mercoledì 13 maggio 2009

Fantascienza e innovazioni tecnologiche

Molto spesso i racconti e i film di fantascienza anticipano tecnologie che verranno sul serio ideate negli anni a venire. Prendiamo ad esempio la fortunata serie TV di Gene Roddenberry, Star Trek. Essa ha anticipato di circa quarant'anni molti oggetti tecnologici che sono poi diventati di uso quotidiano come i cd, i telefoni satellitari e i computer palmari. Nonchè il dispositivo comunicatore della serie che ha ispirato il design a conchiglia di molti cellulari, primo fra tutti lo "Star Tac" della Motorola (il nome deriva dall'unione di Star Trek con TACS, la tecnologia telefonica usata allora).
La serie ha inoltre introdotto nell'immaginario collettivo numerose altre possibilità futuristiche che sono attualmente oggetto di ricerche scientifiche come il teletrasporto quantistico, i viaggi a velocità superluminale e quelli nel tempo.
Soffermiamoci sulla velocità superluminale, la famosa warp drive (propulsione a curvatura) che rende possibile i viaggi interstellari superando i limiti imposti dalla relatività di Einstein.

Vediamo come funziona questo motore a curvatura, ideato dal dott Zefram Cochrane (lo ricorderete nel film Star Trek: primo contatto).
Essenzialmente il cuore del motore è un reattore materia/antimateria (MARA) dalla cui reazione, controllata dai cristalli di dilitio, si genera una enorme quantità di energia che a sua volta provoca una distorsione spaziotemporale attorno all'astronave (l'immagine che segue dovrebbe dare un'idea).

In poche parole lo spaziotempo si incurva fino a permettere al mezzo di saltare nel subspazio e raggiungere la destinazione in minor tempo, più precisamente si contrae lo spazio davanti all'astronave e si dilata dietro di essa.
Ma si potrà mai raggiungere questa velocità curvatura? Secondo due fisici della Baylor University è possibile.

Il prof. G. Cleaver e il dott. R. Obousy teorizzano che manipolando le dimensioni dello spazio-tempo attorno all'astronave con una enorme quantità di energia, si creerebbe una "bolla" che spingerebbe la nave a velocità superiori alla velocità della luce. Questa bolla sarebbe originata essenzialmente da energia oscura, la stessa che causò l'espansione dell'universo a velocità superiore a quella della luce subito dopo il Big Bang.

"Pensate alla nave come se si trattasse di un surfista che cavalca un'onda. La nave sarebbe spinta dalla bolla e la bolla starebbe viaggiando più veloce rispetto alla velocità della luce", secondo il prof. Cleaver, e "senza violare le leggi della relatività di Einstein".

L'idea è stata suggerita ai due ricercatori dalla famosa Teoria delle Stringhe.
Secondo questa teoria l'universo è composto da molteplici dimensioni. Oltre ad altezza, larghezza e lunghezza che sono le tre dimensioni spaziali e al tempo che è la quarta dimensione, gli scienziati ritengono che ci siano altre 6 dimensioni che non si possono ancora identificare. Una nuova teoria, denominata M-teoria, porta la teoria delle stringhe un passo più in là e afferma che le "stringhe" vibrano in uno spazio 11-dimensionale. Ed è proprio questa undicesima dimensione, secondo i ricercatori della Baylor, che potrebbe aiutare un'astronave a superare la velocità della luce.
I fisici della Baylor stimano che la quantità di energia necessaria per influenzare le extra-dimensioni è equivalente a tutta la massa di Giove convertita in energia.
Ma Cleaver stesso ammette che siamo ancora lontani dal poter creare una tale quantità di energia. Non ci rimane che aspettare che anche questa finzione cinematografica si trasformi in realtà.



Fonti: ScienceDaily; Wikipedia

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