giovedì 14 maggio 2009

Angeli e Demoni...e l'LHC


Nel precedente post avevo parlato della fortunata serie televisiva e cinematografica di Star Trek, e delle innovazioni tecnologiche che sono state suggerite da essa.
E' doveroso concentrarsi anche su di un altro film in uscita nelle nostre sale e cioè "Angeli e Demoni", tratto dal romanzo di Dan Brown, lo stesso autore del Codice Da Vinci. Di cosa parla? Di cose tipo visioni apocalittiche, logge segrete, complotti, patti col diavolo ecc.ecc., con il Cern di Ginevra e la più grande macchina costruita dall’uomo, l’LHC (Large Hadron Collider) che fanno da sfondo.
Ma che c’entra il più grande laboratorio scientifico europeo e il più potente acceleratore del mondo con storie di angeli e apocalissi? Perché si parla di un ipotetico e terribile ordigno costruito a partire dall’antimateria generata dall’LHC del CERN che può distruggere il Vaticano: al di là della trama che ha già suscitato non poche critiche, ma che resta fantasia, anche la fisica di cui si parla nel film non sta in piedi; è utile però a creare una storia che ci tenga col fiato sospeso, oltre a offrirci un’occasione per vedere alcune suggestive immagini della grande macchina che sta 100 metri sottoterra al confine fra Svizzera e Francia.
E poi guarda caso ci sono altri dettagli che condiscono la vicenda. Di certo ricorderete i sedicenti ricercatori che nel settembre 2008, poco prima che l'LHC entrasse in funzione per poi rompersi subito dopo, terrorizzarono il mondo con la previsione della nascita di un buco nero dall'esperimento che avrebbe inghiottito la terra in pochi anni. A tal proposito riporto un'idea un pò pazzesca pescata in un blog di ricercatori americani (l'autore è Jo Marchant del New Scientist).
Il titolo? "Come catturare un buco nero prima che divori il mondo".
E' difficile? Assolutamente no!, basta inscatolarlo e spararlo nello spazio.
Chiariamo che i fisici hanno ampiamente dimostrato quanto sia impossibile che ciò avvenga, ma se casomai il Large Hadron Collider particle accelerator, una volta entrato in funzione, causasse un buco nero si potrebbe correre ai ripari.
Prima di tutto bisogna considerare il tempo a disposizione. Un buco nero così creato avrebbe la stessa capacità di attrazione gravitazionale di un'arancia, non abbastanza per succhiare una quantità di materia apprezzabile, e perciò con crescita molto lenta. Secondo: i buchi neri possono avere carica, ciò dipende dalla natura delle particelle che ingurgitano, perciò i fisici potrebbero dargli carica negativa sparandogli dentro elettroni attraverso un tubo catodico. Poi potrebbero intrappolarlo in una scatola con le pareti metalliche caricate negativamente - ciò basterebbe a confinarlo, infatti le pareti con la stessa carica lo respingerebbero mantenendolo sospeso all'interno della scatola -. L'ultimo passo sarebbe quello di sparare il tutto fuori dal nostro sistema solare. Un ottimo spunto per un prossimo film di fantascienza. Non si può negare che i dati che provengono dall'LHC facciano comunque molta impressione: si calcola che quando la macchina sarà a regime, ogni secondo avremo 600 milioni di collisioni in grado di produrre calore 100 mila volte più potente di quello del Sole. L'ultima domanda che possiamo porci è questa, c'era davvero bisogno di impiegare vent'anni, spendere miliardi per realizzare un anello di 27 km dove si scontreranno fasci di particelle a energie mai viste, o è il solito delirio umano di onnipotenza. Le domande che attendono risposta sono tante: si cercheranno conferme a teorie, per ora solo nelle teste dei fisici, come quella delle stringhe, del bosone di Higgs, la particella mai osservata, conosciuta anche come "particella di Dio", che sarebbe all'origine della massa. Una volta data risposta a tutto ciò rimarrebbe davvero ben poco da chiederci.

Articolo originale in inglese: How to catch a black hole before it eats the world
Fonte: Angeli e Demoni, buchi neri e LHC: l'inferno sotto Ginevra?

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