giovedì 16 aprile 2009

7 invenzioni per case ecologiche

Il fornello solare: J. Bohmer è l’ideatore del Kyoto Box, il fornello a energia solare, che gli è valso il primo premio al Climate Change Challenge 2009. Il costo di realizzazione è di soli 5 dollari.
Invenzione utilissima per i paesi più poveri che hanno solo il sole come unica fonte di energia, permette inoltre di rendere potabile l’acqua.
Il tessuto-luce: dal MIT arriva una speciale integrazione di tessuti (ad esempio tendaggi) e pannelli solari flessibili. I semiconduttori assorbono la luce e la convertono in energia elettrica.
Le bici-ricaricabili: grazie all’energia solare diventano motorini ecologici.
Le barche a energia termica: invenzione dell’università di Berkeley. Si tratta di barche a "propulsione solare diretta", capaci di sfruttare la tensione superficiale dei liquidi.
Sono realizzate in plastica e strisce di carbonio nanostrutturato: quando i raggi del sole vengono concentrati sul dispositivo, i nanotubi si riscaldano rilasciando energia termica anche alle molecole d'acqua che li circondano e provocando così una diminuzione della tensione superficiale. In assenza di ostacoli, l'oggetto riscaldato si dirige verso una zona a maggior tensione spostandosi sulla superficie del liquido.
La stampante a caffè: gli avanzi di caffè sono usati come inchiostro.
La lavatrice a noci: le noci sostituiscono i detersivi
Acqua potabile eolica: Il progetto sviluppato dalla University of Technology di Delft, in Olanda, è riuscito nell'impresa di sviluppare un mulino a vento a osmosi inversa, che pompa l'acqua salata utilizzando l'energia eolica e la porta dal mare alla membrana a osmosi, a una pressione di circa 60 bar. Il sale contenuto nella soluzione viene così rilasciato, rendendo possibile ricavare acqua dolce. Il mulino è in grado di produrre dai cinque ai 10 metri cubi di acqua al giorno, a seconda della capacità e della velocità del vento a disposizione, e i serbatoi permettono di conservare l'acqua anche per cinque giorni in situazioni di siccità estrema o di scarsità di vento.

Fonte: repubblica.it

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