sabato 21 novembre 2009

Un test per la teoria delle stringhe


Immagine tratta da elapsus.

Ieri, in seguito a un breve scambio di battute con Peppe, ho effettuato una breve ricerca riguardante la teoria delle stringhe e una sua possibile dimostrazione sperimentale. E' ovvio che le stringhe non possono essere osservate direttamente in quanto, dai modelli matematici, si evince che dovrebbero avere dimensioni intorno alla lunghezza di Planck (1,616 252 × 10-35 metri). Per cui le concentrazioni di energie richieste sono fuori dalla portata di qualsiasi strumento. "Indirettamente", la loro esistenza potrebbe essere dimostrata mediante l'osservazione di fenomeni cosmologici, si tratterebbe cioè di misurare con precisione le anisotropie della radiazione di fondo (esperimenti che sono stati affidati al lancio di alcuni satelliti come Planck e Hubble). Ricordo, ad esempio, l'esperimento LIGO, di cui parlai brevemente in un mio vecchio post, oppure, posso fare cenno al WMAP del 2003 (vedi). Tutte cose che sono legate all'interpretazione dell'energia oscura e alla storia del nostro universo, in particolar modo alla teoria dell'inflazione, introdotta nel 1980, dal fisico russo Andrei Linde (Come mappare il multiverso), incompatibile sotto diversi aspetti con la stessa teoria della relatività generale di Einstein. E ricordo, ancora una volta, che si tratterebbe comunque di "dimostrazioni indirette".
Come ho fatto presente nel mio precedente post, alcuni scienziati vedrebbero nell'LHC la chiave di volta dei loro dilemmi, e , a tal proposito, ho scovato questo articolo risalente al 3 febbraio 2007: Un test per la teoria delle stringhe, con un link all'articolo originale pubblicato sul Phys. Rev. Lett. 98, 041601 (2007) (purtroppo è a pagamento). Da quanto ho potuto leggere dall'abstract sembrerebbe uno studio interessante, purtroppo non ho avuto modo di approfondire.

2 commenti: