giovedì 30 aprile 2009

Pianeti scomparsi

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it

E' un fenomeno documentato per la prima volta. Negli ultimi due decenni gli astronomi hanno scoperto centinaia di pianeti extrasolari, ma ora una ulteriore indagine dimostra che molti di essi sono scomparsi, inghiottiti dalle loro stelle.
"L'ipotesi che le forze gravitazionali possano avvicinare un pianeta alla sua stella è stata confermata da modelli al computer solo recentemente, ed è la prima volta che si documenta che tale processo porta alla distruzione di un pianeta", ha spiegato Rory Barnes, astronomo dell'Università di Washington. La ricerca riguardava i pianeti molto vicini alla loro stella, che possono essere rivelati in modo relativamente semplice misurando la variazione di luminosità quando il pianeta, transitando, si trova lungo la direzione di osservazione.
E proprio a causa della breve distanza tra il pianeta e la stella, vi è un'intensa forza gravitazionale che deforma la superficie della stella con onde di marea che si sollevano dalla sua superficie gassosa.
"Le maree deformano la stella: quanto maggiore è la distorsione mareale, tanto maggiore è la probabilità che il pianeta venga inghiottito", ha aggiunto Greenberg.
La maggior parte dei pianeti osservati finora è molto simile a Giove ma poco tempo fa è stato scoperto un pianeta extrasolare più somigliante alla terra, denominato CoRoT-7 B. La sua orbita si trova a soli 22 milioni di chilometri di distanza dalla sua stella (minore della distanza tra Mercurio e il Sole).
Gli astronomi sperano che i risultati del loro lavoro consentano una migliore comprensione di come le stelle distruggano i pianeti e di come l'interazione gravitazionale possa influenzare le orbite planetarie, ora che l'interesse verso l'osservazione dei pianeti extrasolari ha trovano nuova linfa grazie al recente lancio del telescopio spaziale Keplero, progettato specificamente allo scopo di studiare gli oggetti che sono dimensionalmente simili alla Terra.

Otto domande su Internet



Fonte: newscientist.com

E' nato 40 anni fa, in un laboratorio dell'Università della California. Oggi è utilizzato da più di 1.5 miliardi di persone. Ormai è uno strumento dato quasi per scontato e ci si dimentica che è tuttora un "work in progress".
La rivista New Scientist si è posta otto domande sulla sua possibile evoluzione.

1. Chi controlla internet?

La risposta ufficiale è nessuno, ma si tratta di una mezza verità che soddisfa poca gente.

2. La rete potrebbe diventare "autocosciente"?

In termini ingegneristici, molti studiosi vedono delle somiglianze tra il cervello umano e Internet per la sua complessa rete di nodi e alcuni di loro non escludono che in futuro possa diventare "cosciente di sé".

3. Quanto grande è la rete?

Nel 2008 Google ha annunciato di avere registrato un trilione di pagine, ma potrebbe essere solo una frazione del tutto.

4. C'è solo "un" internet?

Internet è un mix eterogeneo di computer interconnessi, molti dei quali si trovano su reti di grandi dimensioni gestite da università, grandi aziende e così via - perciò cosa le unisce a loro volta?

5. La rete è stata colpita dalla crisi economica mondiale?

In effetti sembrerebbe che anche il mondo virtuale sia stato investito dalla crisi.

6. Dove si trovano gli angoli bui della rete?

Ci sono un sacco di posti on-line che si dovrebbero evitare: questi potrebbero infettare il nostro pc con virus o worm e poi ci sono anche i "buchi neri".

7. Internet inquina?

Sembrerebbe di si, per non parlare delle mail di spam.

8. Potremmo mai riuscire a "spegnere" la rete?

Nemmeno il più grande attacco cyber ha fatto un granchè al web, per cui....

Aggiungo altri dati:

In Groenlandia oltre il 92% della popolazione ha accesso ad internet, in percentuale è lo stato più collegato alla rete.

210 miliardi di email al giorno sono state inviate nel 2008.

Per la pubblicità online, sono stati spesi, sempre nel 2008, 65 miliardi di dollari.

1,58 miliardi di utenti Internet nel 2008 (Fonte: InternetWorldStats.com).

