giovedì 21 maggio 2009

Breve Storia della Fantascienza


Non posso negare che si tratta di uno dei miei generi letterari preferiti (per non parlare dei film! ma di quelli tratterò in seguito). Inizio con il riportare alcune "definizioni" del genere, tratte qua e là, nella rete:
1) La fantascienza è una possibilità, non sempre remota, di ciò che potrebbe capitare, nel bene o nel male, in un prossimo futuro.
2) E' un esercizio di creatività e un desiderio di libertà; un tentativo di rispondere con la letteratura e la poesia alle problematiche proposte dalla scienza.
3) E' un sogno effimero, una veloce intuizione del ciò che potrebbe essere, un viaggio nel tempo ed una incrollabile speranza nel futuro.

Ci sono poi le definizioni dei grandi scrittori di fantascienza o comunque di fonti più autorevoli:
1) Con il termine fantascienza si è soliti tradurre l'espressione inglese science fiction per indicare un genere letterario (e in seguito cinematografico) basato su una narrazione scientifica, cioè che costruisce una storia che ha come argomento la scienza. Il genere moderno, che vanta tradizioni antichissime (dai Greci a Swift, dall'Ariosto a Poe e Stevenson), viene fatto nascere nel 1926 quando Hugo Gernsback fondò negli USA la rivista «Amazing Stories». Inizialmente la fantascienza si presentò come strumento di illustrazione e di discussione dei possibili sviluppi e applicazioni della scienza e della tecnologia, e solo successivamente venne rifiutata l'utopia tecnologica (soprattutto grazie all'opera di H.G. Wells), mettendo invece in luce i pericoli di un processo di innovazione non accompagnato da un'adeguata coscienza etica. .....(tratto da Linkopedia di Piazzadante - Gruppo UTET).
2) La fantascienza è quel ramo della letteratura che si occupa delle reazioni umane ai cambiamenti scientifici e tecnologici. E poichè la vita umana è sempre stata soggetta a drastici cambiamenti provocati dal progresso scientifico e tecnologico, la fantascienza ha il grande merito di educare la gente ad accettare questi cambiamenti. (Isaac Asimov).
3) La fantascienza ha come tema fondamentale l'impatto di una scienza e/o una tecnologia - attuale o immaginaria - sulla società e sull'individuo. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro.
Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico; un certo grado di plausibilità scientifica rimane tuttavia un requisito essenziale.(tratto da wikipedia.org).

Dopo questo preambolo, facciamo un pò di "storia antica" della fantascienza.
Una domanda che mi sono sempre posta è stata: "quando nacque il primo romanzo di fantascienza?". Ho quindi fatto una ricerca abbastanza lunga, per approdare alla fine ad una risposta che dovrebbe essere abbastanza soddisfacente.
Il primo romanzo di "fantascienza" è stato scritto nel II sec. a. C. da Luciano di Samosata, il titolo è "La storia vera".
Si può definire come racconto di fantascienza essenzialmente per il tema trattato, riguarda infatti un immaginario viaggio sulla luna, e, a questo proposito, bisogna ricordare che la luna è stata per lungo tempo uno dei soggetti preferiti per i romanzi di fantascienza e fantasy degli albori.
Soggetto che divenne ancora più ricorrente con l'invenzione del telescopio nel seicento. Divenne infatti quasi una visione comune, quella di immaginare la luna come un pianeta abitabile, che poteva essere raggiunto con strani mezzi aerei.
Keplero stesso, scrisse nel 1610 un racconto intitolato Somnium, in cui un bambino islandese viene trasportato sulla luna da demoni volanti. Keplero non credeva di certo nell'esistenza di città e strani abitanti lunari, il suo romanzo aveva lo scopo di esprimere sotto forma di narrativa le sue teorie astronomiche (e la cosa gli procurò non pochi guai...). Per Isaac Asimov e Carl Sagan, fu questo il primo racconto di fantascienza.
Altro esempio, "The Man in the Moone" di Francis Godwin. Questo può essere visto forse più come una fiaba o un racconto fantasy, dato che il protagonista vola fin sulla luna grazie ad una intelaiatura trainata da oche.

Bisogna poi ricordare "La Nuova Atlantide" scritta da Bacone. A prima vista potrebbe sembrare un trattato di filosofia ma in realtà parla di un viaggio, che porta ad incontrare una civiltà più evoluta, in cui si immaginano molte invenzioni futuristiche.
Ma vediamo altri scritti del seicento. C'è sicuramente da ricordare "L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della Luna" (1657) di Savinien Cyrano de Bergerac.
E poi c'è anche il romanzo di Margareth Cavendish, del 1666 "The Description of a New World, Called the Blazing-World", in italiano noto come il mondo fiammeggiante.
Per concludere, ricordiamo "The Consolidator or, Memoirs of Sundry Transactions from the World in the Moon", siamo già nel 1705, l'autore è Daniel Defoe.


Fine I Parte

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