva si sia trasformata in un incubo che fa tremare tutti.

Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.

Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.

Le tre regole di lavoro:
1. Esci dalla confusione, trova semplicità.
2. Dalla discordia, trova armonia.
3. Nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole.

Il progresso tecnologico è come un'ascia nelle mani di un pazzo criminale

Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.

Chiunque si accinga a eleggere se stesso come giudice del vero e della conoscenza è affondato dalla risata degli Dei.

Altri aforismi di Albert Einstein li trovate su http://www.likeartist.it/Einstein.htm

Isaac Asimov

La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.

Non ho paura dei computer, ma della loro eventuale mancanza.

Varie

Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola.
Solo gli imbecilli sono sempre sicuri di ciò che fanno e dicono. (Voltaire)

La vita ha un lato comico e l'ipotenusa drammatica. (Bardami)

I sogni sono risposte a domande che non siamo ancora in grado di fare. (X Files)

Albert Szent-Györgyi von Nagyrapolt (premio nobel per la medicina)

La ricerca è fatta di quattro cose: cervello con cui pensare, occhi con cui vedere, macchine con cui misurare, e, per quarto, denaro.

Lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato. (fonte: Wikiquote)

Il dubbio, che da una parte è la tortura dell'intelletto, dall'altra è il padre della scienza e del diritto. C.Bini (fonte: Antonio Garbin)

La terra dove valgono solo le opinioni è un mondo con una dimensione in meno. Peppe Liberti

domenica 14 giugno 2009

Anche le piante usano twitter!


Ricercatori nel campo delle telecomunicazioni interattive hanno progettato, alcuni mesi fa, un sensore di umidità del suolo, che può consentire alle piante di casa di comunicare con i loro proprietari. Il dispositivo permette di inviare brevi messaggi a un telefono cellulare o, utilizzando twitter, i messaggi possono arrivare tramite internet.

Questi comunicati variano dai promemoria, ai ringraziamenti, fino agli avvertimenti, casomai il suolo fosse troppo umido o troppo asciutto.

Per comunicare, le sonde nel suolo emettono onde elettromagnetiche. Un livello ben preciso di tensione che corrisponde alla quantità di umidità del suolo, viene trasmesso tramite due fili, ad un particolare circuito che confronta il livello ottimale di umidità, con quello attuale. Una rete locale riceve questi dati e permette alla pianta di mandare un messaggio di SOS (prima che sia troppo tardi) attraverso un segnale wireless ad un computer collegato alla rete che avviserà il padrone.

Questo kit botanico è facilissimo da utilizzare e costa circa 99 dollari. Sull'articolo viene specificato quanto siano importanti le piante per la produzione di ossigeno (durante la giornata...la sera avviene una sorta di procedimento inverso, per cui sarebbe meglio non riempire il proprio appartamento di piante) e quindi quanto sia importante non lasciarle morire per incuria.
Nel caso in cui le classiche due dita infilate nella terra del vaso non siano sufficienti a dirvi se la pianta va abbeverata oppure no, ricordatevi di questo ritrovato altamente tecnologico!

Fonte: Science Daily

venerdì 12 giugno 2009

Il cellulare che si ricaricherà da solo

E' una ricerca portata avanti dalla Nokia. Si tratta di dispositivi che sfruttano le onde elettromagnetiche presenti nell'ambiente per ricaricarsi mentre sono spenti oppure in stand-by. L'idea è molto semplice ed ha già avuto qualche precedente, si tratta essenzialmente, di trasformare in corrente le onde elettromagnetiche emesse da altri apparecchi, come TV, Wi-Fi o cellulari. Un dispositivo nel pieno rispetto dell'ambiente, esso sfrutterà infatti fonti praticamente inesauribili, che possiamo trovare fuori come dentro casa.

Su questo meccanismo si basano, ad esempio, le tecnologie conosciute come RFID (Radio Frequency Identification), che vengono utilizzate per riconoscere gli animali domestici (negli USA vengono impiegate, in alcuni casi, per controllare che i condannati agli arresti domiciliari non si allontanino troppo dalle loro abitazioni).