mercoledì 29 aprile 2009

Febbre suina: qualcuno l'ha tradotta in musica

La febbre suina, fonte di preoccupazione per autorità sanitarie e politiche e per le popolazioni di tutto il mondo, è diventata anche un passatempo.
Uno strano individuo ha trasformato una parte del corredo genetico del virus della febbre suina in un brano musicale, come ci racconta il dissacrante blog sulla comunicazione sanitaria, il Prof. Stephan Zielinski, un fotografo/scrittore di San Francisco, si è dilettato nello scrivere un algoritmo che trasformasse la sequenza degli aminoacidi del virus H1N1 in musica ambient. Per la precisione, lo spartito del suo brano deriva dalle sequenza di aminoacidi che compongono la proteina emoagglutinina FJ966952, e cioè: MKAILVVMLYTFATANADTLCIGYHANNSTDTVDTVLEKNVTVTHSVNLLEDKHNGKLCK RGVAPLHLGKCNIAGWILGNPECESLSTASSWSYIVETSSSDNGTCYPGDFIDYEELRE QLSSVSSFERFEIFPKTSSWPNHDSNKGVTAACPHAGAKSFYKNLIWLVKKGNSYPKLSK SYINDKGKEVLVLWGIHHPSTSADQQSLYQNADAYVFVGSSRYSKKFKPEIAIRPKVRDQ EGRMNYYWTLVEPGDKITFEATGNLVVPRYAFAMERNAGSGIIISDTPVHDCNTTCQTPK GAINTSLPFQNIHPITIGKCPKYVKSTKLRLATGLRNVPSIQSRGLFGAIAGFIEGGWTG MVDGWYGYHHQNEQGSGYAADLKSTQNAIDEITNKVNSVIEKMNTQFTAVGKEFNHLEKR IENLNKKVDDGFLDIWTYNAELLVLLENERTLDYHDSNVKNLYEKVRSQLKNNAKEIGNG CFEFYHKCDNTCMESVKNGTYDYPKYSEEAKLNREEIDGVKLESTRIYQILAIYSTVASS LVLVVSLGAISFWMCSNGSLQCRICI.

Fonte: DF G. Influenze musicali suine. DottProf 29/04/2009;
David Frati
pensiero.it

Le chewing-gum fanno male!...alla pancia e al portafoglio

Questa è una delle notizie più folli e curiose che ho scovato: la gomma da masticare ha delle gravi controindicazioni. Causa mal di stomaco perchè stimola troppo la salivazione, è lassativa e... procura danni economici enormi alle città.
È quanto ricorda l'Aduc, l'associazione di consumatori che spiega come per togliere dall'asfalto un chewing-gum ci vogliano due minuti al costo di un euro. Il che significa che se in Italia tutti gettassero a terra la gomma da masticare, per la pulizia delle strade si spenderebbero circa 23 miliardi di euro. Per far fronte a questo tipo di problemi alcuni paesi stranieri hanno preso forti provvedimenti: in Gran Bretagna è stata inventata la "Clean Gum", una gomma da masticare biodegradabile che si rimuove facilmente da scarpe, pavimenti e capelli. A Singapore invece, come ricorda il Ministero degli Esteri, è severamente vietato buttare chewing-gum a terra e ai turisti è consentita l'importazione, ma solo per "uso personale".

Fonte: www.intrage.it

Scoperto l'oggetto celeste più lontano dell'universo


E' stato osservato dal telescopio nazionale italiano Galileo dell'INAF. Distante 13 miliardi di anni luce, è stato possibile scoprirlo in seguito ad un evento cosmico catastrofico che ha generato un potentissimo lampo di raggi gamma.
I ricercatori hanno calcolato che in quei 10 secondi, la durata del lampo, è stata emessa 100 volte più energia di quanto il Sole faccia nell'intera esistenza di 9 miliardi di anni.
L'esplosione è avvenuta all'incirca 600 milioni di anni dopo il Big Bang e si tratta dell'oggetto celeste più distante mai osservato finora.

Dopo gatti e maiali, ecco il cane fluorescente


Non è la prima volta, in Corea erano già state create mostruosità del genere. Prima i gatti e il maiale, adesso il cane fluorescente. Si chiama Ruppy ed è un cane transgenico che si illumina di rosso sotto una luce ultravioletta.
L'esperimento appartiene all'università di Seul e ha già generato molte polemiche.

martedì 28 aprile 2009

In pericolo la neutralità del web

Qualche giorno fa al parlamento europeo è arrivata una lettera molto lunga, si può leggere sul sito di AssoProvider. E' una cosa seria, i firmatari infatti chiedono ai parlamentari di pensarci bene prima di votare la direttiva "Telecoms Package", ormai in fase di approvazione. La direttiva Telecoms package promette di produrre effetti su un ampio arco di servizi perché alcuni emendamenti daranno ai gestori telefonici il potere di modificare le condizioni nelle quali usiamo le applicazioni più comuni.
L'accesso a Facebook, per fare un esempio, potrebbe essere reso relativamente più lento rispetto a quello di un film che viene venduto dallo stesso fornitore di accesso. Oppure questi potrebbe porre limiti quantitativi all'uso di servizi non collegati alla propria offerta o ritenuti marginali. O ancora: una volta violata la parità tra tutti i diversi servizi, potrebbero esserci offerte commerciali tese a risolvere il problema creato dallo stesso comportamente del provider: dammi 2 euro per avere Facebook più veloce oppure "più collegamento" a Facebook. E il bello è che sarebbe tutto legale.
"Se la direttiva passa - dice Scorza (giurista e presidente dell'istituto per le politiche dell'Innovazione, uno degli organismi firmatari della lettera)- il diritto ad accedere ad ogni genere di informazione, il diritto ad utilizzare qualsivoglia tipo di applicazione attraverso la Rete che i 'netizen' hanno sin qui ritenuto di avere nonostante frequenti violazioni da parte di taluni ISP verrà limitato 'per legge'. A quel punto che il provider 'scelga' cosa far vedere, leggere e sapere ai suoi utenti non costituirà più un aspetto patologico ma la regola, un po' come avveniva ieri nell'era della vecchia e cara TV, nella quale pochi padroni dell'etere decidevano chi ci teneva compagnia a pranzo, con chi avremmo dovuto cenare e dinanzi a quale salotto ed ascoltando quali idee avremmo dovuto addormentarci. Si tratterebbe solo di 'variazioni dell'offerta commerciale': meno informazione e più intrattenimento o, magari, meno politica e più gossip."
Per dirla breve sarebbe una sorta di infrazione della neutralità della rete.

