lunedì 7 settembre 2009

Geoingegneria: utopie e possibilità

Se l’uomo surriscalda la Terra può anche raffreddarla?
Francamente non credo che sia così semplice, la risposta sta nel fatto che sempre e comunque è piuttosto difficile ricostruire ciò che è stato distrutto, in molti casi risulta quasi impossibile. Il più delle volte, si tratta infatti di eventi irreversibili.
Ma il piano per salvare il mondo non è uno scherzo. Una grande istituzione scientifica (la UK Royal Society) ha pubblicato un rapporto completo sulle possibilità di invertire il riscaldamento globale. Avrete già sentito parlare dei progetti di geoengineering, in fondo non si tratta di idee così nuove. Ma vediamole più in dettaglio.
Gli specchi orbitanti per riflettere la luce del sole sono una delle idee più bizzarre e improbabili (pensate a migliaia di specchi orbitanti sulle nostre teste!). Non è difficile immaginare i costi elevatissimi per realizzare una cosa del genere e mantenerla nel tempo, ma è ancor più ovvia la considerazione che i quantitativi di CO2 nell'atmosfera rimarrebbero invariati. Secondo me, è una idea da scartare.
Gli altri progetti (quelli più caldamente sostenuti dalla Royal Society) riguardano la "cattura" dell'anidride carbonica già presente nell'atmosfera, come la riforestazione di vaste aree (questa mi piace:-)), la costruzione di impianti di filtraggio della CO2 (la vedo dura...) o la fertilizzazione degli oceani. A quest'ultima, darei certamente un pollice verso. Consisterebbe nell'accrescere artificialmente, mediante l'immissione di ferro, la quantità di microalghe capaci, come le comuni piante, di immagazzinare carbonio. Non è difficile prevedere i possibili rischi: primo, si modificherebbe l'equilibrio di un ecosistema portando alla morte per "soffocamento" di molte forme di vita; secondo, troppa acidità dovuta ad un impiego massiccio di ferro; terzo, buona parte del carbonio così assorbito ritornerebbe all'atmosfera dopo la morte del "plancton di allevamento". Cercate comunque i risultati di un piccolo esperimento di questo tipo eseguito nei pressi di alcune isolette dell'Oceano Antartico.
Uno dei piani più geniali prevede l'iniezione di anidride solforosa nella stratosfera per respingere la radiazione solare (un fenomeno simile avviene dopo l'eruzione di un vulcano) e "raffreddare il clima entro un anno".
Dubito però che una pioggia solforosa possa avere come unico effetto collaterale quello di far crescere i capelli ai calvi.
Ufficialmente l'ipotesi è stata lanciata alcuni anni fa da Paul Crutzen, ma, se non erro, risale agli anni settanta.
Fortunatamente la Royal Society continua ad affermare che la priorità assoluta è quella di tagliare le emissioni di gas serra. Tutto sommato, puntare sulle energie alternative e propagandare l'idea di piantare un albero per ogni bambino nato dovrebbe rappresentare una possibile soluzione, ma tutto questo va fatto il prima possibile.



Fonti: Geoengineering the climate: science, governance and uncertainty;
Top science body calls for geoengineering 'plan B' Geoengineering: How to Cool Earth--At a Price.

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