sabato 28 marzo 2009

Ultime novità dal Cern

Pare che il mega acceleratore di particelle del Cern di Ginevra riprenderà a lavorare dalla prossima estate, a fine giugno. In passato, il Centro di ricerche svizzero aveva diffuso un report in cui descriveva nel dettaglio l'analisi e la diagnosi dell'incidente che ha fermato, il 19 settembre scorso, il Large Hadron Collider, la più grande macchina per la scienza mai costruita dall'uomo che riporterà gli scienziati al momento del Big Bang, alla ricerca del bosone di Higgs, anche conosciuto come “particella di Dio”. Essa sarebbe l’elemento finale della materia, una (ipotetica) particella elementare - l’unica a non essere stata mai osservata - prevista dal modello standard della fisica delle particelle. Secondo il Rapporto del Cern, l'incidente fu causato "da una connessione elettrica danneggiata che collegava due dei grandi magneti dell'acceleratore. Questo danno prettamente meccanico provocò il rilascio dal magnete di elio che si riversò nel tunnel. Le procedure per la sicurezza scattarono subito ed il sistema di sicurezza si dimostrò efficace, tanto che nessuno fu soggetto ad alcun rischio". Riassumendo, l’audace esperimento consisterebbe in questo: dentro il super acceleratore di particelle viaggeranno delle nuvole di protoni, i quali, scontrandosi fra loro, scateneranno una immensa energia. Saranno così riprodotte le condizioni dell’universo ad appena 10 microsecondi dal Big Bang. Si tratterà di un plasma di quark e gluoni con una potenza di 14 teraelettronvolt (14 mila miliardi di elettronvolt), la più alta mai ottenuta. Tra l’altro, due cittadini statunitensi si erano rivolti ad un tribunale svizzero chiedendo che l’esperimento fosse bloccato perché avrebbe potuto creare buchi neri distruttivi in grado di inghiottire nel nulla la Svizzera se non l’intero pianeta Terra. In realtà, che ciò possa accadere è impossibile. Sergio Bertolucci (direttore della ricerca del Cern di Ginevra) tranquillizza: “si può stare tutti molto tranquilli, l'umanità e' brava a fare queste cose, però la natura e' molto più brava di noi a costruire particelle di energia. In ogni istante noi siamo bombardati da miliardi di raggi cosmici con energie più alte di quelle che faremo in questa macchina. Se potessero formare questi buchi neri noi non esisteremmo già più da qualche miliardo di anno". Insomma, c’è molta filosofia in questo esperimento e molte aspettative, c’è in ballo la sopravvivenza di una delle più note teorie della fisica moderna che pretende di spiegare grosso modo il “tutto” a partire dalle origini dell’universo…una robbetta da niente!

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