Fonte: V.Zambardino, repubblica.it

Il monitor negli occhiali

Si tratta di speciali lenti con ottica olografica chiamati heads-up display.
Chi inforca questi occhiali ha la possibilità di vedere la realtà esterna così com'è (credo che correggano anche i difetti della vista) e di visualizzare nello stesso tempo immagini sovrapposte con mappe, indicazioni e una sorta di memo per aiutarci a ricordare il nome di cose o persone dimenticate quando ce le troviamo davanti.
Insomma una tecnologia alla "Terminator" tanto per intenderci.
A Seattle un team di ricercatori guidati da B. Parviz ha creato un paio di lenti a contatto con componenti optoelettroniche integrate e forse più in là renderanno disponibile anche una versione eyeglasses.


Fonte: F.Tarissi, canali.kataweb.it

lunedì 27 aprile 2009

A Pontedera, entra in funzione il robot spazzino

Si chiama "DustCart" e proviene da Osaka, in Giappone. Adesso starà facendo una passeggiata sperimentale nella piazza di Pontedera. Il robot è capace di raccogliere i rifiuti porta a porta dando contemporaneamente informazioni sulla qualità dell'aria e sul riciclo. Ha una pancia in cui raccoglie i rifiuti e si muove in perfetta autonomia grazie al "Segway", dispositivo di trasporto che imita l'equilibrio umano.
E' nato da una collaborazione tra il Sant'Anna di Pisa e l'Atr di Kyoto.

Un lievito di "45 milioni di anni" per produrre birra


La notizia è tratta dal sito improbable research e francamente non so quanto sia veritiera...anche se ci sono serie possibilità che lo sia. Certo che ci vuole coraggio per bere una birra fatta con un lievito risalente all'eocene (45 milioni d'anni fa), perfettamente conservato nell'ambra. Il sito che pubblicizza questa birra esiste (www.fossilfuelsbrewingco.com) e la produzione avviene nel nord della California.
L'idea geniale appartiene a un team di ricercatori guidati dal dott. Raul Cano.
Qualcuno che l'ha provata racconta che come gusto è simile a tante altre birre...

domenica 26 aprile 2009

Via Lattea al lampone e con profumo di rum


La polvere di stelle che fluttua nello spazio ha sapori e odori familiari.
L'insolita scoperta è il frutto di anni di lavoro di un gruppo di astronomi del Max Planck Institute di Bonn, che hanno puntato il loro maxi telescopio su un'enorme palla di polvere e gas stellare, nella speranza di intercettare le molecole complesse capaci di dare origine alla vita, come ad esempio gli aminoacidi. Ma alla fine hanno trovato qualcosa di un tantino diverso: i residui della nuvola di polvere Sagittarius B2, al centro della nostra galassia, contenevano infatti una sostanza chiamata etile formiato, chimicamente responsabile del gusto al lampone (e del profumo del rum!).
Gli astronomi hanno utilizzato in Spagna un radiotelescopio IRAM (Institut de Radio Astronomie Millimetrique) per analizzare le radiazioni elettromagnetiche emesse da una zona particolarmente densa del Sagittarius B2, che circondava una stella appena nata. Dalla radiazione proveniente, il team tedesco ha riscontrato le caratteristiche di emissione tipiche dell'etile formiato, un composto organico fatto di carbonio, ossigeno e idrogeno, che sono gli stessi elementi che servono per fare gli amminoacidi. Nella stessa nuvola è stata intercettata anche la presenza di propil cianuro, una sostanza velenosa, e le due molecole, sono le più grandi finora mai trovate nello spazio.
La rilevanza della notizia sta nella possibile connessione con la ricerca degli aminoacidi nello spazio interstellare. Gli aminoacidi sono i costituenti di base delle molecole organiche, ed è da notare che sono già stati trovati in materiale extra-terrestre negli anni '70, facendo l'analisi di meteoriti caduti sulla Terra.
Questo studio è coerente con l'idea della "Panspermia", secondo la quale la vita sulla Terra è "germinata" nello spazio. La teoria è stata introdotta da Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe negli anni '60 e da allora è stata spesso osteggiata dalla scienza ufficiale, più vicina alle posizioni cattoliche "ortodosse".