Il principio è lo stesso di quello che sta alla base del funzionamento di una dinamo, previsto dalle equazioni di Maxwell. Ma mentre nella dinamo la fonte utilizzata è un magnete in movimento, nel dispositivo progettato dalla Nokia si sfruttano le onde radio presenti nell'ambiente.

C'è un problema però...il prototipo è in grado di generare una potenza di soli 5 milliwatt, ancora troppo poco per alimentare un cellulare (si dovrebbero superare i 50 milliwatt di potenza per fare ciò). Una idea è quella di aumentare la potenza usando un ricevitore "wideband", ovvero un sistema in grado di captare il segnale su diverse bande di frequenza. Una varietà di segnali che va dai 500 MHz fino ai 10 GHz per produrre corrente. In tutto ci vorranno tre o quattro anni per arrivare a questo.

giovedì 11 giugno 2009

Può un robot predire le tue intenzioni?

Secondo alcuni ricercatori europei, nel campo della robotica e delle scienze cognitive, è possibile.
Essi affermano di essere riusciti a creare un robot che, in alcuni casi, arriva ad anticipare le possibili azioni o domande del suo partner umano. Ciò dovrebbe renderlo molto più naturale nella conversazione.

E' quello che in un certo senso, può essere definito come "intuito". Quante volte in una normale discussione sappiamo benissimo dove vuole arrivare il nostro amico.

Certo, i robots pensanti dei film di fantascienza sono ancora molto distanti da quelli attuali, ma comunque si è fatto un notevole passo avanti.
I robot, da semplici automi che obbediscono alle nostre istruzioni, potrebbero diventare una sorta di compagni, atti a tenere una conversazione, a fare delle domande e ad anticipare i desideri dell'interlocutore.

Il progetto, siglato come JAST (vedi articolo) è portato avanti da una squadra di esperti in diversi settori. In questo campo di ricerca bisogna, in primo luogo, analizzare nel dettaglio il "processo cognitivo", che sta alla base dello svolgimento delle azioni quotidiane e nella presa di determinate decisioni.

Gli scienziati hanno fatto notare come una tipologia di neuroni, i "mirror neurons", si accendono quando si osserva un'attività.
Questi neuroni ragionano come se "stessero mimando" l'attività che vedono; in poche parole, "si impara copiando".

I robots JAST sono stati costruiti con un sistema che incorpora queste due capacità: quella di osservazione e quella di "risonanza".
In seguito sono stati testati in due situazioni differenti: in uno scenario il robot interpretava il ruolo di un insegnante, nell'altro teneva una conversazione alla pari con un uomo.
E fino a un certo punto l'esperimento ha funzionato! Il robot imparava qualcosa dalle situazioni che viveva, arrivando a controbattere e a pretendere chiarificazioni dalle persone ferme su posizioni ambigue.

Le differenze di questi robots rispetto ad altri stanno tutte nella loro complessa architettura neurale adatta al "processo di risonanza", che li porta ad un livello cognitivo superiore.

Ma questo non significa che sono già pronti per "conversazioni da salotto", su questo punto bisogna andare con i piedi di piombo. Forse, un giorno, prenderanno l'iniziativa di invitarci a cena.

Fonte: Science Daily

Caroline e la sua supernova


Nel novembre del 2008, a New York, Caroline Moore, una studentessa di 14 anni, scoprì una supernova in una vicina galassia, ciò fece di lei la più giovane esploratrice del cosmo che sia mai esistita.
Osservazioni successive, hanno determinato che l'oggetto in questione, noto come SN 2008ha (ma indicarla col nome di Caroline sarebbe forse più giusto), è un nuovo tipo di esplosione stellare, mille volte più potente di una nova, mille volte meno intensa di una supernova. Una supernova un pò "deboluccia" forse la più debole vista finora, secondo gli astronomi.

La cosa più interessante da notare è che Caroline ha fatto questa scoperta utilizzando un telescopio relativamente piccolo, forse a livello amatoriale. Per comprendere poi la natura di questa esplosione ci sono voluti i telescopi più avanzati del globo, come l'MMT in Arizona, i telescopi Gemini e Keck delle Hawaii e il NASA's Swift satellite.

