sabato 29 agosto 2009

Plasmobot: il robot amorfo

Mi ricorda un pò una tecnologia alla terminator anche se, in quel caso, si trattava di metallo liquido, qui si tratta invece di "muffe". O meglio, di un particolare tipo di muffa molto intelligente, la Physarum polycephalum che vive in ambienti umidi come giardini e boschi.
Un gruppo di ricercatori della University of the West of England sta cercando di creare il primo "robot amorfo biologico" non basato sulle comuni tecnologie al silicio.
"L'idea di computer della maggioranza delle persone è quella di un pezzo di hardware con un software progettato per compiere specifici compiti. Questa muffa è una sostanza naturale con una propria intelligenza acclusa. Si propaga e cerca fonti di nutrienti e quando li trova si ramifica in una serie di prolungamenti protoplasmatici. La muffa è capace di risolvere complessi calcoli computazionali, come trovare il percorso più breve fra diversi punti e altri calcoli logici. In precedenti esperimenti abbiamo già mostrato anche la capacità di questa muffa di trasportare oggetti. E possiamo usare la luce o stimoli chimici per farla crescere in certe direzioni", parole di Andy Adamatzky, che poi afferma: "questo nuovo robot, chiamato plasmobot, sarà in grado di sentire piccoli oggetti, afferrarli e trasportarli lungo una direzione preprogrammata. I robot avranno input e ouput paralleli, una rete di sensori e la capacità di divorare numeri come quella di un super computer. Il plasmobot sarà controllato da gradienti spaziali di luce, campi elettromagnetici e dalle caratteristiche del substrato su cui è collocato. Sarà un robot amorfo intelligente completamente controllabile e programmabile in cui è incorporato un computer a parallelismo massiccio.".....

"Siamo appena ai primi stadi della nostra comprensione di come possano essere applicate le potenzialità di questo microrganismo, ma negli anni a venire potremmo essere in grado di utilizzare, per esempio, la capacità della muffa di spostare piccole quantità di sostanze chimiche verso un obiettivo usando la luce per indirizzarlo su un bersaglio; oppure si potrebbe usare il movimento come aiuto al montaggio di microcomponenti di macchine. In un futuro molto lontano potremo essere in grado di sfruttare la forza del microrganismo all'interno del corpo umano, per esempio per trasportare farmaci in certi distretti del corpo. E' anche possibile che migliaia di minuscoli plasmobot vivano sulla nostra pelle eseguendo compiti di routine e liberando il nostro cervello per altre cose. Per il momento è del tutto teorico, ma diversi scienziati lo vedono come un potenziale sviluppo del calcolo amorfo."

Mi sa un pò di fantascienza, per non dire altro, a voi che ve ne pare?

Fonte: Le Scienze

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