La foto più strana della settimana: il bacio con il leone


I protagonisti di questo bacio passionale sono Ana Julia Torres e Jupiter, il leone che ha salvato circa dieci anni fa dal circo. La Torres ha fondato in Colombia "Villa Lorena", struttura che si occupa del recupero degli animali. Altra foto incredibile di questi ultimi giorni è quella del russo che vola dentro il cratere del vulcano Mutnovsky (ancora attivo!). Ma secondo me il bacio col leone è insuperabile!

sabato 25 aprile 2009

Sarà un'unione felice? Guarda l'album di famiglia


Sembrerebbe che le foto che ci ritraggono da bambini ci diranno se il nostro matrimonio sarà lungo e felice oppure di breve durata. I bambini che nelle foto sorridono di più hanno più probabilità, tre volte di più, di vivere unioni durature.
Si tratta di una singolare e improbabile ricerca pubblicata sulla rivista "Motivation and Emotion", realizzata da un team di ricercatori della De Paw University dell'Indiana.
Lo studio ha coinvolto 650 volontari che hanno fornito le loro foto di quando erano bambini. Gli studiosi si sono soffermati sul sorriso, valutandone l'"intensità" e l'"apertura" in una scala da 1 a 10: il risultato? Solo l'11% di chi esibiva sorrisi smaglianti ha divorziato da adulto, contro il 34% di chi aveva una espressione più chiusa. Perciò prima di iniziare una relazione seria controllate le foto dei vostri partner da piccoli.

venerdì 24 aprile 2009

Computer Quantistici: dalle origini alle ultime scoperte

Iniziamo con una breve definizione: il computer quantistico è un dispositivo per il trattamento e l'elaborazione delle informazioni, che invece di usare le classiche operazioni sui dati usa i fenomeni tipici della meccanica quantistica, come la sovrapposizione degli effetti e l'entanglement. A differenza dei nostri pc, i computer quantistici utilizzano il "qubit" o bit quantistico, che oltre ai valori 0 e 1 può assumere una combinazione di entrambi. La prima idea di computer quantistico fu di Richard Feynmann nel 1982. Nel 1998 il fisico Bruce Kane propose la costruzione di un elaboratore quantico su atomi di fosforo disposti su uno strato di silicio di 25 nanometri (computer quantico di Kane). Ma ultimamente le scoperte e le innovazioni si succedono velocemente. L'ultima novità proviene dal National Institute of Standards and Technology (NIST) e il relativo articolo è apparso sul Nature. Si tratta dell'aumento di affidabilità delle componenti dei computer, bisogna infatti ricordare che gli stati quantistici con cui devono lavorare sono estremamente delicati e suscettibili di un alto tasso di errore, a causa di disturbi elettrici o magnetici anche minimi. Il metodo dei ricercatori del NIST sembrerebbe possa abbattere il tasso di errori al di sotto della soglia di tolleranza (un errore ogni diecimila operazioni di calcolo) rendendo più realistica la costruzione di un computer quantistico. Non bisogna dimenticare che alcuni mesi fa c'è stata una grossa scoperta in questo settore da parte del Laboratorio di Magnetismo Molecolare (LAMM) presso l'Università di Firenze. Si è dimostrato come una singola molecola possa essere utilizzata come elemento di memoria per immagazzinare dati e informazioni ( vedi http://www.lswn.it/comunicati/stampa/2009/un_passo_avanti_verso_i_computer_quantistici).

martedì 21 aprile 2009

Intelligentpeople.com: il social network per persone "veramente" intelligenti

"Molto spesso, le persone molto intelligenti comunicano al meglio con altre persone altrettanto intelligenti. IntelligentPeople.com è stato creato proprio sulla base di queste osservazioni" è l'incoraggiante frase della presentazione di uno dei social network più "cool" del momento, lanciato in Italia lo scorso gennaio.
Siete stufi dei soliti social network? Volete incontrare gente nuova, magari anche l'anima gemella, senza affidarvi ai poco intelligenti siti di dating? Iscrivetevi a Intelligent People, il social network per veri cervelloni. Per essere ammessi bisogna fare un test di intelligenza, e infatti, sulla pagina iniziale del sito viene suggerito di allenarsi a dovere, dopodichè se il test risulta superato ci si può iscrivere per venire a contatto con dei veri geni (per lo più maschi), forse un tantino nerd. Beh credo che ci proverò subito...almeno saprò da che parte devo stare.

I Londinesi inalano Gin and Tonic: quando bere non basta...

A Soho, famoso quartiere londinese, ha aperto un pub molto particolare, dove le bevande vengono pompate sotto forma di nuvola di vapore. Il locale si chiama "Alcoholic Architecture" (il nome la dice già lunga)e resterà aperto per pochi giorni, perciò se volete visitarlo affrettatevi! I due geniali ideatori sono Bompas e Parr già famosi per avere inventato le prime gelatine che si illuminano al buio e i biglietti aromatici "gratta e annusa" da consumare al cinema.

