lunedì 25 maggio 2009

Le poche tracce di vita su Marte sono state distrutte dai robots della Nasa?

I Landers su Marte hanno distrutto i segni di vita? Invece di identificare le sostanze chimiche proprie di una forma di vita, le hanno "tostate" per errore?

Tra l'altro, anche se la vita su Marte non ci fosse mai statta, le comete e gli asteroidi, che in passato hanno colpito il pianeta, dovrebbero aver lasciato delle molecole organiche sulla sua superficie.

Alcuni scienziati hanno suggerito che le molecole organiche potrebbero essersi deteriorate naturalmente. Ma l'anno scorso, il Phoenix Lander della Nasa, che non trovò alcuna traccia organica su Marte, rilevò comunque qualcosa che avrebbe potuto avere a che fare con composti organici: una classe di sostanze chimiche chiamate "perclorati".

Questi perclorati sono relativamente "inermi" a basse temperature. Ma quando vengono portati ad una temperatura di centinaia di gradi Celsius rilasciano una notevole quantità di ossigeno, che spinge qualsiasi materiale combustibile, nelle vicinanze, a prendere fuoco.

La Fenice ed il Viking Landers, progettati per cercare molecole organiche, prelevano campioni dal suolo per poi riscaldarli ad altissime temperature, in modo da vaporizzarli ed analizzarli sotto forma di gas.
Quando Douglas Ming, ricercatore della NASA e i suoi colleghi hanno provato a riscaldare sostanze organiche in presenza di perclorati, hanno scoperto (potevano arrivarci prima!) che dalla combustione non rimaneva alcuna traccia delle molecole organiche. Si può solo immaginare la faccia che avevano nel momento in cui hanno presentato i risultati ad una conferenza a Houston.

Adesso stanno lavorando ad un nuovo strumento di indagine che non dovrebbe più avere questo inconveniente, di nome "Urey". Questo nuovo lander sarà lanciato nel 2016 ed effettuerà le analisi nell'acqua, così non correrà il rischio di bruciare le sostanze vitali!

Fonte: New Scientist

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