venerdì 24 aprile 2009

Computer Quantistici: dalle origini alle ultime scoperte

Iniziamo con una breve definizione: il computer quantistico è un dispositivo per il trattamento e l'elaborazione delle informazioni, che invece di usare le classiche operazioni sui dati usa i fenomeni tipici della meccanica quantistica, come la sovrapposizione degli effetti e l'entanglement. A differenza dei nostri pc, i computer quantistici utilizzano il "qubit" o bit quantistico, che oltre ai valori 0 e 1 può assumere una combinazione di entrambi. La prima idea di computer quantistico fu di Richard Feynmann nel 1982. Nel 1998 il fisico Bruce Kane propose la costruzione di un elaboratore quantico su atomi di fosforo disposti su uno strato di silicio di 25 nanometri (computer quantico di Kane). Ma ultimamente le scoperte e le innovazioni si succedono velocemente. L'ultima novità proviene dal National Institute of Standards and Technology (NIST) e il relativo articolo è apparso sul Nature. Si tratta dell'aumento di affidabilità delle componenti dei computer, bisogna infatti ricordare che gli stati quantistici con cui devono lavorare sono estremamente delicati e suscettibili di un alto tasso di errore, a causa di disturbi elettrici o magnetici anche minimi. Il metodo dei ricercatori del NIST sembrerebbe possa abbattere il tasso di errori al di sotto della soglia di tolleranza (un errore ogni diecimila operazioni di calcolo) rendendo più realistica la costruzione di un computer quantistico. Non bisogna dimenticare che alcuni mesi fa c'è stata una grossa scoperta in questo settore da parte del Laboratorio di Magnetismo Molecolare (LAMM) presso l'Università di Firenze. Si è dimostrato come una singola molecola possa essere utilizzata come elemento di memoria per immagazzinare dati e informazioni ( vedi http://www.lswn.it/comunicati/stampa/2009/un_passo_avanti_verso_i_computer_quantistici).

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