sabato 4 luglio 2009

Faust a Copenaghen. Lotta per l'anima della fisica

E’ notte: Faust si rende conto di non sapere nulla; desidera reagire alla conoscenza razionale per avviarsi verso una conoscenza intuitiva e per svelare l'essenza della natura. Vuole arrivare alla chiarezza. Invoca lo Spirito della Terra, ma il suo anelito si tramuta in un senso di sconfitta perché egli sente ancor più dolorosamente la distanza tra l'uomo e le potenze divine, tra la creatura finita e l'infinito e avverte anche l’inutilita’ della sua presunzione......

E' il 1932 e ci troviamo a Copenaghen. Un gruppo di giovani fisici si raduna lì, per discutere e confrontarsi sulle ultime teorie che hanno ormai gettato le basi della fisica moderna. Un giovane fisico di nome Delbruck (futuro vincitore del premio nobel) scrive una parodia del Faust (Goethe, 1749-1832). I ruoli furono affidati ai suoi amici e colleghi fisici, tutti nati tra la fine dell'800 e i primi del 900, giovani scienziati che contribuirono a cambiare il mondo.
Il ruolo di Dio fu assegnato a Bohr, Pauli, geniale ma un "pò" pazzo, si prese la parte di Mefistofele e Ehrenfest, che in quanto a genio e sregolatezza non scherzava affatto, interpretò Faust. Allestirono una commedia divertente, piena zeppa di battute da "fisici". Ridendo e, a volte, litigando furiosamente, discutevano le loro intuizioni. Tutto questo accadeva nel momento in cui la Germania si affidava a Hitler e loro stessi, con il resto del mondo, avrebbero sofferto il dramma del nazismo. Di lì a poco, tutti quei principi e quelle leggi sarebbero stati usati per ben altri scopi, fino ad arrivare alla costruzione della bomba atomica.
Questa è la trama di un libro (vedi la "rubrica dei libri" di D.Olivero) da leggere e che consiglio vivamente ad alcuni amici, con la speranza che possa essere d'aiuto per risolvere "importanti" diatribe da "scienziati".

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