Filippenko, uno degli astronomi che si è dedicato a questo studio ha fatto notare come il caso abbia voluto che la persona più giovane che abbia mai scoperto una supernova abbia anche trovato una delle supernovae più peculiari e interessanti di sempre.

Link all'articolo: http://arxiv.org/abs/0902.2794
Tratto da: http://www.cfa.harvard.edu/news/2009/pr200914.html

mercoledì 10 giugno 2009

Le subnane ultrafredde

E' una tipologia di stelle scoperta da poco, con comportamenti molto peculiari.
Queste stelle sono in orbita intorno alla Via Lattea, ma una di esse potrebbe essere nata ben al di fuori della nostra galassia. Questo è uno dei temi presentati all'annuale convegno dell'American Astronomical Society a Pasadena, da Adam Burgasser e John Bochanski del MIT.

Il risultato della loro ricerca chiarisce le origini di queste stelle e può fornire dettagli sui tipi di stella (che fanno parte dell'"alone galattico") che la Via Lattea ha acquisito da altre galassie.
Tra l'altro, la nostra galassia ha già inghiottito in passato galassie minori, per esempio la "galassia nana ellittica del Sagittario" si sta unendo, proprio in questo momento, alla Via Lattea.

Ma vediamo qualche caratteristica di queste subnane. Esse sono caratterizzate da una temperatura molto bassa (al di sotto dei 4000 K), e possiedono una piccola concentrazione di elementi diversi dall'idrogeno e dall'elio (dovrebbe trattarsi di "elementi pesanti"). Sono state scoperte nel 2003, ma gli oggetti appartenenti a questa categoria sono meno di venti, per lo più rivelati dallo Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Si tratta di stelle che emettono in modo estremamente debole e per questo motivo occorrono osservazioni profonde di vaste zone del cielo e grossi telescopi per confermarne la natura spettroscopicamente. Alcune sono molto piccole, tanto da avvicinarsi ai quasi - pianeti noti come "nane brune".

Un'altra caratteristica è che mostrano un'ampia varietà di orbite, più o meno eccentriche, ma tutte velocissime.
"La maggior parte delle stelle vicine viaggia più o meno in tandem con il Sole, tracciando orbite circolari intorno al centro della Via Lattea una volta ogni 250 milioni di anni", spiega Burgasser. "Le subnane ultrafredde, invece, appaiono superarci a velocità molto elevate, fino a 500 chilometri al secondo."

La maggior parte di esse fa parte dell'alone galattico, e potrebbero contribuire, per una piccola parte, dal 5 al 10%, alla materia oscura galattica.

Come ultima notizia e poi mi fermo, sempre nello stesso convegno di Pasadena, un gruppo di radioastronomi dell' NRAO, ha presentato i risultati di una nuova tecnica per la misurazione della distanza delle galassie.
I ricercatori hanno misurato, con estrema precisione, le dimensioni angolari e lineari di un disco di materiale che orbita intorno al buco nero nel centro della galassia UGC 3789 (circa 160 milioni di anni luce dalla Terra), sfruttando il fatto che le molecole d'acqua presenti agiscono come maser, amplificando le onde radio.
Questo metodo potrebbe essere utilizzato per dare un valore ancora più preciso alla costante di Hubble e per trovare nuove informazioni sulla natura della misteriosa energia oscura.


Fonte: Le Scienze

martedì 9 giugno 2009

Un rotolo di "puro orrore"

Sempre dal Giappone: racconto horror pubblicato su "carta igienica".

Questo non me lo sarei mai aspettato. Si tratta dell'ultima follia arrivata dal Giappone.
Koji Suzuki ha venduto i diritti del suo racconto horror a un produttore di carta igienica. Il racconto, Drop, parla di uno spirito malvagio che abita ...nella tazza di un Wc! E' diviso in 9 capitoli, e sta tutto, per ora in Giapponese (sarà presto tradotto?) in 90 cm di carta velina da leggersi in pochi minuti.
Il costo? qualche euro a rotolo!

lunedì 8 giugno 2009

Un barbecue di 29.000 anni fa


Nella Repubblica Ceca, vicino ai confini con Austria e Slovacchia, è stato scoperto da poco un luogo adibito a cucina. Un barbecue di dimensioni colossali, niente a che vedere ovviamente con i nostri piccolissimi focherelli da pic-nic.

Questi primitivi europei di decine di migliaia di anni fa apprezzavano le bisteccone di mammuth, a differenza di popolazioni che vivevano un pò più a nord che si nutrivano principalmente di carne di renna.

In questa area di studio, Jiri Svoboda, responsabile della ricerca e professore dell'Università di Brno, ha trovato i resti arrostiti di un mammuth femmina e di un vitello, oltre a ossa appartenenti a un orso, a un ghiottone, a cavalli, a renne e a lepri. "Il modo con il quale è stato cucinato il mammuth ricorda quello dei nostri giorni. Una serie di pietre riscaldate da sotto attraverso un fuoco, sulle quali venivano poste varie parti dell'animale", spiega il prof. Svoboda.

Probabilmente c'era anche un luogo nel quale la carne veniva bollita. Inoltre sono stati ritrovati diversi strumenti da cucina: spatole, seghetti e lame.
Numerose conchiglie (mangiavano i frutti di mare) e una testa di leone scolpita in un blocco di argilla, adatta forse a cerimonie propiziatorie.

Fonte: la Repubblica

Il partito pirata svedese ottiene un seggio al parlamento europeo

7,1% di voti: un risultato fantastico per il capolista Christian Engstrom.
La condanna al carcere di tre fondatori del sito di scambio di file "The Pirate Bay" ha forse contribuito al successo di questo schieramento, anche se sito web e partito dovrebbero avere in comune soltanto il nome.
Il partito che si batte per la libertà dei contenuti su Internet, nasce nel 2006, guidato da Rick Falkvinge. Secondo il leader del gruppo, l'improvviso aumento di popolarità del suo partito, che nello scorso gennaio aveva avuto solo lo 0,6% di voti, è dovuto alla nuova legislazione svedese che autorizza i titolari dei diritti d'autore a tracciare gli indirizzi IP dei presunti responsabili del download illegale.

Fonte: Reuters

Scavi a Washington svelano fibre ottiche della Cia


A Washington, i lavori per l'estensione della metropolitana hanno fatto venire alla luce degli strani cavi in fibra ottica.
Si tratta, probabilmente, di reti gestite dai servizi segreti.
Ritrovamenti di questo tipo si concentrano nell'area di McLean, un sobborgo della Virginia alle porte di Washington e nelle vicinanze di Langley, dove si trova il quartier generale della Cia.

Fonte: ANSA

sabato 6 giugno 2009

Le 10 immagini più rappresentative della storia dello spazio

Sono state selezionate 10 tra le più belle foto dello spazio (secondo il parere dato da esperti e utenti).
Le 10 foto si possono ammirare sul sito la Repubblica.
Qui, metto solo alcune delle mie preferite.

1968: La terra vista dalla Luna, missione Apollo 8

1981, 12 Aprile: Lancio del primo space shuttle americano, lo space shuttle Columbia

Che c'è di più bello del Sole?

giovedì 4 giugno 2009

L'annusa - mani pulite

Ricercatori dell'Università della Florida hanno creato uno speciale annusa - mani pulite: un "naso" hi-tech che ricorda a infermieri e medici di non trascurare una semplicissima ma fondamentale misura di igiene: quella di lavarsi le mani. Lo strumento è stato creato usando gli stessi sensori inventati, in origine, per rilevare la droga nell'alito. Ma la nuova tecnologia monitora l'igiene delle mani, individuando tracce di detergenti o di sapone.

Lo strumento, chiamato HyGreen, ricorda con discrezione agli operatori sanitari di lavarsi le mani per rimuovere virus e batteri, e potrebbe ridurre il numero di infezioni, con un notevole risparmio di denaro, ma evitando soprattutto morti dovute a stupide infezioni. Non solo: i dati sulla frequenza dei lavaggi vengono raccolti e conservati in un database, che si può consultare in tempo reale.

