venerdì 19 giugno 2009

SN 2005E Supernova

La supernova SN 2005E, vista per la prima volta nel 2005, potrebbe rappresentare un nuovo tipo di esplosione cosmica. Essa, esplosa in una galassia lontana da noi 100 milioni di anni luce, è ben diversa dalle altre supernovae. A questa conclusione è arrivato un team del Weizmann Institute of Science di Rehovotguidato, guidato da Hagai Perets.

Le supernovae, solitamente hanno origine da giovani stelle molto massive, nelle quali una volta formatosi un nucleo di ferro, questo implode sotto l'effetto della sua stessa gravità; la nuova nata espelle gli strati esterni alla velocità di migliaia di chilometri al secondo, riempiendo lo spazio circostante di idrogeno, elio ed altri elementi, formando così le spettacolari nubi di gas e polveri.
Questo succede quasi sempre nelle regioni dell'universo dove nascono stelle molto massive. Ma non è questo il caso della SN 2005E, nata in una buia periferia della sua galassia, dove pochissime stelle si stanno formando.
Tra l'altro le supernovae espellono molti più detriti rispetto alla SN 2005E.

Altre tipologie di supernovae sono quelle appartenenti al tipo Ia, in cui una piccola ma molto densa nana bianca ruba gas di idrogeno ad una stella compagna di dimensioni più grandi. Il gas si accumula, gradualmente comprime la nana bianca, fino a quando non si raggiunge un punto critico in cui si innesca una rapidissima fusione nucleare di atomi di carbonio. Ma la SN 2005E non appartiene nemmeno a questa categoria; nel suo spettro si rileva una grande quantità di calcio molto inusuale.

Perets afferma che il calcio e alcuni altri elementi chimici potrebbero derivare da una reazione termonucleare innescata dall'elio. Una possibilità è che la SN 2005E fosse in passato una nana bianca che si è nutrita dell'elio di una stella vicina molto ricca di questo elemento, fino ad arrivare all'esplosione.

Secondo altri astronomi la spiegazione è plausibile ma non convince del tutto la teoria che si tratti di un nuovo tipo di esplosione.

Se fosse corretta, questa teoria potrebbe spiegare due anomalie astronomiche. Nel rigonfiamento centrale della nostra galassia, gli astronomi notano una sorprendente quantità di positroni. Le supernovae innescate da elio potrebbero fornire buona parte di questa antimateria, in quanto esse produrrebbero grosse quantità dell'isotopo radioattivo titanio-44, che emette positroni.

Inoltre, il titanio-44 decade nel calcio-44, un isotopo che rappresenta circa il 2 per cento del calcio nel nostro sistema solare - la cui origine è abbastanza misteriosa. Forse un'esplosione simile alla SN 2005E rifornisce il nostro sistema solare di calcio-44.

Fonte: S.Battersby, NewScientist.

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