mercoledì 28 ottobre 2009

A scuola di pasticci: la tassa sulla lode

Ma si può tassare la lode? Evidentemente sì, o almeno, nel nostro Paese dove si può mettere in pratica qualsiasi assurdità, si può fare anche questo. Notizia divertente, non c'è che dire.
Il premio per chi ha ottenuto il massimo (100+lode) alla maturità scende da 1000 euro (nette fino al 2008) a 650 euro. Perché così tanto poco? La risposta è semplice. Nel momento in cui si parla tanto della "valorizzazione" del merito si taglia il fondo destinato proprio alla "valorizzazione delle eccellenze", che passa da 5 milioni a 3 milioni e 800 mila euro (vedi articolo). Come se non bastasse, una nota dell'Agenzia delle Entrate spiega che, per come sono erogati, i singoli importi vanno tassati come reddito da lavoro dipendente. Va trattenuto esattamente il 20% sul bonus. Il fatto è questo: secondo il Fisco, i bonus non devono essere considerati come borse di studio ma come "redditi ottenuti in base ai risultati raggiunti", si tratterebbe di "lavoro a tempo determinato" (i lavoratori a tempo determinato sarebbero i liceali "bravi"...).
Poi, perché la cosa non finisce qua, i licei che hanno avuto l'onore di portare alla Maturità ragazzi con il massimo dei voti, devono compilare e inviare all'Agenzia delle Entrate il Cud (un lavoretto in più per le segreterie scolastiche che di sicuro non potranno fare a meno di ringraziare).
Suona quasi come un ricatto per le scuole che producono molte/troppe "eccellenze".

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