Fonte: repubblica.it
wired.it

Hackers contro Pentagono

La notizia proviene dal Wall Street Journal: alcuni hackers hanno violato i sistemi di sicurezza del Pentagono e hanno copiato molti terabyte di dati relativi al progetto militare statunitense più costoso, ben 300 miliardi di dollari destinati alla realizzazione del superbombardiere F-35 (e meno male che adesso come guida degli Stati Uniti c'è Obama che è un convinto pacifista...).
Negli ultimi mesi gli attacchi informatici al Pentagono sono aumentati di parecchio e secondo fonti militari americane si tratterebbe di hackers cinesi.

Fonte: repubblica.it

giovedì 16 aprile 2009

7 invenzioni per case ecologiche

Il fornello solare: J. Bohmer è l’ideatore del Kyoto Box, il fornello a energia solare, che gli è valso il primo premio al Climate Change Challenge 2009. Il costo di realizzazione è di soli 5 dollari.
Invenzione utilissima per i paesi più poveri che hanno solo il sole come unica fonte di energia, permette inoltre di rendere potabile l’acqua.
Il tessuto-luce: dal MIT arriva una speciale integrazione di tessuti (ad esempio tendaggi) e pannelli solari flessibili. I semiconduttori assorbono la luce e la convertono in energia elettrica.
Le bici-ricaricabili: grazie all’energia solare diventano motorini ecologici.
Le barche a energia termica: invenzione dell’università di Berkeley. Si tratta di barche a "propulsione solare diretta", capaci di sfruttare la tensione superficiale dei liquidi.
Sono realizzate in plastica e strisce di carbonio nanostrutturato: quando i raggi del sole vengono concentrati sul dispositivo, i nanotubi si riscaldano rilasciando energia termica anche alle molecole d'acqua che li circondano e provocando così una diminuzione della tensione superficiale. In assenza di ostacoli, l'oggetto riscaldato si dirige verso una zona a maggior tensione spostandosi sulla superficie del liquido.
La stampante a caffè: gli avanzi di caffè sono usati come inchiostro.
La lavatrice a noci: le noci sostituiscono i detersivi
Acqua potabile eolica: Il progetto sviluppato dalla University of Technology di Delft, in Olanda, è riuscito nell'impresa di sviluppare un mulino a vento a osmosi inversa, che pompa l'acqua salata utilizzando l'energia eolica e la porta dal mare alla membrana a osmosi, a una pressione di circa 60 bar. Il sale contenuto nella soluzione viene così rilasciato, rendendo possibile ricavare acqua dolce. Il mulino è in grado di produrre dai cinque ai 10 metri cubi di acqua al giorno, a seconda della capacità e della velocità del vento a disposizione, e i serbatoi permettono di conservare l'acqua anche per cinque giorni in situazioni di siccità estrema o di scarsità di vento.

Fonte: repubblica.it

martedì 14 aprile 2009

Fotografata la "mano di Dio"

Si tratta di una bellissima nebulosa. La foto è stata scattata dall'osservatorio Chandra. I tecnici della Nasa l'hanno giustamente ribattezzata "mano di dio".

La nebulosa è distante 17000 anni luce dalla terra. Il fenomeno è originato da una pulsar.

Fonte: agi.it

sabato 11 aprile 2009

Una tecnologia contro la pirateria nei cinema

L'associazione dei produttori cinematografici (MPAA) ha fatto sviluppare un dispositivo altamente tecnologico per individuare da quale sala, e, incredibile ma vero, da quale poltrona, proviene una registrazione non autorizzata da mettere sul web.
Ogni pellicola proiettata in sala possiede un "watermark audio", una specie di traccia nascosta, non percepibile dagli spettatori, ma che è individuabile da un particolare software. Ogni Watermark, perfettamente univoco, permette di risalire alla località e al nome del cinema, e non solo. Il software è in grado di capire, a seconda dell'inclinazione della telecamera rispetto allo schermo, in quale poltrona è stata fatta la registrazione, con una approssimazione di 40 cm. Perciò, in futuro, i pirati dovranno stare attenti, in un nulla potrebbero volare fuori dalla sala cinematografica o ritrovarsi a dover inghiottire la telecamera.... ma c'è però un dettaglio. Molto spesso le copie pirata che circolano in rete sono frutto di un lavoro di montaggio, si unisce il miglior video registrato nelle sale con il miglior audio che si riesce a trovare...per questo motivo i pirati potrebbero avere la meglio ancora per un pò.

Il dito di Galileo

Al museo delle scienze di Firenze si può ammirare il dito medio della mano destra di Galileo, conservato in un'ampolla di vetro. Il dito venne staccato dalla salma da un certo Anton Francesco Gori (un pazzo?) il 12 marzo 1737.
La notizia ha anche colpito un famoso blogger statunitense, noto come Brainburger, che commenta così: "Galileo’s finger. Maybe they should put this on a pole facing the vatican?". E' facile capire cosa voglia dire senza ulteriori commenti.

Sulla base di marmo che lo regge c’è un'iscrizione commemorativa di Tommaso Perelli.

Notizia tratta dal catalogo multimediale del sito: http://brunelleschi.imss.fi.it/museum/isim.asp?c=404010

martedì 7 aprile 2009

L'importanza dei numeri primi

In matematica si definisce come "numero primo" un numero naturale (intero e positivo) N che ha due soli divisori 1 e N stesso, ad esempio: 2,3 5, 7, …etc; il numero 1 viene di norma escluso (si può anche notare che a parte il 2 i numeri primi sono sempre dispari e non terminano mai con 5).
La teoria dei numeri primi nasce all’incirca nel 300 a.C. ad Alessandria. Euclide fu il primo matematico che si dedicò a questo studio e nella sua opera gli "Elementi" riporta due assiomi fondamentali:
1.esistono infiniti numeri primi
2.ogni numero non primo può scomporsi nel prodotto di più numeri primi e questa scomposizione è unica.

Sempre ad Alessandria, qualche anno dopo, Eratostene trovò un metodo (Crivello di Eratostene) per trovare tutti i numeri primi inferiori ad un dato N. Finora è ancora questo il miglior metodo per generare liste di numeri primi.
Circa 2000 anni dopo, Eulero diede una nuova dimostrazione dell’infinità dei numeri primi, dimostrazione che portò, un secolo più tardi Riemann, ad effettuare una nuova congettura che deve essere, ancora oggi, dimostrata o respinta ("ipotesi di Riemann", sulla quale mi soffermerò in seguito).
Grazie ai computer si sono potuti trovare numeri primi sempre più grandi (vedi precedente articolo: il browser e javascript per risolvere grandi calcoli), ma rimangono dei punti oscuri:
1.non si è trovata ancora una funzione che generi numeri primi;
2.la distribuzione dei numeri primi sembrerebbe casuale, ma molti matematici sostengono che potrebbero esserci delle regole;
ad es. vediamo che:
da 1 a 10 troviamo 5 numeri primi
da 10 a 50 ne troviamo 11
da 50 a 100 10
da 100 a 500 70
da 500 a 1000 73
3.esistono dei numeri primi “gemelli”, come ad esempio 11 e 13, distanziati solo da due posizioni, ma non si sa se la serie dei numeri primi gemelli sia finita o infinita;
4.non c’è nessun test che permetta di stabilire velocemente se un numero è primo o meno;
5.non si conoscono metodi veloci per scomporre un numero in fattori primi.

Ipotesi di Riemann
L’ipotesi di Riemann è una congettura sulla distribuzione degli zeri della funzione zeta di Riemann ζ(s).
Essa fu formulata dal matematico Bernhard Riemann nel 1859.
La verifica di questa ipotesi fa parte dei sette "Millennium Problems" (un milione di dollari di premio al genio che risolva uno di questi problemi).
Stabilire una regola matematica che dimostri se esiste o no una logica nella distribuzione dei numeri primi avrebbe una importante ripercussione nel campo delle applicazioni informatiche odierne. La "crittografia" utilizza sovente chiavi di numeri interi la cui fattorizzazione in numeri primi richiede calcoli troppo complessi e lunghi. Trovare una eventuale distribuzione di tale sequenza renderebbe più facile il conto di fattorizzazione, per cui alla fine si dovrebbero trovare altre tecniche per la sicurezza telematica.
L'andamento della funzione zeta (ed in particolare la distribuzione dei suoi zeri) risulta quindi (attraverso passaggi che non riporto) legato alla distribuzione dei numeri primi immersi nell'insieme dei numeri naturali. In seguito proporrò alcuni problemi legati alla teoria di Riemann e ai numeri primi (si spazia dalla meccanica quantistica alla teoria della relatività generale etc. etc.).
To be continued…..

Fonte: http://it.wikipedia.org

lunedì 6 aprile 2009

Grazie agli amici de Il Bloggatore

Proprio oggi ho letto la email che mi informava dell'inserimento del mio blog nella lista del sito Il Bloggatore.
E' uno dei modi migliori per dare visibilità al proprio blog in modo assolutamente gratuito, inoltre il sito è molto ben curato e tutti i blog pubblicizzati in esso sono di altissima qualità. Perciò un grazie di cuore allo staff.

domenica 5 aprile 2009

Sogni e Magnetismo


Si sa che l'interpretazione dei sogni ha sempre avuto un'importanza notevole nel corso della storia dell'umanità. Dai filosofi greci a Freud, i sogni hanno avuto diverse interpretazioni, in chiave premonitrice o semplicemente come ricordo di traumi passati, o ansie per l'avvenire.
Il centro di ricerca di Medicina Spaziale di Berlino suggerisce una nuova teoria che ha a che fare con il campo magnetico terrestre.
Lo studioso Darren Lipnicki ha registrato per ben sette anni la sua attività onirica arrivando a questa conclusione: i sogni più assurdi sono legati ad una minore attività magnetica terrestre.
Non è il primo di questi studi, altri ricercatori avevano trovato un nesso, qualche tempo fa, tra onde magnetiche e rischio di infarto.
Non so che giudizio dare a questo studio...a me sembra un pò pazzesco. Giudicate voi.