L'HyGreen viene testato presso l'Unità di Terapia Neurointensiva del centro medico dell'Università della Florida, e sarà presentato all'annual meeting dell'Association for Professionals in Infection Control and Epidemiology, in programma dal 6 al 9 giugno a Fort Lauderdale (Florida). Ma come funziona il "naso"? L'operatore spruzza gel o sapone detergente sulle mani, prima di passarle sotto un sensore montato a parete. Un segnale senza fili parte dal badge indossato al collo dal dipendente e arriva al "naso". In pratica, in questo modo si registra il dato relativo alla pulizia, così quando il sanitario entra in una camera e si avvicina al letto di un paziente, un monitor vicino a ciascun malato rileva lo status del badge, emettendo una luce verde in caso di mani pulite.

Se però queste non sono state lavate, o lo sono state parecchio tempo fa, il monitor produce una gentile vibrazione per ricordare che è il momento di fare un salto in bagno. Una novità che sembra essere stata ben accolta dagli operatori che la stanno testando per primi.

Ogni anno, solo negli States, si verificano circa due milioni di infezioni nosocomiali, con 250 morti al giorno collegate a questo fenomeno. Sei patogeni sono responsabili di due terzi di tutte le infezioni ospedaliere, rapidamente trasmissibili "di mano in mano". Secondo i ricercatori, lo strumento annusa mani - pulite può davvero cambiare questa realtà.

Fonte: Adnkronos Salute

In arrivo dal Giappone il manichino intelligente


I giapponesi sono sempre i migliori in queste cose. Hanno appena inventato il "manichino intelligente", un robot in grado di cambiare postura a seconda della situazione. Il robot è programmato per interagire con il pubblico circostante mediante sensori esterni, adottando pose diverse in base al numero e alla posizione delle persone che si trovano nelle immediate vicinanze. E' disponibile in due versioni, una limitata al solo busto (41 cm) e una completa, con un corpo intero da 185 cm di altezza dotato di 16 parti mobili.

Fonte: ANSA

Breve storia della fantascienza


Applicai intorno al mio corpo una gran quantità di ampolle piene di rugiada; il calore del Sole, attraendo la rugiada, sollevò anche me, fino a quando mi trovai in cima alle montagne. Però dato che la forza di attrazione mi faceva salire troppo rapidamente, decisi di rompere le ampolle una dopo l’altra per poter discendere più in basso.
Cyrano de Bergerac


Continuiamo il nostro percorso nel mondo della scienza e della fantasia. Il prossimo autore sul quale bisogna soffermarsi è Louis-Sébastien Mercier con il suo "An 2440" (1772) che narra della vita in un lontano futuro, e poi bisogna citare due romanzi ben noti al grande pubblico: "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift (1726) e "Il viaggio sotterraneo" di Niels Klim di Ludvig Holberg (1741).
La prossima data è 1816, in cui uno scrittore tedesco, E.T.A. Hoffmann racconta la storia de "L'uomo di sabbia (The Sandman)", un automa in grado di danzare da solo.
A questo punto ci dobbiamo soffermare su un altro tema fondamentale della fantascienza: gli automi o meglio ancora i robot.

Sebbene la parola Robot appaia per la prima volta in R.U.R. (1921) di Karel Capek, Sandro Pergameno, nel suo saggio che apre "l'antologia Robotica", ricorda alcuni esempi risalenti alla storia antica, che in un certo senso possono considerarsi degli antenati.
"Anubi, la cupa divinità egizia dei morti, il dio dall'aspetto di sciacallo, aveva la mascella sinistra mobile, e i sacerdoti che la facevano muovere parlavano con questo sistema e trasmettevano così le volontà divine. Abbiamo poi le statue di Tebe, che parlavano e muovevano le braccia; i simulacri di Heliopolis, capaci di scendere dal loro piedistallo; e ancora le statue della tradizione orientale, che, buttate in mare, sapevano tornare a riva da sole".
Troviamo ulteriori esempi nella mitologia greca, pensiamo agli Argonauti e al loro cane artificiale, alla leggenda di Dedalo e al mito di Efeso, anche se un vero e proprio "robot" lo troviamo a Creta. Il suo nome è Talos ed è un gigante di bronzo costruito dal re Minosse per difendere l'isola, in grado di scagliare macigni nel mare, ogni otto ore, per affondare eventuali navi nemiche.
Un altro antenato del robot è il "Golem" (sedicesimo secolo), trattasi di un uomo artificiale fatto di argilla che legge nel pensiero, originariamente nato a Praga da una leggenda ebrea che pare trovare spunto a sua volta dalle leggende di Virgilio (un arciere di bronzo capace di muoversi da solo e un serpente meccanico che mordeva la mano dei bugiardi).

