sabato 17 ottobre 2009

Amantea, la strada dei veleni e dei tumori

15 ottobre 2009
La Procura indaga sullo smaltimento illecito di materiali inquinanti mentre nel Comune calabrese la gente muore
di Rosa Praticò

È una strada stretta via Montebianco. Lunga poco più di 100 metri. Una palazzina dietro l’altra. Una ventina di famiglie. Ognuna con il suo morto o il suo ammalato di cancro. Dieci vittime dal 2000 ad oggi. E 25 persone che lottano ancora contro il tumore. Siamo ad Amantea, costa tirrenica della Calabria. A circa 5 chilometri dal torrente Oliva oggetto dell’inchiesta della procura di Paola sullo smaltimento illecito di materiali inquinanti. Sulla spiaggia vicino, diciannove anni fa, si è arenata la Jolly Rosso, nella lista delle cosiddette navi dei veleni.

In via Montebianco sono andati gli esperti dell’Arpacal, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della regione, e quelli dell’Asp, l’azienda sanitaria provinciale di Cosenza. “Non abbiamo trovato nessun riscontro scientifico alle notizie allarmistiche” assicura l’allora dirigente dell’Asp, Piero Borsani.

Ma Adriano Bruni, 34 anni, non si rassegna. Ha visto troppa gente morire.
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