Fonte: repubblica.it

sabato 4 aprile 2009

La via lattea tra due fette di materia oscura

La nostra galassia potrebbe sparire tra due fette di materia oscura molto più densa (e quindi più facile da rivelare) della materia oscura convenzionale.
Molti astronomi credono che una nube sferica di materia oscura circondi la nostra galassia.
I calcoli fatti da Tobias Bruch e colleghi dell'università di Zurigo suggeriscono che quando la via lattea divora galassie più piccole, la materia oscura di queste ultime cadrebbe nel suo disco di stelle e gas. Più galassie ingloba, più cresce questa materia oscura che a sua volta, mi pare di aver capito, finirebbe per inghiottire la nostra via lattea (per approfondire vedi http://arxiv.org/abs/0902.4001).

Fonte: newscientist.com

Il browser e javascript per risolvere grandi calcoli

Per la ricerca scientifica di base, per l'astronomia o la medicina siamo abituati a pensare che ci vogliano supercalcolatori o cluster, che riempiono interi saloni, per risolvere i problemi più complessi che necessitano una grandissima potenza di calcolo. E in effetti questo è vero, ogni centro di ricerca serio si avvale di supercalcolatori.
Negli ultimi anni però si sta facendo strada un'altra idea, si tratta del "Distribute Computing". Si suddivide un grande lavoro in piccole operazioni e si sfruttano i computer di altri utenti, disposti a cooperare, per risolvere ognuno di essi(ricerche che utilizzano questa tecnica? trovare numeri primi a moltissime cifre oppure scovare segnali di vita intelligente nell'universo).
Degli esempi sono il SETI@Home, Stardust@Home e Rosetta@Home.
Quindi si utilizzerebbe la potenza di calcolo dei milioni di computer collegati al web ottenendo una significativa riduzione dei tempi di elaborazione.
Queste applicazioni generalmente non sfruttano però tutta la potenza di calcolo del pc ospite, ma lasciano la possibilità al proprietario del computer di fare altro, ovvero i calcoli non incidono troppo sulle prestazioni generali.
Nel caso in cui il processore del computer non fa praticamente nulla o quasi, come quando siamo fermi a leggere una pagina del web già caricata, potremmo sfruttare questo tempo morto per fare altro.
Un'idea sarebbe quindi quella di usare javascript come ambiente in cui far girare semplici applicazioni per il calcolo di problemi complessi, suddivisi in operazioni di minore entità, ovvero ogni visitatore della pagina web darà il suo contributo.
Non è difficile, e la programmazione di base non è nemmeno molto complessa, senza dimenticare che le pagine web possono contenere script simili, perciò ognuno potrebbe "sfruttare" i visitatori del suo spazio su internet.
Ci sono però dei problemi; ogni pagina visitata potrebbe contenere uno script malevolo che aiuti malintenzionati ad eseguire calcoli come un brute forcing su una chiave di sicurezza.
Riassumendo il principio è questo: si inserisce uno script in una pagina web che riceve parte dei dati di un calcolo complesso, questa li elabora e invia i risultati ottenuti al server, dal quale riceve in seguito un'altra unità di calcolo.
Un'altro problema è legato al fatto che questo sistema potrebbe impallare il computer del client per il peso eccessivo dello script per cui, bisognerebbe, onde evitare questo problema, lasciare all'utente la libertà di scegliere se concedere più o meno potenza al calcolo e limitare il tempo in cui il processore viene impegnato.
Un ultimo problema è quello di suddividere in unità più semplici il calcolo principale e creare una funzione "scheduler" che controlli lo svolgimento delle operazioni e invii le nuove unità di calcolo, ma anche per questo le soluzioni ci sono.
In conclusione c'è il concetto, in realtà già sfruttato, ma con la variante di utilizzare javascript e c'è la tecnologia, mancherebbe solo l'impegno in questo senso.

SETI@Home: esempio di distributed Computing

venerdì 3 aprile 2009

Scoperto gene in grado di bloccare le metastasi

Questa volta (e non si può nemmeno dire che sia una novità)i genetisti italiani sono stati artefici di una grande scoperta. Hanno identificato il p63, il gene capace di funzionare da difesa contro la diffusione di metastasi delle cellule tumorali.
E' il risultato di uno studio portato avanti dalle università di Padova e di Modena e Reggio Emilia, pubblicato oggi dalla rivista Cell.
Il gruppo guidato dal professore Silvio Bicciato, ha individuato dei "geni indicatori" capaci di rivelare la presenza o meno del gene antimetastasi p63. L'utilizzo delle informazioni fornite da queste "spie molecolari" permetterà all'oncologo la scelta della cura migliore, più personalizzata, in base alla genetica di ciascun paziente.

