mercoledì 10 giugno 2009

Le subnane ultrafredde

E' una tipologia di stelle scoperta da poco, con comportamenti molto peculiari.
Queste stelle sono in orbita intorno alla Via Lattea, ma una di esse potrebbe essere nata ben al di fuori della nostra galassia. Questo è uno dei temi presentati all'annuale convegno dell'American Astronomical Society a Pasadena, da Adam Burgasser e John Bochanski del MIT.

Il risultato della loro ricerca chiarisce le origini di queste stelle e può fornire dettagli sui tipi di stella (che fanno parte dell'"alone galattico") che la Via Lattea ha acquisito da altre galassie.
Tra l'altro, la nostra galassia ha già inghiottito in passato galassie minori, per esempio la "galassia nana ellittica del Sagittario" si sta unendo, proprio in questo momento, alla Via Lattea.

Ma vediamo qualche caratteristica di queste subnane. Esse sono caratterizzate da una temperatura molto bassa (al di sotto dei 4000 K), e possiedono una piccola concentrazione di elementi diversi dall'idrogeno e dall'elio (dovrebbe trattarsi di "elementi pesanti"). Sono state scoperte nel 2003, ma gli oggetti appartenenti a questa categoria sono meno di venti, per lo più rivelati dallo Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Si tratta di stelle che emettono in modo estremamente debole e per questo motivo occorrono osservazioni profonde di vaste zone del cielo e grossi telescopi per confermarne la natura spettroscopicamente. Alcune sono molto piccole, tanto da avvicinarsi ai quasi - pianeti noti come "nane brune".

Un'altra caratteristica è che mostrano un'ampia varietà di orbite, più o meno eccentriche, ma tutte velocissime.
"La maggior parte delle stelle vicine viaggia più o meno in tandem con il Sole, tracciando orbite circolari intorno al centro della Via Lattea una volta ogni 250 milioni di anni", spiega Burgasser. "Le subnane ultrafredde, invece, appaiono superarci a velocità molto elevate, fino a 500 chilometri al secondo."

La maggior parte di esse fa parte dell'alone galattico, e potrebbero contribuire, per una piccola parte, dal 5 al 10%, alla materia oscura galattica.

Come ultima notizia e poi mi fermo, sempre nello stesso convegno di Pasadena, un gruppo di radioastronomi dell' NRAO, ha presentato i risultati di una nuova tecnica per la misurazione della distanza delle galassie.
I ricercatori hanno misurato, con estrema precisione, le dimensioni angolari e lineari di un disco di materiale che orbita intorno al buco nero nel centro della galassia UGC 3789 (circa 160 milioni di anni luce dalla Terra), sfruttando il fatto che le molecole d'acqua presenti agiscono come maser, amplificando le onde radio.
Questo metodo potrebbe essere utilizzato per dare un valore ancora più preciso alla costante di Hubble e per trovare nuove informazioni sulla natura della misteriosa energia oscura.


Fonte: Le Scienze

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