mercoledì 20 maggio 2009

Batteri e bioplastica

L'idea è di Mark van Loosdrecht della Delft University of Technology, Paesi Bassi, e consisterebbe nel trasformare gli scarti organici in bioplastiche, note come poliidrossialcanoati (PHA), attraverso l'uso di batteri.
I PHA sono prodotti dalla fermentazione batterica di zuccheri e lipidi e sono perfettamente biodegradabili.
In un'altra ricerca Kevin O'Connor dell'Università di Dublino ha sviluppato un particolare processo per la produzione di PHA. Si tratta della "pirolisi", ovvero il riscaldamento di plastiche non biodegradabili, in assenza d'aria, fino alla rottura dei legami molecolari. Il prodotto risultante, di questa prima fase di lavorazione, diventa il nutrimento per batteri che lo convertono in PHA.
In questo modo, i microrganismi sostituiranno completamente il petrolio come materia prima per la produzione di plastiche.

Fonte: Le Scienze

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