Fonte: repubblica.it

giovedì 2 aprile 2009

Pulcini intelligenti


Anche i pulcini sanno fare la sottrazione e l’addizione, questo è quanto affermato dai ricercatori del CIMeC (Centro Mente Cervello dell’università di Trento) e del Dipartimento di Psicologia dell’università di Padova, il cui studio è stato pubblicato dalla rivista Proceedings B of the Royal Society.
I pulcini sono stati confinati in una gabbia contenente cinque palline di plastica gialla. Gli scienziati hanno poi suddiviso le palline in due insiemi che hanno poi nascosto dietro uno schermo.
Lasciati liberi di muoversi i pulcini si dirigono sistematicamente dietro lo schermo che nasconde il maggior numero di palline. Ripetendo l’esperimento più volte, cioè rimescolando le palline, i pulcini ritrovano sempre il gruppo maggiore di palline. L’esperimento confermerebbe un’ipotesi secondo la quale le rappresentazioni mentali dei numeri sarebbero innate in tutti i vertebrati.
Tra l’altro i pulcini di pochi giorni di vita sono in grado di riconoscere un oggetto familiare anche se parzialmente nascosto a differenza del neonato umano che da questo punto di vista è molto meno abile. Gli studi sul comportamento degli animali e sulla loro intelligenza e capacità di apprendere sono sempre più numerosi e anche io stessa mi stupisco quando osservo il comportamento dei miei animali domestici. Fateci caso, sono molto più intelligenti di quanto sembra.

mercoledì 1 aprile 2009

Intelligenti si nasce

Eppure ci speravo che l'intelligenza non fosse un dono dato dalla genetica come la bellezza, o almeno credevo che fosse dovuto in parte all'ambiente, in parte ai geni, diciamo un 50 e 50, ma evidentemente mi sbagliavo.
Intelligenti si nasce, molto più di quanto sia possibile diventarlo. La conferma arriva da uno studio pubblicato dal Journal of Neuroscience e condotto da un gruppo di ricercatori guidato dal neurologo dell’Ucla di Los Angeles Paul Thompson. Utilizzando uno scanner di tipo Hardi (high-angular resolution diffusion imaging), basato su una tecnologia che permette di ottenere immagini del cervello dalla risoluzione molto più elevata di quella possibile con la risonanza magnetica, essi hanno esaminato 46 coppie di fratelli, 23 delle quali costituite da gemelli monozigoti e altre 23 da gemelli dizigoti. Alla base della ricerca era l’idea che l’intelligenza sia fortemente condizionata dalla qualità degli assoni, prolungamenti delle cellule nervose che trasmettono i segnali attraverso il cervello. La loro integrità è influenzata dai geni, pertanto l’ereditarietà sembra svolgere un ruolo più rilevante di quanto si pensasse nel determinare di quanta intelligenza ognuno si trovi a disporre.
I geni sono ritenuti responsabili del modo più o meno funzionale in cui gli assoni risultano avvolti nella mielina, la sostanza bianca del cervello: quanto più questa è spessa, tanto più rapidamente viaggiano gli impulsi nervosi. Poiché i gemelli monozigoti condividono l’identico patrimonio genetico, mentre quelli dizigoti ne hanno in comune circa la metà, i ricercatori hanno confrontato i due gruppi per mettere in luce che l’integrità della mielina è geneticamente determinata in molte aree cerebrali che svolgono un ruolo primario nell’intelligenza: dai lobi parietali, che presiedono al ragionamento spaziale, alla logica e ai processi visivi, al corpo calloso, che collega le informazioni in arrivo da entrambi i lati del corpo.
Come spiega Thompson, se la risonanza magnetica mostra il volume dei diversi tessuti cerebrali misurando la quantità d’acqua presente, la tecnologia Hardi visualizza invece in che modo l’acqua è diffusa attraverso la sostanza bianca, che è un metodo per misurare la qualità della mielina. Se l’acqua si diffonde rapidamente in una direzione specifica, ciò significa che il cervello è dotato di connessioni molto rapide, laddove una diffusione meno specifica denota un’elaborazione più lenta degli impulsi nervosi, quindi una minore intelligenza. La reale finalità di questo studio non è stata però quella di ottenere un’immagine della prestanza mentale dei soggetti analizzati. Thompson sostiene che l’identificazione dei geni che promuovono un’elevata integrità della mielina è decisiva per la prevenzione di malattie come la sclerosi multipla e l’autismo, entrambe connesse a una sua degenerazione. Quanto alla possibilità di studiare una terapia per diventare più intelligenti, egli la ritiene lontana, ma non irrealistica.
Magari sarà così ma è bene non arrendersi, perciò continuate ad allenare il cervello con lo studio, la lettura e i giochi di logica, compresi quelli della Nintendo.

Fonte: Panorama.it

Il pesce d'Aprile di oggi potrebbe essere un baco

Per tutti i navigatori della rete il pesce d'aprile di oggi potrebbe prendere le forme di un baco informatico. Un baco resistente, che si è già installato in numerosi pc nel mondo, dovrebbe infatti rafforzarsi oggi, divenendo più difficile da combattere, anche se il grado di pericolosità non è ancora perfettamente noto. La Microsoft ha già promesso una ricompensa di 250.000 dollari a chi permetterà di identificare i responsabili del virus, il cui nome è Conficker o Downadup.