sabato 16 maggio 2009

Telescopi del futuro e vita aliena


Eventuali tracce di vita aliena su pianeti al di là del nostro sistema solare saranno presto alla portata dei nostri occhi. I calcoli e gli esperimenti presentati ad un convegno di astrobiologia, nella scorsa settimana, dimostrano come la prossima generazione di telescopi sarà, per la prima volta, in grado di individuare "segnali di vita" da pianeti orbitanti intorno ad altre stelle.

Qualsiasi indizio di una possibile vita su questi pianeti extrasolari dovrà provenire dalla minuscola frazione di luce emessa dalla "stella madre" che interagisce con il pianeta. I telescopi spaziali Hubble e Spitzer hanno entrambi rilevato gas come diossido di carbonio e vapore acqueo nelle atmosfere di una manciata di pianeti di gas giganti nel momento in cui passavano di fronte alle loro stelle. Le molecole di gas assorbono la luce a lunghezze d'onda caratteristiche, e questo appare dalle linee scure nello spettro emesso dalla stella, filtrato dall'atmosfera del pianeta. Ma scovare tracce di vita nello spettro di pianeti abbastanza piccoli per essere rocciosi come la Terra è al di là della sensibilità di questi strumenti.

Una potenziale traccia di vita è l'ossigeno, che è abbondante nell'atmosfera terrestre per via della fotosintesi di piante e microbi.

In un convegno sulla ricerca di vita al di là della Terra, tenutosi la scorsa settimana a Baltimora, Maryland, i delegati hanno ascoltato come l'infrared James Webb Space Telescope (JWST) della NASA possa rilevare tracce di ossigeno presenti nell'atmosfera di pianeti simili alla terra, che orbitano intorno ad alcune stelle abbastanza vicine, nel momento in cui questi pianeti si dovessero trovare a transitare di fronte la loro stella.
La NASA, sempre nel corso di questo convegno, ha presentato il Terrestrial Planet Finder, il cui lancio dovrebbe avvenire nel 2020. Questo telescopio dovrebbe essere abbastanza potente per scovare pianeti ricchi di ossigeno, anche molto lontani dalla terra e anche se non dovessero trovarsi a transitare di fronte il loro sole, questo perchè dovrebbe essere in grado di vedere la luce riflessa dalla superficie del pianeta.

Un'altra traccia di vita extraterrestre potrebbe essere trovata grazie alla particolare luce riflessa dalla materia vivente.
Bill Sparks dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, ha misurato la polarizzazione della luce in presenza di cianobatteri. Ha scoperto che circa l'1% della luce diventa "polarizzato circolarmente" in presenza di questi batteri, e che ciò potrebbe essere rivelato da uno dei telescopi giganti con specchi di trenta metri e più, che dovrebbero entrare in funzione sulla Terra nel prossimo decennio.
Attenderemo con entusiasmo!

Fonte: New Scientist

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