Ma, a questo punto, arriviamo al 1818: una signora, di nome Mary Wollstonecraft Shelley, pubblica il suo Frankenstein, una vera e propria pietra miliare della fantascienza moderna. La figura dello "scienziato pazzo" è molto diffusa nella fantascienza e gli esempi sono numerosi; basta pensare a "L'uomo invisibile" oppure a "La mosca".
E poi, bisogna considerare che nell'ottocento si guardava agli scienziati con un certo timore, forse si dava loro un pò troppo potere, confondendoli quasi con degli "stregoni" capaci di resuscitare i morti.
Un libro un pò meno conosciuto della Shelley è L'ultimo uomo (The Last Man), che è a sua volta spesso citato come la prima vera storia di fantascienza.
In questo romanzo si immagina un mondo sterminato dalla peste, o meglio, che si è "autodistrutto" a causa dell'incapacità dell'uomo, e qui, dobbiamo ammettere che il cinema è pieno di film catastrofici che propongono questo argomento, possiamo citare "Io sono leggenda".


Fine II parte

Un antidiabetico contro il cancro

E' stata una scoperta inaspettata, avvenuta quasi per caso, eppure un gruppo di ricercatori della McGill University e dell'Università della Pennsylvania ha scoperto che un farmaco utilizzato nella cura per il diabete potrebbe potenziare il sistema immunitario dando maggiore efficacia a trattamenti contro il cancro.

La notizia è stata pubblicata sul Nature e nell'articolo viene spiegato come la metformina aumenti l'efficienza dei linfociti T, cellule dotate di "memoria immunitaria", che riconoscono gli agenti patogeni con i quali sono già stati in contatto.

Uno dei ricercatori spiega: "in sostanza abbiamo scoperto che metabolizzando gli acidi grassi in seguito al picco dell'infezione, i linfociti T riescono ad attivare la loro memoria immunologica. Poi abbiamo utilizzato la metformina, che com'è noto, influisce sul metabolismo degli acidi grassi, per migliorare il processo, mostrando nella sperimentazione sui topi che tale molecola incrementa la memoria delle cellule T, migliorando al contempo la protezione offerta da un vaccino sperimentale anti-cancro".

Fonte: Le Scienze

martedì 2 giugno 2009

Perché la terra si allontana dal sole?


Per migliaia di anni gli astronomi di ogni epoca hanno cercato di misurare esattamente la distanza Terra - Sole.
Nel terzo sec. a. C. Aristarco di Samo, che per primo parlò di sistema eliocentrico, stimò che la distanza Terra - Sole era venti volte quella Terra - Luna. Non si trattò di una misurazione precisa dato che il fattore reale è, grosso modo, 400.
Nel ventesimo secolo gli astronomi hanno avuto la possibilità di misurare con molta accuratezza questa distanza, pari a 149.597.870,696 km (questa distanza è chiamata anche unità astronomica).
Oggi, essendo dotati di criteri e strumenti molto sofisticati, siamo in grado di fare ulteriori osservazioni. Nel 2004 i russi Gregoriy A. Krasinsky e Victor A. Brumberg hanno notato che il sole e la terra si stanno allontanando. Non di molto, soltanto 15 cm all'anno, che a pensarci bene, è già 100 volte l'errore di misura. Ma perché la terra si allontana?
Una idea potrebbe essere quella che il sole sta lentamente perdendo massa, per via della fusione e del vento solare, allentando così la sua morsa gravitazionale (se la spiegazione fosse questa tutti i pianeti del sistema solare si dovrebbero allontanare gradualmente).
Altre possibili spiegazioni comprendono un cambiamento della costante gravitazionale G, gli effetti dell'espansione cosmica e anche l'influenza della materia oscura. Nessuna di queste ipotesi però si è rivelata soddisfacente.
Ultimamente Takaho Miura della Hirosaki University in Giappone e tre suoi colleghi hanno proposto una soluzione (pubblicata sull'Astronomy & Astrophysics European Journal).
E' un qualcosa di analogo a quanto avviene tra Terra e Luna ed ha a che fare con le maree.
In certi sistemi (isolati), come ad esempio in quello Terra - Luna, c'è una grandezza fisica nota come "momento angolare", il cui valore deve essere costante.
Brevemente, il momento angolare tiene conto delle masse dei corpi che interagiscono e della loro velocità di rotazione. Le maree, a causa dell'attrito generato dallo scivolamento delle acque nei fondali marini, rallentano la rotazione della terra intorno al proprio asse. Se finisse così il momento angolare diminuirebbe ma dato che questo non può accadere, la luna si allontana per mantenere il valore costante.
Giusto per curiosità, l'orbita lunare si espande di circa 4 cm all'anno e la rotazione della terra rallenta di 0.000017 sec.
Allo stesso modo, secondo il team giapponese, la Terra causa un piccolo innalzamento mareale nel Sole. Hanno calcolato che la rotazione del Sole rallenta di 3 millisecondi al secolo e ciò dovrebbe essere la causa dell'allontanamento della Terra.

Fonte: Sky and Telescope Magazine

lunedì 1 giugno 2009

Computer quantistici: un ulteriore passo avanti


I ricercatori dell'UC Santa Barbara hanno recentemente dimostrato di aver fatto qualche passo avanti nel controllo quantistico dei fotoni, i quanti di luce. Si tratta di un risultato significativo nel campo della computazione quantistica, che potrebbe portare ad applicazioni in diversi settori, compreso quello bancario.

In un articolo del Nature i ricercatori, Max Hofheinz, John Martinis ed Andrew Cleland documentano come hanno usato un circuito elettronico superconduttore, conosciuto come dispositivo Josephson, per preparare stati quantistici altamente insoliti mediante l'utilizzo di fotoni nel range delle microonde.
Il progetto è finanziato dalla Intelligence Advanced Research Projects Activity, conosciuta come IARPA (trattasi di un'agenzia federale). Il governo americano è particolarmente interessato al settore della computazione quantistica, e i motivi si possono immaginare facilmente. Buona parte delle comunicazioni più importanti nel settore bancario (ma anche militare) avvengono in forma criptata. Si utilizzano grandi numeri con centinaia di cifre e i codici crittografati vengono cambiati quotidianamente, per cui, con i sistemi di calcolo tradizionali ci vorrebbero anni per decodificarli. Con i computer quantistici invece, i codici verrebbero forati rapidamente, rendendo praticamente inutili gli attuali sistemi di crittografia.
"La sovrapposizione degli stati è un concetto fondamentale della meccanica quantistica, e per la prima volta sono stati creati in maniera controllata con la luce", parole di Cleland. Martinis aggiunge "questo esperimento può essere pensato come un convertitore digitale - analogico quantistico". Come i convertitori digitale - analogico sono componenti chiave nei classici dispositivi di comunicazione (basta pensare ai cellulari)questo esperimento potrebbe essere la chiave per consentire protocolli di comunicazione più avanzati per la trasmissione di informazione quantistica.

Il primo autore dell'articolo Hofheinz, che ha effettuato le misure, è un giovane ricercatore post-doc tedesco. I dispositivi usati per eseguire l'esperimento sono stati creati da Haohua Wang, il secondo autore.

Gli scienziati affermano che si avvicinano rapidamente alla costruzione di un computer quantico, che avrà applicazioni nella crittografia e soprattutto nella soluzione o simulazione di problemi che non possono essere affrontati con i tradizionali computer.
Leggi l'articolo originale

Fonte: Science Daily